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MORIA DI API DOVUTA A USO DI FITOSANITARI

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Abstract: 
Le api, il polline e le altri matrici apistiche, consentono di avere indicazioni sullo stato naturale e sulla contaminazione chimica da fitofarmaci presente nell’ambiente (Celli e Maccagnani, 2003; Girotti et al., 2013). Le analisi di laboratorio permettono, inoltre, di rinvenire sulle api, sul polline e sulle altre matrici apistiche le sostanze attive presenti nei prodotti fitosanitari utilizzati nelle aree sulle quali le stesse effettuano i voli e bottinano (Porrini et al., 2003; Rişcu e Bura, 2013). L’ISPRA partecipa attivamente ad attività di ricerca e monitoraggio mirate a conoscere e combattere in modo sostenibile alcune diffuse patologie dell’alveare e stabilire i possibili fattori che causano la mortalità e lo spopolamento delle colonie di api, anche a seguito delle diverse pratiche fitoiatriche in uso nelle aree naturali e agricole (ISPRA, 2011; Bellucci et al., 2010, Porrini et al., 2016; Bellucci et al., 2019; Sánchez-Bayo et al., 2016). I dati rilevati dal 2015 al 2017 consentono di evidenziare un generale incremento dei casi di moria di api, mentre nel 2018 si assiste a un declino. La diminuzione dei casi osservata nel corso 2018 potrebbe essere attribuita a un effetto positivo dei provvedimenti di legge e dell’opera di sensibilizzazione condotta dalle istituzioni per un utilizzo maggiormente responsabile dei prodotti fitosanitari, come pure al timore da parte degli apicoltori, di controlli e blocchi dell’attività lavorativa in seguito alle denunce di morie.
Inoltre, dall'analisi del numero di casi di avvelenamenti con presenza di principi attivi, suddivisi per mese si evince come il maggior numero di casi di morie si registrino in aprile, maggio e giugno, coincidenti con le fioriture primaverili, dimostrando l’inosservanza da parte degli agricoltori delle raccomandazioni e delle buone pratiche suggerite durante le semine e i trattamenti con fitosanitari.
Descrizione: 
L’indicatore mette in relazione i fenomeni di moria delle api registrati sul territorio nazionale con il rinvenimento di principi attivi dei prodotti fitosanitari in matrici apistiche, confermato da laboratori di analisi preposti e riconosciuti dalla normativa (IIZZSS, ARPA, ICQRF e altri).
I dati sono raccolti tramite monitoraggio su api e prodotti dell’alveare, istituito a partire dal 2014 dal Ministero della salute con il supporto del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tali controlli prevedono il coinvolgimento dei Servizi veterinari pubblici, dei Servizi fitosanitari e dei laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.) che operano in maniera integrata e sinergica con altre istituzioni, attraverso l’applicazione di appositi protocolli e linee guida (Linee Guida Ministero della salute, 2014). In aggiunta, tale indicatore può essere alimentato anche da segnalazioni pervenute da apicoltori e da risultati di progetti di ricerca (es. progetto SPIA- BEENET del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali).
Scopo: 
Individuare le relazioni e l’entità, su scala nazionale, con le quali i principi attivi dei prodotti fitosanitari sono associati a fenomeni di moria nelle api domestiche (Apis mellifera subsp.). Tali dati forniscono informazioni anche sulla diffusione e la contaminazione ambientale da fitofarmaci.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Riferimenti normativi: 
Decreto Interministeriale 15 luglio 2015 – Indicatori PAN Uso sostenibile prodotti fitosanitari
(G.U. 27 luglio 2015, Serie Generale n. 172).
Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009.
Decreto legislativo 14 agosto 2012, n.150 recante: ”Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi”.
Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari adottato ai sensi dell’articolo 6 del citato decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150; Decreto interministeriale del 22 gennaio 2014.
Decreto 22 gennaio 2018 , n. 33- Regolamento sulle misure e sui requisiti dei prodotti fitosanitari per un uso sicuro da parte degli utilizzatori non professionali.
Normativa quadro dell’apicoltura: Legge 24 dicembre 2004 n. 313 - Disciplina dell’apicoltura.
DPR 320/1954 Regolamento di Polizia Veterinaria.
L’attività di controllo e sorveglianza per i prodotti alimentari di origine animale è ribadita dal Regolamento (CE) n. 852/2004, Ministero dell’agricoltura (SPIA-BEENET).
