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STATO DI AVANZAMENTO DEI PIANI DI GESTIONE DEI DISTRETTI IDROGRAFICI

Immagine abstract
Abstract: 
La Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE (DQA) prevede il riesame e l’aggiornamento dei Piani di Gestione dei bacini idrografici (PdG) entro 15 anni dall'entrata in vigore della direttiva stessa e, successivamente, ogni sei anni (art. 13). Pertanto, in attuazione di tale indicazione, al fine di elaborare il ciclo di pianificazione relativo al periodo 2015-2021, nel 2012 si è avviato il riesame e l'aggiornamento dei primi PdG adottati nel 2010, concluso con la loro approvazione tra marzo e giugno 2016 (GU Serie Generale n.25 del 31-01-2017). Per quanto riguarda, invece, il secondo aggiornamento, ai sensi dell’art. 117 comma 2bis del D.Lgs. 152/2006 , questo si dovrà completare entro dicembre 2021. In tale ambito 6 Autorità di Distretto su 7 hanno avviato tale procedura a dicembre 2018 con la pubblicazione e, quindi, l’avvio della consultazione pubblica, del documento “Calendario e programma di lavoro”.
Per quanto riguarda invece i Piani di Tutela delle Acque (PTA), mediante i quali le regioni, sulla base degli obiettivi fissati a scala di distretto idrografico dai PdG, definiscono gli interventi volti a garantire il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e le misure necessarie alla loro tutela qualitativa e quantitativa a livello regionale, 14 regioni/province autonome hanno un PTA approvato o in fase di revisione alla luce dei PdG 2015.
L'indicatore fornisce informazioni, pertanto, sullo stato di avanzamento dei PdG e dei PTA, considerata la loro stretta connessione applicata a scale spaziali differenti.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sullo stato di avanzamento dei Piani di Gestione (PdG) distrettuali e dei Piani di Tutela delle Acque (PTA) regionali.
L'evoluzione della pianificazione – programmazione inerente la tutela quali–quantitativa delle risorse idriche deriva da un processo di adeguamento della legislazione nazionale alle disposizioni normative comunitarie e, in particolar modo, alla Direttiva Quadro delle Acque (DQA), recepita in Italia dal D.Lgs. 152/2006, Parte III. e ss.mm. ii, che ha modificato e integrato l'assetto normativo previgente.
Concetto portante della DQA è la gestione integrata delle acque a scala di Distretto idrografico, superando la logica dei confini amministrativi, attuata attraverso un nuovo strumento di governance da sottoporre a verifica e aggiornamento periodico: il Piano di Gestione delle acque (PdG).
Il PdG rappresenta, quindi, lo strumento operativo attraverso il quale si pianificano, realizzano e monitorano le misure per la protezione, il risanamento e il miglioramento dei corpi idrici superficiali e sotterranei e si agevolano utilizzi sostenibili delle risorse idriche.
La base per la redazione dei primi PdG (quelli approvati nel 2010) sono stati i Piani di Tutela delle Acque regionali, il cui ruolo, nel nuovo assetto normativo, si è andato progressivamente ridefinendo, da piano sovraordinato a piano attuativo della pianificazione di distretto.
L'art. 13 comma 7 della DQA prevede che i primi PdG devono essere riesaminati e aggiornati entro quindici anni dall'entrata in vigore della DQA stessa e, successivamente, ogni 6 anni.
Pertanto, le Autorità di Bacino nazionali (AdB), oggi soppresse dal Decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 294 del 25/10/2016, entrato in vigore il 17/2/2017 inerente la riforma "distrettuale", hanno portato a termine nel 2016 il processo di riesame e aggiornamento, considerando:
1. i contenuti di quelli adottati nel 2010, per dare attuazione agli obblighi previsti dalle norme comunitarie e nazionali sulle acque,
2. i risultati delle analisi condotte dalla Commissione europea sui PdG 2010;
3. il riesame con gli eventuali aggiornamenti (svolti entro il 2013) inerente le analisi delle caratteristiche del distretto, l'utilizzo idrico e gli impatti delle attività umane sullo stato delle acque (l'art. 5 della DQA).
I PdG approvati nel 2016 contengono, ad oggi, il quadro aggiornato, integrato e organico, a livello di distretto, delle conoscenze disponibili e dei programmi di misure per conseguire gli obiettivi di qualità ambientale fissati dalla normativa in vigore, rappresentando, quindi, uno strumento strategico per la tutela e la protezione delle acque, al quale si sta dando attuazione, reperendo le necessarie risorse finanziarie. I piani di gestione approvati sono disponibili sui siti web delle Autorità di Distretto.
Alla fine del 2018, le Autorità di Distretto hanno iniziato il processo relativo al terzo ciclo di pianificazione 2021 – 2027 con l’avvio ufficiale dell’aggiornamento dei PdG 2015 – 2021 attualmente vigenti. Tale processo, iniziato con la pubblicazione del “Calendario e programma di lavoro” redatto dalle Autorità di Distretto, dovrà terminare entro dicembre 2021. Anche in questa fase di aggiornamento, come in quella iniziale di formazione dei Piani, la partecipazione e consultazione pubblica resta di fondamentale importanza in tutto il processo decisionale.
Per quanto riguarda i PTA, essendo questi ultimi strumenti attuativi dei PdG distrettuali a scala regionale, ad oggi, la gran parte delle regioni/province autonome hanno avviato il riesame di quelli adottati e/o approvati ante PdG 2016.
