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CONCENTRAZIONE OSTREOPSIS OVATA

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Abstract: 
Ostreopsis cf. ovata è una microalga bentonica potenzialmente tossica, ad oggi presente nella maggior parte delle regioni costiere italiane con fioriture che possono dare luogo a fenomeni di intossicazione umana e a effetti tossici su organismi marini bentonici (stati di sofferenza o mortalità). La continua espansione lungo le coste italiane di Ostreopsis cf. ovata, delle sue fioriture e delle problematiche sanitarie, ambientali ed economiche a essa associate, ha portato a istituire un programma di monitoraggio di sorveglianza della microalga a partire dal 2007. Tale attività viene eseguita annualmente nella stagione estiva dalle Agenzie Regionali per l’Ambiente (ARPA). I dati finora forniti dalle ARPA, raccolti ed elaborati da ISPRA hanno chiarito la distribuzione e l’andamento delle fioriture a livello nazionale e regionale. Ad oggi la microalga non è stata mai rilevata nelle acque costiere dell'Emilia-Romagna.
Descrizione: 
L'indicatore misura l'andamento della concentrazione e distribuzione di Ostreopsis cf. ovata lungo le aree marino-costiere italiane e contribuisce alla valutazione ambientale delle acque di balneazione effettuata mediante la redazione dei "Profili delle acque di balneazione" (DM 30/3/2010, All. E). È altresì associabile al potenziale rischio tossico e nocivo sulle biocenosi marine bentoniche e sull'uomo. L’Allegato C del DM 30/3/2010 utilizzato fino alla stagione balneare 2018 riporta una soglia di allerta, corrispondente a una concentrazione nella colonna d'acqua pari a 10.000 cellule per litro, oltre la quale è prevista l'adozione di misure di tutela. Dalla stagione balneare 2019 sono stati adottati i nuovi valori di riferimento riportati nelle linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 14/19) ai sensi del DM 19/4/2018. Ostreopsis ovata è un dinoflagellato potenzialmente tossico rilevato in Italia a partire dal 1989, con abbondanze molto elevate (fioriture), soprattutto nel comparto bentonico. Le fioriture possono comportare casi di sofferenza o mortalità di organismi marini bentonici con conseguente peggioramento qualitativo dell'acqua. Esse si manifestano durante la stagione estiva e autunnale, spesso con la concomitante presenza di pellicole mucillaginose di colore bruno-rossastro a ricoprire diffusamente fondi e substrati duri e presenza di flocculi sospesi nella colonna d'acqua. Le condizioni che sembrano favorire l'aumento della concentrazione sono: bassa profondità dell'acqua, presenza di substrati rocciosi e/o macroalghe, scarso idrodinamismo dovuto alla morfologia naturale della costa o alla presenza di pennelli e barriere artificiali per il contenimento dell'erosione costiera, condizioni meteo-marine di grande stabilità, temperature delle acque superiori a 25 °C e tra 20 °C e 23 °C nell'Alto Adriatico.
Scopo: 
Valutare la presenza della microalga, l'andamento della sua proliferazione e il possibile danno all'ambiente marino bentonico e alle acque di balneazione.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva Programma Alghe Tossiche del Ministro dell'ambiente (GAB/2006/6741/B01)
Direttiva 2006/7/CE
D.Lgs. 152/2006
D.Lgs. 116/2008
DM 30 marzo 2010
DM 19 aprile 2018
Direttiva 2008/56/EC
D.Lgs. 190/2010
Obiettivi fissati dalla normativa: 
A partire dal 2006, a seguito della Direttiva Programma Alghe Tossiche del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ISPRA ha attivato con le ARPA costiere la linea di lavoro "Fioriture algali di Ostreopsis ovata lungo le coste italiane" al fine di individuare elementi per una strategia comune nazionale di campionamento, analisi, monitoraggio, sorveglianza, informazione, comunicazione e gestione del fenomeno "alghe tossiche". Parallelamente il Ministero della salute ha predisposto le linee guida per la "Gestione del rischio associato alle fioriture di Ostreopsis ovata nelle coste italiane" (maggio 2007). Poiché uno degli scopi della Direttiva 2006/7/CE è di preservare, proteggere e migliorare la qualità dell'ambiente e di proteggere la salute umana integrando la Direttiva 2000/60/CE, come pure nel suo recepimento italiano, le attività su Ostreopsis sono risultate utili per le valutazioni ambientali. A questo scopo le fioriture sono da indicare nell'Allegato E "Profili delle acque di balneazione" del DM 30 marzo 2010 che riporta nell’art. 3 così come modificato dal DM 19 aprile 2018 (art. 3 comma c) l’adozione dei protocolli operativi ISPRA nelle attività di sorveglianza e monitoraggio. L'indicatore inoltre, è stato utilizzato per la Valutazione Iniziale ai sensi della Marine Strategy Framework Directive (2008/56/EC recepita con il D.Lgs. 190/2010).
