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INVESTIMENTI PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE

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Abstract: 
Nel 2016, gli investimenti per la protezione dell’ambiente delle imprese industriali aumentano del 2,3% rispetto al 2015. Con riferimento alla tipologia di spesa, gli investimenti di fine ciclo (end of pipe) sono ancora la componente più importante degli investimenti per la protezione dell’ambiente con un'incidenza pari al 66,5% del totale contro il 33,5% degli investimenti integrati. L'indicatore valuta gli investimenti per la protezione dell'ambiente da parte delle imprese industriali (industria in senso stretto). Nell’industria manifatturiera il 50% degli investimenti per la protezione dell'ambiente è realizzata dall'industria della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, dall'industria metallurgica e dalla chimica.
Descrizione: 
L'indicatore misura le spese sostenute dalle imprese industriali (in senso stretto), a proprio uso e consumo e senza vendita sul mercato, per la protezione dell'ambiente, secondo la classificazione internazionale CEPA2000 (Classification of Environmental Protection Activities and expenditure) che costituisce lo standard di riferimento del Regolamento comunitario per le statistiche strutturali. I dati riguardano gli investimenti in tecniche di tipo end of pipe e integrate sostenuti dalle imprese, escluse le spese correnti. I primi riguardano investimenti in attrezzature, installazioni o dispositivi per il controllo e l'abbattimento dell'inquinamento che agiscono dopo che questo è stato generato; i secondi, al contrario, consistono in investimenti in attrezzature, installazioni o dispositivi che prevengono o riducono alla fonte l'inquinamento generato dal processo produttivo. Rimangono escluse le imprese che svolgono attività relative alle reti fognarie, attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero dei materiali e attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti (divisioni ATECO 37, 38 e 39).
Scopo: 
Valutare gli investimenti nella protezione dell'ambiente da parte delle imprese industriali (industria in senso stretto) e la loro evoluzione nel tempo.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Il Regolamento comunitario (EC) n.295/2008 per le statistiche strutturali prevede l'obbligo per gli istituti di statistica dei Paesi membri di raccogliere e fornire ad Eurostat i dati sugli investimenti in impianti e attrezzature per l'abbattimento dell'inquinamento, distinti tra investimenti di fine ciclo e quelli a tecnologia integrata.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISTAT, Statistiche Report, Anni vari, Gli investimenti delle imprese industriali per la protezione dell'ambiente.
EUROSTAT,Anni vari, Statistics Explained, Environmental protection expenditure accounts
Limitazioni: 
-
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Biennale
Accessibilità dei dati di base: 
Istat- I.Stat
Fonte dei dati di base: 
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Unità di misura: 
Euro (€)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati derivano da due indagini ISTAT quella relativa a "Piccole e medie imprese e sull'esercizio di arti e professioni" e quella relativa al sistema dei conti delle imprese"
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Biennale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2008-2016
L'informazione risulta determinante nella valutazione del grado di coinvolgimento del sistema industriale nella salvaguardia ambientale. I dati sono documentati e di qualità nota, infatti, derivano da due distinte indagini statistiche (ISTAT): quella relativa alle "Piccole e medie imprese e sull'esercizio di arti e professioni" (campionaria sulle imprese con meno di 100 addetti) e quella relativa al "Sistema dei conti delle imprese" (a carattere censuario sulle imprese di dimensione superiore). L'indicatore, affidabile, semplice e facile da interpretare, risulta comparabile nel tempo e nello spazio e consente confronti internazionali.
