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REGISTRO PRTR: TRASFERIMENTO FUORI SITO RIFIUTI

Immagine abstract
Abstract: 
EPRTR (European Pollutant Release and Transfer Register) è il Registro integrato che l’UE ha realizzato sulla base di quanto previsto con il Regolamento CE 166/2006, allo scopo di mettere a disposizione del Pubblico l’informazione relativa alle pressioni sull’ambiente derivanti dagli stabilimenti industriali che soddisfano i criteri stabiliti nella normativa. L’indicatore rappresenta le quantità di rifiuti pericolosi e non pericolosi, originate dagli stabilimenti industriali che hanno comunicato tali dati al registro nazionale PRTR. Considerando i dati "industria" relativi ai rifiuti pericolosi, nel 2017 i gruppi PRTR che hanno trasferito rifiuti pericolosi oltre frontiera sono stati: le attività energetiche, l'industria dei metalli e la chimica. La quantità complessiva di rifiuti pericolosi trasferita è pari a circa l'1% del totale rifiuti pericolosi "industria". Anche gli impianti che ricadono nel gruppo "Gestione rifiuti e acque reflue" hanno inviato rifiuti pericolosi oltre frontiera nel 2017: circa il 6% dei rifiuti pericolosi dichiarati per questo gruppo è stato inviato all'estero.
Descrizione: 
L’indicatore rappresenta, per gli anni osservati, la quantità totale di rifiuti pericolosi e non pericolosi trasferiti al di fuori del perimetro dei siti degli stabilimenti dichiaranti al PRTR nazionale. In analogia agli indicatori PRTR relativi alle emissioni in aria e nelle acque, il campione osservato è costituito dai complessi industriali di maggiori dimensioni presenti sul territorio nazionale.
Sebbene il valore dei trasferimenti di rifiuti possa essere acquisito tramite misure, calcoli o stime come previsto dalla normativa di riferimento, la maggioranza dei dati dichiarati è acquisito mediante misure del peso delel quantità dei rifiuti.
Le informazioni qualitative e quantitative sui trasferimenti di rifiuti sono raccolte attraverso le Dichiarazioni PRTR sulla base dei criteri stabiliti dalla normativa di riferimento (art. 5 del Regolamento CE n.166/2006; DPR 157/2011 e art.30 del D.Lgs. 46/2014). L’obbligo per il gestore dell’impianto di comunicare i dati sul trasferimento dei rifiuti interviene se nell’anno di riferimento considerato sono stati trasferiti rifiuti pericolosi in quantità complessiva maggiore di 2 tonnellate o di rifiuti non pericolosi in quantità complessiva maggiore di 2.000 tonnellate. La quantità totale di rifiuti è poi descritta dettagliando la quantità inviata al recupero o allo smaltimento in Italia o all’estero. Nel caso di trasferimento di rifiuti pericolosi oltre frontiera il gestore dell’impianto comunica anche l’informazione relativa all’impianto di trattamento finale all’estero
Scopo: 
Fornire informazioni qualitative e quantitative sulle quantità di rifiuti pericolosi e non pericolosi trasferite annualmente dagli stabilimenti PRTR fuori dal loro sito, secondo quanto dichiarato al Registro nazionale PRTR. Per le due tipologie di rifiuto considerate, l’indicatore riporta il dato totale dichiarato al Registro PRTR, la quantità inviata al recupero in Italia e all'Estero, la quantità inviata allo smaltimento in Italia e all'Estero.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Regolamento CE n.166/2006 e DPR n.157/2011
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa (Regolamento CE n.166/2006; DPR 157/2011 e art.30 del D.Lgs. 46/2014), oltre alle informazioni relative all’identificazione degli stabilimenti PRTR e delle attività PRTR/AIA svolte, prevede che gli stabilimenti industriali tenuti alla dichiarazione comunichino informazioni, qualitative e quantitative, sulle emissioni in aria e acqua e suolo e sul trasferimento di inquinanti nei reflui e sul trasferimento fuori sito di rifiuti. La prima raccolta di dati del registro PRTR relativi al 2007 si è svolta nel 2008. L’aggiornamento del registro è annuale e include anche i dati delle aziende soggette alla precedente dichiarazione INES. La normativa prevede inoltre l’accesso del pubblico al registro stesso e la comunicazione delle informazioni a livello europeo per il Registro EPRTR. Rispetto al registro INES, il registro PRTR richiede di verificare separatamente il superamento della soglia di dichiarazione per le emissioni in acqua e per i trasferimenti di inquinanti nei reflui.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
https://prtr.eea.europa.eu/#/home
Limitazioni: 
Il sistema di raccolta dei dati per il Registro PRTR, basato sul processo di autodichiarazione degli stabilimenti e di validazione da parte delle Autorità competenti, offre margini per interventi volti a migliorare ulteriormente completezza e qualità della base di dati. La presenza degli impianti di trattamento dei rifiuti tra le categorie incluse nel campo di applicazione per il Registro PRTR introduce un elemento di potenziale doppio conteggio nei dati aggregati relativi alle quantità di rifiuti presentati in questo indicatore, si ritiene comunque utile completare l'informazione contenuta nel Registro PRTR aggiungendo anche i dati sui rifiuti al set di indicatori presenti nel capitolo industria dell'Annuario dei dati ambientali.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
https://prtr.eea.europa.eu/#/home
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Percentuale (%), Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Aggregazioni e disaggregazioni per parametri geografici e codici PRTR.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2007-2017
I dati di base usati per l'elaborazione dell'indicatore derivano dalla Banca dati del registro nazionale PRTR. Sono dichiarati dalle aziende soggette all'obbligo della dichiarazione PRTR e valutati dalle autorità competenti come previsto dal DPR n.157/2011. La valutazione della qualità dei dati dichiarati è in realtà un processo continuo che può comportare l'aggiustamento della base dichiarante e dei dati comunicati anche nel corso degli anni successivi a quello di dichiarazione. L’indicatore fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente. Fornisce, anche, una base per confronti a livello internazionale.
