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ECOEFFICIENZA IN AGRICOLTURA

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Abstract: 
L'indicatore analizza la capacità dell'agricoltura nazionale di stimolare la crescita economica, riducendo al tempo stesso le pressioni e gli impatti sull'ambiente. Scopo dell’indicatore è misurare l’eco-efficienza del settore agricolo, cioè la capacità di disaccoppiare (decoupling) i fattori di crescita economica dall’aumento dei fattori di pressione e di impatto. L'evoluzione delle variabili testimonia un miglioramento dell'eco-efficienza dell'agricoltura italiana nel periodo oggetto di analisi (1990-2017). Ciò si evince se si rapporta l’andamento della variabile economica (rappresentata dal valore aggiunto ai prezzi di base), a quello delle pressioni che risulta essere in decrescita per quanto riguarda il consumo di fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari, l’uso di energia, le emissioni acidificanti e le emissioni dei gas serra.
Descrizione: 
L'indicatore analizza la capacità dell'agricoltura nazionale di stimolare la crescita economica, riducendo al tempo stesso le pressioni e gli impatti sull'ambiente ed è realizzato in linea con la Strategia della Commissione europea per l’uso sostenibile delle risorse naturali – espressa nella Comunicazione COM(2005) 670 definitivo. Tale Strategia richiede l’elaborazione di indicatori aggregati, al fine di valutare la capacità delle politiche nazionali di slegare la crescita del PIL (che misura l’attività economica complessiva) da quella della ricchezza e del benessere della società in un contesto europeo. Ciò vale soprattutto per i settori agricolo e della pesca, per i quali l’emanazione delle politiche sono competenza esclusiva della Commissione europea.
L'indicatore è espresso attraverso un indice che aggrega il valore aggiunto ai prezzi di base (vale a dire la differenza tra il valore dei beni e servizi conseguiti dal settore agricolo e il valore dei beni e servizi intermedi consumati nel periodo considerato) e l'uso delle risorse, rappresentate dalla Superficie Agricola Utilizzata (SAU), dalla superficie agricola irrigata, dai prati e pascoli permanenti, dall'uso di energia, dalle emissioni in atmosfera, dal consumo di prodotti fitosanitari e di fertilizzanti. L'andamento di queste grandezze tra il 1990 e il 2017 è valutato in modo indicizzato, assumendo il valore del 1990 uguale a 100.
Scopo: 
Misurare l’eco-efficienza del settore agricolo, cioè la capacità di disaccoppiare (decoupling) i fattori di crescita economica dall’aumento dei fattori di pressione e di impatto, in linea con quanto richiesto dalla Comunicazione COM(2005) 670 definitivo.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Delibera numero 108, del 22 Dicembre 2017
Legge 28 dicembre 2015, n. 221;
CE-COM(2018) 673;
CE-COM(2015) 614;
CE-COM(2011) 571;
CE-COM(2005) 670;
Decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013
Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'utilizzo sostenibile delle risorse naturali, sia nella fase di produzione sia in quella di consumo, è un fattore fondamentale della prosperità nel lungo periodo, a scala nazionale, continentale e mondiale.

Nel 2015, l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha adottato gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) presentati nel documento “Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development”; essi rappresentano gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile che sostituiscono e implementano i Millenium Development Goals (gli obiettivi di sviluppo del Millennio scaduti alla fine del 2015) e sono validi per il periodo 2015-2030. Tra questi obiettivi vi è anche l’uso sostenibile ed efficiente delle risorse “Proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità” (Obiettivo 15); “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione, e promuovere un’agricoltura sostenibile” (Obiettivo 2); “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie” (Obiettivo 6); “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo” (Obiettivo 12).

A livello comunitario, il Settimo Programma generale di azione dell’Unione in materia di ambiente fino al 2020 (7° PAA) “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”, adottato nel 2013, il Pacchetto sull’economia circolare con il relativo Piano d’azione “L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione Europea per l'economia circolare” [COM(2015) 614], la Roadmap to a Resource Efficient Europe [COM(2011) 571] e l’aggiornamento della Strategia sulla Bioeconomia “Una bioeconomia sostenibile per l'Europa: rafforzare il collegamento tra economia, società e ambiente” [COM(2018) 673 final] delineano il percorso verso la sostenibilità dell'economia europea entro il 2050. Essi propongono i percorsi da seguire per attuare una crescita economica che sia disaccoppiata dalle pressioni e dagli impatti ambientali derivanti dall'uso delle risorse naturali. Ribadiscono altresì l’importanza di integrare profili di tutela ambientale nelle altre politiche comunitarie e nazionali.

