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PRESSIONE ANTROPICA IN ZONE UMIDE D'IMPORTANZA INTERNAZIONALE

Immagine abstract
Abstract: 
Su gran parte delle aree Ramsar italiane insistono forme di pressione antropica connesse sia alla presenza di insediamenti e infrastrutture, sia all’attività agricola. Le aree agricole in 45 casi su 65 occupano oltre la metà del territorio dell’area Ramsar. Le aree urbanizzate e le infrastrutture pur avendo un’estensione più ridotta, contribuiscono alla pressione cui sono soggette le aree Ramsar, infatti, circa un quarto sono interessate da un livello di pressione da urbanizzazione alta o molto alta. All’interno delle classi III (pressione di entità alta) e IV (entità molto alta) ricade il 68% del totale delle zone umide, sottolineando le condizioni di precario equilibrio in cui si trovano questi ambienti. Solo il 15% delle aree rientra nella classe I (pressione bassa) e il 17% in classe II (pressioni media).
Descrizione: 
L'indicatore mostra i livelli di pressione antropica all'interno di ogni area Ramsar ed entro un buffer di 5 chilometri di raggio tracciato lungo il perimetro dell'area stessa. Per poter definire la pressione sono state considerate significative fonti potenzialmente impattanti sullo stato di conservazione, derivanti sia da un uso intensivo del territorio, sia da fonti di frammentazione e impermeabilizzazione areale e lineare. Sono stati elaborati due indici parziali relativi al suolo a copertura artificiale e all'attività agricola. Dai dati calcolati sono stati individuati livelli di pressione definiti sulla base della frequenza della distribuzione dei valori all'interno di cinque classi di intensità. L'indice di pressione antropica deriva dalla somma dei due precedenti indici parziali a cui viene fatta corrispondere una classe di pressione antropica secondo le seguenti modalità: Classe I pressione antropica bassa (valori inferiori a 7); Classe II pressione antropica media (valori compresi tra 7 e 8); Classe III pressione antropica alta (valori compresi tra 9 e 10); Classe IV pressione antropica molto alta (valori superiori a 10).
Scopo: 
Valutare l'entità delle pressioni potenzialmente interferenti con lo stato di conservazione delle zone umide di importanza internazionale.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Convenzione sulle Zone Umide, denominata "Convenzione di Ramsar” (1971), ratificata in Italia con DPR n. 448 del 13/03/1976 e DPR n.184 dell’11/2/1987 (Esecuzione del protocollo di emendamento della convenzione)
Convenzione di Parigi (1950), ratificata in Italia con L. n.812/78
D.Lgs. 152/99 (Legge Quadro sulle acque)
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Convenzione Ramsar è un trattato per la conservazione delle zone umide e delle loro risorse. Lo scopo principale della Convenzione è quello di porre un freno alla distruzione delle zone umide, in particolare quelle importanti per gli uccelli migratori e di riconoscerne ufficialmente l’elevato valore ecologico, scientifico, culturale ed economico. La Convenzione prevede tre attività principali: l'individuazione delle aree umide di interesse internazionale; la promozione dell’uso sostenibile delle aree umide; la cooperazione internazionale.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
-
Limitazioni: 
Questo indicatore è funzionale alla descrizione del fenomeno indagato all'interno delle zone umide di importanza internazionale, ma non fornisce alcun elemento sulla situazione complessiva delle aree umide a livello nazionale.
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Non definibile
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/download-mais/corine-land-cover/
http://www.minambiente.it/pagina/zone-umide-di-importanza-internazionale-ai-sensi-della-convenzione-di-ramsar
https://www.tomtom.com/it_it/
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Unità di misura: 
Classi di qualità da I a V, Ettaro (ha), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indice di pressione antropica deriva dalla sommatoria di due indici parziali legati alla copertura artificiale del suolo e all’attività agricola. I due indici parziali sono elaborati a partire dall’integrazione del dato Copernicus CORINE Land Cover con la Carta Nazionale del Consumo di Suolo, entrambi riferiti agli anni 2012 e 2018. In particolare, a partire dal dato cartografico sono state considerate le aree con copertura artificiale per calcolare il primo indice parziale e le aree agricole per il secondo. L'informazione si riferisce alle aree Ramsar e a una “buffer zone” di 5 chilometri di raggio tracciata lungo il perimetro delle stesse. I valori dell'indice sintetico di pressione antropica sono infine raggruppati in quattro classi di pressione (pressione di entità bassa-I, media-II, alta-III e molto alta-IV).