Stato: 
Medio
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
Il registro PRTR nazionale copre gli anni dal 2007 al 2017.Le considerazioni che seguono sono relative ai dati aggregati al netto del contributo delle attività di gestione dei rifiuti e delle acque reflue allo scopo di evitare doppi conteggi.
In termini quantitativi, il trasferimento di rifiuti fuori sito delle aziende del comparto industria ha interessato complessivamente 13,1 Mt di rifiuti speciali, di cui 10,3 Mt di rifiuti non pericolosi e 2,9 Mt di rifiuti pericolosi. L'avvio al recupero è stato di 6,9 Mt per i rifiuti non pericolosi (67% del totale) e di 1,3 Mt per i rifiuti pericolosi (44,2% del totale).
Il confronto tra i dati relativi al trasferimento dei rifiuti fuori sito del 2017 e del 2007 (dati disponibili nell'edizione 2011 dell'Annuario dei Dati Ambientali) mostra l'aumento della quantità di rifiuti non pericolosi (+23%) e l'aumento di quelli pericolosi (+46%) (Tabella 1 e Figure 1 e 2). Rispetto al trattamento finale (smaltimento o recupero), sempre nello stesso periodo, è aumentata del 58% la quantità di rifiuti non pericolosi trasferita allo smaltimento ed è cresciuta di oltre l'81% la quantità di rifiuti pericolosi trasferita al recupero. In entrambi gli anni considerati (2007-2017) il gruppo di attività PRTR che contribuisce maggiormente al trasferimento fuori sito di rifiuti non pericolosi è l'industria dei metalli seguita, nel 2017, dalla chimica (i due gruppi insieme costituiscono oltre il 61% dei rifiuti non pericolosi trasferiti nel 2017). Le attività energetiche nel 2007 insieme all'industria dei metalli hanno rappresentato il 76% dei rifiuti non pericolosi trasferiti; nel 2017 il contributo delle attività energetiche scende al 15,5%. Per i rifiuti pericolosi, in entrambi gli anni considerati, i gruppi di attività PRTR che trasferiscono le maggiori quantità sono l'industria dei metalli e l'industria chimica, insieme questi due gruppi di attività incidono per l'88% dei rifiuti pericolosi trasferiti nel 2007 e per il 73% di quelli trasferiti nel 2017.
Dalla figura 3, che riporta il confronto tra i dati della produzione quantitativa dei rifiuti speciali totali dichiarati dagli stabilimenti PRTR, afferenti alle quattro categorie di attività PRTR in esame, con i dati derivanti dalle dichiarazioni MUD, pubblicati annualmente da ISPRA, si evince che la quantità di rifiuti dichiarati PRTR rispetto a quelli dichiarati MUD sono il 55,2% per la chimica, 72,7% per la metallurgia, 58,2% per il cartario e 51,4% per la lavorazione dei minerali non metalliferi.
Commenti: 
I dati sono ottenuti mediante aggregazione di quelli dichiarati dai singoli stabilimenti soggetti a tale obbligo. Infatti, il singolo stabilimento PRTR è tenuto a comunicare il trasferimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi se, per l'anno di riferimento considerato, risultano superate le soglie di dichiarazione fissate a 2 tonnellate per i rifiuti pericolosi e 2.000 tonnellate per i rifiuti non pericolosi. I dati dichiarati dal singolo stabilimento (perché maggiori delle corrispondenti soglie), sono sottoposti a valutazione di qualità da parte delle autorità competenti. Le caselle vuote eventualmente presenti in tabella indicano che per l'anno considerato non è disponibile un dato nazionale, poiché i dati relativi non sono stati dichiarati dagli stabilimenti al registro PRTR. Al fine di ridurre potenziali doppi conteggi delle quantità di rifiuti trasferite fuori sito, in Tabella 1 si è scelto di aggregare le quantità dichiarate dagli stabilimenti PRTR che svolgono attività principali non ricadenti nel gruppo "Gestione rifiuti e acque reflue". Le figure mostrano la ripartizione percentuale delle quantità di rifiuti pericolosi e non pericolosi tra i gruppi di attività PRTR sorgenti (ad eccezione del gruppo "Gestione rifiuti e acque reflue"). Nel 2017, il 52% dei rifiuti non pericolosi originati dal gruppo "industria" è inviato a trattamenti di recupero, mentre il 57% dei rifiuti pericolosi trasferiti dal gruppo "industria" è inviato a trattamenti di smaltimento. Considerando i dati "industria" relativi ai rifiuti pericolosi, nel 2017 i gruppi PRTR che hanno trasferito rifiuti pericolosi oltre frontiera sono quelli relativi alle attività energetiche, l'industria dei metalli e la chimica (Tabella 2). La quantità complessiva di rifiuti pericolosi trasferita è pari a circa l'1% del totale dei rifiuti pericolosi "industria". Anche gli impianti che ricadono nel gruppo "Gestione rifiuti e acque reflue", nel 2017, hanno inviato rifiuti pericolosi oltre frontiera, pari a circa il 6% (Tabella 3).