In Italia, la Legge 28 dicembre 2015 n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali” introduce misure in materia di tutela della natura e sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti e bonifiche, difesa del suolo e risorse idriche. Inoltre, la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), approvata con Delibera CIPE 108/2017, rappresenta il primo passo per declinare a livello nazionale i principi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, assumendone i 4 principi guida: integrazione, universalità, trasformazione e inclusione.

DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Efficienza (tipo C)
Riferimenti bibliografici: 
CIPE, 2017. Approvazione della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Delibera n. 108/2017

Commissione Europea, 2018. Una bioeconomia sostenibile per l'Europa: rafforzare il collegamento tra economia, società e ambiente [COM(2018) 673]

Commissione Europea, 2015. Pacchetto sull’Economia Circolare con il relativo Piano d’azione “L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare” [COM(2015) 614]

Commissione Europea, 2013. Programma generale di azione dell’Unione in materia di ambiente fino al 2020 (7° PAA) “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”

Commissione Europea, 2011. Roadmap to a Resource Efficient Europe. COM(2011) 571 final

Commissione Europea, 2005. Strategia per l'uso sostenibile delle risorse naturali [COM(2005) 670]

ISPRA, 2019[a]. Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2017. National Inventory Report 2019. Submission under the UNFCCC - United Nations Framework Convention on Climate Change. Rapporto Ispra 307/19. Disponible: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/national-inventory-report/at_download/file e http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti

ISPRA, 2019[b]. Italian Emission Inventory 1990-2017. Informative Inventory Report 2019. Submission under the UNECE Convention on Long-range Transboundary Air Pollution. Rapporto Ispra 306/2019. Roma, Italia. Disponibile: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report/at_download/file e http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti

ISPRA, 2011. Agricoltura. Emissioni nazionali in atmosfera dal 1990 al 2009. Rapporto Ispra 140/2011. Roma, Italia. Disponibile: http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/agricoltura-emissioni-nazionali-in-atmosfera-dal

ISTAT, 2019. Conti e aggregati economici nazionali 1999-2018 [Valore aggiunto in milioni di euro - valore aggiunto per branca di attività economica - a prezzi base - valori concatenati con anno di riferimento 2010 - dati grezzi - aggiornamento maggio 2019]. Disponibile: http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=25122

ISTAT, 2019. Struttura e caratteristiche delle unità economiche del settore agricolo. Anno 2017

ISTAT, 2017. Indagine sulla struttura e produzione delle aziende agricole. Anno 2016

ISTAT, 2011. 6° Censimento Generale dell'Agricoltura

Ministero dello Sviluppo Economico - MISE, 2019. Bilancio Energetico Nazionale, 2017. Direzione generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche, DIV. VI - Strategie ed analisi energetiche Disponibile: https://dgsaie.mise.gov.it/pub/ben/BEN_2017.pdf

Parlamento italiano. Legge 28 dicembre 2015, n. 221. Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali. (Gu 18 gennaio 2016 n. 13).

United Nations, 2015. The Millennium Development Goals Report 2015

United Nations, 2015. Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development. A/RES/70/1
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Sarebbe opportuno per un'ulteriore sviluppo dell’indicatore l’integrazione delle informazioni quantitative sull’evoluzione della superficie agricola con quelle qualitative, per valutare, ad esempio, l’entità della superficie agricola trasformata in forme d’uso a più basso grado di naturalità (infrastrutture, edilizia, ecc.) e il grado di frammentazione del paesaggio.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Biennale
Triennale
Accessibilità dei dati di base: 
ISPRA, Inventario delle emissioni in atmosfera
ISTAT, Indagine sulla struttura e sulle produzioni delle aziende agricole (SPA)
ISTAT, Conti e aggregati economici nazionali annuali
MISE, Bilancio Energetico Nazionale
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
MSE (Ministero dello sviluppo economico)
Unità di misura: 
Numero indice
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'andamento delle grandezze tra il 1990 e il 2017 è valutato in modo indicizzato, assumendo il valore del 1990 uguale a 100.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1990-2017
In merito alla rilevanza, l'indicatore fornisce informazioni adeguate a misurare i progressi compiuti dal Paese verso l'obiettivo di un uso sostenibile delle risorse naturali in agricoltura, così come stabilito nella Strategia per l'uso sostenibile delle risorse naturali delineata dalla Commissione europea nella Comunicazione COM(2005) 670 definitivo. I dati hanno un buon grado di affidabilità e di accuratezza, in quanto sono raccolti da molti anni con regole standardizzate e condivise a livello europeo; essi, infine, risultano comparabili nel tempo. L’unica debolezza si riscontra a livello dell’aggiornamento in quanto non tutte le componenti dell’indicatore sono basate su dati disponibili annualmente.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
L'evoluzione delle variabili testimonia un miglioramento dell'eco-efficienza dell'agricoltura italiana nel periodo oggetto di analisi (1990-2017). Ciò si evince se si rapporta l’andamento della variabile economica (rappresentata dal valore aggiunto ai prezzi di base) a quello delle pressioni, che risulta essere in decrescita in particolare per quanto riguarda i seguenti parametri: il consumo di fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari, le emissioni acidificanti, le emissioni dei gas serra, le emissioni di precursori dell’ozono troposferico, l’uso di energia e la superficie irrigata.

