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EMISSIONI DI GAS SERRA DAI TRASPORTI

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Abstract: 
L'indicatore valuta le emissioni di gas serra prodotte dal settore dei trasporti per verificare il raggiungimento degli obiettivi nazionali e internazionali. In Italia i trasporti sono responsabili del 23,3% delle emissioni totali di gas serra. Nel periodo 1990-2017 le emissioni del settore trasporti decrescono del 2,7% (esclusi i trasporti internazionali/bunkers).
Descrizione: 
Le crescenti concentrazioni in atmosfera di gas serra determinano significative alterazioni delle temperature globali e del clima terrestre, nonché potenziali danni per gli ecosistemi, gli insediamenti umani, l'agricoltura e le attività socio-economiche. L'indicatore considera la presenza in atmosfera dei tre principali gas serra, ossia anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O); gli altri gas serra regolamentati (idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) non sono rilevanti per il settore dei trasporti.
Scopo: 
Valutare le emissioni di gas serra prodotte dal settore dei trasporti, al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi nazionali e internazionali di riduzione delle relative emissioni.
Rilevanza: 
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) 1992
Legge 65/1994
Protocollo di Kyoto 1997
Legge 120/2002
D.Lgs. 51/2008
Decisione 406/2009/CE
Direttiva 2009/30/CE
Regolamento CE 443/2009
Regolamento UE 510/2011
Regolamento UE 525/2013
D.Lgs. 30/2013
Accordo di Parigi 2015
Legge 79/2016
Regolamento UE 2017/1152
Regolamento UE 2018/842
Regolamento UE 2018/1999
Direttiva UE 2018/2001
Regolamento UE 2019/631
Regolamento UE 2019/1242
White Paper, Commissione Europea, 2011
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), stipulata a New York il 9 maggio 1992, è stata ratificata dalla Legge 65/1994.
Il Protocollo di Kyoto alla UNFCCC, stipulato a Kyoto l'11 dicembre 1997, ratificato dalla Legge 120/2002, stabilisce una riduzione delle emissioni totali di gas serra del 6,5% rispetto ai livelli del 1990, entro il periodo 2008-2012.
L’ISPRA, su incarico del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, garantisce in Italia la predisposizione e l’aggiornamento annuale dell’inventario dei gas serra secondo i formati richiesti, attraverso le indicazioni del D.Lgs.51/2008 e del D.Lgs. 30/2013, che prevedono l’istituzione di un Sistema Nazionale, National System, relativo all’inventario delle emissioni dei gas serra.
Il White Paper, relativamente al trasporto, inclusivo dell’aviazione internazionale ma non della navigazione internazionale, fissa l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas serra, al 2030 del 20% rispetto al 2008, e al 2050 del 60% rispetto al 1990. Il White Paper fissa inoltre gli obiettivi: del conseguimento al 2030 di una logistica urbana senza CO2 nei principali centri urbani; di una riduzione a livello europeo al 2050 delle emissioni di CO2 dai bunker marittimi del 40% rispetto al 2005.
Un nuovo accordo globale è stato raggiunto a Parigi nel dicembre 2015, per il periodo successivo al 2020. L'accordo mira a rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici mantenendo l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2 °C oltre i livelli preindustriali, perseguendo gli sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 °C; l'accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre 2016.
Per colmare il divario 2013-2020, l'Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto è stato adottato l'8 dicembre 2012. L'UE e i suoi Stati membri si sono impegnati in questa seconda fase del Protocollo di Kyoto e hanno stabilito di ridurre le emissioni collettive del 20% al di sotto dei livelli del 1990 o altro anno base. La Legge 79/2016, ratifica ed esecuzione dell’Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto, definisce una Strategia nazionale di sviluppo a basse emissioni di carbonio, istituisce il Sistema nazionale in materia di politiche e misure e di proiezioni, definisce il monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e delle informazioni in materia di cambiamenti climatici.
Considerando le emissioni complessive derivanti dai settori non EU-ETS (European Union Emissions Trading Scheme - EU ETS), che oltre al settore trasporti includono anche residenziale, agricoltura e rifiuti, gli obiettivi di riduzione per l’Italia al 2020 e al 2030 sono stabiliti rispettivamente dalla Decisione Effort Sharing (406/2009) e dal Regolamento UE Effort Sharing (2018/842) e sono pari a -13% e -33% rispetto alle emissioni di gas serra del 2005.
