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CONSUMI FINALI DI ENERGIA ELETTRICA PER SETTORE ECONOMICO

Abstract: 
I consumi finali di energia elettrica sono cresciuti costantemente dal 1990 al 2008 per poi flettere per effetto della crisi economica. Dal 2015 i consumi tornano a crescere e nel 2017 sono aumentati del 3,7% rispetto al 2014.
La quota dei consumi nell'industria è scesa dal 51,7% nel 1990 al 39,6% nel 2017, mentre quella del settore civile (terziario e residenziale) è aumentata dal 43,2% al 54,5%, quella dell’agricoltura e pesca è rimasta quasi costante intorno al 2%, mentre quella dei trasporti mostra un lieve incremento, dal 3,1% del 1990 al 3,9%.
La disaggregazione per settore economico e territoriale mette in evidenza situazioni molto differenziate da regione a regione, in relazione alle condizioni economiche, produttive e climatiche.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sui fabbisogni di energia elettrica dell'intera economia nazionale e dei diversi settori.
Scopo: 
Valutare l'andamento dei consumi di energia elettrica a livello nazionale e per settore, al fine di diminuire l'uso di energia.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
7° PAA – Decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile.
DPSIR: 
Determinante
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Ministero dello sviluppo economico, Bilancio Energetico Nazionale, anni vari, http://dgsaie.mise.gov.it/dgerm/ben.asp; http://www.sviluppoeconomico.gov.it
TERNA S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia, anni vari
http://ec.europa.eu/eurostat/data/database
Limitazioni: 
Il dato nazionale è stato aggiornato secondo la nuova classificazione Eurostat. Esistono, quindi, differenze tra i consumi finali di energia elettrica nazionale e la somma dei consumi regionali per gli anni 1990-1998 che dipendono da una diversa classificazione operata da ENEL: parte dei consumi che secondo la nuova classificazione sono assegnati al settore energia erano assegnati al settore industria. Di conseguenza i consumi finali regionale calcolati con la vecchia classificazione nel periodo 1990-1998 sono maggiori di quelli calcolati con la nuova. In tale periodo quindi i consumi finali regionali includono parte dei consumi del settore energia che non è stato possibile estrarre.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
TERNA S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia
ENEA, Bilanci energetici regionali
http://ec.europa.eu/eurostat/data/database
Fonte dei dati di base: 
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
Unità di misura: 
Migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (Ktep)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati sono raccolti da Terna Rete Italia spa mediante rilevazione censuaria sugli operatori del settore elettrico, con acquisizione via web, delle principali variabili elettriche. Il dato nazionale è stato aggiornato secondo la nuova classificazione Eurostat. Accanto ai dati nazionali rilevati da TERNA e comunicati al MSE, esistono dati regionali stimati dall'ENEA sulla base dei Bilanci Energetici Regionali.
Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale
Copertura temporale: 
1990-2017
L'indicatore è rilevante in quanto fornisce informazioni fondamentali per valutare l’efficienza nell’uso delle risorse energetiche, nonché le variazioni strutturali del consumo di energia elettrica tra diversi settori. I dati, affidabili e accurati, sono raccolti da Terna Rete Italia spa mediante rilevazione censuaria sugli operatori del settore elettrico, con acquisizione via web, delle principali variabili elettriche.


Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
I consumi finali di energia elettrica sono cresciuti costantemente dal 1990 al 2008 (+44,1%) per poi flettere dall’anno successivo (-6,2% rispetto al 2008) per effetto della crisi economica. Nel 2010 e 2011 si osserva la ripresa dei consumi elettrici seguita da un nuovo calo fino al 2014. Dal 2015 i consumi tornano a crescere e nel 2017 si registrano consumi superiori del 3,7% rispetto al 2014. La quota dei consumi nell'industria è scesa dal 51,7% nel 1990 al 39,6% nel 2017, mentre quella dei consumi del settore civile (terziario e residenziale) è aumentata dal 43,2% al 54,5%, quella dell’agricoltura e pesca è rimasta quasi costante intorno al 2%, mentre quella dei trasporti mostra un lieve incremento, dal 3,1% del 1990 al 3,9% (Tabella 1).
Nel periodo 1990-2017, le regioni del Nord-Est mostrano l’incremento più accentuato, pari al 56,3%, seguite dalle regioni del Centro con il 37%, mentre le regioni del Nord-Ovest e del Sud presentano un incremento dei consumi elettrici rispettivamente del 28,9% e del 20,3% (Tabelle 2 e 3).
Commenti: 
Nel 2017 i consumi finali nazionali di energia elettrica ammontano a 25.104 ktep. Nel settore civile, la crescita dei consumi elettrici del 71,4%, tra il 1990 e il 2017, è dovuta sia al maggior benessere delle famiglie, che favorisce la diffusione di beni durevoli all’interno delle abitazioni, sia del maggiore utilizzo di energia elettrica nei settori delle comunicazioni, del commercio e degli alberghi, ristoranti e bar. L’andamento di costante crescita dei consumi dell’intero settore ha mostrato solo una lieve flessione negli anni 2013 e 2014 dovuta alla crisi economica. Dal 1990 al 2017 il settore residenziale presenta un incremento dei consumi del 24,2%, mentre l’incremento per i servizi è del 133,6%. Nel 1990, la quota relativa dei consumi elettrici nei sottosettori residenziale e servizi era del 24,6% e del 18,6% rispettivamente. A partire dal 2003, la quota relativa di consumi elettrici nei servizi supera quella nel residenziale e nel 2017 si registra il 32% di consumi nei servizi e 22,4% nel residenziale. Nel comparto dell'industria manifatturiera, le attività maggiormente energivore sono la chimica e petrolchimica (1.228 ktep), la meccanica (2.105 ktep) e la siderurgia (1.610 ktep) che realizzano il 19,7% dei consumi nazionali (Tabella 1).
Per quanto riguarda i consumi elettrici delle diverse regioni, nel 2017 la Lombardia consuma il 22,2% del totale nazionale; Sicilia, Puglia, Campania, Toscana, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto hanno consumi compresi tra il 5,2% e il 10,1% (Tabella 2). Queste nove regioni consumano, quindi, complessivamente, l’80,4% del totale nazionale. I dati delle regioni disaggregati per settore mettono in evidenza situazioni molto differenziate fra le regioni, in relazione alle condizioni economiche, produttive e climatiche (Tabella 3).
Allegati: