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QUALITÀ DELL'ARIA AMBIENTE: OZONO TROPOSFERICO (O3)

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di ozono in atmosfera misurati nel corso del 2018, nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA nel database InfoAria, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/50/CE (e dal Decreto legislativo di recepimento n. 155/2010) e dalla Decisione 2011/850/EU. Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di O3 sono 349. Le serie di dati con copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori soglia e dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana sono 321. Le stazioni suburbane, rurali e rurali di fondo che rispettano la percentuale minima richiesta per il calcolo dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione (AOT40v) sono 157. L’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana (OLT) è stato superato nella quasi totalità delle stazioni: 91%. La percentuale di stazioni in cui l’OLT è stato superato per più di 25 giorni è pari al 52%. La soglia di informazione per la protezione della salute è stata superata nel 36% delle stazioni mentre la soglia di allarme nell’1%. L’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione (AOT40v) è stato superato nella quasi totalità delle stazioni (92%).
Descrizione: 
L'ozono troposferico è un inquinante secondario che si forma attraverso processi fotochimici in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d'azoto (NOx) e i composti organici volatili (COV). È il principale rappresentante della complessa miscela di sostanze denominata "smog fotochimico" che si forma nei bassi strati dell'atmosfera a seguito dei suddetti processi. L'inquinamento fotochimico, oltre che locale, è un fenomeno transfrontaliero che si dispiega su ampie scale spaziali; conseguentemente i livelli riscontrati in una certa zona non sempre sono esclusivamente attribuibili a fonti di emissione poste in prossimità della zona stessa, ma il contributo più importante può provenire dalle zone circostanti. Le concentrazioni di ozono più elevate si registrano nei mesi più caldi dell'anno e nelle ore di massimo irraggiamento solare. Nelle aree urbane l'ozono si forma e si trasforma con grande rapidità e con un comportamento molto complesso e diverso da quello osservato per gli altri inquinanti. Le principali fonti di emissione dei composti precursori dell'ozono sono: il trasporto su strada, il riscaldamento civile e la produzione di energia.
L'indicatore è stato elaborato sulla base dei dati di concentrazione di ozono in atmosfera, misurati nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA, nel database InfoAria secondo quanto previsto dalla Decisione 2011/850/EU. Oltre ai parametri per un confronto con i valori soglia di informazione e di allarme, con i valori obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana e della vegetazione stabiliti dalla normativa di riferimento (D.Lgs.155/2010), sono stati calcolati media, 50°, 75°, 98° e 99,9° percentile e massimo dei valori medi orari.



Scopo: 
Fornire informazioni sullo stato della qualità dell'aria attraverso i parametri statistici calcolati a partire dai dati di concentrazione nell'aria ambiente, la verifica del rispetto dei valori obiettivo e le soglie previsti dalla normativa.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa
D.Lgs. 155/2010 - Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155 Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa (G.U., n. 216 del 15/09/2010 – suppl. ord. N. 217 – in vigore dal 30/09/2010)
Decisione 2011/850/EU – Commission Implementing Decision laying down rules for Directive 2004/107/EC and Directive 2008/50/EC of the European Parliament and of the Council as regards the reciprocal exchange of information and reporting on ambient air quality

Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'obiettivo della Direttiva 2008/50/CE è quello di consentire la valutazione della qualità dell’aria ambiente su basi comuni, di ottenere informazioni sullo stato della qualità dell’aria al fine di combattere l’inquinamento atmosferico, di assicurare la disponibilità pubblica delle informazioni e di promuovere la cooperazione tra gli Stati membri. Il D.Lgs 155/2010, che recepisce a livello nazionale la direttiva citata, ha inoltre l’obiettivo di consentire a regioni e province autonome la valutazione e la gestione della qualità dell'aria ambiente. I valori limite del D.Lgs. 155/2010 rappresentano gli obiettivi di qualità dell’aria ambiente da perseguire per evitare, prevenire, ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente. I valori soglia di informazione e di allarme e i valori obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana e della vegetazione dell’ozono nell'aria ambiente ai sensi del D.Lgs. 155/2010 sono riportati nella Tabella A.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
WHO-World Health Organisation, 2006. Air Quality Guidelines. Particulate matter, ozone, nitrogen dioxide and sulfur dioxide. Global Update 2005, Copenhagen, WHO Regional Office for Europe Regional Publications.