Legge n. 833 del 23/12/1978 “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale” (G.U. S.O. N. 360 28/12/1978), all’art. 14,
Obiettivi fissati dalla normativa: 
L’indicatore è previsto dal Decreto Interministeriale 15 luglio 2015 – Indicatori PAN Uso sostenibile Prodotti Fitosanitari, che definisce gli indicatori ambientali da popolare ai fini di una corretta valutazione dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

DPSIR: 
Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Bellucci V., Bianco P., Formato G., Mutinelli F., Porrini C., Lodesani M. (2016). Morie dì api e prodotti fitosanitari. Apitalia Ricerca, 12/2016, 46-52, (https://www.researchgate.net/profile/Pietro_Bianco/publication/312295130_Morie_di_api_e_prodotti_fitosanitari/links/5878bf1b08ae329d622a8ac6/Morie-di-api-e-prodotti-fitosanitari.pdf);
Bellucci, V., Lucci, S., Campanelli, F., Sannino R., Formato, G., Giacomelli, A., Scaramozzino, Baggio A. (2010). Risultati del primo semestre di attività dell’indagine sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette. APOidea Anno VII, 23-27;
Bellucci V., Bianco P. M., Iorio M. (2018). Il mondo complesso delle api. Scienze e Ricerche 56, 5-10;
Bellucci V., Lucci S., Bianco P., Ubaldi A., Felicioli A., Porrini C., Mutinelli F., Battisti S., Spallucci V., Cersini A., Pietropaoli M. and Formato G. (2019). Monitoring honey bee health in five natural protected areas in Italy. Veterinaria Italiana, 55 (1), pp. 15-25. doi: 0.12834/VetIt.1209.6739.4;
Celli G., Maccagnani B. (2003). Honey bees as bioindicators of environmental pollution. Bulletin of Insectology 56 (1): 137-139, 2003 ISSN 1721-8861;
ISPRA (2011). Indagine tecnico conoscitiva sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette Relazione Finale, pp. 185 (https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/vari/indagine_tecnico_conoscitiva_moria_api_rapporto_finale.pdf) ;
Girotti S.,Ghini E., Maiolini L., Bolelli E., Ferri N. (2013). Trace analysis of pollutants by use of honeybees, immunoassays, and chemiluminescence detection. Anal Bioanal Chem 405: 555 (https://doi.org/10.1007/s00216-012-6443-3);
ISPRA, Rapporto 216/2015. Valutazione del rischio potenziale dei prodotti fitosanitari nelle Aree Natura 2000;
Ministero della salute (2014). Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agro farmaci, (https://www.izsvenezie.it/linee-guida-per-la-gestione-delle-segnalazioni-di-moria-o-spopolamento-degli-alveari-connesse-allutilizzo-di-fitofarmaci/) ;
Mitchell E. A. D, Mulhauser B., Mulot M., Mutabazi A., Glauser G., Aebi1 A. (2017). A worldwide survey of neonicotinoids in honey. Science 358, (6359): 109-111.
Neumann., P., Carreck N. (2010). Honey bee colony losses. J. Apic. Res. 49 (1): 1-6. (http://www.ask-force.org/web/Bees/Neumann-Honey-Bee-Colony-Losses-2010.pdf (accessed 20/02/2013)).
Porrini, C., Sabatini, A., Girotti, S., Ghini, S., Medrzycki, P., Grillenzoni, F., Bortolotti, … Celli G. (2003). Honey bees and bee products as monitors of the environmental contamination APIACTA 38, 63-70;
Porrini C., Mutinelli F., Bortolotti L., Granato A., Laurenson L., Roberts K., et al. (2016). The Status of Honey Bee Health in Italy: Results from the Nationwide Bee Monitoring Network. PLoS ONE 11(5): e0155411. doi.org/10.1371/journal.pone.0155411;
Rişcu A., Bura M. (2013). The impact of pesticides on honey bees and hence on humans. Animal Science and Biotechnologies, 46 (2), 272.
