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DISTRIBUZIONE PER USO AGRICOLO DEI PRODOTTI FITOSANITARI (ERBICIDI, FUNGICIDI, INSETTICIDI, ACARICIDIE VARI)

Immagine abstract
Abstract: 
Nel 2018 sono state immesse in commercio circa 114 mila tonnellate di prodotti fitosanitari, con un contenuto di principi attivi pari a circa 54 mila tonnellate. Nel periodo 2014–2018 la distribuzione dei prodotti fitosanitari presenta una contrazione di mercato del 12%. Cala il quantitativo delle seguenti categorie di fitosanitari acquistati: fungicidi (-17,7%), erbicidi (-16,3%), insetticidi e acaricidi (-7,4%), mentre i vari altri subiscono un incremento pari all’8,8%. I principi attivi diminuiscono del 8,9%, rispetto al 2014, prima dell’entrata in vigore del PAN (Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), con dinamiche diverse per le varie categorie. Diminuiscono i principi attivi (p.a.) di tutte le categorie (insetticidi e acaricidi-3,9%, fungicidi -15,2%, erbicidi -11,8%,) a esclusione dei vari (+14,8%) e dei trattamenti puramente biologici che rappresentano una quota mediamente inferiore all’1% del totale.
Descrizione: 
L’indicatore consente di valutare i quantitativi di prodotti fitosanitari immessi annualmente al consumo per uso agricolo, nonché di confrontare gli orientamenti di distribuzione nel tempo e su base territoriale. I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono forniti dall’ISTAT e provengono dalla rilevazione censuaria svolta ogni anno presso le imprese che distribuiscono i prodotti fitosanitari con il marchio proprio o con marchi esteri (indagine compresa nel Piano Statistico Nazionale (IST-00168)). I dati ISTAT considerano i prodotti utili a proteggere i vegetali o i prodotti vegetali dagli organismi nocivi (funghi, insetti, acari, batteri e virus) e dalle piante infestanti e quelli adatti a favorire o regolare i processi vitali dei vegetali, con esclusione dei fertilizzanti. I dati sono analizzati in rapporto alle diverse tipologie di distribuzione (fungicidi, insetticidi e acaricidi, erbicidi, vari, biologici e trappole) e alle sostanze attive in essi contenute, che svolgono l’azione diretta contro le avversità per le quali il prodotto è impiegato. Inoltre, sono espressi in relazione alla superficie trattabile, che comprende i seminativi (esclusi i terreni a riposo), gli orti familiari e le coltivazioni legnose agrarie.
Scopo: 
Rappresentare il quantitativo di prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo e valutare la loro dinamica di distribuzione su base nazionale e regionale. L’indicatore è utile per una rappresentazione complessiva delle problematiche ambientali associate alla distribuzione.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE.
Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi.
Regolamento (CE) n. 1185/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 relativo alle statistiche sui pesticidi.
Decreto Legislativo 14 agosto 2012 , n. 150. Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi.
Decreto Interministeriale 22 gennaio 2014. Adozione del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150.
Decreto Interministeriale 10 marzo 2015. Linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette.
Decreto Interministeriale 15 luglio 2015. Modalità di raccolta ed elaborazione dei dati per l’applicazione degli indicatori previsti dal Piano d’Azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
Decreto Legge 9 febbraio 2012, n. 5, coordinato con la legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35, recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.».[Art. 28 - Modifiche relative alla movimentazione aziendale dei rifiuti e al deposito temporaneo]Decreto Ministeriale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 10 dicembre 2013, n.15414. Modifica del Decreto ministeriale 22 dicembre 2009, n. 30125, e ss.mm.ii., recante "Disciplina del regime di condizionalità ai sensi del Regolamento (ce) n. 73/2009 e delle riduzioni ed esclusioni per inadempienze dei benefici ari dei pagamenti diretti e dei programmi di sviluppo rurale".
