Report

FISCALITÀ NEI TRASPORTI

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore permette di valutare in quale misura i livelli di tassazione corrispondano ai costi esterni e favoriscano l'uso di prodotti più puliti, per muoversi verso un sistema dei prezzi che incorpori meglio i costi ambientali. In merito alle accise applicate negli Stati europei, l’Italia, a giugno 2019, risulta al terzo posto sia per la benzina (incidenza pari al 63,8%) dopo Olanda e Grecia e sia per il gasolio auto (incidenza pari al 59,7%) dopo il Regno Unito e Francia.
Descrizione: 
Le informazioni fornite dall’indicatore non sono direttamente relazionabili alla situazione ambientale, tuttavia l'indicatore è un indicatore del sistema TERM (Transport and Environment Reporting Mechanism), creato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente e dalla Commissione europea su richiesta del Consiglio europeo di Cardiff del 1998 e misura il prelievo fiscale nei trasporti, che influisce sull'efficacia della politica dei trasporti. Il principale elemento di tassazione è costituito dalle tasse sui carburanti, che sono strettamente correlate alle percorrenze e alle emissioni di anidride carbonica, ma scarsamente relazionate alle principali categorie di costi esterni, ossia agli incidenti e alla congestione.
Scopo: 
Valutare in quale misura i livelli di tassazione corrispondano ai costi esterni e favoriscano l'uso di prodotti più puliti, per muoversi verso un sistema dei prezzi che incorpori meglio i costi ambientali.
Rilevanza: 
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
La tassazione delle infrastrutture è disciplinata dal D.Lgs. 25 gennaio 2010, n. 7, come successivamente modificato dal D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 43, recante «Attuazione della Direttiva 2011/76/UE, che modica la Direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di alcune infrastrutture». La Direttiva 2011/76/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2011 riformula le regole europee sulla tassazione degli autoveicoli pesanti adibiti al trasferimento di merci attraverso una maggiorazione dei costi dei pedaggi stradali; ciò nell’ottica anche di controbilanciare i costi esterni, quali l’inquinamento atmosferico e acustico. La disciplina delle accise è contenuta nel Testo Unico di cui al D.Lgs 26 ottobre 1995, n.504. Il Testo Unico delle Accise (TUA) è stato nel tempo profondamente modificato a seguito del recepimento prima della Direttiva 2003/96/CE (D.Lgs 26/2007) e poi della Direttiva 2008/118/CE (D.Lgs 48/2010). In merito alle accise sui carburanti le disposizioni principali sono intervenute sulla definizione del loro ammontare. Inoltre, le regioni per far fronte a stati di emergenza dichiarati sono autorizzate a deliberare l’aumento dell’imposta regionale sulla benzina. Infatti, il sistema di tassazione dell’energia ha assunto nel tempo la funzione di supporto a politiche diverse: per finanziare emergenze, per indirizzare i consumatori verso prodotti energetici a minor impatto ambientale oppure per tenere in equilibrio i conti pubblici, come nel caso della Legge n.122 del 1° agosto 2012 (terremoto Emilia) e della Legge n. 98 del 9 agosto 2013 Decreto del fare (aumento accise a copertura provvedimento).
Per la fiscalità dei biocarburanti si veda l’indicatore “Diffusione di carburanti alternativi”.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa vigente non prevede il raggiungimento di specifici obiettivi.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Efficacia delle politiche (tipo D)
Riferimenti bibliografici: 
Unione Petrolifera, Anni vari, Relazione annuale
Ministero Sviluppo economico, Statistiche dell'energia
Ministero Sviluppo economici, Rilevazione settimanale prezzo benzina
Limitazioni: 
Una debolezza dell'indicatore risiede nel fatto che si concentra sulla tassazione dei carburanti nel trasporto stradale.
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Ministero Sviluppo economico, Statistiche dell'energia
Ministero Sviluppo economici, Rilevazione settimanale prezzo benzina
https://dgsaie.mise.gov.it/prezzi_carburanti_settimanali.php
https://www.unionepetrolifera.it/i-numeri-dellenergia/italia/fiscalita/
Fonte dei dati di base: 
MSE (Ministero dello sviluppo economico)
Unione Petrolifera
Unità di misura: 
Euro per litro (€/l), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati sono forniti dal Ministero sviluppo economico: I prezzi medi sono una media pesata con i consumi mensili.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1996-2018
La qualità dell’informazione, pur non essendo direttamente relazionabile alla situazione ambientale, presenta una buona qualità. I prezzi medi dei prodotti petroliferi sono calcolati dal Ministero dello Sviluppo Economico in base a una metodologia definita a livello europeo. L'indicatore, comparabile nel tempo e nello spazio, consente confronti anche a livello internazionale, ed è . basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità, pertanto rappresenta una base per confronti a livello internazionale.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
I prezzi industriali (prezzi al consumo al netto della componente fiscale) espressi come valori medi dell’anno 2018 sono pari a 0,583 euro/litro per la benzina, 0,603 euro/litro per il gasolio auto e 0,405 euro/litro per il GPL auto. Rispetto all’anno precedente i prezzi industriali registrano aumenti pari a +11% (benzina), +16,5% (gasolio auto) in linea con l'andamento delle quotazioni internazionali petrolifere e +8,7% (GPL auto). Nel medio/lungo periodo, invece, ossia rispetto al 1997 i prezzi industriali hanno registrato aumenti molto più rilevanti (+122,2% benzina; +153,3% gasolio auto; +198,9% GPL auto).
Nel 2018 il prezzo medio annuale al consumo della benzina senza piombo, pari a 1,599 euro/litro, è composto da 0,728 di accisa più 0,288 di IVA più 0,582 euro /litro di prezzo industriale; il gasolio auto, prezzo al consumo pari a 1,488 euro/litro, è costituito da 0,617 di accisa più 0,268 di IVA e 0,602 euro/litro di prezzo industriale; il GPL auto, invece, 0,147 di accisa, 0,121 di IVA e 0,404 euro/litro di prezzo industriale per un prezzo al consumo pari a 0,673 euro/litro (Tabella 1). Pertanto, nel 2018 la componente fiscale sulla benzina è pari 1,016 euro/litro, quella sul gasolio a 0,885 euro/litro mentre sul GPL auto è circa 0,268 euro/litro (Tabella 1).
Si ricorda che l’accisa è un’imposta fissa che grava sulla quantità di beni prodotti al netto delle addizionali regionali, mentre l’IVA colpisce il valore dei prodotti soggetti ad accisa e grava sulla stessa accisa. A tal proposito, nel 2018, complessivamente la componente fiscale (somma di accise e IVA) sul prezzo della benzina è di circa il 63,6% (58% nel 2012 e 72,2% nel 1997), sul prezzo del gasolio è circa il 59,5% (53% nel 2012 e 68% nel 1997) mentre sul GPL auto è circa il 39,9% (35% nel 2012 e 52% nel 1997) (Tabella 1, Figura 1).


