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INFILTRAZIONE

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Abstract: 
L'indicatore fornisce, per ciascun mese dell'anno, la valutazione dell'altezza d'acqua cumulata mensile (espressa in mm) ragguagliata alla superficie del territorio nazionale che si infiltra in profondità nel terreno a seguito delle precipitazioni. L'indicatore è confrontato con il valore medio del periodo 1961-2017.
Descrizione: 
L’infiltrazione profonda costituisce l’aliquota delle precipitazioni che, attraversando lo strato superficiale del terreno, va ad alimentare le acque sotterranee (aquifer recharge). Un'aliquota dell'acqua delle precipitazioni che si infiltra, attraverso la circolazione sotterranea, ritorna in superficie come deflusso di base dei corsi d'acqua mentre l’altra aliquota si scarica direttamente in mare in profondità. L’alimentazione delle acque sotterranee è regolata da molteplici fattori quali l’esposizione topografica, la vegetazione, la natura del suolo, la litologia, l'intensità e frequenza delle piogge. La valutazione è effettuata sulla base del coefficiente di infiltrazione potenziale (CIP) associato ai complessi idrogeologici. Il calcolo dell'indicatore è effettuato a partire dalla valutazione dell'infiltrazione su una griglia regolare di risoluzione 1 km che ricopre l'intero territorio nazionale.
Scopo: 
Fornire, nell'ambito della stima della risorsa idrica disponibile o potenziale, una valutazione della quantità di acqua che si infiltra nel sottosuolo e che costituisce un'aliquota importante della risorsa idrica rinnovabile. La valutazione dell'infiltrazione viene trasmessa all'Agenzia Europea dell'Ambiente (European Environmental Agency) nell'ambito del flusso di dati WISE-SoE (Water Information System for Europe - State of Environment).
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
DM 28/07/2004
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa vigente non fissa obiettivi ambientali specifici
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Celico, P., 1988, Prospezioni idrogeologiche, Liguori, Napoli
Limitazioni: 
L’indicatore è stimato sulla base di un modello matematico e, come tale, può essere quindi confrontato solo con indicatori ottenuti con il medesimo modello. Inoltre, esso è stimato sulla base delle precipitazioni, a loro volta stimate sulla base di un set di stazioni pluviometriche che potrebbero essere non omogeneamente distribuite sul territorio e la cui numerosità potrebbe essere diversa da un anno all’altro. Tali circostanze, insieme alla diversa caratterizzazione idraulica dei complessi idrogeologici e del suolo, suggeriscono particolare attenzione e cautela quando si confronta l’indicatore nello spazio e nel tempo.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Mensile
Accessibilità dei dati di base: 
I dati relativi ai complessi idrogeologici sono accessibili dal portale SinaNet di ISPRA (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/download-mais/complessi-idrogeologici/view)
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Centri Funzionali di Protezione Civile
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Millimetro (mm)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il metodo di calcolo utilizza il coefficiente di infiltrazione potenziale (CIP), compreso tra 0 e 1, associato ai complessi idrogeologici così come implementato nel modello BIGBANG (Bilancio Idrologico Gis BAsed a scala Nazionale su Griglia regolare) versione 3.0 sviluppato in ambiente GIS da ISPRA. In particolare l'infiltrazione I è fornita dall'espressione I = CIP * (P-E-DV) dove P è la precipitazione E è l'evapotraspirazione reale e DV è il volume immagazzinato nello strato superficiale del terreno.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1961-2017
L'informazione espressa dall'indicatore è rilevante per gli scopi relativi gestione delle risorse idriche. Essa, inoltre, proviene da dati acquisiti e validati secondo procedure omogenee a livello nazionale che ne consentono una buona comparabilità temporale e spaziale.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
Si rileva, mediante il test di Mann-Kendall, un trend decrescente statisticamente significativo del valore totale annuo dell’infiltrazione nel periodo 1961-2017. Nel 2017, il totale annuo dell’infiltrazione risulta notevolemente inferiore alla media del periodo 1961-2017. Ciò può comportare una riduzione per gli anni successivi della risorsa idrica rinnovabile.
Commenti: 
Nel 2017, l’infiltrazione totale annua è stata valutata pari a 141 mm, con uno scostamento del -36% dalla media del periodo 1961-2017, pari a 222 mm.
Per quest'anno la riduzione dell'infiltrazione si spiega con la sensibile diminuzione delle precipitazioni. L'infiltrazione nelle falde è stata molto ridotta, soprattutto nei mesi di marzo, aprile, maggio, ottobre e novembre, tra i più piovosi dell'anno, dove lo scostamento percentuale ha raggiunto valori superiori al -50% e addirittura al -100% nel mese di ottobre (Figura 1).
Allegati: 
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