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA Rapporti: 127/2010,148/2011, 173/2012,188/2013,211/2014, 232/2015, 253/2016, 275/2017, 298/2018
Linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 14/19)
Limitazioni: 
Mancanza di un valore soglia di riferimento ambientale.
Ulteriori azioni: 
Studio quantitativo degli effetti sul benthos.
Determinazione di un valore di concentrazione soglia ambientale.
Frequenza rilevazione dati: 
Mensile
Giornaliera
Quindicinale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati delle ARPA costiere forniti a ISPRA nell'ambito della linea di attività: "Fioriture algali di Ostreopsis ovata lungo le coste italiane" (Dir. Programma alghe tossiche n. GAB/2006/6741/B01)
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
Unità di misura: 
Cellule per grammo di peso fresco (cell/g fw), Cellule per unità di volume (cell/l)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La quantificazione di Ostreopsis cf. ovata permette di valutare la presenza della microalga. Le abbondanze sono determinate su campioni prelevati in colonna d'acqua, macroalghe o substrato duro in stazioni scelte lungo i litorali regionali nel periodo giugno-ottobre con frequenza mensile/quindicinale utilizzando i Protocolli ISPRA (Quaderni ISPRA 5/2012). Le stazioni sono state scelte tenendo conto delle caratteristiche ambientali che favoriscono lo sviluppo delle microalghe e, principalmente, presenza di substrati rocciosi, macroalghe, barriere artificiali, acque poco profonde e dal moderato idrodinamismo.
I risultati vengono espressi come cell./l, cell./g fw e cell./cm2. Il DM 30/03/2010 sulle acque di balneazione indica come limite massimo precauzionale per la tutela della salute umana il valore di 10.000cell/l a cui si aggiungono i nuovi valori di riferimento riportati nelle linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 14/19) ai sensi del DM 19/4/2018. In particolare la fase di allerta viene raggiunta con densità che variano tra 10.000 - 100.000 cell/l in condizioni meteo sfavorevoli alla formazione di aerosol e spruzzi, mentre quella di emergenza è raggiunta con densità >30.000 cell/L e condizioni meteo-marine favorevoli alla formazione di aerosol e spruzzi d’acqua oppure con densità >100.000 cell/L indipendentemente dalle condizioni meteoclimatiche. Il confronto spazio-temporale delle abbondanze mostra l'andamento delle fioriture a livello regionale, interregionale e nazionale.
A contorno sono effettuate osservazioni macroscopiche in superficie, in colonna d'acqua e sulle comunità bentoniche registrando eventuali anomalie, sofferenze o morte degli organismi. A completamento, sono rilevati i parametri fisico-chimici dell'acqua e meteomarini.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Regioni costiere
Copertura temporale: 
2018
L'informazione è semplice, accurata, completa nella documentazione e di qualità nota a livello nazionale, aggiornata annualmente dalle ARPA che la rendono disponibile sotto il coordinamento di ISPRA. È attendibile in quanto i metodi di misura e raccolta dati seguono un protocollo nazionale condiviso. La buona copertura spaziale e temporale permette di dare indicazioni dell’evoluzione della situazione ambientale. Il valore di soglia, stabilito a livello nazionale, consente confronti.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
Il monitoraggio 2018, effettuato in 13 regioni costiere su 15, ha permesso di valutare l'andamento spazio temporale dell'indicatore per singolo punto di campionamento. Rispetto al 2017 si assiste all'aumento dei siti con presenza della microalga (siti positivi) che descrivono la distribuzione spaziale dell'indicatore. Inoltre aumentano anche le abbondanze che superano le 10.000 cell/l. Sono presenti due hot spot nelle regioni Marche e Puglia in cui la concentrazione di Ostreopsis cf. ovata è elevata soprattutto nei mesi di agosto (Puglia) e settembre (Marche). Nel 2018 sono stati osservati episodi di sofferenza a carico organismi marini (Marche) e una rete mucillaginosa presente sulle macroalghe del Friuli-Venezia Giulia durante il picco della fioritura.
