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INDICE POLLINICO ALLERGENICO

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Abstract: 
Per l’edizione 2019 dell’Annuario dei dati ambientali, l’indicatore, in realtà, considera due indici: l’Indice Pollinico Stagionale (IPS) e l’Indice Pollinico Allergenico (IPA) che descrivono la quantità di polline presente in un anno nell’atmosfera delle località dove sono posizionate le stazioni di monitoraggio. Da un anno all'altro, localmente, sono soggetti a variazioni anche molto consistenti causate dai diversi andamenti delle caratteristiche meteoclimatiche stagionali. Si tratta di indici quantitativi cumulativi che, quindi, non forniscono indicazioni sulle modalità di distribuzione nell’anno dei pollini aerodispersi.
Descrizione: 
L'Indice Pollinico Stagionale (IPS) si ottiene dalla somma delle concentrazioni giornaliere del polline di una determinata famiglia misurate nell’anno considerato, mentre l'Indice Pollinico Allergenico (IPA) si ottiene dalla somma delle concentrazioni polliniche delle principali e più diffuse famiglie allergizzanti presenti sul territorio nazionale. Le famiglie botaniche qui considerate sono: le Betulaceae, le Compositae, le Corylaceae, le Cupressaceae e Taxaceae (contate insieme), le Graminaceae, le Oleaceae e le Urticaceae. L'IPS rappresenta la quantità cumulata di granuli pollinici di una determinata specie, mentre l’IPA dà conto della quantità complessiva di pollini allergenici presenti, nell’anno, in una specifica località.
Scopo: 
Valutare, molto sinteticamente, la carica allergenica pollinica di una determinata località, confrontarla con quella di altre e studiarne la variazione nello spazio e nel tempo. Tali indicazioni contribuiscono alla valutazione di rischio sanitario legato alle allergie e consentono una prima verifica di determinate azioni di mitigazione eventualmente messe in campo dalle autorità competenti.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva n. 92/43/CEE: Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche
UNI 11108 – 2004: Qualità dell'aria - Metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine aerodisperse
UNI CEN/TS 16868 – 2015: Aria Ambiente - Campionamento ed analisi di pollini e spore fungine dispersi in aria per le reti di monitoraggio delle allergie - Metodo Volumetrico Hirst
UNI EN 16868 – 2019: Aria Ambiente - Campionamento ed analisi di pollini e spore fungine dispersi in aria per le reti di monitoraggio delle allergie - Metodo Volumetrico Hirst

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esiste una normativa specifica che fissi limiti o obiettivi di concentrazione per i pollini aerodispersi.
DPSIR: 
Impatto, Pressione, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Direttiva n. 92/43/CEE: Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche
UNI 11108 – 2004: Qualità dell'aria - Metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine aerodisperse
UNI CEN/TS 16868 – 2015: Aria Ambiente - Campionamento ed analisi di pollini e spore fungine dispersi in aria per le reti di monitoraggio delle allergie - Metodo Volumetrico Hirst
UNI EN 16868 – 2019: Aria Ambiente - Campionamento ed analisi di pollini e spore fungine dispersi in aria per le reti di monitoraggio delle allergie - Metodo Volumetrico Hirst
http://www.pollnet.it/
https://web.uniroma2.it/
Limitazioni: 
È un indicatore quantitativo che descrive un fenomeno in cui sono fondamentali anche gli aspetti qualitativi.
Ulteriori azioni: 
Attivazione di nuove stazioni di monitoraggio fino ad averne almeno una per ogni capoluogo di provincia.
Frequenza rilevazione dati: 
Giornaliera
Accessibilità dei dati di base: 
I dati forniti dalla rete POLLnet del SNPA sono direttamente accessibili. La buona collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata” consente l’accesso agli altri dati disponibili.
http://www.pollnet.it/
https://web.uniroma2.it/

