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CONSUMI FINALI E TOTALI DI ENERGIA PER SETTORE ECONOMICO

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore misura l'energia totale consumata dagli utenti finali e l’energia totale consumata dal Paese. A partire dal 1990 si registra un trend crescente dell’energia disponibile per i consumi finali, con un picco raggiunto nel 2005. Successivamente si osserva un’inversione di tendenza fino ad un minimo toccato nel 2014. Negli ultimi anni si osserva una ripresa dei consumi e nel 2017 l’energia disponibile per il consumo finale, contabilizzata secondo la metodologia adottata da Eurostat, è pari a 121,2 Mtep, +5,3% rispetto a quella registrata nel 1990.
Descrizione: 
L'indicatore, calcolato secondo la metodologia Eurostat, fornisce informazioni sui fabbisogni di energia dell'intera economia nazionale, per i diversi settori.
Scopo: 
Valutare l'andamento dei consumi totali di energia a livello nazionale e per settore, al fine di diminuirne l'uso.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
7° PAA – Decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile.
DPSIR: 
Determinante
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
European Environment Agency, Energy and Environment in the European Union, Environmental issue report, No. 31, 2002
MSE, Bilancio Energetico Nazionale, anni vari, http://dgsaie.mise.gov.it/dgerm/ben.asp
MSE, 2019, La situazione energetica nazionale nel 2018
http://ec.europa.eu/eurostat/data/database
Limitazioni: 
Esistono differenze tra procedure di contabilizzazione statistica dell'energia.
In particolare, il riferimento principale per la contabilizzazione dell’energia da fonti rinnovabili è costituito oggi dal sistema di definizioni, regole e convenzioni su cui sono sviluppate le statistiche energetiche Eurostat. Rispetto a questo approccio, tuttavia, sia le procedure di calcolo fissate dalla Direttiva 2009/28/CE per il monitoraggio degli obiettivi UE, sia quelle relative alla produzione statistica ordinaria, seguono convenzioni differenti.

Inoltre, tra i consumi settoriali nazionali e regionali esistono differenze metodologiche. In merito all'industria il dato nazionale di consumo della siderurgia include una parte di consumo dell’altoforno che nel bilancio regionale è riportato nei consumi della trasformazione. Per i trasporti il dato nazionale segue la metodologia Eurostat che valuta separatamente i biocombustibili dai combustibili fossili, mentre nei Bilanci Regionali non è presente tale distinzione.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
MSE, Bilancio Energetico Nazionale
ENEA, Bilanci Energetici Regionali
http://ec.europa.eu/eurostat/data/database
Fonte dei dati di base: 
ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente), EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee), MSE (Ministero dello sviluppo economico)
Unità di misura: 
Migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (Ktep)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’elaborazione dei consumi, dal 2015, segue la metodologia Eurostat e riguarda l’intera serie storica. Da gennaio 2019 Eurostat ha aggiornato la serie storica adottando una nuova metodologia in cui la principale variazione è rappresentata dallo spostamento di parte dei consumi dal settore siderurgico alla trasformazione, pertanto i dati presentati non sono confrontabili con le edizioni precedenti. Accanto ai dati nazionali rilevati dal Ministero dello sviluppo economico, esistono dati regionali stimati dall’ENEA, aggiornati al 2008 sulla base dei Bilanci Energetici Regionali.
Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
Headline per il monitoraggio degli obiettivi della Strategia UE 'Europa2020'
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale
Copertura temporale: 
1990-2017
La fonte dei dati è Eurostat che riceve i dati a livello nazionale comunicati dal Ministero dello sviluppo economico. La comunicazione dei dati e la relativa qualità è soggetta agli standard stabiliti da Eurostat per tutti gli Stati membri.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
A partire dal 1990 si registra un trend crescente dell’energia disponibile per i consumi finali, con un picco raggiunto nel 2005 (+21,3% rispetto al 1990). Successivamente si osserva un’inversione di tendenza, con un calo del consumo nel 2014 pari al 18,4% rispetto al 2005 e -1% rispetto al 1990. La caduta dei consumi è stata accelerata dalla crisi economica. A partire dal 2015 l’energia disponibile per i consumi finali mostra una ripresa e nel 2017 si registra un incremento del 6,3% rispetto al 2014. L’energia disponibile nel 2017, pari a 121,2 Mtep, è maggiore di quella registrata nel 1990 (+5,3%). I diversi settori mostrano andamenti differenti dal 1990, in particolare agricoltura e industria presentano un declino del 6,1% e 26,9% rispettivamente, mentre nel settore dei trasporti e civile (residenziale e servizi) si registrano incrementi del 5,6% e 49,4% rispettivamente (Tabella 1 e Figura 1). Nel 2017, relativamente alla distribuzione dei consumi finali di energia, il settore civile assorbe il 45,1% di energia, di cui il 28,9% riguarda il settore residenziale e il 16,1% riguarda il settore terziario. Il settore trasporti e industria assorbono rispettivamente il 30,4% e il 21,9%, mentre il settore agricoltura e pesca rappresenta il restante 2,6% dell’impiego finale di energia.
Commenti: 
Nel 2016 l’entità dei consumi finali di energia e la disaggregazione per settore economico evidenziano situazioni molto differenziate da regione a regione, in relazione alle condizioni economiche, produttive e climatiche (Tabella 2).
I consumi finali riportati nelle tabelle e figure seguenti si riferiscono ai settori di uso finale dell’energia, questi non includono l’energia consumata per la produzione di energia elettrica, che fa invece parte dei consumi totali.
Allegati: