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PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI

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Abstract: 
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti urbani generati in Italia, disaggregati a livello regionale Nel 2018, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a quasi 30,2 milioni di tonnellate, con una crescita del 2% rispetto al 2017. Dopo il calo rilevato nel 2017, il dato di produzione supera quindi nuovamente i 30 milioni di tonnellate, riallineandosi al valore del 2016 (30,1 milioni di tonnellate). La produzione pro capite, pari a quasi 500 chilogrammi per abitante per anni, fa rilevare, tra il 2017 e il 2018, una crescita percentuale del 2,2%, valore leggermente superiore a quello della produzione assoluta.
Descrizione: 
L’indicatore misura la quantità totale di rifiuti urbani generati in Italia, disaggregati a livello regionale. La base informativa è costituita da elaborazioni ISPRA effettuate su dati comunicati da: ARPA/APPA, Regioni, Province, Osservatori provinciali sui rifiuti e banche dati annuali del Modello Unico di Dichiarazione ambientale.
Scopo: 
Misurare la quantità totale e pro capite di rifiuti urbani generati.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 2008/98/ CE;
D.Lgs. 152/2006;
D.Lgs. 205/2010
Decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, 26 maggio 2016 recante “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva quadro sui rifiuti (Direttiva 2008/98/ CE) individua la seguente gerarchia in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
• prevenzione;
• preparazione per il riutilizzo;
• riciclaggio;
• recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia;
• smaltimento.
Relativamente al riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti l’articolo 11 della direttiva, trasposto nell’ordinamento nazionale dall’articolo 181 del D.Lgs. 152/2006 così come modificato dal D.Lgs. 205/2010, prevede che gli Stati membri adottino, per i rifiuti urbani, le misure necessarie per conseguire, entro il 2020, un aumento complessivo sino a un valore pari ad almeno il 50% in peso della preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti siano simili a quelli domestici. Con l’emanazione della Direttiva 2018/851/UE sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%). I tre nuovi obiettivi non considerano specifiche frazioni merceologiche ma si applicano all’intero ammontare dei rifiuti urbani.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Rapporto Rifiuti Urbani (edizioni varie)
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati sulla produzione dei rifiuti urbani su scala nazionale, per macorarea geografica, regionale, provinciale e comunale sono liberamente consultabili e scaricabili sul sito web www.catasto-rifiuti.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Chilogrammo per abitante per anno (kg/abit./a), Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
In data 26 maggio 2016 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha emanato uno specifico decreto contenente le linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Tale decreto ha introdotto modifiche alle modalità di contabilizzazione dei dati sulla produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani, introducendo un approccio metodologico differente rispetto a quello precedentemente utilizzato da ISPRA e in base al quale sono stati elaborati i dati sino al 2015.
In particolare, il decreto include nel dato di raccolta alcuni flussi di rifiuti provenienti da interventi di rimozione condotti presso civili abitazioni. Tali flussi erano, invece, esclusi da ISPRA dal computo dei rifiuti urbani, in quanto classificati come rifiuti speciali ai sensi della normativa vigente.
In base al decreto vengono inoltre contabilizzati, all’interno della raccolta differenziata, i rifiuti da spazzamento stradale avviati a recupero e l’intero ammontare della raccolta multimateriale, al lordo degli scarti, che in base alla precedente metodologia erano invece contabilizzata tra i rifiuti indifferenziati, contribuendo alla produzione totale dei rifiuti urbani (RU) ma non alla raccolta differenziata (RD).
I dati sono raccolti ed elaborati, a livello comunale, fatta eccezione per i casi in cui gli stessi risultino disponibili solo in forma aggregata per Ambito Territoriale, Comunità Montana, Consorzio o Unione di comuni. Nel 2018, il numero di municipalità rientranti in quest’ultima fattispecie è pari a 184 (nel 2017 il numero era 180), corrispondente al 2,3% del numero totale dei comuni (7.954, fonte ISTAT) e allo 0,5% della popolazione complessivamente residente in Italia (60.359.546 abitanti al 31 dicembre 2018, fonte ISTAT).
Per i comuni non coperti da alcuna fonte di informazione, il dato di produzione dei rifiuti urbani indifferenziati è stimato applicando una metodologia standardizzata che prevede:
• la ripartizione dei comuni di ciascuna provincia per fasce di popolazione residente (<5.000 abitanti, 5.000 - 14.999, 15.000 – 29.999, 30.000 - 49.999, 50.000 - 149.999, ≥150.000) e la determinazione del valore medio di produzione pro capite dei rifiuti urbani di ciascuna fascia;
• la quantificazione del dato di produzione totale dei rifiuti urbani dei comuni non coperti da informazione moltiplicando il valore di produzione pro capite medio della fascia di appartenenza per la popolazione residente nel comune;
• la quantificazione dell’ammontare dei rifiuti urbani indifferenziati per differenza tra il dato di produzione totale dei rifiuti urbani del comune (RU) e il dato di raccolta differenziata del comune stesso.
Nel caso della raccolta differenziata, invece, in assenza di informazioni sono utilizzati i dati del medesimo comune riferiti alla precedente annualità.
Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
Green growth OECD
Headline per il monitoraggio degli obiettivi della Strategia UE 'Europa2020'
Resource Efficiency Scoreboard
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Accordo di Partenariato Italia 2014-2020
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, regionale
Copertura temporale: 
1995-2018
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo: prevenzione rifiuti). Nel caso della comparabilità nello spazio, i dati raccolti vengono validati secondo metodologie condivise.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a quasi 30,2 milioni di tonnellate, con una crescita del 2% rispetto al 2017. Dopo il calo rilevato nel 2017, il dato di produzione supera quindi nuovamente i 30 milioni di tonnellate, riallineandosi al valore del 2016 (30,1 milioni di tonnellate) (Tabella 1). Il trend, invece, può definirsi in miglioramento con una decrescita del 7,3% nel 2018 rispetto al 2007.
Commenti: 
Nel 2018, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) aumenta di 590 mila tonnellate (+2%) rispetto al 2017 attestandosi a quasi 30,2 milioni di tonnellate. Osservando l’andamento si può rilevare che tra il 2006 e il 2010 la produzione si è mantenuta costantemente al di sopra dei 32 milioni di tonnellate, per raggiungere successivamente, dopo il brusco calo del biennio 2011-2012, valori compresi tra i 29,5 e i 30,2 milioni di tonnellate (Tabella 1).
La produzione pro capite, espressa in chilogrammi per abitante, tra il 2017 e il 2018, presenta una crescita del 2,2%, valore leggermente superiore a quello della produzione assoluta. Nel 2018, il quantitativo pro capite è pari a poco meno di 500 chilogrammi per abitante. Nonostante la crescita dell’ultimo anno, il dato nazionale si è sempre mantenuto, a partire dal 2013, al di sotto dei 500 chilogrammi per abitante per anno, a fronte dei valori compresi tra i 530 e i 550 chilogrammi rilevati tra il 2005 e il 2011 e al valore al di sopra dei 500 chilogrammi del 2012 (Tabella 1, Figura 1).
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