Commenti: 
Al primo ottobre 2018 l’imposta regionale sulla benzina è vigente in 7 regioni (Piemonte (0,02600 euro/litro)), Liguria (0,05000), Marche (0,02000), Lazio (0,02582), Molise (0,02582), Campania (0,02582) e Calabria (0,02582)). In precedenza anche le regioni Abruzzo, Toscana, Umbria e Puglia avevano adottato e poi abrogato l’addizionale regionale; nelle Marche verrà abolita entro la fine del 2018 (dati non presenti, fonte: Unione petrolifera). Relativamente al gasolio per autotrazione utilizzato nel settore del trasporto, hanno diritto a usufruire dei rimborsi degli incrementi dell’aliquota d’accisa disposti dalla normativa vigente: gli esercenti l’attività di autotrasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate; gli enti pubblici e le imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al Decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e relative leggi regionali di attuazione; le imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale di cui al Decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285; le imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale di cui al citato Decreto legislativo n. 422 del 1997; le imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario di cui al Regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009; gli enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone. Con riferimento al consumo di gasolio nel 2018, l’entità del beneficio riconoscibile è pari a: € 214,18 per mille litri di prodotto, per i consumi effettuati nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018. Dalle Figure 2 e 3, relative alle accise applicate negli Stati dell’Unione Europea, si evince che l’Italia risulta al terzo posto sia per la benzina (incidenza fiscale pari al 63,8%) dopo Olanda e Grecia e sia per il gasolio auto (incidenza fiscale pari al 59,7%) dopo il Regno Unito e la Francia (situazione al 24 giugno 2019).