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CERTIFICAZIONE DI GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE

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Abstract: 
La crescente attenzione da parte di decisori politici, aziende private, associazioni e privati cittadini al fenomeno della deforestazione e degrado delle foreste globali ha stimolato l’implementazione azioni e strumenti per prevenirli e mitigarli. In particolare, l’aumento indiscriminato delle utilizzazioni forestali e il conseguente degrado degli ecosistemi naturali, specie nelle aree tropicali del pianeta, risultano spesso associati a processi di illegalità che vanno dal taglio alla trasformazione e al trasporto del legno e dei suoi derivati, i quali generano rilevanti impatti negativi sia dal punto di vista ambientale sia socio-economico. La certificazione forestale nasce dalla necessità di prevenire gli impatti negativi e le minacce al patrimonio forestale nazionale e internazionale, attraverso l’adozione di pratiche di gestione forestale improntate a un’attenta pianificazione e monitoraggio delle attività di gestione e utilizzazione delle risorse legnose. In Italia, al 31 dicembre 2018, la superficie forestale certificata secondo lo schema del Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™) è pari a 819.021 ettari (ha); mentre la superficie certificata secondo lo schema del Forest Stewardship Council® (FSC®) è pari a 65.427 ettari; la superficie con doppia certificazione PEFC-FSC, invece, è 52.067 ettari.

Descrizione: 
Nel settore forestale si vanno consolidando una serie di forme di partenariato e di collaborazione pubblico-privata, mirate principalmente a favorire azioni di informazione/sensibilizzazione e la diffusione di strumenti di tipo volontario, finalizzati alla promozione della gestione forestale sostenibile, all’adozione di pratiche di responsabilità sociale d'impresa e al contrasto dei processi di illegalità. Tra questi importanti strumenti figurano gli schemi di certificazione forestale, con riferimento sia alla gestione delle foreste su scala nazionale e internazionale, sia alla catena di custodia che mira a garantire la tracciabilità dei prodotti forestali attraverso le fasi di approvvigionamento, lavorazione, commercio e distribuzione del prodotto all’interno della filiera foresta-legno/carta. La certificazione è un processo volontario che porta al rilascio, da parte di un organismo terzo e indipendente (ente di certificazione accreditato a livello nazionale o internazionale), di un certificato di gestione forestale o di tracciabilità (catena di custodia). Nel caso della gestione forestale si attesta che le forme di gestione di un determinato bosco o di un determinato territorio rispondano a specifici requisiti di tutela ambientale, di equità sociale e di efficienza economica, definiti da uno standard nazionale di riferimento. Nel caso della catena di custodia si attesta che il percorso - intrapreso dai prodotti a partire dalla foresta oppure, nel caso di materiali di riciclo, dal momento in cui il materiale viene recuperato, fino al punto in cui il prodotto viene venduto e/o viene finito ed etichettato - sia stato intrapreso secondo standard internazionali che ne garantiscono la tracciabilità e rintracciabilità. Attualmente esistono due schemi di certificazione forestale applicabili al contesto italiano aventi carattere internazionale: il Forest Stewardship Council® (FSC®) e il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™). I diversi schemi sistemi di certificazione hanno propri e distinti standard atti a definire e disciplinare le pratiche di gestione forestale sostenibile e le modalità di tracciare il legname nel processo di trasformazione lungo tutta la filiera.

Scopo: 
Valutare il livello di sostenibilità delle risorse forestali nazionali attraverso l’aggiornamento e l’analisi dei dati riferiti alla superficie forestale certificate relativa ai due sistemi internazionali del Forest Stewardship Council® (FSC®) e del Programme for Endorsement of Forest Certification schemes™ (PEFC™).

Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Il rispetto della vigente normativa internazionale, nazionale e regionale inerente al settore foreste è prerequisito indispensabile per l’ottenimento della certificazione. In particolare:
Regolamento CE n. 1615/89 (Scaduto il 31/12/1997)
Regolamento UE n. 995/2010 e relativi atti attuativi
Regolamento CE n. 1100/98
CE–COM(1998) 649
CE–COM (2003) 251 definitivo
Regolamento CE n. 1698/2005
CE–COM(2006) 302
CE–COM (2013) 659- New EU Forest Strategy
Decreto Legislativo 3 aprile 2018, n. 34 "Testo unico in materia di foreste e filiere forestali" pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 92 del 20-04-2018), entrato in vigore il 5 maggio 2018.
Per lo Standard Nazionale di gestione forestale FSC (Standard di Gestione Forestale FSC per l'Italia - FSC-STD-ITA-01-2017 V 1-0) si fa riferimento all’Allegato A che include un elenco di normative a livello nazionale, europeo e internazionale suddivise nelle seguenti categorie: Diritto legale al prelievo; Tasse e commissioni; Attività di taglio del legname; Diritti di soggetti terzi; Commercio e trasporto; Dovuta diligenza. (https://it.fsc.org/download-box.532.htm ).
