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CONSISTENZE ZOOTECNICHE

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Abstract: 
Nel 2018, rispetto all’inizio del decennio si osserva una riduzione delle consistenze a carico della specie ovina (-9%) e quella suina (-9%) e una crescita dei bufalini del 10%, mentre sostanzialmente invariate appaiono le consistenze della specie caprina.
Descrizione: 
L'indicatore consente di valutare la pressione sull'ambiente delle attività di allevamento delle principali specie di interesse zootecnico attraverso l'analisi dell'evoluzione nel tempo della consistenza delle relative popolazioni. Si assume, infatti, che l'esercizio di tale attività generi pressioni di diversa natura sui suoli, attraverso l'apporto di effluenti o la compattazione, influendo sulla qualità fisica, chimica e strutturale dei suoli stessi.
Scopo: 
Fornire informazioni sulla consistenza nazionale delle popolazioni delle principali specie d'interesse zootecnico e della loro ripartizione per classi.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Regolamento (CE) n. 1165/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativo alle statistiche sul bestiame e sulla carne e che abroga le direttive del consiglio 93/23/CEE, 93/24/ CEE e 93/25/ CEE

Regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio del 19 gennaio 2009 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della Politica Agricola Comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1290/2005, (CE) n. 247/2006, (CE) n. 378/2007 e abroga il regolamento (CE) n. 1782/2003

Regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio

Decisione n. 1386/2013/UEdel Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013 su un programma generale di azione dell’unione in materia di ambiente fino al 2020 «vivere bene entro i limiti del nostro pianeta»



Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il vigente "Programma di azione Europea per l'Ambiente" (7EAP) e l'Agenda 21 pongono, come obiettivi generali, l'uso sostenibile del territorio, la protezione della natura e della biodiversità, il mantenimento dei livelli di produttività. Questi obiettivi sono ribaditi anche dal corpus normativo comunitario e nazionale relativo alla tutela del suolo e alla tutela delle acque.
Per raggiungere tali obiettivi, nell'ambito della riforma della PAC 2014-2020, si è passati a un regime "volontario" basato su incentivi condizionali agli operatori nel quadro delle misure di sostegno economico previste dai fondi FEAGA (Fondo Europeo Agricolo di Garanzia) e FEASR(Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale). Tali fondi costituiscono gli strumenti operativi per orientare gli interventi in ambito agricolo.
Gli interventi previsti comprendono sia interventi di mercato, tesi a stabilizzare i redditi degli agricoltori tramite la gestione dei mercati agricoli e il regime di pagamenti diretti (primo pilastro), sia interventi volti a promuovere la competitività delle imprese agricole e lo sviluppo rurale, con misure programmate a livello territoriale (secondo pilastro) prima a livello nazionale tramite il Piano Strategico Nazionale (PSN) e, poi, a livello regionale, con i Piani di Sviluppo Rurale (PSR).
Le misure relative alla riduzione delle pressioni in ambito zootecnico sono quindi contenute nei suddetti Piani.
Allo stato attuale le principali iniziative di interesse ambientale zootecnico messe in campo dalle regioni nell’ambito dei PSR hanno principalmente riguardato la Misura 14 – Sottomisura 14.01 (Pagamento per il benessere degli animali) relativamente ad azioni dirette a:
- migliorare il benessere degli animali;
- reintroduzione dei metodi di allevamento estensivo temporaneo (monticazione per bovini e allevamento all’aperto per suini).
DPSIR: 
Determinante, Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Non compilato  
Limitazioni: 
L'indicatore non correla la consistenza del bestiame (ovvero la pressione) al numero delle aziende, alla loro dimensione territoriale, alla S.A.U.(Superficie Agricola Utlizzata) ed all'estensione totale del territorio nazionale.
Ulteriori azioni: 
Svilluppare un algoritmo che, correlando le variabili sopra indicate, consenta l'elaborazione di un indice sintetico di pressione eventualmente includendo anche altre specie di interesse zootecnico attualmente non considerate come gli avicunicoli (il confronto della pressione fra le diverse specie potrebbe essere ottenuto uniformando le singole consistenze delle specie mediante l'utilizzo delle U.B.A. (Unità Bovino Adulto).
Frequenza rilevazione dati: 
Semestrale
Accessibilità dei dati di base: 
ISTAT, Indagine sulla consistenza del bestiame bovino, bufalino, suino e ovino-caprini ( http://dati.istat.it/)
Fonte dei dati di base: 
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indagine sulla consistenza del bestiame mira a rilevare il numero di capi bovini, bufalini, suini e ovi-caprini posseduti al primo dicembre e al primo giugno di ogni anno solare in aziende agricole che praticano allevamento.
La rilevazione risponde al Regolamento (CE) N. 1165/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativo alle statistiche sul bestiame e sulla carne e che abroga le direttive del Consiglio 93/23/CEE, 93/24/CEE e 93/25/CEE e successive modifiche e integrazioni.
I principali utenti dell'indagine sono le organizzazioni internazionali e le associazioni di categoria (Confindustria, CLAL, ASSOLATTE, ASSOCARNI, ANAS, ASSICA ecc.).
Tra gli obiettivi dell'indagine, oltre a quelli indicati dai regolamenti e dalle direttive, rientrano anche le esigenze di Contabilità Nazionale (conti economici nazionali e conto satellite dell'agricoltura).
È un'indagine campionaria che, a partire dal si effettua su un campione di circa 9000 aziende agricole a dicembre e di circa 6000 a giugno (si torna sui rispondenti di dicembre, escludendo quelli che allevano esclusivamente capi ovi-caprini non richiesti nell'indagine di giugno) selezionate a partire dalla lista acquisita dal Farm Register (Registro delle Imprese) gestito dal Ministero delle Attività Produttive tramite le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.
Il campione è casuale e la sua ampiezza è determinata in modo da garantire stime accurate a livello regionale (indagine di dicembre) e nazionale (giugno) per tutte le specie considerate.
Nel 2020 verrà effettuato l'ultimo Censimento generale dell'agricoltura con cadenza decennale e, pertanto, solo le rilevazioni effettuate nell’ambito del Regolamento Comunitario sopra citato forniranno i dati statistici ufficiali delle consistenze zootecniche.

Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2010-2019
L'indicatore risponde sufficientemente alla domanda di informazione relativa all’andamento della consistenza numerica delle produzioni zootecniche per tipologie animali. I dati sono comparabili sia nel tempo, sia nello spazio, affidabili e raccolti con metodologie standardizzate.
Stato: 
Medio
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018, rispetto all’inizio del decennio si osserva una riduzione delle consistenze a carico della specie ovina (-9%) e di quella suina (-9%), e una crescita dei bufalini del 10%, mentre sostanzialmente invariate appaiono le consistenze della specie caprina (Tabella 1 e Figura 1).
Rispetto al 2017, tutte le specie osservate nel complesso registrano una decrescita di circa -1%, in particolare per la specie bovina di età superiore ai due anni, destinata alla produzione del latte si può osservare una riduzione del 5,5%.

Commenti: 
Dall’indagine campionaria condotta dall’ISTAT presso le aziende agricole che praticano allevamento, emerge che in Italia, nel 2019, gli animali allevati sono quasi 6 milioni di bovini, 8,5 milioni di suini, 7,2 milioni di ovini e quasi 1 milione di caprini.
(Figura 1)
Allegati: 
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File Tab 1_Consistenze.xlsx13.42 KB
File Grafico consistenze.xlsx28.32 KB
Image icon Figura 1.jpg124.76 KB