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PRECIPITAZIONI

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Abstract: 
L'indicatore fornisce la valutazione (espressa in mm) dell'altezza d'acqua, ragguagliata alla superficie del territorio nazionale, che precipita al suolo (sia in forma liquida sia solida) per ciascun mese e per l'intero anno 2017. L'indicatore è confrontato, per ciascun mese dell'anno, con il corrispondente valore medio del periodo 1961-2017 ottenuto mediante la medesima metodologia. Nel 2017 il valore delle precipitazioni totali annue è stato sensibilmente inferiore al corrispondente valore medio del periodo 1961-2017.
Descrizione: 
È un indicatore di stato che misura i volumi d'acqua affluiti sul territorio nazionale attraverso l’interpolazione spaziale delle piogge misurate ai pluviometri. La misura delle piogge viene eseguita dalle strutture regionali subentrate agli Uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale secondo standard e procedure normate dalla World Meteorological Organization (WMO) e recepite dal SIMN nel quaderno "Norme tecniche per la raccolta e l'elaborazione dei dati idrometeorologici - parte I" conformi alle norme del WMO. Le misure di precipitazione sono effettuate anche dall'Aeronautica Militare, dai servizi meteorologici regionali e dai gestori delle reti agrometeorologiche. L'indicatore viene trasmesso all'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) nell'ambito del flusso di dati WISE-SoE (Water Information System for Europe - State of Environment).
La valutazione della precipitazione sulla griglia regolare è stata effettuata mediante interpolazione spaziale dei valori di precipitazione mensile rilevati da oltre 2.500 stazioni pluviometriche non uniformemente distribuite sul territorio nazionale.
Scopo: 
La conoscenza degli afflussi meteorici a scala mensile è necessaria per effettuare il bilancio idrologico finalizzato alla gestione delle risorse idriche e per lo studio e la prevenzione degli eventi estremi di siccità idrologica. Essa è inoltre necessaria, più in generale, per la caratterizzazione climatica di un territorio.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 112/1998, L 267/1998, Direttiva 2000/60/CE, DM 28/07/2004, D.Lgs. 152/2006, D.Lgs. 49/2010
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa italiana vigente non fissa obiettivi ambientali specifici. Le norme di riferimento per lo svolgimento del monitoraggio sono: la Legge 267/98, il D.Lgs. 152/06 e il D.Lgs. 49/2010.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
WMO (2008) No. 168: Guide to Hydrological Practices Volume I: Hydrology, From Measurement to Hydrological Information
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, Roma 1997 - Norme tecniche per la raccolta e l’elaborazione dei dati idrometeorologici
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Pubblicazione n. 17, Roma 1970
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Annali Idrologici.
Limitazioni: 
L’indicatore è stimato sulla base di un set di stazioni pluviometriche che potrebbero essere non omogeneamente distribuite sul territorio e la cui numerosità potrebbe essere diversa da un anno all’altro. Tali circostanze, insieme al diverso metodo di stima spaziale utilizzato, suggeriscono particolare attenzione e cautela quando si confronta l’indicatore nello spazio e nel tempo.
Ulteriori azioni: 
nessuna ulteriore azione
Frequenza rilevazione dati: 
Mensile
Accessibilità dei dati di base: 
I dati di precipitazione utilizzati sono in massima parte quelli raccolti e pubblicati dalle strutture regionali e provinciali a cui, in base all'art. 92 del D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, sono state trasferite le funzioni e i compiti degli uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN, ora confluito in ISPRA) del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali. I dati di precipitazione utilizzati nell'elaborazione dell’indicatore sono accessibili consultando i siti internet degli enti. I dati di precipitazione sono accessibili anche tramite il portale SCIA di ISPRA (http://www.scia.isprambiente.it/home_new.asp).