Sánchez-Bayo F., Goulson D., Pennacchio F, Nazzi F., Goka K., Desneux N. (2016). Are bee diseases linked to pesticides? — A brief review. Environment International 89–90, 7–11
Whitehorn P.R., Connor S.O. Wackers F.L., Goulson D., (2012).Neonicotinoid Pesticide Reduces Bumble Bee Colony Growth and Queen Production. Science 336 (6079): 351-352. (https://www.sussex.ac.uk/webteam/gateway/file.php?name=whitehorn-2012.pdf&site=411)
Riferimenti web:
http://www.izslt.it/apicoltura
http://www.isprambiente.gov.it/it
http://www.reterurale.it/api
https://www.izsvenezie.it/istituto/centri-di-referenza-nazionale/apicoltura/
http://api.entecra.it/index.php?c=8
http://www.informamiele.it/
http://www.federapi.biz/index.php?option=com_content&task=view&id=669&Itemid=0
http://www.mieliditalia.it/
https://www.anaiapi.it/
Limitazioni: 
I dati potrebbero essere sottostimati in quanto le rilevazioni e la raccolta dei dati e delle informazioni circa gli avvelenamenti sono su base volontaria, e non prevedono misure che incentivino gli apicoltori interessati o la tutela ecologica dell’area.
Ulteriori azioni: 
Al fine di favorire la comunicazione dei casi di moria da parte degli apicoltori e migliorare quindi l’attendibilità dei dati, potrebbe essere opportuna una misura che incoraggi l’apicoltore a segnalare gli eventi e a collaborare con gli organi di controllo consentendo, al contempo, il proseguimento rapido delle indagini e tutelando l'attività lavorativa dell'azienda apistica.

Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati dati IIZZSS raccolti a seguito di sopralluoghi, rilievi ed analisi di laboratorio condotti, dal personale afferente a strutture sanitarie e di ricerca nazionali, presso gli apiari interessati da morie.
Fonte dei dati di base: 
ASL (Azienda Sanitaria Locale)
CREA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura)
Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.)
MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali)
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
ISPRA analizza i dati comunicati dagli II.ZZ.SS., li aggrega su base regionale e li elabora.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale;
Regionale
Copertura temporale: 
2015-2018
L’ indicatore è rilevante in quanto fornisce informazioni sulla diffusione e la contaminazione ambientale da prodotti fitosanitari ma la raccolta dei dati presenta dei limiti in quanto i principi attivi tossici si degradano rapidamente nell’ambiente per effetto degli agenti atmosferici, per evitare ciò è necessario che le api morte siano campionate nel giro di breve tempo e conservate a temperatura di congelamento (es. nel caso dei neonicotinoidi, piretroidi) sino alle analisi di laboratorio I dati sono comunicati su base volontaria dagli apicoltori ai servizi veterinari delle AA.SS.LL territorialmente competenti, nonostante i possibili provvedimenti restrittivi e sanzionatori.
Inoltre, non sempre gli apicoltori segnalano i casi di moria, soprattutto se non registrati o non in regola con l’Anagrafe apistica nazionale.
Alla luce di quanto sopra esposto l’indicatore potrebbe sottostimare i casi di morte e spopolamento effettivamente avvenuti.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
I dati rilevati dal 2015 e al 2017 evidenziano un aumento dei casi di moria di api. L’incremento osservato non è imputabile solo all’accresciuta esposizione ai prodotti fitosanitari, ma anche a un’aumentata sensibilità di rilevazione da parte degli apicoltori e organi di controllo preposti (Ministero della salute, Uffici veterinari delle ASL, associazioni e singoli apicoltori) a seguito dell’adozione da parte del Ministero della salute (2014) delle “Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di fitofarmaci”. Nel 2015, i casi di morie di api registrati su scala nazionale e caratterizzati dal rinvenimento da parte dei laboratori dei principi attivi di prodotti fitosanitari sono stati 31. Dal 2016 al 2018, i casi di avvelenamento confermati dalla presenza di principi attivi sono stati rispettivamente pari a 49, 50 e 32 casi (Tabella 1). L’istituzione di un’attività di monitoraggio sistematica sugli avvelenamenti delle api, attivata nel luglio 2014 dal Ministero della salute, ha consentito, a partire dal 2015, di rilevare in modo ufficiale i casi di avvelenamento, evidenziando fino al 2017 un costante incremento dei casi di morie delle api denunciati, e indicando anche i possibili impatti sull'ambiente correlati all'impiego di prodotti fitosanitari. La diminuzione dei casi osservata nel corso 2018 potrebbe indicare un effetto positivo dei provvedimenti di legge e dell’opera di sensibilizzazione condotta dalle istituzioni per un utilizzo maggiormente responsabile dei prodotti fitosanitari.