Per lo standard PEFC, viene esplicitamente richiesta la conformità alla UN Declaration on Indigenous Peoples’ Rights, a tutte le ILO Convention fondamentali sul Forest Management e la ILO Convention 169 on Indigenous and Tribal Peoples.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Alla base degli sistemi di certificazione internazionali vi sono iniziative da parte di governi, organizzazioni non governative, opinione pubblica, aziende per tutelare il patrimonio forestale.
Il Forest Stewardship Council® è un’organizzazione non governativa che nasce nel 1993 a seguito della Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992 con l’obiettivo di promuovere la gestione responsabile del patrimonio forestale a livello mondiale.
Il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes si fonda sui Criteri e Indicatori definiti originariamente nelle Conferenze Ministeriali per la protezione delle foreste in Europa di Helsinki (1993) e Lisbona (1998) che hanno dato avvio al cosiddetto "Processo pan-europeo", un'iniziativa governativa di alto profilo economico e ambientale, con l'obiettivo di sviluppare un processo dinamico orientato alla protezione delle foreste in Europa ed alla loro gestione sostenibile. Gli standard, che sono verificati seguendo le norme ISO globalmente accettate per la certificazione e per l’accreditamento, sono aggiornati a livello nazionale ogni cinque anni, per poter includere le novità derivanti dal settore della ricerca, ma anche dalle attività di campo e dagli aggiornamenti normativi.

DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
WWF, 2015. Foreste che proteggono, Foreste da difendere, a cura di Isabella Pratesi. WWF Italia. Roma
Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™): https://www.pefc.it/
Forest Stewardship Council® (FSC®), https://it.fsc.org/it-it
http://awsassets.wwfit.panda.org/downloads/dossier_foreste.pdf
Bilancio Sociale 2017 FSC Italia, http://bilanciosociale.fsc-italia.it/
Standard di gestione forestale FSC per l’Italia – FSC-STD-ITA-01-2017 V1-0
Procedura sui Servizi Ecosistemici: dimostrazione degli impatti e strumenti di mercato FSC-PRO-30-006 V1-0 IT
Guida operativa al nuovo Standard di Gestione Forestale responsabile FSC http://it.fsc.org/download.guida-operativa-al-nuovo-standard-di-gestione-forestale-responsabile-fsc.392.htm
Introduzione allo Standard di Gestione Forestale Sostenibile del PEFC in Italia: https://www.pefc.it/gfs/introduzione
Standard PEFC di gestione sostenibile delle foreste e delle piantagioni arboree in Italia : https://www.pefc.it/documenti/standards-gestione-forestale-sostenibile-piantagioni-arboree
Limitazioni: 
Un limite nell'applicazione dei sistemi di certificazione della GFS è rappresentato dall'assenza di definizione di oggettivi criteri e indicatori, ovvero di parametri quantitativi e qualitativi (descrittivi), attendibili e rappresentativi in grado di valutare la performance ambientale e la sostenibilità dei sistemi di gestione forestale. I due sistemi di certificazione di gestione forestale hanno propri e distinti standard per definire la Gestione Forestale Sostenibile (GFS).
Ulteriori azioni: 
Fornire indicazioni aggiuntive sulla ripartizione per forma di governo della superficie forestale certificata secondo i due principali schemi presenti in Italia.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Le informazioni relative alle certificazioni sono acquisibili da rapporti, pubblicazioni dedicate e bilanci sociali dei rispettivi organi di certificazione: Forest Stewardship Council® (FSC®) e Programme for Endorsement of Forest Certification schemes™ (PEFC™).
Inventario forestale 2015 (INFC2015)
Fonte dei dati di base: 
FSC (Forest Stewardship Council)
INFC (Inventario Nazionale Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio)
PEFC (Pan-european Forest Certification Council)
Unità di misura: 
Ettaro (ha)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Aggiornamento e analisi delle serie storiche (1998-2018) dell’evoluzione della superficie forestale certificata secondo i due schemi internazionali applicati al contesto italiano: Forest Stewardship Council® (FSC®) e Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1998-2018
I dati presentati risultano accurati e attendibili poiché legati a un controllo da una parte terza, ovvero gli enti di certificazione, incaricati della verifica delle superfici e delle aziende certificate.Tali enti sono accreditati da parte degli organismi nazionali/internazionali che svolgono un controllo sull'operato degli enti di certificazione, in particolare per il Forest Stewardship Council® l'accreditamento compete a un unico soggetto internazionale, ASI – Accreditation Services International, mentre per PEFC™ l'accreditamento compete a uno specifico ente nazionale (per l'Italia rappresentato da ACCREDIA). Le unità e le metodologie di rilevazione sono rimaste invariate nel corso degli anni, pertanto le comparabilità nel tempo e nello spazio sono ottimali.
