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QUALITÀ DELL'ARIA AMBIENTE: BENZO(A)PIRENE NEL PM10

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore si basa sui dati della concentrazione di benzo(a)pirene in atmosfera, misurati nel corso del 2018 nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA nel database InfoAria, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/50/CE (e dal Decreto legislativo di recepimento n. 155/2010) e dalla Decisione 2011/850/EU. Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di B(a)P sono 167. Le serie di dati con copertura temporale sufficiente per la verifica dei valori di rifermento sono 124. Sono stati registrati superamenti del valore obiettivo (8 stazioni pari al 6% dei casi).
Descrizione: 
Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono prodotti nei processi di combustione incompleta di materiali organici e sono emessi in atmosfera quasi totalmente adsorbiti sul materiale particolato. Molti composti sono cancerogeni, anche se l’evidenza di cancerogenicità sull’uomo relativa a singoli IPA è estremamente difficile, poiché in condizioni reali si verifica sempre un'esposizione simultanea a miscele complesse di molte decine di IPA. La IARC (IARC, 2012) ha classificato in particolare il benzo(a)pirene (B(a)P) come cancerogeno per l’uomo (categoria 1).
Il B(a)P è ritenuto un buon indicatore di rischio cancerogeno per la classe degli IPA valutati; è stato stimato un rischio incrementale pari a 9 casi di cancro polmonare ogni 100.000 persone esposte per tutta la vita a una concentrazione media di 1 ng/m3 di B(a)P. L’OMS ha quindi raccomandato un valore guida di 1 ng/m³ per la concentrazione media annuale di B(a)P. Questo valore coincide con il valore obiettivo fissato dal D.Lgs. 155/2010.
L’indicatore è stato elaborato sulla base dei dati della concentrazione di B(a)P in atmosfera, misurati nel corso del 2018 nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti nel database InfoARIA secondo quanto previsto dalla Decisione 2011/850/EU. È stata calcolata la media annuale quale fondamentale indicatore per verificare il rispetto del valore obiettivo per la protezione della salute umana stabilito dalla normativa di riferimento (D.Lgs. 155/2010 e s.m.i.).
Scopo: 
Fornire informazioni sullo stato della qualità dell'aria attraverso i parametri statistici calcolati a partire dai dati della concentrazione nell'aria ambiente e la verifica del rispetto del valore obiettivo previsto dalla normativa.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 2004/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2004 concernente l'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente
D.Lgs. 155/2010 - Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155 Attuazione della Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa (G.U., n. 216 del 15/09/2010 – suppl. ord. N. 217 – in vigore dal 30/09/2010).
2011/850/UE: Decisione di esecuzione della Commissione, del 12 dicembre 2011, recante disposizioni di attuazione delle direttive 2004/107/CE e 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda lo scambio reciproco e la comunicazione di informazioni sulla qualità dell’aria ambiente [notificata con il numero C(2011) 9068]
Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'obiettivo della Direttiva 2008/50/CE è quello di consentire la valutazione della qualità dell’aria ambiente su basi comuni, di ottenere informazioni sullo stato della qualità dell’aria al fine di combattere l’inquinamento atmosferico, di assicurare la disponibilità pubblica delle informazioni e di promuovere la cooperazione tra gli Stati membri. La Direttiva 2004/107/CE ha stabilito un valore obiettivo per la concentrazione di arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene nell’aria ambiente in modo da evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi dell’esposizione a tali sostanze per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso.
Il D.Lgs. 155/2010 recepisce la Direttiva 2008/50/CE e sostituisce le disposizioni di attuazione della Direttiva 2004/107/CE (già recepite con il Decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, abrogato all’entrata in vigore del D.Lgs 155/2010), istituendo un quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente. Ha inoltre l’obiettivo di consentire a regioni e province autonome la valutazione e la gestione della qualità dell'aria ambiente. I valori limite del D.Lgs 155/2010 rappresentano gli obiettivi di qualità dell’aria ambiente da perseguire per evitare, prevenire, ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente. I valori di riferimento OMS rappresentano una guida da perseguire nella riduzione dell'impatto sulla salute umana dell'inquinamento atmosferico. Il valore obiettivo del B(a)P nell'aria ambiente definito dalla normativa è riportato nella Tabella A.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
WHO-World Health Organisation, 2000. Air quality guidelines for Europe; second edition. Copenhagen, WHO Regional Office for Europe Regional Publications
IARC, 2012. A review of human carcinogens. Part F: Chemical agents and related occupations / IARC Working Group on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans (2009: Lyon, France) IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans ; v. 100F.

Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
ISPRA, Database InfoARIA
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Province Autonome
Regioni
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Unità di misura: 
Nanogrammi per metro cubo (ng/m3), Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indicatore si basa sui dati di concentrazione di B(a)P in atmosfera, misurati nelle stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, raccolti e archiviati in ISPRA, nel DB InfoARIA secondo quanto previsto dalla Decisione 2011/850/EU. È stata calcolata la media annuale secondo le regole europee per un confronto con il valore obiettivo per la protezione della salute umana stabilito dalla normativa di riferimento (D.Lgs. 155/2010). Per il confronto con il valore obiettivo, del D.Lgs. 155/2010 (Figura 2) sono state utilizzate le serie di dati con una copertura temporale minima del 33% (al netto delle perdite di dati dovute alla taratura periodica o alla manutenzione ordinaria).
Core set: 
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale (19/20)
Provinciale: (76/110)
Comunale (139/8047)
Copertura temporale: 
2018
L’indicatore ha un’alta rilevanza in quanto fornisce in modo capillare informazioni sullo stato della qualità dell'aria attraverso i dati di concentrazioni nell'aria ambiente, i parametri statistici e la verifica del rispetto del valore obiettivo previsto dalla normativa. L’indicatore è affidabile in quanto i parametri per i confronti con il valore obiettivo sono stati calcolati per le serie di dati che rispettavano gli obiettivi di qualità previsti dal D.Lgs 155/2010 stesso.
Nel 2018, la copertura spaziale è relativa a 19 regioni su 20.

Stato: 
Scarso
Trend: 
Non compilato  
Descrizione dello stato e trend: 
Il valore obiettivo (1,0 ng/m³), è stato superato in 8 stazioni (6% dei casi) (Figura 2).
Nel 2018 il valore obiettivo è stato superato prevalentemente in quelle zone (bacino padano e zone pedemontane appenniniche e alpine) dove è maggiore il consumo di biomassa legnosa per il riscaldamento civile e le condizioni meteorologiche invernali favoriscono l’accumulo degli inquinanti.

Commenti: 
Le stazioni di monitoraggio che hanno misurato e comunicato dati di B(a)P sono 167. Di queste, 124 (74% del totale) hanno copertura temporale minima del 33% (al netto delle perdite di dati dovute alla taratura periodica o alla manutenzione ordinaria). La classificazione delle stazioni di monitoraggio di B(a)P secondo i criteri di ubicazione su macroscala previsti dalla normativa è rappresentata in Figura 1.
L'intero territorio nazionale è suddiviso in zone e agglomerati ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente ai sensi del D.Lgs. 155/2010. Ciascuna zona è classificata in base ai criteri stabiliti dallo stesso decreto, rispetto a determinate soglie.
La classificazione è importante perché da essa discendono gli obblighi di valutazione e viene aggiornata, di norma, ogni cinque anni.
Se nell’anno in esame si è verificato in almeno una stazione di monitoraggio il superamento di un valore limite, l’intera zona risulta in superamento. Le mappe riportate quindi non sono una rappresentazione della variabilità spaziale dell’inquinamento atmosferico, ma semplicemente del fatto che in una determinata zona si è verificato nell’anno in esame un superamento del valore limite.
Nel 2018 i superamenti del valore obiettivo hanno interessato 9 zone su 77 distribuite in 5 regioni.
Le zone in superamento sono riportate nella Tabella 2 e sono rappresentate in rosso nella Figura 3.