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INTERVENTI URGENTI PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO

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Abstract: 
Il monitoraggio degli interventi urgenti per la difesa del suolo, che ISPRA svolge per conto del MATTM, riguarda attualmente 5.227 progetti distribuiti su tutto il territorio nazionale per un importo complessivo di € 5.604.826.884.
Novità del 2018 è l’analisi dei tempi di attuazione degli interventi finanziati.
Viene infine analizzato il fabbisogno finanziario necessario alla prevenzione del rischio idrogeologico richiesto dalle regioni che ammonta a circa € 24,383 miliardi di euro per un numero di 8.343 interventi.
Descrizione: 
L'indicatore illustra il numero totale, gli importi finanziati e lo stato d’attuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico su tutto il territorio nazionale, finanziati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi del D.L. 180/98 e s.m.i., della Legge del 23/12/09, n. 191 (Accordi di Programma MATTM – Regioni e integrativi) e dei DPCM del 28/05/2015 e del 15/09/2015 (Piano stralcio per le aree metropolitane e aree urbane), quelli finanziati in attuazione al DL 30/2013 (Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico causato da frane nei comuni montani) e dei DD del 27/11/2017 relativi al Fondo di progettazione contro il dissesto idrogeologico.
Il DPCM del 15/09/2015 - Piano stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni ha individuato 33 interventi finanziati per un importo complessivo pari a € 800.660.992,10.
Inoltre viene presentato un quadro generale del fabbisogno economico, richiesto dalle regioni, necessario alla prevenzione del Rischio Idrogeologico e non ancora finanziato che ammonta a €24.383.734,51 per un numero di 8.343 interventi.
Scopo: 
Valutare la distribuzione sul territorio nazionale dei fondi erogati per la mitigazione del dissesto idrogeologico. In particolare riguarda i fondi stanziati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Analizzare l'azione di contrasto al dissesto idrogeologico, operato su tutto il territorio nazionale in termini di fondi stanziati e numero di interventi realizzati o previsti. Inoltre, permette di effettuare considerazioni di maggior dettaglio relative allo stato di attuazione degli interventi, alla tempistica di realizzazione, alla tipologia di opere previste e al dissesto presente nell'area d'intervento. Tale quadro conoscitivo può risultare utile come supporto dei processi decisionali nelle politiche di difesa del suolo.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
L 183/89; D.L. 180/98; O.M. 3073/02; L 191/09, D.L. 30/2013, D.L. 133/2014, DPCM del 28/05/2015, DPCM del 15/09/2015, L:221/15, DPCM del 14.07.2016
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il DL 180/98 ha introdotto nel sistema giuridico della difesa del suolo, già oggetto della L 183/89, le misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico. In particolare, il decreto ha previsto, all'art. 1 comma 2, la definizione dei programmi di interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico nelle zone più a rischio. L'obiettivo è quello di mitigare il dissesto, nelle aree per le quali la vulnerabilità del territorio si lega a maggiori pericoli per le persone e il patrimonio ambientale. Più in generale le stesse finalità, in modo più o meno analogo, sono presenti nella successiva normativa nazionale, fino ad arrivare alla L152/2006.
Il DL 133/2014 prevede la revoca dei finanziamenti assegnati alle regioni e ad altri enti locali, con i piani e programmi per la mitigazione del rischio idrogeologico, approvati negli anni dal 1998 al 2009, per i quali non sono state ancora predisposte le procedure di gara. In attuazione di tale DL, l’ISPRA continua a svolgere, su richiesta del MATTM, le attività di supporto e verifica finalizzate alla procedura di revoca.
I DPCM del 28/05/2015 e del 15/09/2015 hanno tra gli scopi quello di verificare quanto gli interventi proposti a finanziamento siano effettivamente efficaci alla mitigazione del dissesto idrogeologico.
Il DL 30 del 13/03/2013 attraverso 17 Decreti Direttoriali (DD) finanziati dal MATTM alle regioni ha individuato 55 nuovi interventi per l'adattamento ai cambiamenti climatici nei comuni montani.
