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MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA - CONCENTRAZIONE DI CONTAMINANTI

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Abstract: 
La concentrazione di inquinanti nell’ambiente marino e i loro effetti sono stati valutati tenendo in considerazione gli impatti e le minacce per l’ecosistema. La Decisione 2017/848 del 17 maggio 2017, che definisce i criteri e le norme metodologiche relativi al buono stato ecologico delle acque marine nonché le specifiche e i metodi standardizzati di monitoraggio e valutazione, abroga la Decisione 2010/477/UE e integra le disposizioni relative al Descrittore 8 (Le concentrazioni dei contaminanti presentano livelli che non danno origine a effetti inquinanti) e al Descrittore 9 (I contaminanti presenti nei pesci e in altri prodotti della pesca in mare destinati al consumo umano non eccedono i livelli stabiliti dalla legislazione dell'Unione o da altre norme pertinenti) della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE (MSFD) con le disposizioni della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (WFD) per le acque territoriali e/o costiere e del Regolamento (CE) n. 1881/2006 così da garantire un adeguato coordinamento dell’attuazione dei due quadri giuridici. Sono state considerate le sostanze o i gruppi di sostanze che: 1) sono inclusi nell’elenco delle sostanze prioritarie di cui all’allegato X della Direttiva 2000/60/CE e ulteriormente regolamentate nella Direttiva 2013/39/EU che modifica la Direttiva 2008/105/CE; 2) sono inclusi tra gli inquinanti specifici dei bacini idrografici di cui alla Direttiva 2000/60/CE, allegato VIII, nelle acque costiere; 3) pur non essendo inclusi nei punti 1) e 2) vengono scaricate nella regione, sottoregione o sottodivisione marina interessata e il loro rilascio nell’ambiente (comprese perdite, scarichi o emissioni) pone rischi significativi per l’ambiente marino dovuti all’inquinamento passato e presente.
I progressi verso il conseguimento di un buono stato ambientale dipenderanno dalla graduale eliminazione dell’inquinamento, ossia dalla capacità di mantenere entro limiti accettabili la presenza dei contaminanti nell’ambiente marino e dei relativi effetti biologici, in modo da garantire che non abbiano impatti significativi e non causino rischi per l’ambiente marino.
Descrizione: 
L’indicatore misura la concentrazione e gli effetti dei contaminanti nelle matrici biota, sedimento e acqua, tenendo conto dei processi biologici selezionati e dei gruppi tassonomici nei quali è stata individuata una relazione di causa/effetto che deve essere monitorata. Inoltre misura l’impatto dei contaminanti nei prodotti ittici destinati al consumo umano.
La valutazione iniziale ai sensi dell'art. 8 della MSFD effettuata nel 2012 è stata aggiornata utilizzando i dati dello stato di qualità raccolti nel periodo 2013-2017 e provenienti sia dai Programmi di monitoraggio eseguiti ai sensi dell'art. 11 della MSFD dalle ARPA e dal CNR, sia dal monitoraggio dei corpi marino-costieri effettuato ai sensi della WFD mediante la rete EIONET/SOE.
In coerenza con gli altri Descrittori della MSFD, la valutazione è stata effettuata in modo separato per le singole Marine Reporting Units (MRU) corrispondenti alle tre sottoregioni: Mare Adriatico (AS), Mar Ionio e Mediterraneo Centrale (ISCMS) e Mar Mediterraneo Occidentale (WMS). La MRU del Mar Mediterraneo Occidentale include la Zona di Protezione Ecologica (ZPE).
Sono state considerate le sostanze o i gruppi di sostanze presenti nell’elenco di priorità (Regolamento 2455/2001), raggruppate nelle classi suggerite a livello comunitario: metalli, idrocarburi del petrolio, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), composti organici alogenati (OCs), pesticidi e biocidi, pesticidi, composti organo-stannici, BTEX, fenoli, diossine e furani (PCDD/PCDF), polibromoderivati (BPBDE), ftalati.
Scopo: 
Valutare lo stato di qualità dell’ambiente marino ed eventuali superamenti degli standard di qualità ambientali (EQS) individuati dalla Direttiva 2000/60/CE (WFD) e dalle direttive figlie, Direttiva 2008/105/EC e Direttiva 2013/39/UE in conformità con quanto richiesto dalla nuova Decisione 2017/848 del 17 maggio 2017 per la Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE (MSFD). Il giudizio complessivo sulla qualità dell’ambiente marino tiene conto sia delle concentrazioni di contaminanti, indicizzate e integrate per categoria, in tutte le matrici marine (acqua, sedimento e biota) sia degli effetti prodotti sugli organismi in termini di bioaccumulo ed effetti biologici (biomarker), rispetto ai rispettivi controlli e soglie. Viene inoltre valutato l’impatto sulla salute umana compatibilmente alla concentrazione di contaminanti nei prodotti ittici destinati al consumo umano.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (WFD)
Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE (MSFD)
Direttiva 2013/39/EU
Decisione 2017/848
Regolamento (CE) n. 1881/2006
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2008/56/CE richiede agli Stati membri di raggiungere entro il 2020, e mantenere, il buono stato ambientale (GES, Good Environmental Status) per le proprie acque marine. La determinazione del buono stato ambientale si basa su un elenco di undici descrittori qualitativi dell’ambiente marino che fanno riferimento a molteplici aspetti degli ecosistemi marini tra cui i Descrittore 8 e Descrittore 9, basati sulla determinazione dei contaminanti e i loro effetti sull'ecosistema marino e sulla saluta umana derivante dal consumo dei pesci e di altri prodotti della pesca in mare.