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Non compilato  
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)
Copertura temporale: 
2012, 2018
I dati utilizzati per elaborare l’indicatore presentano un buon livello di accuratezza. La comparabilità nel tempo è legata ai due dati di input impiegati, e risulta buona sia con riferimento alla stima della pressione esercitata da superfici artificiali e infrastrutture, sia rispetto alla pressione esercitata dalle aree agricole; ciò è legato al fatto che sia il dato CORINE Land Cover sia la Carta Nazionale del Consumo di Suolo presentano una versione relativa al 2012 e un aggiornamento al 2018. La valutazione positiva per rilevanza e comparabilità nello spazio è da attribuire, nel primo caso, all’importanza della pressione antropica per la conservazione delle zone umide quale argomento centrale nelle politiche ambientali internazionali, nel secondo caso all’informazione distribuita su tutto il territorio nazionale e raccolta con criteri omogenei.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
Analizzando i valori assunti dall’indice emerge come su gran parte delle aree Ramsar insistano rilevanti pressioni antropiche, connesse da un lato alla presenza di insediamenti e infrastrutture e dall’altro all’attività agricola. Tale tendenza è legata al fatto che stagni e paludi, per loro stessa natura, si collocano in aree pianeggianti e con elevata disponibilità idrica, dove la competizione con l’attività agricola è sempre stata molto forte. In tal senso nei territori analizzati si rileva un’ampia presenza di aree agricole, che in 45 casi su 65 occupano oltre la metà dell’estensione dell’area Ramsar stessa.
Con riferimento ad aree urbanizzate e infrastrutture, pur avendo un’estensione relativamente ridotta, esse contribuiscono in modo significativo alla pressione cui sono soggette le aree in esame; nel complesso, infatti, circa un quarto delle aree sono interessate da un livello di pressione da urbanizzazione alta o molto alta.
Rispetto ai risultati presentati nelle precedenti edizioni, si riscontrano alcune differenze dovute al ricalcolo complessivo degli indici. Ciò a seguito della revisione per il 2012 e degli ultimi aggiornamenti al 2018 delle basi cartografiche impiegate. Per quanto riguarda il trend per il periodo 2012-2018 si registra una complessiva stabilizzazione della pressione sulle aree in esame.
Commenti: 
L’elaborazione degli indici di urbanizzazione e di attività agricola relativi al 2018 mette in evidenza la forte presenza di ambiente agricolo e secondariamente di superfici urbanizzate nelle zone Ramsar e nelle aree buffer. Si rileva che il 35% delle aree considerate (23 aree su 65 ) è interessato dalla presenza di terreni agricoli per oltre il 70% della superficie; tali aree presentano il valore massimo (5, molto alta) dell’indice di pressione da attività agricola (Tabella 1). Se si considera invece un’estensione dei terreni agricoli superiore al 50% della superficie totale, le aree Ramsar diventano 45 (pari al 70% del totale). L’area più penalizzata è Punte Alberete in Emilia-Romagna, dove le aree agricole coprono oltre il 94,4% del territorio in esame.
Le superfici urbanizzate sono presenti in misura inferiore, tanto è vero che la maggior parte delle aree (27 su 65, pari al 41% del totale) presenta coperture legate a infrastrutture e urbanizzato inferiori al 10%. Vi sono tuttavia alcune importanti eccezioni riferibili a zone umide prossime ad agglomerati urbani: la percentuale di superficie urbanizzata supera il 25% in Sardegna, nello Stagno di Molentargius (53,6%; indice di urbanizzazione pari a 12), e in Sicilia, nelle zone Ramsar delle Saline di Trapani (30,6%) e Palude di Capo Feto (38,8%), che presentano un indice di urbanizzazione pari a 10 (molto alta).
Nel complesso, per quanto riguarda l’indice di pressione antropica, si osserva che solo il 15% delle aree Ramsar risente di una pressione antropica di entità bassa (10 aree in classe I), mentre il 17% mostra livelli di pressioni media (11 aree in classe II) (Figura 1). All’interno delle classi III (pressione di entità alta) e IV (entità molto alta) ricade il 68% del totale delle zone umide con 16 aree in classe III e 28 in classe IV (Tabella 1; Figura 1), sottolineando le condizioni di precario equilibrio in cui si trovano questi ambienti estremamente sensibili, per le loro dinamiche interne, e continuamente minacciati dall’attività antropica circostante.
A livello regionale i valori più elevati si riscontrano in Sicilia, dove tutte le 6 aree Ramsar presentano un livello di pressione antropica massimo (classe IV) (Figura 2). Si riscontra, inoltre, un alto grado di pressione antropica (classe III) nelle aree Ramsar di Puglia e Campania, e in circa metà delle aree ricadenti nel territorio della Toscana ed Emilia-Romagna (Figura 2).
Le condizioni di minor pressione si riscontrano nelle aree del Lago di Tovel in Trentino-Alto Adige e del Lago di Barrea in Abruzzo, dove si ha un valore dell’indice pari a 3 (classe di pressione I, entità bassa).
Dal punto di vista dell’evoluzione delle dinamiche territoriali all’interno del territorio coperto dalle 65 aree Ramsar e dalle rispettive buffer-zone, nel periodo 2012-2018, l’elaborazione accessoria in Figura 3 mette in evidenza un generale aumento della superficie interessata da urbanizzazione e infrastrutture soprattutto in Sardegna (101,5 ettari), Toscana (92,94 ettari) ed Emilia-Romagna (84,7 ha), mentre tale fenomeno risulta pressoché assente in Trentino-Alto Adige e Abruzzo; si può osservare anche la riduzione delle aree agricole è evidente soprattutto in Toscana (-130 ettari), Sardegna ed Emilia-Romagna. Complessivamente è avvenuto un aumento delle superfici urbanizzate di 602,93 ettari e una riduzione delle aree agricole pari a 648,53 ettari.
Allegati: