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STAGIONE POLLINICA

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore descrive i tempi della pollinazione di una determinata famiglia botanica durante l’anno. Le date di inizio e fine e la durata della stagione pollinica di una famiglia cambiano in base alla località, perché la pollinazione è estremamente sensibile alle differenze meteoclimatiche. Da notare che la durata della stagione pollinica non è in relazione con la maggiore o minore quantità di polline aerodisperso. L'esame comparato dei dati di inizio e fine della pollinazione delle famiglie monitorate evidenzia la presenza di pollini aerodispersi, per alcune località, anche nei mesi di gennaio e dicembre.
Descrizione: 
Le date di inizio e fine della pollinazione (calcolate secondo il criterio di Jäger), la sua durata, il picco di concentrazione pollinica massima insieme all'indice pollinico stagionale (si veda l’indicatore “Indice pollinico allergenico”) sono le informazioni principali che descrivono la Stagione pollinica. Questo indicatore viene calcolato per ciascuna delle otto famiglie di piante più allergizzanti, diffuse sul territorio nazionale: le Betulaceae, le Compositae, le Corylaceae, le Cupressaceae e Taxaceae (contate insieme), le Graminaceae, le Oleaceae e le Urticaceae.
Scopo: 
Descrivere la presenza in atmosfera e l'andamento nello spazio e nel tempo dei pollini allergenici potenzialmente pericolosi per la salute umana. Per serie storiche sufficientemente lunghe è possibile provare a relazionare i valori di questo indicatore ad alcuni parametri (temperatura, umidità relativa, CO2) legati al clima e ai suoi cambiamenti.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva n. 92/43/CEE: Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche
UNI 11108 – 2004: Qualità dell'aria - Metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine aerodisperse
UNI CEN/TS 16868 – 2015: Aria Ambiente - Campionamento ed analisi di pollini e spore fungine dispersi in aria per le reti di monitoraggio delle allergie - Metodo Volumetrico Hirst
UNI EN 16868 – 2019: Aria Ambiente - Campionamento ed analisi di pollini e spore fungine dispersi in aria per le reti di monitoraggio delle allergie - Metodo Volumetrico Hirst
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esiste una normativa specifica che fissi limiti o obiettivi di concentrazione per i pollini aerodispersi.
DPSIR: 
Impatto, Pressione, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Direttiva n. 92/43/CEE: Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche
UNI 11108 – 2004: Qualità dell'aria - Metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine aerodisperse
UNI CEN/TS 16868 – 2015: Aria Ambiente - Campionamento ed analisi di pollini e spore fungine dispersi in aria per le reti di monitoraggio delle allergie - Metodo Volumetrico Hirst
UNI EN 16868 – 2019: Aria Ambiente - Campionamento ed analisi di pollini e spore fungine dispersi in aria per le reti di monitoraggio delle allergie - Metodo Volumetrico Hirst
http://www.pollnet.it/
https://web.uniroma2.it/
Limitazioni: 
Descrive le caratteristiche di pollinazione di ogni singola famiglia botanica ma non dà conto del fenomeno nel suo complesso.
Ulteriori azioni: 
Attivazione di nuove stazioni di monitoraggio fino ad averne almeno una per ogni capoluogo di provincia.
Frequenza rilevazione dati: 
Giornaliera
Accessibilità dei dati di base: 
I dati forniti dalla rete POLLnet del SNPA sono direttamente accessibili. La buona collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata” consente l’accesso agli altri dati disponibili.