La Direttiva 2009/30/CE sulla qualità dei carburanti, richiede una riduzione dell'intensità dei gas a effetto serra dei carburanti per il trasporto di un minimo del 6% entro il 2020.
Riguardo agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dai veicoli, gli obiettivi al 2015 per le automobili (Regolamento CE 443/2009) e al 2017 per i furgoni (Regolamento UE 510/2011) sono stati raggiunti già nel 2013. Il 17 aprile 2019, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il Regolamento UE 2019/631 che stabilisce nuovi standard di emissione di CO2 per auto e furgoni. Il nuovo regolamento si applicherà dal 1° gennaio 2020. Il Regolamento UE 2019/1242 che stabilisce norme sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti è entrato in vigore il 14 agosto 2019.
Il Quadro 2030 per il clima e l'energia comprende obiettivi politici a livello dell'UE per il periodo dal 2021 al 2030. Gli obiettivi chiave al 2030 sono: una riduzione almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990 delle emissioni di gas a effetto serra; una quota almeno del 32% di energia rinnovabile; un miglioramento almeno del 32,5% dell'efficienza energetica. Il quadro è stato adottato dal Consiglio europeo nell'ottobre 2014. Gli obiettivi in materia di energie rinnovabili e di efficienza energetica sono stati rivisti al rialzo nel 2018.
Il Regolamento UE 525/2013, che fissa gli obiettivi di riduzione delle emissioni complessive di gas serra al 2020, relativo al Meccanismo di Monitoraggio delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea, è stato abrogato dal Regolamento UE 2018/1999 relativo alla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima, che prevede istituti e procedure per conseguire gli obiettivi e traguardi dell'Unione dell'energia, e in particolare i traguardi dell'Unione fissati per il 2030 in materia di energia e di clima.
La Direttiva UE 2018/2001 stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili, fissando un obiettivo vincolante complessivo. Gli Stati membri devono provvedere collettivamente a far sì che la quota di energia da fonti rinnovabili rispetto al consumo finale lordo di energia dell'Unione nel 2030 sia almeno pari al 32%, fissando a tal fine contributi nazionali, come parte dei loro piani nazionali integrati per l'energia e il clima in conformità al Regolamento UE 2018/1999.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
EEA, Database sulle emissioni annuali di gas serra per Stato membro e categoria, https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/data/data-viewers/greenhouse-gases-viewer
IPCC, 2006 IPCC Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories, 2006, https://www.ipcc-nggip.iges.or.jp/public/2006gl/
ISPRA, Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera, 2019, http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni
ISPRA, Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2017, National Inventory Report 2019, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Rapporti 307/2019, http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/national-inventory-report/view
UNFCCC, Database sulle emissioni annuali di gas serra per Paese e categoria, https://di.unfccc.int/detailed_data_by_party
Limitazioni: 
Le emissioni, calcolate sulla base delle Linee guida della Convenzione Quadro dell'ONU sui cambiamenti climatici, si riferiscono ai soli trasporti nazionali, escludendo quindi i bunkeraggi internazionali (trasporto marittimo e aereo internazionale).
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
EEA, Database sulle emissioni annuali di gas serra per Stato membro e categoria, https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/data/data-viewers/greenhouse-gases-viewer
ISPRA-Inventario nazionale delle emissioni, http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/national-inventory-report/view
UNFCCC, Database sulle emissioni annuali di gas serra per Paese e categoria, https://di.unfccc.int/detailed_data_by_party
Fonte dei dati di base: 
EEA (European Environmental Agency)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
UNFCCC
Unità di misura: 
Migliaia di tonnellate di anidride carbonica equivalente (ktCO2eq), Milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (MtCO2eq), Tonnellate CO2 equivalenti (tCO2eq)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La stima delle emissioni di gas-serra, richiesta dalla Convenzione Quadro dell'ONU sui cambiamenti climatici, si effettua a partire dai consumi energetici utilizzando opportuni fattori di emissione e applicando algoritmi sofisticati. Sono stati utilizzati modelli di calcolo unificati a livello europeo. Le emissioni sono calcolate sulla base delle Linee guida della Convenzione e si riferiscono solo ai trasporti nazionali, escludendo le emissioni dai bunkeraggi internazionali.
Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
Accordo di Partenariato Italia 2014-2020
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale.
