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DEFOGLIAZIONE DELLA CHIOMA DI SPECIE FORESTALI

Immagine abstract
Abstract: 
Osservando i valori medi, dopo l'attenuazione del fenomeno verificatasi nel 2010 si rileva una progressiva ripresa negli anni successivi, con una nuova tendenza alla diminuzione a partire dal 2012 e una ripresa nel 2016 e 2017. Nel 2018 il fenomeno appare pressoché stazionario rispetto all’anno precedente.
I dati rilevati nell’ambito del programma CONECOFOR in oltre un ventennio (1997-2018) mostrano che le latifoglie sembrano presentare una maggiore sensibilità all'impatto delle deposizioni atmosferiche e degli inquinanti gassosi.
Descrizione: 
Indicatore di impatto espresso attraverso i valori medi annui di defogliazione della chioma valutata visivamente da personale adeguatamente preparato e assistito da appositi manuali di riferimento. Esso fa riferimento alle attività svolte nell'ambito del Programma Nazionale Integrato CONECOFOR (CONtrolli ECOsistemi FORestali), avviato nel 1995 dal Corpo Forestale dello Stato e ora svolto dal Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri. Tale Programma conduce attività di rilevamento di monitoraggio delle foreste a livello nazionale ed internazionale, sulla base della Convenzione Internazionale UN/ECE sull’Inquinamento Atmosferico Transfrontaliero a Lungo Raggio ed in attuazione del Regolamento Comunitario sul monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali. I monitoraggi vengono realizzati all’interno di due reti di aree di saggio: una rete di 254 aree di dette di Livello I e una rete costituita da 31 aree di monitoraggio intensivo dette di Livello II.
Scopo: 
Fornire informazioni sulle condizioni delle chiome delle principali specie forestali di latifoglie ed aghifoglie presenti in Italia, al fine di evidenziarne il livello di resilienza o di suscettività rispetto all'impatto causato dalle deposizioni atmosferiche e dagli inquinanti gassosi.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
ICP Forests - International Co-operative Programme on Assessment and Monitoring of Air Pollution Effects on Forests operating under the UNECE Convention on Long-range Transboundary Air Pollution (CLRTAP);
MCPFE - Ministerial Conference on the Protection of Forests in Europe.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'indicatore risponde a quanto richiesto nell'ambito di accordi internazionali sottoscritti dall'Italia nell'ambito dell'International Cooperative Programme on Assessment and Monitoring of Air Pollution Effects on Forests e della Ministerial Conference on the Protection of Forests in Europe.
DPSIR: 
Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Ministero politiche agricole e forestali, 1999. Programma CONECOFOR. Primo rapporto 1999.
ANPA, 2000. Indicatori di Gestione Forestale Sostenibile. Serie Stato dell’Ambiente 11/2000.
UNECE, BFH, 2005. The Condition of Forests in Europe , 2005 Executive Report. https://www.carabinieri.it/arma/oggi/organizzazione/organizzazione-per-la-tutela-forestale-ambientale-e-agroalimentare/progetti-life
http://www.terradata.it/wp-content/uploads/2018/06/Factsheet_template_Italia.pdf
http://foresta.sisef.org/contents/?id=efor1019-010
Limitazioni: 
I valori di defogliazione possono risentire di eventi specifici non direttamente correlati all'impatto degli inquinanti atmosferici e, quindi, possono non essere sufficienti a delineare un quadro preciso del fenomeno.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Richiesta diretta presso la fonte a mezzo mail.
Fonte dei dati di base: 
CFS (Corpo Forestale dello Stato)
CUFA - Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri
CUTFAA dell'Arma dei Carabinieri
Unità di misura: 
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore riporta la distribuzione percentuale degli alberi campionati sull'intero territorio nazionale (distinta per aghifoglie e latifoglie) suddivisa in cinque classi di defogliazione. Tali classi sono così definite: 0 = 0-10%, nessun danno; 1 = >10-25%, danni lievi; 2 = >25-60%, danni moderati; 3 = >60-<100%, danni gravi; 4 = 100%, alberi morti. L'analisi temporale del fenomeno è realizzata sulla base degli andamenti della percentuale di alberi con defogliazione maggiore del 25%.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1997-2018
L'informazione utilizzata per il popolamento dell'indicatore costituisce un dato molto importante ai fini della rappresentazione delle condizioni di salute delle foreste italiane, presenta un'ottima affidabilità e validazione, nonché una buona comparabilità nel tempo e nello spazio.
Stato: 
Medio
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
L'andamento descritto (1997-2018) riguarda la distribuzione percentuale degli alberi aventi grado di defogliazione >25% , valore considerato la soglia di danno. Definire un trend del fenomeno non è semplice perché in alcuni periodi aghifoglie e latifoglie mostrano andamenti diversi. Osservando invece i valori medi, dopo l'attenuazione del fenomeno verificatasi nel 2010 si rileva una progressiva ripresa negli anni successivi, con una nuova tendenza alla diminuzione a partire dal 2012 e una ripresa nel 2016 e 2017. Nel 2018 il fenomeno appare pressoché stazionario rispetto all’anno precedente.
Commenti: 
I dati rilevati nell’ambito del programma CONECOFOR in oltre un ventennio (1997-2018) mostrano che le latifoglie sembrano presentare una maggiore sensibilità all'impatto delle deposizioni atmosferiche e degli inquinanti gassosi (figura 1, tabella 1). La verifica di tale ipotesi dovrebbe considerare anche i molteplici fattori di stress che possono influenzare le condizioni vegetative delle specie (andamento climatico, attacchi parassitari, incendi, ecc.).