G. Cattani, A. Di Menno di Bucchianico, G. Fioravanti, A. Gaeta, G. Gandolfo, F. Lena, G. Leone. Analisi dei trend dei principali inquinanti atmosferici in Italia (2008 – 2017). ISPRA, 302/2018.
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Database InfoARIA - ISPRA
Fonte dei dati di base: 
Province Autonome
Regioni
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Unità di misura: 
Microgrammo per metro cubo (µg/m3), Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di ozono in atmosfera, misurati nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA, nel database InfoAria secondo quanto previsto dalla Decisione 2011/850/EU. Oltre ai parametri per un confronto con i valori soglia di informazione e di allarme, con i valori obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana e della vegetazione stabiliti dalla normativa di riferimento (D.Lgs. 155/2010), sono stati calcolati media, 50°, 75°, 98° e 99,9° percentile e massimo dei valori medi orari. Tutti i parametri sono stati calcolati secondo le regole europee e sono stati sottoposti a verifica da parte di Regioni/Pa/ARPA/APPA. Il numero dei giorni di superamento è pari al numero di giorni in cui è stato registrato almeno un superamento delle soglie e obiettivi indicati in Tabella A. I superamenti previsti per la protezione della salute umana e i parametri statistici sono stati calcolati per tutte le stazioni urbane, suburbane, rurali (raggruppando la tipologia rurale e rurale near-city) e rurali di fondo (raggruppando la tipologia rurale remota e rurale regionale) seguendo i criteri di ubicazione su macroscala previsti dall’Allegato VIII del D.Lgs. 155/2010. La verifica del rispetto dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione (AOT40v) è stata effettuata per tutte le stazioni suburbane, rurali e rurali di fondo; i valori riportati si riferiscono a serie di dati con copertura minima del 90% nel periodo di tempo definito per il calcolo dell'AOT40 (maggio-luglio, dalle 8 alle 20). Oltre all’AOT40 misurato, nel rispetto della percentuale richiesta di dati validi, è stato calcolato l’AOT40 stimato, correggendo il valore misurato secondo quanto previsto dall'Allegato VII del D.Lgs. 155/2010.
Core set: 
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale;
Regionale ;
Provinciale: (101/110)
Comunale (299/8047);
Copertura temporale: 
2018
L’indicatore ha un’alta rilevanza in quanto fornisce in modo capillare informazioni sullo stato della qualità dell'aria attraverso i dati di concentrazioni nell'aria ambiente, i parametri statistici e la verifica del rispetto dei valori limite previsti dalla normativa. L’indicatore è affidabile in quanto i parametri per i confronti con i valori obiettivo e le soglie sono stati calcolati per le serie di dati che rispettavano gli obiettivi di qualità previsti dal D.Lgs 155/2010 stesso.
Nel 2018, la copertura spaziale è relativa a tutte le regioni italiane.

Stato: 
Scarso
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018 l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana (OLT) è stato superato in 291 stazioni su 321 pari al 91% delle stazioni con copertura temporale sufficiente; l’OLT è stato superato per più di 25 giorni in 166 stazioni (52%, Figura 2). Le 30 stazioni in cui non sono stati registrati superamenti dell’OLT sono localizzate in siti urbani e suburbani. Le soglie di informazione e di allarme sono state superate rispettivamente in 116 (36%) e 4 stazioni (1%) su 321. I valori di concentrazione più elevati si registrano prevalentemente nel Nord Italia. L’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione (AOT40v) è stato superato in 145 stazioni su 157 (92%) con valori molto superiori al limite normativo (6.000 µg/m³*h).
I dati del 2018 sostanzialmente confermano la situazione monotona della tendenza di fondo evidenziata dall'analisi statistica dei trend effettuata per il periodo 2008-2017 e riportata nell'edizione 2018 dell'Annuario.
Commenti: 
Nel 2018, le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di O3 sono 349 (Tabella 1). Le serie di dati con copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori soglia e dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana sono il 92% (321 su 349). Le stazioni suburbane, rurali e rurali di fondo che rispettano la percentuale minima richiesta per il calcolo dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione (AOT40v) sono 157 su 196 (Tabella 2 e Figura 3).
La classificazione delle stazioni di monitoraggio di O3 secondo i criteri di ubicazione su macroscala previsti dalla normativa è rappresentata in Figura 1, con evidente prevalenza di siti urbani.
L'intero territorio nazionale è suddiviso in zone e agglomerati ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente ai sensi del D.Lgs. 155/2010. Contrariamente a quanto previsto per gli altri inquinanti, per l’ozono le zone non sono classificate rispetto a determinate soglie. Tuttavia viene indicato se nei cinque anni precedenti ci siano stati superamenti dell’obiettivo a lungo termine, poiché in caso contrario, il numero delle stazioni di misurazione dell’ozono può essere ridotto secondo i criteri di cui all’allegato IX, punto 4 del D.Lgs. 155/2010.
Se nell’anno in esame si è verificato in almeno una stazione di monitoraggio il superamento del valore obiettivo o dell’obiettivo a lungo termine, l’intera zona risulta in superamento. Le mappe riportate quindi non sono una rappresentazione della variabilità spaziale dell’inquinamento atmosferico, ma semplicemente del fatto che in una determinata zona si è verificato nell’anno in esame un superamento dell’OLT o del valore obiettivo.
Nel 2018 i superamenti dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana (OLT) hanno interessato 55 zone su 66, mentre i superamenti del valore obiettivo hanno interessato 49 zone.
Le zone in superamento sono riportate nella Tabelle 3, e sono rappresentate in rosso nelle Figure 4 e 5.