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Con il Settimo programma di azione per l’ambiente (Decisione n. 1386/2013/UE del 20/11/2013) la politica comunitaria, entro il 2020, si pone come obiettivo l’uso sostenibile di prodotti fitosanitari e che questi non abbiano effetti nocivi sulla salute umana o sull’ambiente. In questo contesto si inseriscono altri importanti provvedimenti. In primo luogo, la Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari e in particolare a livello nazionale il Piano d’azionale nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
In secondo luogo, la revisione della Direttiva 91/414/CEE relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari che ha avuto come risultato la emanazione del Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari.
A queste due norme si affiancano anche la Direttiva 2009/127/CE che modifica la Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine per l’applicazione di pesticidi e il Regolamento (CE) n. 1185/2009 relativo alle statistiche sui pesticidi, che intende garantire la rilevazione di dati comparabili tra gli Stati membri, sia per l’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari sia per il loro impiego.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISTAT, 2010, La distribuzione per uso agricolo dei prodotti fitosanitari. Annata di riferimento agraria 2009. Statistiche in breve, agricoltura
ISTAT, 2011, La distribuzione per uso agricolo dei prodotti fitosanitari. Annata di riferimento agraria 2010. Statistiche report.
ISTAT, 2011, Utilizzo dei prodotti fitosanitari nella coltivazione della vite - Annata di riferimento agraria 2009-2010. Statistiche in breve, agricoltura
ISTAT, 2012, 6° Censimento generale dell’agricoltura. www.istat.it
ISTAT, 2012, La distribuzione per uso agricolo dei fertilizzanti. Annata di riferimento agraria 2010. Statistiche report. (http://www.istat.it/it/archivio/108926)
ISTAT, 2015, La distribuzione per uso agricolo dei prodotti fitosanitari. Annata di riferimento agraria 2013 Statistiche report (https://www.istat.it/it/files//2015/01/Fitosanitari-e-fertilizzanti.pdf)
ISTAT, 2019, La distribuzione per uso agricolo dei prodotti fitosanitari. Annata di riferimento agraria 2017. Statistiche report (https://www.istat.it/it/archivio/216611)
http://dati.istat.it/
Limitazioni: 
Poiché i dati non sono riferiti all’utilizzazione da parte degli operatori agricoli, non è possibile quantificare la loro utilizzazione nelle diverse coltivazioni agricole, considerare i fattori ambientali che condizionano il loro uso in agricoltura e analizzare il loro impatto sull’ambiente e la salute umana. Inoltre il dato è rilevato presso il distributore (che può essere anche produttore) e tale quantità distribuita è considerata come variabile proxy del venduto e quindi dell’utilizzato.
Ulteriori azioni: 
Affiancare l'informazione fornita da questo indicatore con dati attendibili sulle quantità effettivamente impiegate per finalità agricole su base territoriale, colturale, ecc.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
ISTAT, Distribuzione per uso agricolo dei prodotti fitosanitari
Fonte dei dati di base: 
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Unità di misura: 
Chilogrammo (kg), Chilogrammo per ettaro (kg/ha), Numero (n.), Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono forniti dall’ISTAT e provengono dalla rilevazione censuaria svolta ogni anno presso le imprese che distribuiscono i prodotti fitosanitari con il marchio proprio o con marchi esteri.
Alle imprese viene richiesto di indicare, in chilogrammi, la quantità distribuita per uso agricolo, sia di produzione nazionale sia d'importazione, dei prodotti fitosanitari immessi al consumo annualmente nelle singole province.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale;
Regionale
Copertura temporale: 
1990 - 2018
I dati, affidabili e accurati, vengono raccolti direttamente dall'ISTAT, autorità nazionale competente incaricata sulla base della normativa nazionale e comunitaria.
Essi sono rilevati su base provinciale tramite questionari autocompilati dalle imprese che commercializzano i prodotti fitosanitari, sia con il proprio marchio, sia con marchi esteri. L'informazione prodotta fornisce una significativa rappresentazione di sintesi dello stato generale delle vendite dei prodotti fitosanitari a livello nazionale e regionale e del loro potenziale impatto ambientale. Fornisce un'indicazione orientativa sull'intensità di impiego dei prodotti fitosanitari nelle diverse realtà territoriali del Paese e sui rischi ambientali derivanti. Tuttavia non può offrire un quadro preciso ed esaustivo su natura ed entità dei potenziali impatti ambientali, poiché: a) l'acquisto dei prodotti fitosanitari in un dato territorio non coincide necessariamente con l'utilizzo nello stesso; b) non è possibile desumere un dato certo sull'intensità d'uso in termini di quantità/ha.