Scopo: 
Fornire indicazioni sullo stato di avanzamento dei PdG e dei PTA per monitorare l'attuazione degli strumenti di pianificazione inerenti la corretta gestione e tutela quali - quantitativa delle risorse idriche alle differenti scale spaziali.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 152/2006 e ss.mm. ii. e relativi Decreti attuativi.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
I PdG/PTA hanno come obiettivo quello di “individuare e pianificare” le misure volte a proteggere, migliorare e ripristinare lo stato di tutti i corpi idrici, ovvero di mettere in campo tutte quelle misure necessarie per il raggiungimento del "buono stato" a scala distrettuale/regionale/provinciale. Il "buono stato", secondo la definizione data dalla normativa vigente, è quella condizione in cui i valori degli elementi di qualità, associati a un certo “tipo” di corpo idrico, presentano livelli tali da essere paragonabili a quelli generalmente associati alla determinata tipologia di corpo idrico in condizioni inalterate. Pertanto, l'obiettivo generale che deve essere presente nei PdG e, quindi nei PTA, è quello di mantenere o di riportare il corpo idrico in uno stato qualitativo che si discosti "poco" dalle condizioni prive di impatto antropico, attraverso l'attuazione di un programma di misure, che deve essere esplicitato in modo da integrare tutti gli aspetti inerenti la tutela e gestione delle “risorse idriche”: le caratteristiche del territorio di riferimento, l’analisi delle pressioni e dei relativi impatti sullo stato delle acque superficiali e sotterranee, l'analisi economica dell'utilizzo idrico, ecc.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A), Efficacia delle politiche (tipo D)
Riferimenti bibliografici: 
Siti istituzionali delle regioni e delle Autorità di Distretto
Limitazioni: 
Nessuna
Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Variabile
Accessibilità dei dati di base: 
Siti istituzionali delle regioni e delle Autorità di Distretto
Fonte dei dati di base: 
Autorità di Bacino Distrettuali
Regioni
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indicatore è costruito ed aggiornato partendo dalle informazioni reperite dai siti istituzionali delle Autorità di Distretto e dalle Regioni riportando in particolare il numero dei piani adottati e/o approvati e di quelli in fase di revisione.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
Settembre 2019
La qualità del dato è garantita dall'affidabilità della fonte, rappresentata dai siti istituzionali delle Autorità di Distretto incaricate di curare la predisposizione e l'aggiornamento dei Piani di Gestione Distrettuali e dalle regioni per i PTA.
La copertura delle informazioni è relativa alla totalità dei Distretti e delle regioni.
Stato: 
Buono
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Ogni Distretto idrografico, coerentemente con la DQA, si è dotato di un PdG.
Il 3 marzo 2016 è stato approvato il primo aggiornamento dei Piani di Gestione dei bacini idrografici per sei degli otto distretti individuati sul territorio nazionale (prima dell'entrata in vigore della Legge 221/2015 che ha soppresso il Distretto del Serchio): Distretto Padano, Distretto delle Alpi Orientali, Distretto dell’Appennino Settentrionale, Distretto idrografico pilota del Serchio, Distretto dell’Appennino Centrale, Distretto dell’Appennino Meridionale. Il Distretto della Sardegna ha approvato l'aggiornamento del PdG con Delibera n. 1 del 15 marzo 2016, ai sensi dell’art. 2 LR 9 novembre 2015, n. 28, mentre la Sicilia con la Deliberazione n. 228 del 29 giugno 2016 ai sensi della "Legge regionale 11 agosto 2015, n.19 - art. 2, comma 2".
A dicembre 2018 è partito il processo di revisione e aggiornamento dei PdG approvati nel 2016 per sei Distretti sui sette istituiti dalla normativa vigente.
Per quanto riguarda, invece, i PTA, le regioni con il Piano approvato post PdG 2015 sono in aumento, così come quelle che hanno avviato il processo di revisione di tali strumenti di pianificazioni alla luce dei PdG 2015. Solo tre regioni risultano ancora senza un PTA approvato.
Commenti: 
Tutti i PdG del primo ciclo di pianificazione e i relativi primi aggiornamenti sono stati approvati. Il processo relativo al secondo aggiornamento dei PdG è partito per sei dei sette Distretti idrografici (Tabella 1).
Per quanto riguarda i Piani di Tutela delle Acque (Tabella 2, Figura 2), tutte le regioni e la provincia autonoma di Trento hanno un Piano approvato.
Le regioni:
• Basilicata, Calabria hanno un Piano adottato ante PdG 2015;
• Campania, Puglia hanno un piano adottato post PdG 2015.
Inoltre, tra le regioni con i PTA approvati:
• 6 hanno un piano approvato dopo l’approvazione del PdG 2015;
• 7 hanno avviato un processo di revisione dei rispettivi PTA in relazione ai PdG 2015;
• 3 hanno un piano approvato prima del PdG 2015.
La provincia autonoma di Bolzano ha avviato il processo di redazione del PTA post PdG 2015.
L'approvazione di tutti gli aggiornamenti dei PdG distrettuali e l'avvio dei processi di revisione dei PTA a scala regionale forniscono un quadro della governance della gestione nazionale delle acque, in fase di consolidamento.
Tutte le misure e le azioni sono volte al raggiungimento dell'obiettivo 1b del VII PdA e le valutazioni di come esse avranno contribuito al raggiungimento di tale obiettivo potranno essere analizzate attraverso gli aggiornamenti delle misure previste che dovranno essere contenute nel secondo aggiornamento dei PdG, ovvero nel III ciclo di pianificazione 2022 – 2027.