Il MATTM ha finanziato un fondo di progettazione contro il dissesto idrogeologico, assegnando circa 100 milioni di euro ai Presidenti delle regioni, in qualità di Commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico. Tale assegnazione rappresenta la conclusione dell’iter procedurale previsto dal DPCM del 14/07/2016 relativo alle modalità di funzionamento del “Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico”, di cui all’articolo 55 della legge 28.12.2015, n. 221. Attraverso i DD del 27/11/2017 sono stati trasferiti i Fondi di progettazione alle regioni per i primi 148 interventi per un importo di 39,81 milioni di euro. Il finanziamento è una misura volta a sostenere direttamente la capacità di realizzare opere pubbliche da parte delle amministrazioni locali, spesso prive delle risorse economiche necessarie alla progettazione di interventi strutturali.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Efficacia delle politiche (tipo D)
Riferimenti bibliografici: 
Normativa nazionale, regionale e provinciale di riferimento sulla difesa del suolo (L 183/89; DL 180/98; OM.3073/02; L 191/09, Leggi regionali e provinciali, ecc., DL 133/2014, DPCM del 15/09/2015, L 221/15, DPCM del 14.07.2016).
Limitazioni: 
Il dato è riferito esclusivamente agli interventi finanziati o cofinanziati da MATTM ai sensi del DL 180/98 e s.m.i., dalla Legge 191/09 (Accordi di Programma MATTM – Regioni e integrativi), dal DPCM del 15/09/2015, dal DL 30/2013 e dai DD del 27/11/2017 di assegnazione dei Fondi di progettazione. Pertanto non include analoghi interventi realizzati con fondi di diversa provenienza.
Ulteriori azioni: 
Per migliorare la qualità dell’indicatore è auspicabile una maggiore collaborazione di tutte le Amministrazioni nell’utilizzo delle procedure di comunicazione integrate nel ReNDiS-web in termini di tempestività ed efficienza di trasmissione dei dati.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
www.rendis.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
Non compilato  
Unità di misura: 
Euro (€), Numero (n.), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La metodologia di raccolta delle informazioni presentate, omogenea su tutto il territorio nazionale, viene gestita nell'ambito del Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS) che, mediante diversi applicativi e interfacce web-GIS, prevede un accesso alle informazioni differenziato per ciascuna tipologia di utenza. I dati analizzati, derivano dalla sintesi delle informazioni contenute in ReNDiS dalla quale vengono elaborati reports specifici.
Le informazioni relative agli interventi, di cui al DL 180/98 e s.m.i. e degli Accordi di Programma (L 191/09 e integrativi), sono raccolte prevalentemente attraverso contatti con gli enti attuatori. I dati relativi agli interventi, di cui alla L 191/09, al DPCM del 15/09/2015, al DL 30/2013 e ai DD del 27/11/2017 relativi ai Fondi di progettazione, derivano soprattutto dalle procedure obbligatorie di comunicazione integrate nel ReNDiS-web (www.rendis.isprambiente.it) e inserite direttamente dagli enti attuatori. Per tutte le tipologie di finanziamento sopracitate sono previsti sopralluoghi di monitoraggio nei cantieri delle opere in corso di realizzazione.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
1999-2018 dicembre
La metodologia di acquisizione dati è la stessa su tutto il territorio nazionale e pertanto la comparabilità temporale e spaziale risulta buona. L’indicatore, illustrando l’azione di contrasto ai fenomeni di dissesto idrogeologico svolte dalle Amministrazioni dello Stato risponde alla domanda di informazione riguardante le problematiche relative alla difesa del suolo.
Stato: 
Medio
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Come si evince dalla Tabella 1, per gli interventi di cui al DL 180/98 e s.m.i., si rileva un forte impegno economico, quasi 2,36 miliardi di euro sostanzialmente esaurito nel 2009.
Successivamente sono stati finanziati gli Accordi di Programma (2010-2011 ed integrativi), con cui sono stati programmati interventi per oltre 2,3 miliardi di euro.
