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PUNTA ORARIA DI FABBISOGNO ENERGETICO NEI MESI ESTIVI

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Abstract: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica nel periodo compreso tra maggio e settembre su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di analizzarne l’andamento temporale sul lungo periodo e valutare i possibili effetti dei cambiamenti climatici sui consumi energetici.
I valori in corso mostrano un trend in crescita nel periodo analizzato, con tassi differenti per i diversi mesi e particolarmente rilevanti nei mesi di giugno e luglio.
Con l’aumento della temperatura media globale gli scenari futuri prevedono una riduzione dei consumi energetici per il riscaldamento degli ambienti e un aumento per il loro raffrescamento: l’effetto complessivo sulla domanda di energia dipenderà dall’andamento dei parametri meteorologici a livello locale e stagionale così come dalla struttura dell’approvvigionamento energetico.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica nel periodo compreso tra maggio e settembre su tutto il territorio nazionale. I picchi di richiesta di energia elettrica in questo periodo dell'anno dipendono da vari fattori, legati al numero di presenze in città nonché alle elevate temperature che inducono un maggiore utilizzo degli impianti di condizionamento. L'esplosione del mercato dei condizionatori, avvenuto perlopiù all'inizio del decennio, e dettato dalla crescente necessità della popolazione di rendere i propri ambienti domestici e di lavoro più confortevoli durante i periodi più caldi, ha certamente contribuito in maniera rilevante all'incremento della domanda energetica durante la stagione calda. Le previsioni dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), in merito all'innalzamento della temperatura per i prossimi decenni, inducono a prevedere picchi di richiesta energetica nel periodo estivo sempre più elevati, superiori anche ai picchi registrati nella stagione invernale.
Scopo: 
Valutare l'andamento delle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica a livello nazionale nel periodo compreso tra maggio e settembre. L'indicatore è di interesse per la tematica degli impatti dei cambiamenti climatici sul settore energetico, come si evince dalla letteratura scientifica in materia.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con elementi normativi.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile
DPSIR: 
Determinante, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
TERNA S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia
Limitazioni: 
L'indicatore non è un indicatore diretto dei cambiamenti climatici, poiché su di esso incidono anche fattori di natura non climatica. Tuttavia esso può essere considerato un indicatore di interesse per la tematica degli impatti dei cambiamenti climatici, in grado cioè di fornire indicazioni utili allo studio degli effetti dell'innalzamento della temperatura media sulla domanda energetica per il raffrescamento.
Ulteriori azioni: 
Eventuali azioni volte a colmare le lacune conoscitive e a migliorare l'interpretazione dell'indicatore potrebbero riguardare l'ampliamento della serie storica dei dati, a coprire almeno il decennio 1990-1999. Inoltre, valutazioni sulla correlazione con i trend di temperatura potrebbero contribuire a comprendere meglio il peso che la temperatura ha sulle punte di fabbisogno di energia elettrica in estate.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Terna SpA - Statistica annuale della produzione e del consumo di energia elettrica in Italia
Fonte dei dati di base: 
Terna - Rete Elettrica Nazionale S.p.A.
Unità di misura: 
Megawatt (MW)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati forniti da TERNA S.p.A. sono stati elaborati da ISPRA secondo un algoritmo di calcolo che permette di separare la componente di fabbisogno elettrico dovuta all'uso termico dell'energia nel settore civile dalla componente relativa alla variazione dei consumi elettrici dovuti ai parametri macroeconomici che si riflettono sul fabbisogno dei settori industria e terziario. A tal proposito per ogni anno è stata calcolata la media del fabbisogno relativo ai mesi di aprile e ottobre, che sono i due mesi in cui i è plausibilmente ridotto il consumo di energia elettrica per riscaldamento e raffrescamento.
Ai picchi di fabbisogno mensile da maggio a settembre è stata sottratta la differenza tra la media così calcolata dell’anno in corso (media relativa ai mesi di aprile e maggio) e la media stimata per l'anno 2000.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale (I)
Copertura temporale: 
1999-2018
Il dato è pubblicato da TERNA (Gestore del sistema di trasmissione nazionale elettrica) a livello nazionale e per aree territoriali. La rilevanza dell'informazione è discreta, poiché fornisce elementi di interesse per l'analisi degli impatti dei cambiamenti climatici sul settore energetico. Tuttavia è necessario tenere presente che l'indicatore non è esclusivamente correlato a fattori climatici. L'affidabilità delle fonti dei dati è elevata.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
Il trend in crescita delle punte di fabbisogno energetico nella stagione estiva è certamente legato all'utilizzo sempre più massiccio degli impianti di condizionamento, ormai ampiamente diffusi negli edifici pubblici così come negli appartamenti privati. I picchi osservati (Tabella 1 e dalla Figura 1) sono sempre più elevati nel tempo e, con ogni probabilità, nei prossimi decenni raggiungeranno valori superiori a quelli tipicamente invernali, facendo registrare consumi record. La stabilità del sistema energetico sarà, quindi, condizione indispensabile al fine di poter garantire le forniture energetiche richieste. Tra i fattori chiave all'origine di tale fenomeno vi è senz'altro l'aumento delle temperature medie estive e il verificarsi delle ondate di calore. In tal senso l'indicatore viene considerato di interesse in tema di impatti dei cambiamenti climatici, nell'ottica di uno scenario futuro caratterizzato molto probabilmente da temperature più elevate e ondate di calore più frequenti nella regione mediterranea.
Commenti: 
Le punte di fabbisogno di energia elettrica nei mesi considerati mostrano un trend complessivamente in crescita nel periodo analizzato, con tassi differenti per i diversi mesi. Nel corso del periodo estivo del 2018 si registra un ulteriore aumento della punta di fabbisogno del mese di agosto rispetto all'impennata già avvenuta nella precedente rilevazione. Solo nei mesi di giugno e settembre i valori calano rispetto all'anno precedente (Tabella 1 e Figura 1).