Stato: 
Buono
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
In Italia, al 31 dicembre 2018, le superfici delle foreste certificate PEFC e FSC sono pari rispettivamente a 819.021 ha e 65.427 ha.
La superficie certificata PEFC è aumentata rispetto all'anno precedente di quasi il 10%, grazie all’ingresso di nuove regioni come Lazio e Marche, mentre i dati inerenti alla certificazione FSC segnalano un incremento di circa il 3%. Dalla Figura 1 si rileva un aumento pressoché costante della superficie forestale certificata PEFC fino al 2015 (unica eccezione è il 2007) seguita da una flessione nel corso del 2016-2017. La superficie certificata FSC ha un andamento altalenante che registra il suo valore massimo di 65 mila ettari nel 2018.
Commenti: 
La superficie forestale nazionale che ha ottenuto la certificazione è pari a circa l'8% (la superficie totale nazionale ricoperta da foreste è pari a 10.982.013 ha stimata dall'inventario forestale 2015 (INFC,2015)). La prima certificazione forestale alpina italiana con il sistema FSC è stata nel 1997 ottenuta dalla Magnifica Comunità di Fiemme a Trento (19.602 ha), mentre la prima certificazione PEFC è stata ottenuta nel 2004 dall’Associazione Regionale PEFC Friuli-Venezia Giulia (38 proprietari forestali per una superficie totale di 67.348 ha). La prima realtà appenninica è stata quella certificata con lo schema PEFC cioè il Consorzio Forestale dell'Amiata (Arcidosso, GR) nel 2003 e per lo schema FSC sempre nel 2003 la SELVAMAR SS–Piegaro (PG).
Alla fine del 2018, in Italia erano 214 le aziende certificate secondo gli standard di Gestione Forestale FSC, per un totale di 65.427 ettari e 18 certificati. Tra il 2017 e il 2018 si evidenzia un aumento delle superfici certificate di circa 1.800 ettari grazie all’espansione del gruppo Waldplus (passato da 752 ha a 1043 ha) e una nuova certificazione – la Federazione regionale dei pioppicoltori del Friuli-Venezia Giulia – con più di 1.500 ettari certificati..
A livello regionale, la distribuzione delle superfici certificate si concentra prevalentemente al Nord (Lombardia, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia in testa) e al Centro (Toscana); escluso le Isole invece, ad oggi non sono presenti certificazioni di Gestione Forestale attive nel Sud Italia. In aumento anche l’estensione delle piantagioni forestali (3.326 ettari, pari a circa il 5% delle certificazioni attive FSC), costituite da pioppeti e distribuite prevalentemente nell’area della Pianura Padana; queste aree si dimostrano tuttavia tra le più attive nel mercato in termini di volumi relativi venduti come certificati FSC.
Le più grandi realtà certificate sono pubbliche o collettive, gestite cioè negli interessi della comunità locale: la Magnifica Comunità di Fiemme (MCF), ad esempio, è la più antica realtà certificata in Italia (1997), con quasi 20.000 ha; seguono poi le aree boscate gestite da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Regione Lombardia) con circa 16.594 ha e l’Unione dei Comuni Colline Metallifere che ha riottenuto la certificazione nel 2017. Tra le altre realtà significative del nostro Paese vi è sicuramente il comune di Asiago con più di 5.900 ha certificati e l’Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve (FI), che conta quasi 1.500 ettari e la Federazione regionale dei pioppicoltori del Friuli-Venezia Giulia con più di 1500 ha. Le restanti 12 organizzazioni presenti sul territorio vantano una dimensione relativamente piccola, che non supera i 1.000 ha ciascuna.
Uno degli aspetti maggiormente rilevanti del 2018 è l’approvazione del Nuovo Standard di Gestione Forestale che, tra le altre novità, include la possibilità di verificare gli impatti positivi delle attività di gestione sui servizi ecosistemici: conservazione delle specie animali e vegetali, miglioramento della qualità e quantità dell’acqua, aumento della stabilità e dei nutrienti contenuti nel suolo, aumento dello stoccaggio e sequestro del carbonio, miglioramento dei servizi turistico-ricreativi. È in questo nuovo contesto normativo che il Gruppo Waldplus passato da 28 membri e 750 ettari a 33 membri e più di 1.000 ettari, si qualifica come il primo caso mondiale ad aver ottenuto la verifica degli impatti positivi su tutti e cinque i servizi ecosistemici. In particolare dei 1.000 ettari di area boschiva che hanno ottenuto la certificazione FSC per i servizi ecosistemici, 65 ettari, una superficie pari a 108 campi da calcio, sono stati ripristinati attraverso l’impianto di 110.000 nuovi alberi; mentre 40 ettari presentano un suolo più ricco, con effetti positivi sulla diminuzione dell’erosione, sulla fertilità e il miglioramento dell’attività microbica. Gli alberi che crescono nei boschi certificati appartengono a 36 specie diverse, selezionate tra quelle che più si adattano al contesto locale, tra cui pino silvestre, abete rosso, larice, quercia, faggio, frassino e nocciolo.