Commenti: 
Nel 2018, le attività di monitoraggio volte a valutare la presenza della microalga bentonica potenzialmente tossica Ostreopsis cf. ovata sono state effettuate lungo i litorali di 13 regioni costiere, ad eccezione della Basilicata e del Molise (Tabella 1 e Figura 1). Le indagini sono state condotte dalle ARPA sia ai fini delle attività di controllo delle acque destinate alla balneazione in adempimento alla normativa vigente (D.Lgs. 116/08 e DM 30/3/2010 e ss.mm.ii.), sia nell'ambito di progetti ARPA/Regione, oppure come attività rientranti nel monitoraggio delle specie potenzialmente tossiche nelle acque destinate alla molluschicoltura. Sono state individuate e monitorate 218 stazioni di campionamento che presentano caratteristiche idromorfologiche idonee allo sviluppo della microalga (presenza di macroalghe, substrati rocciosi, acque poco profonde, scogliere naturali e barriere frangiflutto o pennelli dal moderato idrodinamismo) o che hanno fatto registrare negli anni precedenti presenza e/o fioriture della microalga. Il monitoraggio è stato eseguito generalmente nel periodo giugno - settembre 2018, anticipato a maggio in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e ad aprile nelle Marche. In alcuni casi concluso a ottobre (Lazio e Veneto) o novembre (Marche). La frequenza del campionamento quindicinale e mensile è stata intensificata nei casi di superamento del valore di riferimento (10.000/30.000 cell/l). Sono stati prelevati campioni di acqua e macroalghe secondo metodologie condivise (ISPRA, 2012), e di organismi marini eduli (ricci e mitili) in Campania, per le analisi quali-quantitative della tossina e per le analisi tossicologiche. Sono stati, inoltre, rilevati i parametri chimico-fisici dell’acqua e registrati eventuali stati di sofferenza a carico di organismi marini (ricci, mitili, stelle marine, pesci, macroalghe). Nel 2018 l’Ostreopsis cf. ovata è stata riscontrata in 11 regioni costiere, mentre risulta assente in tutti i campioni prelevati lungo le coste del Veneto ed Emilia-Romagna (Tabelle da 2 a 14 disponibili nel database Annuario dei dati ambientali – Ed. 2019). Ostreopsis cf. ovata è presente almeno una volta in 131/218 stazioni (60%), considerando tutte le tipologie di matrici campionate (acqua e macroalghe) (Tabella 1). Questo vuol dire che i siti in cui si rileva la presenza della microalga essendo “a potenziale rischio di proliferazione algale tossica” sono da segnalare nel profilo ambientale delle acque di balneazione da sorvegliare attraverso il monitoraggio (DM 30/3/2010 e ss.mm.ii.). Inoltre, il valore di riferimento sanitario pari a 10.000 cell/l, adottato ancora nella stagione 2018, nella maggior parte dei casi è stato superato almeno una volta in 54 siti di monitoraggio. In generale, nelle aree tirreniche e ioniche e dell’Adriatico meridionale (Puglia) le prime rilevazioni (a basse concentrazioni) si riscontrano a giugno, mentre le densità più elevate sono distribuite tra luglio e agosto (Lazio 1.901.612 cell/l a luglio). Nell’alto e medio Adriatico, le prime cellule microalgali si presentano ad agosto nelle Marche e in Friuli-Venezia Giulia, mentre le massime concentrazioni a settembre (Marche 9.170.850 cell/l e Abruzzo 1.265.134 cell/l). La fase di emergenza innescata da abbondanze cellulari di gran lunga superiori al valore di riferimento di 100.000 cell/l hanno determinato la chiusura alla balneazione in alcune aree delle Marche, Campania e Calabria accompagnate da opportune azioni di informazione al cittadino. Sono stati inoltre osservati stati di sofferenza negli organismi bentonici (mitili e patelle) nelle Marche e la presenza di una rete mucillaginosa sulle macroalghe in Friuli-Venezia Giulia durante il picco della fioritura. Sulla base dei dati rilevati, la durata della fioritura varia da pochi giorni fino a 7-10 giorni, ma dipende comunque dalle condizioni ambientali che la favoriscono e la mantengono, ad esempio nelle Marche si è protratta per tutto il mese di settembre. In tutto il periodo di monitoraggio non sono stati segnalati casi sintomatici di intossicazione umana. ARPA Liguria, nel 2018 come ogni anno, ha pubblicato sul suo sito web il bollettino previsionale, aggiornato in tempo reale, con gli esiti del monitoraggio dell’Ostreopsis, dove si individua la situazione ambientale, riconducibile a punti potenzialmente critici, in termini di rischio intossicazione da Ostreopsis nonché le misure di prevenzione conseguenti.
Dopo molti anni è stata rilevata la presenza di Ostreopsis ovata in un tratto a Sud dell’Abruzzo a inizio settembre, nello stesso tratto già interessato da una fioritura microalgale nel 2007 e nel 2013 e nel medesimo periodo di monitoraggio.
Da segnalare che a fine stagione balneare 2018 è entrato in vigore il DM 19/4/2018 che rimanda alle linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 14/19) e identifica le fasi di sorveglianza e i nuovi valori di riferimento con le relative azioni da intraprendere. In particolare, la fase di emergenza è raggiunta con “Densità in colonna d’acqua >30.000 cell/L, condizioni meteo-marine favorevoli alla formazione di aerosol e spruzzi d’acqua” e “Densità in colonna d’acqua >100.000 cell/L , indipendentemente dalle condizioni meteoclimatiche”.
Dalla Figura 2, che mostra le variazioni interannuali di Ostreopsis ovata espresse come percentuale dei siti con presenza rispetto a tutti i siti monitorati ogni anno, si nota un incremento nel tempo di circa il 10% dei siti con presenza di Ostreopsis ovata (2010: 48%, 2018: 60%). Si osservano variazioni minime del numero dei siti con presenza della microalga nel periodo 2010-2015 e maggiori tra il 2016 e il 2018. Il valore massimo pari al 64% si registra nel 2016.