Il DL 133/2014 ha previsto la possibilità di revocare da parte del MATTM, sentito il parere delle Autorità di Distretto, quei finanziamenti per i quali, alla data del 30/09/2014, non erano stati affidati i lavori o pubblicati i bandi di gara. In tale ambito, sono stati richiesti 113 pareri con richiesta di revoca alle Autorità di Distretto o AdB competente. Sono pervenuti 14 pareri favorevoli alla revoca del finanziamento e 99 contrari. Al termine di tale iter burocratico sono stati emessi 12 Decreti di revoca di finanziamento.
Il DPCM del 15/09/2015, individua i criteri e le modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Con tale DPCM sono stati attualmente finanziati 33 interventi per un importo complessivo pari a € 800.660.992,10.
Per ciò che attiene l’attuazione dell’Art. 19 del Decreto Legislativo n.30 del 13/03/2013 a fine 2015 sono stati firmati i Decreti Direttoriali (DD) per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico causato da frane nei comuni montani e finanziati dal MATTM alle regioni. Si tratta di 17 Decreti che finanziano 55 interventi per un importo di € 47.707.129,84.
Attraverso i DD del 27/11/2017, sono stati trasferiti alle regioni i Fondi di progettazione contro il dissesto idrogeologico per i primi 148 interventi per un importo pari a € 39.814.000,00.
La tabella 2 mostra una palese sproporzione tra il numero di interventi con un importo minore di un milione di euro e le restanti classi di riferimento.
Si evidenzia invece, dal punto di vista delle risorse impegnate, come negli ultimi Decreti si sia registrato un progressivo incremento nell'importo unitario medio degli interventi, verosimilmente legato all'affermarsi di criteri di selezione che considerano potenzialmente più efficaci e/o efficienti gli interventi di maggiori dimensioni rispetto a quelli più diffusi e frammentati (Tabelle 1 e 3).
Nonostante la programmazione e realizzazione di un crescente numero di interventi negli anni, gli eventi con conseguenze disastrose, che si registrano annualmente, dimostrano che l'azione di contrasto al dissesto idrogeologico risulta ancora complessivamente insufficiente.
Commenti: 
Per tener conto in modo aggregato degli oltre cento diversi Decreti, atti e accordi che hanno finanziato gli interventi censiti nel ReNDiS, ai fini dell’analisi e rappresentazione dei dati gli interventi finanziati dal 1999 al 2018 sono stati raggruppati nei seguenti macrogruppi:
1. Interventi Programmi e piani 1999-2008 ex DL 180/98 e s.m.i. (DPCM annualità '98-2000 e programmi integrativi, Programmi stralcio ex art. 16 L.179/02;
2. Piani strategici nazionali; Altre tipologie(OM 3073/00);
3. Interventi Accordi di Programma MATTM - Regioni 2010-11 ed integrativi;
4. Interventi Piano stralcio Aree metropolitane (DPCM 15/09/2015) o Piano Nazionale 2015–2020;
5. DDCLE - Interventi per l'adattamento ai cambiamenti climatici (2016);
6. Fondi di Progettazione.

Nelle tabelle riportate non sono stati presi in considerazione gli importi relativi alla realizzazione di nuovi interventi finanziati con le economie residue derivate dai finanziamenti già stanziati. Inoltre, il numero degli interventi e il totale degli importi annualmente finanziati subisce, a seguito revoche/definanziamenti e/o ridistribuzione dei fondi, delle piccole variazioni rispetto a quanto riportato nelle precedenti edizioni. A livello nazionale gli interventi urgenti finanziati dal 1999 al 2018 per contrastare il dissesto idrogeologico ammontano a complessivi 5.227, per un importo totale di oltre 5 miliardi e 604 milioni di euro (Tabella 1).
Dall’analisi dei dati si evidenzia come il maggior numero d’interventi è stato finanziato nell’ambito dei vari decreti, programmi, piani stralcio attuati dal 1999 al 2009 ai sensi dell’ex DL 180/98 e s.m.i., per un totale di 3.143 interventi (60,1% sul totale degli interventi) e 2.356,7 Mln € (42,0% sul totale degli importi finanziati). Parimenti elevato è il numero degli interventi finanziati nell’ambito degli accordi di Programma MATTM – Regioni (AP 2010 e Programmi integrativi) che ammonta a 1.824 interventi (34,9% sul totale degli interventi) per un importo finanziato pari a 2.347,48 Mln € (41,9% sul totale degli importi finanziati) (Tabella 1, Figura 1).