Sempre nel 2018, le certificazioni di Catena di Custodia FSC invece salgono a 2.291 unità, registrando un +4% rispetto al 2017, mentre risulta stabile il tasso delle aziende che decidono di rinnovare la propria adesione al sistema del Forest Stewardship Council (93%). La concentrazione maggiore di aziende certificate si riscontra al Nord (Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia) e al Centro (Toscana, Marche e Lazio); segnando un andamento lungo tutta la Penisola.
In linea con la vocazione manifatturiera di gran parte delle imprese italiane, il segmento trainante (53%) risulta quello della seconda trasformazione, e comprende aziende dedite alla produzione di carta e stampati, imballaggi in carta e cartone, seguito dalla seconda trasformazione del legno (24%). All’interno di quest’ultimo, sono molto attive le categorie riconducibili alla produzione di arredi per l’interno (6,8%) e prodotti di legno per edilizia (3,4%).
Da sempre settore di punta nel panorama nostrano, quello delle forniture ha conosciuto un trend positivo negli ultimi anni, grazie all’aumento delle esportazioni. L’uso di materiale certificato nella costruzione di mobili e altri elementi di arredamento risponde a una crescente richiesta, da parte di committenti privati o pubblici, di garanzie rispetto all’origine sostenibile della materia prima.
Tra gli elementi di novità, la diffusione relativamente rapida della certificazione CoC ( Chain of Custody) fra le aziende di lavorazione e tessitura dei prodotti in viscosa: la forte crescita (+28 certificazioni) è cominciata già nel 2017 e risponde all’esigenza di tracciabilità della fibra di cellulosa. La viscosa è, infatti, una delle tante fibre artificiali derivanti dalla trasformazione della cellulosa e il suo utilizzo nel settore dei tessuti-non-tessuti, dell’automotive e della moda sta riguadagnando popolarità.
La superficie forestale certificata PEFC, invece, è passata dai circa 745 mila ettari del 2017 ai circa 819 mila ettari del 2018. L'area a maggior certificazione in Italia è quella gestita dal Bauernbund - Unione Agricoltori di Bolzano (con 300.295 ha), seguita dall'area gestita dal Consorzio dei Comuni Trentini – PEFC Trentino e Magnifica Comunità di Val di Fiemme (con 261.429 ha), quindi dall'area gestita dal Gruppo PEFC del Friuli-Venezia Giulia – UNCEM (con 80.274 ha); a seguire le foreste del Piemonte, della Lombardia, della Toscana (la certificazione PEFC è inoltre presente in Basilicata, Liguria, Emilia-Romagna, Marche e Umbria, in ordine di superficie decrescente).
I certificati emessi sono stati 36 per il settore forestale e 13 per le piantagioni, emessi dai tre Organismi di Certificazione accreditati (da ACCREDIA). La particolare efficienza del sistema PEFC, nato per tutelare i piccoli proprietari, insieme all’efficace modalità di controllo in campo sviluppato seguendo le regole di campionamento previste dalla ISO, ha consentito a 23.900 proprietari forestali e imprenditori agricoli di poter accedere al mondo della certificazione, con o senza il supporto dei finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale.
Ulteriore vantaggio del sistema PEFC è il fatto che, grazie all’applicazione congiunta degli indicatori di GFS e del “Codice Forestale del Carbonio” (documento che definisce le linee guida e di indirizzo per la realizzazione di progetti forestali, su proprietà pubbliche e private) sono stati applicati i criteri quantitativi e qualitativi per generare e vendere crediti di CO2 nel mercato volontario, definiti “crediti di sostenibilità”. A partire dal 2013 e fino al 2018, le proprietà PEFC che hanno applicato questa modalità operativa hanno venduto sul mercato volontario (soprattutto alla grande distribuzione) crediti per un valore intorno ai 100.000 euro.
Nel 2018 il numero delle aziende certificate con Catena di Custodia PEFC è aumentato da 1.003 a 1.041; le regioni più rappresentate sono state Veneto (249) seguito dal Trentino-Alto Adige (183) e dalla Lombardia (172). Nei primi 6 mesi del 2019 il numero di aziende certificate con Catena di Custodia è cresciuto a 1.069. I settori ditte boschive, segherie e prima trasformazione del legno, pannelli in legno, commercio legname, mobili e arredi per esterni sono quelli con il più alto numero di nuovi certificati emessi. Mentre i settori segherie e prima trasformazione del legno, commercio legname, edilizia e carpenteria sono nell’ordine i settori con più aziende certificate.

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