Stato: 
Medio
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018 sono stati immessi in commercio circa 114 mila t di prodotti fitosanitari (p.f.), con una diminuzione del 12% rispetto al 2014, prima dell’entrata in vigore del Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) (Tabella 1). Di questi il 47% è costituito da fungicidi, il 18% da insetticidi e acaricidi, il 17,7% da erbicidi e il 17,3% dai vari (Figura 1).
Per quanto riguarda il contenuto in principi attivi (p.a.), pari a circa 54 mila tonnellate, si registra un calo complessivo dal 2014 del 8,9%, pari a -5.266 t. Il 57,8 % del totale di p.a. è costituito dai fungicidi, seguono, nell’ordine, i vari (18,6 %), gli erbicidi (12,7%), gli insetticidi e gli acaricidi (9,9%) e i biologici (0,9%) (Figura 2).
Dall’analisi di un periodo più ampio (2008–2018), la distribuzione dei prodotti fitosanitari presenta una contrazione di mercato del 23,7%. Cala il quantitativo di tutte le categorie di fitosanitari acquistati: fungicidi, insetticidi e acaricidi, erbicidi e dei vari altri. La distribuzione delle trappole, anch’essa associata a criteri di difesa innovativi e a minor impatto sull’ambiente, subisce un crollo passando da poco più di 1.095 mila a circa 313 mila unità (Tabella 1). Nel periodo 2008–2018 si assiste, nel complesso, a una accentuata contrazione dei consumi in p.a. (-32,9%), con dinamiche diverse e talora irregolari per le varie categorie. Diminuiscono notevolmente i p.a. di tutte le categorie (fungicidi -38,7 %, insetticidi e acaricidi -36,7 %, erbicidi -18,3% e i vari -18,8%) a esclusione dei biologici, che continuano ad aumentare (+130%).
Tale andamento rispecchia scelte e necessità di natura tecnica e agronomica (andamento climatico), ma non si possono escludere anche strategie commerciali delle industrie produttrici.
I formulati commerciali, nel loro complesso contengono il 47,3% di p.a. Il quantitativo di p.a. distribuito per unità di superficie a livello nazionale è pari a 6,0 kg/ha, di cui 3,5 kg/ha contenuti nei fungicidi (tabella 6). La distribuzione più elevata si rileva in Trentino-Alto Adige mentre il quantitativo più basso, si registra nel Molise (Tabella 5).
Il totale dei principi attivi consentiti in agricoltura biologica (fungicidi, insetticidi, e altri prodotti anche di origine biologica) costituiscono il 46,8% dei p.a.
Nel complesso, il trend decrescente della quantità complessiva può certamente essere interpretato in maniera favorevole ma con moderato ottimismo, sia per l’entità della riduzione delle quantità sia per l’andamento non costantemente decrescente delle quantità stesse. Altri indicatori quali il rapporto tra le quota di fitosanitari ammessi in agricoltura biologica sul totale, sostanzialmente costante negli ultimi anni, o il rapporto quantità di fitosanitari per ettaro che, anche se decrescente negli ultimi anni, di fatto si presenta nel 2018 agli stessi livelli del 2013, fanno propendere per una valutazione dello stato attuale stabile piuttosto che in lieve miglioramento come per il trend.
Commenti: 
Nel 2018, la distribuzione dei p.f. nelle regioni settentrionali registra una quota pari al 54,3%, mentre le regioni centrali e meridionali assume valori pari rispettivamente all’11,5% e al 34,2% del totale nazionale. Il Veneto, con circa 19.328 t, è la regione con la distribuzione più elevata , seguita dall’Emilia-Romagna (17.282 t); queste due regioni insieme a Puglia, Sicilia, Piemonte, Lombardia e Campania coprono oltre 75% del consumo in p.f. (Tabella 3).
Analoga la distribuzione per i principi attivi, il 53,2% è stato consumato nelle regioni settentrionali e il 35,6% e 11,2%, rispettivamente, nelle regioni meridionali e centrali.