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Università di Roma "Tor Vergata"
Unità di misura: 
Numero di granuli pollinici per giorno per metro cubo (p·d/m3)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indice pollinico stagionale e l’indice pollinico allergenico si ottengono dalla somma annuale delle concentrazioni polliniche giornaliere delle principali e più diffuse famiglie allergizzanti presenti sul territorio nazionale: Betulaceae, Compositae, Corylaceae, Cupressaceae/Taxaceae, Graminaceae, Oleaceae, Urticaceae.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Comunale (58/7.914)
Copertura temporale: 
2018
L’indicatore esprime correttamente l'aspetto quantitativo della problematica ambientale in osservazione. La copertura spaziale è parziale: buona al Nord, meno buona al Centro-Sud e nelle Isole maggiori. Tutte le stazioni di monitoraggio lavorano in conformità ai documenti tecnici UNI 11108 2004 e UNI CEN/TS 16868 2015. Ciò consente una buona comparabilità spaziale e temporale dei dati (dove prodotti) che, comunque, non può essere ottima perché si tratta di un metodo non automatizzato.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018, sono 58 (di cui 57 della rete del SNPA POLLnet) i comuni per i quali sono disponibili serie complete di dati di monitoraggio aerobiologico e per cui è possibile elaborare l'indicatore. La distribuzione territoriale coinvolge 18 regioni su 20. Sono assenti: la Sicilia, perché nel 2018 è priva di stazioni di monitoraggio (la rete della regione Sicilia è in fase di riattivazione nel corso del 2019) e la Lombardia, dove il monitoraggio è eseguito dalla regione (con standard diversi dalla rete POLLnet). Dal punto di vista della disponibilità dei dati e della copertura territoriale si può considerare la situazione stazionaria (sono aumentate le stazioni del SNPA, ma sono venute meno alcune stazioni dell'Associazione Italiana di Aerobiologia - AIA). La variabilità a livello territoriale è notevole: nel 2018 il valore massimo dell’Indice Pollinico Allergenico (IPA) è stato registrato nel comune di San Michele all'Adige, in provincia di Trento, con un valore di 82.501 p•d/m3 e il minimo a Genova (come nel 2017) con 4.058 p•d/m3.
Commenti: 
Nel 2018, si confermano la variabilità spaziale dell’indicatore, tra un sito e l’altro, e la variabilità temporale che localmente può essere molto accentuata. Le variazioni spaziali sono essenzialmente da attribuire alla localizzazione dei siti di campionamento che rispecchiano le caratteristiche generali della vegetazione locale, oltre a essere fortemente influenzate dalla loro specifica collocazione su microscala (ossia dalla loro maggiore o minore distanza da specie allergeniche). D’altra parte, le variazioni temporali sono da imputarsi principalmente alle condizioni meteo registrate nell'anno, tali da favorire o deprimere la presenza di pollini aerodispersi.
Nello specifico delle diverse famiglie botaniche, nel 2018 il valore più alto dell’Indice Pollinico Stagionale (IPS) per le Betulaceae si registra in Piemonte, a Omegna (27.419 p•d/m3) (Figura 1); per le Compositae in Valle d’Aosta a Cogne (5.704 p•d/m3) (Figura 2); per le Corylaceae a Bolzano (34.622 p•d/m3) (Figura 3); per le Cupressaceae-Taxaceae a Cesena (20.786 p•d/m3) (Figura 4); per le Graminaceae a Vicenza (8.100 p•d/m3) (Figura 5); per le Oleaceae in Trentino-Alto Adige (San Michele all'Adige, 14.362 p•d/m3) (Figura 6); per le Urticaceae a Reggio Calabria (21.768 p•d/m3) (Figura 7). Complessivamente, per il 2018, i valori più alti dell’Indice Pollinico Allergenico (IPA) si rilevano in Trentino-Alto Adige e nell’arco alpino tra Piemonte e Valle d’Aosta (Figura 8). Da notare che, specialmente nelle aree urbane più estese, la quantità di pollini allergenici presenti in atmosfera dipende anche dalle caratteristiche del verde urbano e dalla sua gestione. Una corretta pianificazione degli interventi (messa a dimora di piante non allergizzanti in sostituzione di quelle allergizzanti, corretta programmazione di sfalci e potature, buona manutenzione di strade, marciapiedi e aree marginali contro l'aggressione di erbe infestanti quasi sempre allergizzanti) può portare a sensibili diminuzioni della carica allergenica presente in atmosfera. Tali attività, poiché riguardano la qualità dell'aria in relazione alla salute umana, sono ascrivibili tra quelle idonee al perseguimento dell'obiettivo 3a del 7° Programma d’azione ambientale (7° PAA).

Allegati: 
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