DPSIR: 
Impatto, Pressione, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Report MSFD 2018 - https://cdr.eionet.europa.eu/it/eu/msfd_art17/2018reporting/textreport/envxbdazg/
Consultazione pubblica - Report MSFD 2018 - http://www.strategiamarina.isprambiente.it/consultazioni/consultazione-2018
Limitazioni: 
Per l’indicatore: ancora non integrato per matrici (acqua, sedimenti e biota) e concentrazione chimica ed effetti.
Per i dati: disomogeneità relative alle diverse Marine Reporting Units; scarsa tracciabilità dei campioni di biota.
Ulteriori azioni: 
Azioni correttive in merito alla disomogenea copertura spaziale e temporale dei dati, all’impossibilità di individuare con certezza l’area di provenienza dei campioni ittici, all'effettivo utilizzo ai fini del popolamento degli indicatori, alla difficoltà di adattare un dato sanitario a una valutazione ambientale, all’esigua copertura di dati in mare aperto.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Monitoraggio Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (WFD) - EIONET/SOE: https://cdr.eionet.europa.eu/it/eea/me1/
Monitoraggio Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE (MSFD) - Sistema Informativo Centralizzato (SIC): http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
Unità di misura: 
Adimensionale
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Al fine di valutare la concentrazione dei contaminanti è stato elaborato un indice, basato sul confronto con i valori di riferimento riportati nella normativa nazionale/internazionale (Direttiva 2008/105/EC, Direttiva 2013/39/UE, D.Lgs. 219/2010, D.Lgs. 172/2015). Tale indice è costruito sugli scarti tra i singoli valori di concentrazione e i rispettivi standard di qualità ambientale (SQA), pesati per un opportuno coefficiente di pericolosità/priorità, che permette di dare un peso diverso alle sostanze prioritarie e pericolose, solo prioritarie oppure né prioritarie né pericolose. Si tratta di un indice centrato in zero, valore assunto se la concentrazione del contaminante è uguale a quella dello SQA. I valori superiori a zero, quindi, indicano un superamento del limite di legge, che poi può essere amplificato o meno dal coefficiente di pericolosità. L’indice singolo così costruito è poi la base per la realizzazione di un indice finale, che permette di valutare ogni categoria di contaminanti nel suo complesso. Tale indice finale, dato dalla media dei singoli indici determinati per ogni contaminante, è ancora un indice adimensionale e risulta applicabile a ciascuna delle matrici considerate (acqua, sedimento, biota).
Per la valutazione degli effetti sugli organismi sono state integrate le risposte di bioaccumulo e biomarker di esposizione e di effetto. Tra i campioni “esposto” e “controllo”, è stato effettuato un t-test, che evidenzia se i campioni sono tra loro statisticamente differenti. Il risultato del t-test viene poi integrato con una “soglia di significatività biologica”, che permette uno scarto del dato rispetto al controllo fino al 20%, anche nel caso in cui il t-test presenti un p-value <0,05. La combinazione dei risultati del t-test per tutti i parametri delle classi di contaminanti in esame viene integrata utilizzando principalmente un approccio di tipo cautelativo. Il giudizio finale è la combinazione dei giudizi di bioaccumulo e di biomarker. Il campione può risultare non giudicabile a seguito di un “controllo” non affidabile, poiché superiore all’”esposto”, e di differenze significative solo statisticamente ma non biologicamente.
Per valutare gli impatti sulla salute umana sono stati considerati range statistici di accettazione, basati sui valori soglia riportati in normativa, mediante i quali si è valutato se i contaminanti presenti nei prodotti ittici siano compatibili con il consumo umano.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Carta tematica
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Le Marine Reporting Units (MRU) ai sensi della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE (MSFD) corrispondenti alle tre sottoregioni: Mare Adriatico (AS), Mar Ionio e Mediterraneo Centrale (ISCMS) e Mar Mediterraneo Occidentale (WMS). La MRU del Mar Mediterraneo Occidentale include la Zona di Protezione Ecologica (ZPE).
