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SPESE PER LA MOBILITÀ PERSONALE

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore valuta l'entità e le modalità delle spese delle famiglie per i trasporti e se in questo settore venga spesa una quota fissa o variabile del budget familiare. Nel 2018 la spesa media mensile per i trasporti sostenuta dalle famiglie italiane, pari in valori correnti a 292,4 euro, registra un incremento dello 0,7% rispetto all’anno precedente. È inferiore solamente alla spesa media sostenuta per l’abitazione (902,77 euro mensile).
Descrizione: 
L'indicatore considera la spesa delle famiglie per i trasporti, la cui quota riflette le modifiche nel reddito e quindi nello stile di vita, nonché le variazioni dei prezzi. La determinazione dei prezzi del trasporto costituisce, infatti, un importante strumento di regolazione della relativa domanda.
Scopo: 
Valutare l'entità e le modalità delle spese delle famiglie per i trasporti, e se in questo settore venga spesa una quota fissa o variabile del proprio budget.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
-
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile
DPSIR: 
Determinante
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISTAT, anni vari, Statistiche Report, Spese per consumi delle famiglie
ACI, anni vari, Annuario statistico
Limitazioni: 
Per cogliere fedelmente tutti gli elementi della spesa per i trasporti, l'indicatore dovrebbe coprire diverse tipologie di costo, che però in alcuni casi – come ad esempio nel caso del trasporto pubblico - sono difficili da determinare.
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Trimestrale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati dati ISTAT Report spese per consumo famiglie
Utilizzati dati ACI report Annuario statistico
Utilizzati dati ISTAT Banca dati I.Stat.
Fonte dei dati di base: 
ACI (Automobile Club d'Italia)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Unità di misura: 
Euro (€)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indagine sulle spese delle famiglie; condotta da ISTAT, utilizza uno schema di campionamento casuale a due stadi (comuni-famiglie) con stratificazione delle unità di primo stadio.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2000-2018
I dati scaturiscono dall’indagine sulle spese delle famiglie (ISTAT) che ha sostituito la precedente indagine sui consumi. Sostanziali modifiche sono state introdotte in tutte le fasi della nuova indagine; per tale motivo l’ISTAT ha ricostruito le serie storiche dei principali aggregati di spesa a partire dal 1997. I dati possiedono una buona copertura spaziale e temporale.
L'indicatore, semplice e facile da interpretare, consente confronti a livello internazionale.

Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia risulta in lieve aumento rispetto all’anno precedente, infatti è pari, in valori correnti, a 2.571 euro (2.564 euro nel 2017). Anche se in crescita per il quarto anno consecutivo non raggiunge ancora il livello del 2011 (2.640 euro).
Nel dettaglio del 2018 la spesa media mensile per i trasporti sostenuta dalle famiglie italiane, pari in valori correnti a 292,4 (290,5 euro nel 2017), registra un aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente (Tabella 1). È inferiore solamente alla spesa media sostenuta per l’abitazione 902,77 euro mensile. Pertanto, nel paniere di beni e servizi delle famiglie italiane il gruppo di spesa legato ai trasporti risulta la seconda voce media mensile. In aumento la quota sul totale, pari all’11,4%, con un minimo di 10,8% nel Mezzogiorno e un massimo di 12% nel Nord del Paese. Permangono, pertanto, le differenze legate al territorio.
Commenti: 
Nel 2018, il 61,9 % della spesa media mensile delle famiglie per i trasporti (61,8% nel 2017) è destinato alle spese di esercizio dei mezzi di trasporto e tra queste il 71,1% all'acquisto dei carburanti Le famiglie hanno speso mediamente più per il carburante (128,7 euro al mese - Tabella 1) che per l’acquisto di alcuni generi alimentari, tra cui carne (97,52, euro), pane e cereali (75,73 euro) e servizi sanitari e spese per la salute ossia medicinali più servizi medici specialistici, occhiali ecc. (120,74 euro) (dati non presenti in Tabella).
Nelle Isole e al Sud (Mezzogiorno) la spesa media mensile delle famiglie per i trasporti è inferiore a quella media nazionale (Figura 1).
Circa 193 euro separano la spesa media mensile per i trasporti sostenuta dalle famiglie di operai (316,6 euro) da quella delle famiglie di imprenditori e libero professionisti (509,5 euro) (Figura 2). La spesa media scende a 133,6 euro mensile per le famiglie con a capo una persona in altra condizione (diversa da ritirato dal lavoro). Nel 2018, la spesa totale (stima ACI) sostenuta dagli automobilisti per l’utilizzo del mezzo proprio risulta in aumento rispetto all'anno precedente di circa il 2,7% ed è pari a circa 154 milioni di euro (149.961 milioni di euro nel 2017 - Tabella 2), mentre dal confronto con il 2000 (133.606 milioni di euro) è ancora più rilevante, +15,3%. Nel 2018, la quota principale di spese, pari al 32,5%, è costituita dalle spese per l’acquisto e dagli interessi sul capitale, seguono le spese per i carburanti (25,6%) e quelle per manutenzione e riparazione (16,6%).
I dati contenuti nelle Tabelle 1 e 2 non sono confrontabili tra loro, in quanto prodotti da fonti diverse e con diverse metodologie; si è ritenuto tuttavia utile presentarli in questa sede, in quanto descrittivi del fenomeno oggetto di analisi.