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Centri Funzionali di Protezione Civile
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Millimetro (mm)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il calcolo dell'indicatore è sviluppato a partire dalla valutazione della precipitazione su una griglia regolare di risoluzione 1 km, che ricopre l'intero territorio nazionale, effettuata sulla base dei valori rilevati in massima parte dalle stazioni di monitoraggio pluviometrico. Il metodo di interpolazione spaziale utilizzato è il Natural Neighbor così come implementato nel modello BIGBANG (Bilancio Idrologico Gis BAsed a scala Nazionale su Griglia regolare) versione 3.0 sviluppato in ambiente GIS da ISPRA.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1961-2017
L'informazione espressa dall'indicatore è rilevante per gli scopi relativi alla difesa del suolo e all'approvvigionamento idrico. Inoltre proviene da dati acquisiti e validati secondo procedure omogenee a livello nazionale che ne consentono una buona comparabilità temporale e spaziale.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
L'icone di Chernoff si riferisce alla precipitazione totale annua. Non si rileva, mediante il test di Mann-Kendall, alcun trend statisticamente significativo del valore totale annuo delle precipitazioni nel periodo 1961-2017. Lo stato, invece, del totale annuo delle precipitazioni del 2017 risulta sensibilmente inferiore alla media del periodo 1961-2017.
Commenti: 
Le stime della precipitazione mensile e annua del 2017 sono confrontate con i rispettivi valori medi del periodo 1961-2017 elaborati con la medesima metodologia.
Il 2017 è stato caratterizzato da un diffuso e generalizzato deficit di precipitazione che ha interessato la maggior parte del territorio nazionale, che si è manifestato in quasi tutti i mesi dell’anno e ha determinato in diverse regioni notevoli problemi di approvvigionamento idrico sia nel comparto civile sia in quello agricolo.
L’anomalia percentuale rispetto alla media 1961-2017 registrata sull'intero territorio nazionale è stata di circa il –20%, ponendo il 2017 tra gli anni più siccitosi della serie dal 1961 al 2017. La precipitazione totale annua ragguagliata al territorio nazionale per il 2017 è stata stimata in 748 mm rispetto ad una media stimata in 934 mm. La media del periodo 1961-2017 è inferiore alla stima effettuata in occasione della Conferenza Nazionale delle Acque del 1971, pari a 990 mm, e riferita al trentennio 1921-1950. Parte della differenza può essere spiegata dall'aver considerato un set di stazioni non coincidenti e di numerosità differente.
Il periodo siccitoso che ha caratterizzato il 2017 è iniziato già nel mese di dicembre del 2016 dove la precipitazione mensile ha fatto registrare una riduzione percentuale rispetto alla media sul lungo periodo di circa il 70% (si veda Annuario dei dati ambientali edizione 2018), proprio in uno dei mesi mediamente più piovosi dell’anno, venendo così a mancare un apporto importante alla ricarica delle falde e all'immagazzinamento negli invasi.
Tuttavia, se il totale annuo della precipitazione nel 2017 si è discostato del -20% rispetto alla media di lungo periodo, molto diversi sono stati gli scostamenti delle precipitazioni mensili dello stesso anno rispetto ai corrispondenti valori medi del periodo 1961-2017.
Come si evince dalla Figura 1, in tutti i mesi dell'anno, ad eccezione di settembre e dicembre, le precipitazioni mensili sono state inferiori alla media. In particolare nei primi otto mesi dell'anno il deficit complessivo di precipitazione è stato di circa il -25%. A ottobre, invece, si è registrata una precipitazione di soli 21 mm rispetto a una media di 101 mm, con un deficit percentuale rispetto alla media del -79%.
Anche la distribuzione spaziale delle precipitazioni annue sul territorio nazionale (Figura 2) è stata molto diversa da quella media del periodo 1961-2017 (Figura 3). Il rapporto tra la precipitazione del 2017 e la media di lungo periodo (Figura 4), evidenzia che il deficit di precipitazione nel 2017 ha interessato l’intero territorio nazionale a eccezione della fascia costiera adriatica dalle Marche al Molise, dell’arco alpino del Trentino-Alto Adige e della parte orientale del Friuli Venezia Giulia, e dell’estremo sud della Sicilia, dove sono stati registrati valori di precipitazione nella norma o addirittura superiori alla media 1961-2017. Le aree, invece, maggiormente colpite dal deficit di precipitazione annuale sono state il settore nord occidentale dell’Italia, la Toscana meridionale, l’alto Lazio e la Sardegna dove sono stati raggiunti deficit di precipitazioni anche superiori al 50%. Nel resto del paese il deficit è stato dell’ordine del 20 – 30%.
Allegati: 
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