Copertura temporale: 
2013-2017
La qualità dell'informazione è abbastanza buona. L'accuratezza, nonostante l'affidabilità delle fonti, risente dell'incompletezza delle serie temporali e di alcune lacune nella copertura spaziale. La comparabilità nel tempo presenta qualche riserva, in quanto la metodologia impiegata potrebbe essere soggetta a ulteriori modifiche.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
L'indicatore è ancora in fase di test a seguito della messa a regime dei programmi di monitoraggio per il Descrittore 8 e il Descrittore 9 che sarà completata a partire dal II ciclo della MSFD 2021-2026, pertanto non è ancora possibile stabilire un trend consolidato. L'esame dello stato complessivo viene definito a livello di singola Marine Reporting Unit, ossia Mare Adriatico (AS), Mar Ionio e Mediterraneo Centrale (ISCMS) e Mar Mediterraneo Occidentale (WMS) e a livello di matrice (acqua, sedimento, biota).
Tuttavia, alcune considerazioni qualitative possono essere effettuate per le diverse matrici.
I dati disponibili per il biota, qualitativamente confermano lo stato di qualità descritto nella Valutazione Iniziale (IA) effettuata ai sensi dell'art. 8 della MSFD (IA 2006-2012), in cui si evidenziava il solo superamento del valore soglia del mercurio nei due gruppi funzionali dei molluschi bivalvi e dei pesci demersali. Confrontando le percentuali di superamenti del mercurio tra l’IA e la valutazione attuale, si osserva che per le sottoregioni del Mare Adriatico (AS) e del Mar Ionio e Mar Mediterraneo Centrale (ISCMS) esse coincidono per tutti e due i gruppi funzionali, mentre per la sottoregione Mare Adriatico (AS) si evidenzia una diminuzione delle stesse.
Per i sedimenti, da un confronto con i dati della valutazione iniziale (IA 2006-2012) per tutte e tre le sottoregioni, si rileva mediamente una diminuzione delle percentuali di superamenti registrati per le categorie dei metalli e degli organoclorurati. Per quanto riguarda gli IPA, invece, si presenta un andamento opposto, cioè un aumento delle percentuali dei superamenti per le sottoregioni del Mare Adriatico (AS) e del Mar Mediterraneo Occidentale (WMS). Per la sottoregione del Mar Ionio e Mar Mediterraneo Centrale (ISCMS), lo stato di qualità si mantiene costante per la fascia costiera, mentre registra un leggero miglioramento per le aree offshore che presentano solo un 2,2% di superamenti.
Per la matrice acqua, il confronto con i dati della valutazione iniziale (IA 2006-2012) mostra mediamente una diminuzione delle percentuali di superamenti registrati per le varie categorie.
I dati a disposizione relativi alle concentrazioni dei contaminanti rilevate in campioni di prodotti della pesca non mostrano superamenti dei valori soglia.
Commenti: 
Sebbene la copertura spaziale non sia sufficientemente ampia da consentire un giudizio sullo stato ambientale, i superamenti di mercurio registrati per i molluschi sono circa il 36% dei dati raccolti in tutte e tre le Marine Reporting Unit (Tabella 1).
In particolare, i superamenti di mercurio registrati per le specie demersali (Tabella 2) sono molto più numerosi rispetto ai molluschi, circa 85% per la sottoregione Mar Mediterraneo Occidentale (WMS) e 100% nelle altre due. Come si evince dalla Figura 10, la distribuzione delle concentrazioni di mercurio (Hg) nelle specie demersali nella sottoregione Mare Adriatico (AS) presenta il 100% dei superamenti del valore soglia (threshold value - TL) e al contempo l'esiguità della copertura spaziale.
Anche per i sedimenti (Tabella 4), ad eccezione della sottoregione del Mare Adriatico (AS) che mostra una copertura spaziale superiore al 12% nelle aree offshore, la copertura spaziale non è sufficientemente ampia da consentire un giudizio sullo stato ambientale. Per la sottoregione del Mar Mediterraneo Occidentale (WMS), le percentuali di superamenti entro la fascia WFD (Tabella 3) si hanno per la sola categoria dei metalli pari a circa il 35%, mentre per le altre sottoregioni si rileva uno stato qualitativamente buono, con percentuali di superamento dei valori soglia per tutte le categorie di contaminanti inferiori o pari al 20% (Figura 11).

La copertura spaziale nelle aree off-shore è sempre superiore al 15% (nel Mar Mediterraneo Occidentale (WMS) arriva fino al 28%) (Tabella 6), mentre entro l’area di pertinenza della WFD (Tabella 5) non è sufficientemente ampia da consentire un giudizio sullo stato ambientale.
In generale, per l’area offshore, i dati forniti permettono una valutazione dello stato qualitativamente buona, poiché le percentuali di superamento dei valori soglia sono inferiori all’8% (metalli nella sottoregione Mare Adriatico (AS) e pesticidi nella sottoregione Mar Mediterraneo Occidentale (WMS)), con l’eccezione della sottoregione Mar Ionio e Mar Mediterraneo Centrale (ISCMS) dove i pesticidi presentano una percentuale di superamenti più elevata, pari al 23% (Figura 12).