Lo stato dell’indicatore non è definito, in quanto si tratta di un numero indice che aggrega diverse componenti atte a descrivere l’efficienza del settore agricolo e quindi finalizzato a evidenziare l’andamento e il disaccoppiamento delle pressioni dalla crescita economica nel tempo.
Commenti: 
In generale, si evidenzia un buon andamento della eco-efficienza, in particolare nel periodo 1990-1999 al progressivo incremento dei valori economici corrisponde un minore incremento e, in alcuni casi, addirittura un decremento dei fattori di pressione e impatto ambientale; nel periodo 2000-2009, invece, si rileva un andamento altalenante; infine dal 2010 al 2017, l’andamento tende lievemente al disaccoppiamento, anche se nell’ultimo anno la variabile economica è in decrescita. (Figure 1 e 2)

L'indicatore economico, infatti, dopo la netta ripresa registrata tra 2003 e 2004, pur mantenendosi al di sotto del valore massimo del 1999, si attesta su un valore di 20 punti percentuali superiore a quello di riferimento.

Il livello di emissioni di gas serra da parte del settore agricolo (metano e ossidi di azoto), nel periodo che va dal 1991 al 1999, si è mantenuto prossimo a quello di riferimento (1990); dal 2000 al 2009 si osserva invece un evidente decremento: in particolare, nel 2009 il valore è diminuito di 12 punti percentuali rispetto a quello del 1999 e continua a mantenere un valore basso anche se, nel corso del 2017 è aumentato di 1 punto percentuale rispetto a quello del 2009. Per quanto riguarda le emissioni acidificanti (che comprendono ammoniaca, ossidi di azoto, ossido di carbonio, composti organici volatili non metanici e ossidi di zolfo), l'apporto del settore agricolo riguarda prevalentemente l'ammoniaca; anche in questo caso le quantità di sostanze emesse dall'agricoltura presentano una riduzione significativa dal 1990 al 2010 (con una riduzione complessiva di 21 punti percentuali), il valore si è attestato su quello del 2010 nell’ultimo anno di osservazione. I composti organici volatili non metanici (COVNM) e gli ossidi di azoto sono considerati tra i precursori dell'ozono troposferico. L'apporto del comparto agricolo alla produzione totale nazionale di questi gas è molto limitato; l'andamento sembra evidenziare una progressiva diminuzione fino al 2014, quando raggiunge il valore minimo della serie, nel 2017 il valore si mantiene invariato rispetto all’anno precedente.

Il consumo energetico, dal 2010, si mantiene al di sotto del valore di riferimento, con un minimo nel 2014 (13 punti percentuali in meno rispetto al 1990), negli anni successivi si registra, invece, un trend in aumento.

Il consumo di fertilizzanti presenta un lieve aumento negli ultimi anni, dopo aver raggiunto il valore minimo nel 2015. Il consumo dei prodotti fitosanitari si mantiene al di sotto dei valori di riferimento del 1990 (39 punti percentuali in meno). Ciò a fronte di una SAU in diminuzione nel 2016 rispetto al 1990 (-16 punti percentuali), raggiungendo il valore di 12,598 milioni di ettari nel 2016. Bisogna notare che nell'ambito della SAU la componente irrigata, dopo aver raggiunto il valore minimo nel 2010 (11 punti in meno rispetto al 1990) e registrato un forte aumento nel 2013 (19 punti rispetto al 2010), nel 2016 si riduce in maniera consistente (14 punti rispetto al 2013), il che corrisponde a un minor utilizzo della risorsa idrica in agricoltura. La componente rappresentata dai prati permanenti e pascoli ha raggiunto il valore minimo nel 2016 con 3,233 milioni di ettari. Nel complesso comunque si denotano aspetti tipici di un'agricoltura che tende a ridurre il suo carattere fortemente intensivo. L'aumento dell’eco-efficienza verificatosi nel tempo è sicuramente legato ai provvedimenti legislativi ed economici, europei e nazionali, tra cui quello relativo all'agricoltura biologica. La situazione relativa agli ultimi tre anni va ulteriormente valutata, ma l’andamento della componente economica nel lungo periodo, associato alla contemporanea diminuzione di tutte le pressioni dal 1990 ad oggi, testimonia un buon andamento globale.
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