Infine, dall’analisi del numero dei casi di avvelenamento con presenza di principi attivi, suddivisi per mese, si evince come il maggior numero di casi di morie si registrino in aprile, maggio e giugno, coincidente con le fioriture primaverili (Figura 3), dimostrando l’inosservanza da parte degli agricoltori delle raccomandazioni e delle buone pratiche suggerite durante le semine e i trattamenti con fitosanitari. In tali periodi, nei quali è vietato effettuare trattamenti fitosanitari, le api svolgono un intensa attività di bottinamento che le rende maggiormente vulnerabili agli inquinanti diffusi presenti nell’ambiente,
Commenti: 
Le cause di mortalità anomale, secondo le informazioni fornite, possono essere attribuibili sia ad avvelenamento da prodotti fitosanitari sia all'azione dei diversi patogeni sulle api. Nei casi in cui le analisi per la ricerca dei principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari diano esito positivo, viene spesso rinvenuta la presenza di più principi attivi, indicando così come una combinazione di più fattori possa determinare mortalità anomale e spopolamento degli alveari.

Da evidenziare che i dati possono non rappresentare la totalità degli eventi di moria delle api in quanto spesso gli apicoltori, per non incorrere nelle verifiche da parte degli organi di controllo, preferiscono non segnalare le eventuali morie di api.

Durante il 2018 sono stati segnalati 51 casi di morie dei quali 19 sono risultati negativi alla presenza di principi attivi; dalle stesse analisi dei campioni è emerso, inoltre, che sui restanti 32 erano invece presenti uno più principi attivi di prodotti fitosanitari, invece nel corso del 2017 sono state registrate un numero superiore di segnalazioni di mortalità o spopolamenti di alveari pari a 124, delle quali 50 con presenza di principi attivi rinvenuti nelle api
Dall’analisi dei dati disponibili (Tabella 2), le sostanze attive più tossiche per le api e maggiormente riscontrate nei campioni sono state le seguenti:
- tra la classe chimica dei neonicotinoidi, l’imidacloprid è presente con 6 campioni positivi sia nel 2015 sia nel 2016, assente invece nel 2017, ma con 5 campioni positivi nel 2018; clothianidin con 4 campioni positivi nel 2015, 1 nel 2016, 4 nel 2017 e 3 nel 2018. Infine thiametoxan è presente con 4 campioni positivi nel 2016 e 2 nel 2018;
- chlorpyriphos insetticida organofosforico viene rilevato in 2 casi di morie nel 2015 e in 6 casi di morie nel 2016; nel 2017 è presente con ben 14 casi, mentre in solo 2 casi nel 2018. Il chlorpyriphos è una sostanza che i monitoraggi ambientali su diverse matrici, non solo apistiche, indicano come inquinante diffuso e presente sia nelle acque sia sulla vegetazione e nei suoli;
- permetrina, insetticida piretroide largamente utilizzato soprattutto per le disinfestazioni contro le zanzare e altri insetti molesti, altamente tossico per le api, è stato rinvenuto in 1 caso di moria nel 2015, in 6 nel 2016, in 7 nel 2017 e in 6 campioni nel 2018;
- dimethoate, insetticida organofosforico sistemico, riscontrato in 3 campioni di api morte nel 2015, risulta assente nelle segnalazioni del 2016 e 2017, ma presente nel 2018, in 5 campioni di api morte.
Infine è opportuno sottolineare che il fluvalinate, utilizzato dagli apicoltori come acaricida per combattere la temuta Varroa destructor degli alveari, spesso è presente nei campioni api morte insieme con altri principi attivi. Ma data la sua tossicità moderata nei confronti delle api stesse è probabile che la morte dell’insetto sia avvenuta a causa di avvelenamento a opera di altre sostanze presenti in tracce, molto più tossiche.
Per quanto attiene la distribuzione regionale, nel 2015 la regione con il maggior numero di episodi di moria è stata la Lombardia (10 casi), seguita dal Veneto e dalla provincia autonoma di Trento, rispettivamente con 6 e 5 casi (Figura 2). Anche nel 2016 il Veneto e la Lombardia, entrambi con 11 casi osservati, sono state le regioni che hanno registrato il numero più elevato di avvelenamenti, seguite dalla provincia autonoma di Bolzano con 10 casi. Nel 2017, invece, la maggioranza dei casi osservati si segnala nella provincia autonoma di Bolzano (15), seguita da Valle d’Aosta (8) e Veneto (7). Nel 2018 il numero maggiore di casi verificatisi per regione si registra in Veneto e Calabria, con rispettivamente 9 e 6 probabili avvelenamenti segnalati; seguono 5 campioni di api morte contenenti principi attivi nella Valle d’Aosta.