Stato: 
Medio
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2016, gli investimenti per la protezione dell’ambiente delle imprese industriali ammontano a 1.437 milioni di euro, con un aumento del 2,3% rispetto all'anno precedente, in cui sono stati pari a 1.406 milioni di euro. Con riferimento alla tipologia di spesa, gli investimenti di fine ciclo (end of pipe) sono ancora la componente più importante degli investimenti per la protezione dell'ambiente, con un'incidenza pari al 66,5% del totale (69,7% nel 2015 e 71% nel 2014), contro il 33,5% degli investimenti in "tecnologie integrate" (Tabella 1 e Figura 1). Pertanto, si conferma la tendenza delle imprese industriali a realizzare soprattutto investimenti orientati alle tecnologie "end of pipe", ossia tutti i trattamenti dell’inquinamento a valle dei processi produttivi, dalle tecnologie di depurazione degli scarichi al riciclo dei rifiuti, invece di ricorrere a tecnologie più avanzate in grado di rimuoverlo o ridurlo alla fonte, tuttavia, l’incidenza percentuale dei primi risulta in diminuzione negli ultimi anni.
Gli investimenti "end of pipe" hanno interessato per il 43,6% la gestione delle acque reflue, per il 25%, in eguale misura, la protezione dell'aria e le altre attività di tutela ambientale, e per il rimanente 6% la gestione dei rifiuti (Tabella 2). Riguardo agli investimenti in "tecnologie integrate", gli interventi sono stati rivolti per il 16,7% alla protezione dell'aria, 13,8% alla gestione delle acque reflue, il 2,7% alla gestione dei rifiuti e il 66,8% alle altre attività di tutela ambientale (Tabella 3).
Dalla Figura 2 e dalla Tabella 5 si evince che, nel periodo 2008-2016, gli investimenti totali per la protezione dell’ambiente del settore industria sono diminuiti del 22,5%. In particolare, le spese in impianti e attrezzature di tipo "end of pipe" registrano una diminuzione del 34,7%, mentre quelli in impianti e attrezzature a tecnologia integrata presentano un aumento del 23,3%. Occorre notare che, nel 2008, gli investimenti "end of pipe" hanno costituito circa il 79% degli investimenti, contro il 66,5% attuale.
Nel 2016, il settore manifatturiero ha investito per la protezione dell'ambiente 557 milioni di euro, di cui 132 milioni in tecnologie integrate e 425 in tecnologie "end of pipe". Le attività che hanno effettuato i maggiori investimenti sono quelle relative alla fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (103 milioni di euro), alla metallurgia (101 milioni di euro) e alla chimica (72 milioni di euro) (Tabella 4).
Gli investimenti ambientali annui per addetto dell'industria in senso stretto, nel 2016, ammontano a 376 euro, di cui 250 in tecnologie "end of pipe" e 126 euro in tecnologie integrate (Tabella 6), mentre gli stessi, rapportati agli investimenti fissi lordi, ammontano al 3,9% (Tabella 7).
Commenti: 
Nel 2016, le imprese italiane dell’industria in senso stretto hanno investito complessivamente 1.437 milioni di euro. di cui 956 milioni di euro (979 nel 2015) per investimenti in impianti e attrezzature di tipo "end of pipe" e 481 milioni di euro (426 nel 2015) per quelli in impianti e attrezzature a tecnologia integrata. In termini assoluti, la spesa in investimenti "end of pipe" diminuisce, rispetto all’anno precedente, di 24 milioni di euro a fronte di un incremento di investimenti integrati di 55 milioni di euro.
Nell’ambito degli investimenti di tipo "end of pipe", le attività manifatturiere pesano sul totale per circa il 44,5% (42,1% nel 2015), mentre la raccolta, trattamento e fornitura di acqua per circa il 25,4% (22,5% nel 2015) (Tabella 2). In merito agli investimenti per impianti e attrezzature a tecnologia integrata la spesa maggiore, pari a circa il 64,6% del totale (59,3% nel 2015), è realizzata dall’attività di fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, segue l’attività manifatturiera con il 27,3% del totale (29,2% nel 2015).
Nell’industria manifatturiera gli investimenti più rilevanti riguardano la fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (102,5 milioni di euro) e le industrie metallurgiche (siderurgia e metalli non ferrosi) per 100,7 milioni di euro; l'industria chimica presenta investimenti per 72,3 milioni di euro (Tabella 4).