Molto meno numerosi sono, invece, gli interventi inseriti nel Piano Stralcio per le Aree Metropolitane e le Aree Urbane (PN 2015-2020) (33) con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni e gli interventi per l'adattamento ai cambiamenti climatici (CLE) finanziati in attuazione al DL 30/2013 (55 interventi). Si ricava, comunque, come le risorse assegnate dal MATTM per la copertura finanziaria dei 33 interventi di riduzione del rischio alluvionale, inseriti nel Piano Stralcio per le Aree Metropolitane e le Aree Urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni (Piano Nazionale 2015-2020 approvato nel mese di novembre 2015) rappresentino il 14,3% (800, 66 Mln €) dell’importo totale nazionale erogato dal 1999 al 31/12/2018 pari a € 5.604,82 Mln €.
L'aspetto più significativo da segnalare è che gli interventi degli AdP 2010-11 ma soprattutto gli interventi PN 2015-2020, presentano importi unitari mediamente più elevati delle pianificazioni precedenti, indicando un orientamento più favorevole a interventi di maggiore importanza e meno frammentati.
Infine, per ciò che riguarda i Fondi di Progettazione i 148 interventi pari a € 39,814 Mln € rappresentano lo 0,7% del totale delle risorse finora stanziate dal MATTM (Tabella 1, Figura 1).

Dall’analisi della Tabella 3 e della Figura 2, si evince, una netta prevalenza di interventi finanziati su aree in frana (2.718 pari al 52% del numero totale) rispetto a quelli inerenti interventi di sistemazioni idrauliche su aree soggette ad alluvioni (1.626 pari al 31,1%). La restante parte di interventi ha riguardato aree con tipologie di dissesto non definito (565 pari al 10,8%), di tipo misto (157 pari al 3%), aree con dissesto costiero (78 pari a 1,5%), dissesti in aree percorse da incendio (25 pari allo 0,5%) e valanga (58 pari all'1,1%).
E’ possibile inoltre constatare come le sistemazioni di zone in frana, seppur più numerose (il 52% del totale interventi), hanno ricevuto il 33,9% dell’importo totale finanziato dal 1999 al 2018. Viceversa per interventi che interessano aree con fenomeni alluvionali (il 31,1% sul numero totale) è stato erogato il 48,4% (pari a 2.714,95 Mln €) del totale complessivo degli importi finanziati (pari a 5.604,82 Mln €). Per gli interventi con altre tipologie di dissesto: di tipo misto, costiero, incendio, valanga, gli importi erogati risultano molto più ridotti.Tale analisi conferma il maggior costo unitario delle sistemazioni idrauliche rispetto a quello degli interventi in aree di frana e/o interessate da altre tipologie di dissesto e mette in risalto una minore attenzione rivolta negli anni al contrasto degli effetti dei fenomeni di erosione costiera, l’1,5% degli interventi totali e il 2,7% delle risorse finanziate, nonostante la grande rilevanza ambientale, economica e sociale che la tutela e la difesa delle coste riveste in un paese come l’Italia, in considerazione anche dei cambiamenti climatici in atto (Figura 2). Tali risultati appaiono ancor più preoccupanti analizzando lla balella 10 nella quale si evince come le regioni richiedano in misura molto esigua finanziamenti volti alla mitigazione dell’erosione costiera. Infatti, il numero degli interventi non supera mai l’1% del totale di quelli richiesti con la sola eccezione della Campania.
La Tabella 3 rileva inoltre come, sia per gli interventi DL 180 sia per gli interventi AP 2010-11, la maggior parte dei progetti hanno riguardato aree in frana, rispettivamente con 1.683 e 919 interventi..
Per quanto riguarda gli interventi PN 2015-20 su 33 progetti di interventi finanziati 31 riguardano le aree interessate da alluvioni, come previsto dalle finalità del piano. Di contro, i progetti degli interventi finanziati nell’ambito degli interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici (DDCLE) riguardano quasi esclusivamente aree interessate da fenomeni franosi con solo un intervento con tipologia di dissesto di tipo misto.
