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CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE

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Abstract: 
Durante la stagione balneare 2018 sono state monitorate 5.539 acque di balneazione, 4.871 costiere e di transizione e 668 interne. La classificazione è stata fatta utilizzando i risultati del monitoraggio effettuato durante la stagione balneare 2018 e quelli delle tre stagioni precedenti (2017-2016-2015). A livello nazionale la maggior parte delle acque è in classe eccellente (88,7%), tuttavia permangono ancora delle criticità dovute alle presenze di acque in classe scarsa (1,4%) e non classificabili (2%), per le quali non è possibile esprimere un giudizio di qualità.
Descrizione: 
La Direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, recepita in Italia con il Decreto legislativo 30 maggio 2008, n.116 e attuata con il Decreto del Ministero della salute 30 marzo 2010, prevede che a ogni acqua venga assegnata una classe di qualità (eccellente, buona, sufficiente e scarsa). L'indicatore riporta il numero di acque ricadenti in ciascuna classe, a livello nazionale e regionale, ed è elaborato sulla base delle "informazioni stagionali" (Tabella 2, Allegato F, DM 30 marzo 2010) che annualmente il Ministero della Salute trasmette al SINTAI ai sensi dell'art. 6 del DM 30 marzo 2010. Nel calcolo dello status qualitativo, le acque sono considerate singolarmente senza tenere conto, cioè, di eventuali raggruppamenti effettuati da alcune regioni nei casi di acque contigue con caratteristiche uniformi (art. 7, comma 6, D.Lgs. 116/2008). Offre una descrizione orientativa dello stato qualitativo delle acque di balneazione a livello microbiologico, non fornendo, tuttavia, alcuna indicazione circa possibili impatti derivanti da fonti di inquinamento di altra natura.
Scopo: 
Valutare lo stato di qualità delle acque di balneazione, in relazione ai fattori di contaminazione fecale e, quindi, igienico-sanitari. Inoltre, consente una stima indiretta dell'efficacia dei sistemi di trattamento delle acque reflue e di valutare nel tempo l'efficacia di eventuali misure di risanamento adottate. Infatti, la normativa prevede che sia messe in atto misure di miglioramento affinché le acque di balneazione siano almeno di classe sufficiente e, comunque, ogni acqua possa migliorare il proprio status qualitativo ovvero mantenerlo nel caso risultasse già eccellente.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Decreto legislativo 30 maggio 2008, n.116.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il Decreto legislativo 30 maggio 2008, n.116, che ha recepito la Direttiva 2006/7/CE, prevede che tutte le acque di balneazione siano classificate almeno "sufficienti". Le regioni, inoltre, sono tenute ad adottare misure appropriate per aumentare il numero delle acque di balneazione classificate di qualità "eccellente" o "buona".
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
European Environmental Agency - Report No 3/2019 European bathing water quality in 2018.
Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane - http://www.sintai.sinanet.apat.it
Limitazioni: 
Offre una descrizione orientativa dello stato qualitativo delle acque di balneazione a livello microbiologico, non fornendo, tuttavia, alcuna indicazione circa possibili impatti derivanti da fonti di inquinamento di altra natura.
Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati relativi alle informazioni stagionali della tabella 2 dell’Allegato E del D.M. 30 Marzo, che ogni anno il Ministero della salute invia ai sensi dell’art. 6 comma 3 dello stesso D.M.
http://www.sintai.sinanet.apat.it/.
Fonte dei dati di base: 
Ministero della Salute - CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie)
Unità di misura: 
Classi di qualità
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore viene elaborato raggruppando le acque di balneazione appartenenti a ciascuna classe di qualità a livello regionale e nazionale. La classificazione è effettuata sulla base dei risultati di monitoraggio relativo alle campagne 2015, 2016, 2017 e 2018.
Core set: 
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale
Copertura temporale: 
2018
L'informazione risulta completa e rappresentativa per le acque di balneazione regionali e nazionali, ne rappresenta una condizione ambientale quale misura indiretta di pressioni antropiche specifiche(gestione degli scarichi e uso del suolo). I dati sono aggiornati a intervalli regolari e disponibili a livello regionale con copertura di tutto il territorio nazionale. La raccolta dei dati avviene secondo procedure stabilite da normative di settore emanate in ambito europeo e consente, quindi, di fare dei confronti anche in ambito internazionale.
Stato: 
Buono
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Per quanto concerne lo stato, per la stagione balneare 2018, sono state identificate e classificate dalle regioni 5.539 acque di balneazione. A livello nazionale, le acque classificate come almeno sufficienti (eccellenti, buone e sufficienti) sono pari al 96,6%. Prevalgono le acque di classe eccellente (88,7%del totale), il restante 12% circa è rappresentato da acque "non classificabili" (2%), acque di classe buona (5,5%), acque sufficienti (2,2%) e scarse (1,4%) (Figura 1). Considerando che la classificazione si riferisce a un quadriennio di dati (ultima stagione e le tre precedenti) e che il nuovo sistema di gestione è entrato in vigore dalla stagione 2010, la prima classificazione utile per il trend è quella a partire dal 2013. Pertanto sono stati considerati i dati di classificazione degli anni dal 2013 al 2018; attraverso l'analisi è possibile seguire il raggiungimento o meno dell'obiettivo della direttiva, che prevede acque almeno sufficienti (eccellenti, buone e sufficienti) e assenza di acque scarse. Come mostrato in Figura 3, il trend è positivo fino al 2017, poiché diminuiscono le acque scarse e aumentano le acque di qualità superiore, soprattutto le eccellenti e le buone, mentre nel 2018 diminuiscono le acque eccellenti e aumentano quelle di categoria inferiore, in particolare le scarse. Quest'ultimo risultato comporta un rallentamento del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa.
Commenti: 
Come si evince dalla Figura 1, il dato che emerge è positivo, infatti circa il 90% delle acque sono state classificate come eccellenti. Tuttavia sono ancora presenti acque di classe scarsa e acque non classificabili, per le quali non è possibile esprimere un giudizio di qualità. Si tratta di acque in cui, nella maggior parte dei casi, sono state riscontrate anomalie nella frequenza del campionamento o hanno subito cambiamenti e, pertanto, non offrono un numero utile di campioni idonei per la classificazione.
Complessivamente prevale il numero delle acque di classe eccellentie anche se sono solo 3 le regioni/province autonome (Trento, Bolzano e Umbria) con tutte le acque in classe eccellente. In 10 regioni si rilevano ancora acque in classe scarsa in numero variabile e solo in 4 regioni sono presenti acque esclusivamente in classe eccellente e buona (Figura 2). L'analisi del trend evidenzia un lento raggiungimento degli obiettivi, anche se nel 2018 si riscontra una lieve recessione (Figure 3 e 4). Nell’analisi dei risultati va comunque precisato che in alcuni casi il numero totale delle acque di balneazione è significativo e potrebbe comportare maggiori difficoltà di gestione. Inoltre, una delle possibili cause della variazione del trend è collegabile all'instabilità delle condizioni climatiche degli ultimi anni, in particolare degli eventi estremi di pioggia registrati nelle ultime stagioni balneari.