http://www.pollnet.it/
https://web.uniroma2.it/
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Università di Roma "Tor Vergata"
Unità di misura: 
Numero (n.), Numero di granuli pollinici per metro cubo (p/m3)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La stagione pollinica di una determinata famiglia botanica inizia il primo giorno in cui si rileva almeno l'1% del totale annuale dei pollini per essa monitorati. Tale data non deve però essere seguita da più di sei giorni di assenza di pollini di quella specie, in tal caso si fa riferimento all'evento successivo. La stagione termina quando si sono conteggiati il 95% dei pollini monitorati nell'anno per quella famiglia (Jäger et al. - 1996). A questi parametri si aggiunge la data e il valore del picco di concentrazione pollinica (massimo numero giornaliero di granuli per metro cubo registrati nell'anno).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Comunale (58/7.914)
Copertura temporale: 
2018
L'indicatore esprime correttamente l'aspetto temporale della problematica ambientale in osservazione. La copertura spaziale dell'indicatore è parziale: buona al Nord, parziale al Centro-Sud e nelle Isole maggiori. Tutte le stazioni di monitoraggio lavorano in conformità ai documenti tecnici UNI 11108 2004 e UNI CEN/TS 16868 2015. Ciò consente una buona comparabilità spaziale e temporale dei dati (dove prodotti) che, comunque, non può essere ottima perché si tratta di un metodo non automatizzato e soggetto all'errore umano.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018, sono 58 (di cui 57 della rete SNPA POLLnet) i comuni per i quali sono disponibili serie complete di dati di monitoraggio aerobiologico e per i quali è possibile elaborare l'indicatore. La distribuzione territoriale coinvolge 18 regioni su 20. Sono assenti: la Sicilia, perché priva di stazioni di monitoraggio (la rete è in fase di riattivazione nel corso del 2019), e la Lombardia dove il monitoraggio è eseguito dalla regione (con standard diversi dalla rete POLLnet). Dal punto di vista della disponibilità dei dati e della copertura territoriale si può considerare la situazione stazionaria (sono aumentate le stazioni del SNPA ma sono venute meno alcune stazioni dell'Associazione Italiana di Aerobiologia). Anche quest'anno, come evidenziato dai grafici (Figure da 1 a 7), si conferma una spiccata variabilità territoriale dei parametri costituenti l'indicatore. La stagione pollinica risente degli andamenti meteo (in particolare la temperatura e le precipitazioni) registrati nell'anno in ciascuna località monitorata. Ne deriva una variabilità a volte accentuata sia tra le varie stazioni sia per la stessa stazione tra un anno e l’altro. Occorrono però periodi di osservazione di numerosi anni (molti di più di quelli per ora disponibili) per poter individuare dei trend.
Commenti: 
Nello specifico delle diverse famiglie botaniche, nel 2018 la durata media della stagione pollinica delle Betulaceae è stata di 72 giorni, con un massimo in Valle d’Aosta (Cogne, 99 giorni) (Tabella 1 e Figura 1). La durata media della stagione pollinica delle Compositae è stata di 94 giorni, con un massimo a Roma (242 giorni) (Tabella 2 e Figura 2). La durata media della stagione pollinica delle Corylaceae è stata di 76 giorni, con un massimo a Brindisi (218 giorni) (Tabella 3 e Figura 3). La durata media della stagione pollinica delle Cupressaceae-Taxaceae è stata di 126 giorni, con un massimo a Caserta (333 giorni) (Tabella 4 e Figura 4). La durata media della stagione pollinica delle Graminaceae è stata di 123 giorni, con un massimo a Reggio Calabria (224 giorni) (Tabella 5 e Figura 5). La durata media della stagione pollinica delle Oleaceae è stata di 57 giorni, con un massimo a L’Aquila (166 giorni) (Tabella 6 e Figura 6). La durata media della stagione pollinica delle Urticaceae è stata di 143 giorni, con un massimo a Napoli (254 giorni) (Tabella 7 e Figura 7). È da notare che la durata più o meno lunga della stagione pollinica è indipendente dalla quantità di polline emesso. Per inquadrare il fenomeno anche quantitativamente è necessario, perciò, far riferimento anche ai valori dell'indice pollinico stagionale (si veda l’indicatore “Indice pollinico allergenico”). Una corretta programmazione degli interventi di sfalci e potature sul verde urbano deve tener conto del periodo d'inizio della stagione pollinica così da riuscire a contenere, per quanto possibile, la presenza di pollini allergenici nell'aria cittadina. Tali attività, inoltre, poiché riguardano la qualità dell'aria in relazione alla salute mana, sono ascrivibili tra quelle idonee al perseguimento dell'obiettivo 3a del 7° Programma d’azione ambientale (7° PAA).
Allegati: 
AllegatoDimensione
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