Dall’analisi dei dati illustrati nella Tabella 4 e nella Figura 3, emerge che, su un totale di 5.227 interventi finanziati, circa il 72,5% (3.791) è stato concluso, il 13,4% (698) è in esecuzione, mentre il 6,9% (359) è ancora in fase di progettazione e il 7,3% circa degli interventi (379) risulta ancora fermo, da avviare o con dati non comunicati.
Si può notare, infine, per ciò che riguarda gli interventi del gruppo DL 180/98 e s.m.i., programma di finanziamento sostanzialmente terminato nel 2008, come ci siano ancora interventi non conclusi.
Osservando la distribuzione regionale del numero totale di interventi finora finanziati (Tabella 5) si può notare come la Toscana è quella con il numero più alto d’interventi (542), seguita dalla Lombardia (498), dalla Sicilia (481), dalla Calabria (480) e dal Piemonte (475). Se si analizzano invece gli importi provenienti dal Fondo Progettazione, si nota come Sardegna e Puglia, avranno a disposizione oltre 11 milioni di euro (11,7 mln e 11,5 mln rispettivamente). Segue la Sicilia con 10,9 milioni di euro. Al Nord i fondi per ora assegnati andranno principalmente al Veneto con 2,1 milioni, al Piemonte 1,6 milioni e al Friuli Venezia Giulia 800 mila euro. Settecentoventimila euro andranno alla progettazione di opere in Liguria, mentre al Trentino Alto Adige 590 mila euro.
La Tabella 6 mostra, in alcune regioni, un concreto numero di interventi in esecuzione (e quindi non conclusi anche da diversi anni) soprattutto in Calabria ma anche in Veneto, Campania, Puglia e Sicilia dovuti principalmente a contenziosi e ritardi.
Dall’analisi della Tabella 7 si evidenziano alcune criticità legate ai tempi di attuazione degli interventi finanziati, dovuti a varie cause, con un considerevole numero di interventi con tempi di realizzazione superiori ai 5 anni, che corrisponde all’arco temporale più significativo quello cioè corrispondente a una legislatura. Infatti, oltre il 43% degli interventi ha tempi di realizzazione superiori ai cinque anni . Il dato statistico più rilevante riguarda la media dei tempi di attuazione degli interventi che si colloca tra i 3-5 anni.

Si può, dunque, affermare che nonostante la programmazione e realizzazione di un crescente numero di interventi negli anni, gli eventi con conseguenze disastrose, che si registrano annualmente, dimostrano che l'azione di contrasto al dissesto idrogeologico risulta ancora complessivamente insufficiente.
Testimonianza di ciò è il quadro generale del fabbisogno economico (Tabella 9) corrispondente alle richieste presentate dalle regioni, necessario per la prevenzione del rischio idrogeologico che ammonta a € 24.383.734.451 per 8.343 interventi.
Ne consegue che oltre alla necessità di investire maggiori risorse sembra indispensabile intervenire anche su una differente modalità di gestione del territorio che preveda anche una costante manutenzione delle opere di difesa del suolo già esistenti. La Tabella 9 mostra inoltre i costi totali degli 8.343 interventi necessari per ottemperare al fabbisogno della prevenzione del rischio idrogeologico in Italia che ammontano a € 27.154.619.640,1. Tale importo deriva dalla somma degli importi richiesti e di una rimanente parte delle somme cofinanziate dalle regioni.
Osservando la distribuzione regionale (Tabella 10) spicca, la Campania con quasi il 20% del totale delle richieste presentate.
Infine, per ciò che attiene l’Annual Indicator Report Series nell’ambito del 7 EAP (Environment Action Programme) l’indicatore è un utile contributo alla gestione sostenibile del territorio italiano, in quanto permette di valutare la tipologia e la distribuzione sul territorio nazionale dei fondi erogati per la mitigazione del dissesto idrogeologico e dei loro effetti, analizzando l’azione di contrasto a tale fenomeno.
Allegati: 
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