Copertura temporale: 
1990, 1995, 2000, 2005, 2010-2017
Sono disponibili dati a livello nazionale ed è possibile ricavare i valori regionali e provinciali, per tipo di carburante. La stima delle emissioni di gas serra viene effettuata sulla base delle Linee guida della Convenzione quadro dell'ONU sui cambiamento climatici. L'indicatore risulta comparabile nel tempo e nello spazio e in grado di descrivere l'evolversi della situazione ambientale.
Stato: 
Medio
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Dal 1990 al 2017 le emissioni nazionali totali di gas serra, espresse in CO2 equivalente, sono diminuite del 17,4%. La riduzione inizia tra il 2005 e il 2010 (-12,9%) e prosegue ulteriormente nel periodo 2010-2017 (-15,4%). I trasporti (le cui emissioni rispetto al 1990 diminuiscono del 2,7%, Tabella 1) risultano, insieme alle industrie energetiche, i settori maggiormente responsabili delle emissioni. L’evoluzione nel tempo mostra una continua crescita delle emissioni di gas serra dai trasporti fino al 2007 (dato non incluso in tabella), anno da cui inizia la decrescita fino al 2017, salvo un incremento registrato nel 2014.
L’andamento è attribuibile alle dinamiche combinate del trasporto passeggeri, di cui l’autotrasporto privato è predominante, e del trasporto merci, ancora fondamentalmente legato al trasporto su gomma che hanno risentito del periodo di crisi economica dal 2007, pur mostrando una ripresa negli ultimi anni. La crescita riscontrata negli anni nella domanda di trasporto, pur risentendo dei periodi di crisi, ha controbilanciato il miglioramento conseguito nell’efficienza energetica dei mezzi di trasporto e l’incremento nell’uso di carburanti a minori emissioni.
A livello europeo complessivo (EU28) il settore dei trasporti mostra una crescita dal 1990 al 2017 pari a 19,2%, pur registrando una diminuzione nel periodo 2008 - 2013 (Tabella 3). Si nota che il gruppo dei paesi dell’Europa orientale (EU12) presenta un aumento molto più accentuato delle emissioni dei trasporti rispetto all’Europa occidentale (EU 15). All’interno del settore dei trasporti si segnala che il trasporto aereo è una delle fonti di gas serra con la crescita più rapida, sia a livello nazionale sia a livello europeo e mondiale; la maggior parte di queste emissioni proviene dai voli internazionali, ossia dagli aerei che garantiscono il collegamento tra Stati dell’UE o tra uno Stato membro e un paese terzo. Il reale impatto delle emissioni aeronautiche sul riscaldamento globale è comunque più elevato, in quanto il trasporto aereo incide sul clima del pianeta rilasciando ad alta quota anche vapore acqueo che può determinare la formazione di scie di condensazione e di cirri, con conseguenze negative sul riscaldamento globale.
Si attribuisce una valutazione positiva al trend a causa della riduzione globalmente registrata; nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, allo stato si attribuisce una valutazione intermedia a causa delle criticità ancora legate al sistema trasporti dal punto di vista emissivo, in particolare all’uso preponderante di carburanti di origine fossile; inoltre si riscontrano ancora discrepanze tra i valori di emissione di anidride carbonica risultanti all’omologazione degli autoveicoli e i valori di emissione reali su strada.
Commenti: 
Nel 2017, in Italia, i trasporti sono responsabili del 23,3% delle emissioni totali di gas serra (Tabella 1). Le emissioni del settore (esclusi i trasporti internazionali/bunkers) sono diminuite del 2,7% nel periodo 1990-2017. Le emissioni di anidride carbonica, che nel 2017 costituiscono il 98,9% del totale settoriale, sono strettamente collegate ai consumi energetici. La riduzione delle emissioni complessive di metano è dovuta all’effetto combinato da un lato dei miglioramenti tecnologici che limitano le emissioni di composti organici volatili dai tubi di scappamento e le emissioni evaporative (per le auto), e dall’altro all’espansione del parco a due ruote che produce un aumento delle emissioni; va sottolineato che in Italia è presente una considerevole flotta di motocicli e ciclomotori, della quale solo una parte è conforme ai recenti limiti sull’emissione di composti organici volatili (che includono il metano). Le emissioni di protossido di azoto sono connesse all’uso di marmitte catalitiche, le quali sono costruite in modo da contenere le emissioni di questo gas solo nei veicoli più recenti.
Nel 2017 il 70,3% delle emissioni di anidride carbonica del settore si produce nell’ambito del trasporto passeggeri; la quota dovuta al trasporto stradale, di passeggeri e di merci, è pari al 93,6% (Tabella 2).
Allegati: 
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