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QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI SMALTITI IN DISCARICA E NUMERO DI DISCARICHE

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore mostra la quantità di rifiuti urbani smaltiti in discarica e il numero degli impianti operativi. Nel 2018 si registra un decremento, rispetto al 2017, delle quantità totali di rifiuti urbani smaltiti in discarica pari al 6,4%, e un leggero incremento del numero totale di discariche operative che smaltiscono rifiuti urbani (+4 impianti).
Descrizione: 
Rappresenta la quantità di rifiuti urbani smaltiti in discarica e il numero delle discariche operative che smaltiscono rifiuti urbani.
Scopo: 
Verificare l’applicazione della gerarchia europea sulla gestione dei rifiuti prevista dall’art. 4 della Direttiva 2008/98/CE, che prevede lo smaltimento in discarica come forma residuale di gestione. Verificare il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dello smaltimento della frazione biodegradabile dei rifiuti urbani in discarica.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 1999/31/CE
Decisione 2003/33/CE
D.Lgs. 36/2003
D.Lgs. 152/2006
Direttiva 2008/98/CE
DM 27 settembre 2010
Direttiva 850/2018
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 1999/31/CE stabilisce, per ciascuno Stato membro, che a partire dalla data di entrata in vigore della stessa: entro cinque anni i rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica devono essere ridotti al 75% del totale (in peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1995; entro otto anni devono essere ridotti al 50%; ed entro quindici anni devono essere ridotti al 35%. Tale Direttiva è stata recepita, nell’ordinamento nazionale, con il D.Lgs. 36/03 che stabilisce i requisiti operativi e tecnici per gli impianti di discarica definendo le procedure, i criteri costruttivi e le modalità di gestione di tali impianti al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente dei luoghi di raccolta dei rifiuti. Ai sensi del citato decreto le regioni, a integrazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, hanno elaborato un programma per la riduzione della frazione biodegradabile da collocare in discarica, allo scopo di raggiungere gli obiettivi fissati di smaltimento dei rifiuti biodegradabili, per il breve termine (173 kg/anno per abitante entro il 2008), medio termine (115 kg/anno per abitante entro il 2011) e lungo termine (81 kg/anno per abitante entro il 2018).
La Direttiva 2008/98/CE stabilisce i principi cardine in materia di rifiuti individuando un ordine di priorità che dovrà incoraggiare l’opzione di gestione ambientalmente migliore. In questo ordine di priorità lo smaltimento in discarica è l’opzione meno preferibile da utilizzare come forma residuale di gestione.
I criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica sono individuati dal D.Lgs. 36/2003 e, soprattutto, dal DM 27 settembre 2010 che traspone la Decisione 2003/33/CE della Commissione europea.
La Direttiva 850/2018 entrata in vigore il 4 luglio 2018, che ha modificato la Direttiva 99/31/CE, prevede la riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani fissando al 2035 l’obiettivo di tale riduzione al 10% del totale dei rifiuti urbani prodotti.
DPSIR: 
Pressione, Risposta
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2019
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it)
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Chilogrammo per abitante per anno (kg/abit./a), Numero (n.), Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati sullo smaltimento in discarica sono stati elaborati a partire dalle informazioni contenute nelle dichiarazioni MUD (Modello unico di dichiarazione ambientale) - 2019, anno di riferimento 2018, per i rifiuti urbani, effettuate dai gestori degli impianti. Successivamente, si è proceduto a un confronto con le informazioni raccolte attraverso l’invio di appositi questionari, predisposti da ISPRA, e inviati a tutti i soggetti competenti in materia di autorizzazioni e controlli (Regioni, Province, Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente e Osservatori Provinciali sui rifiuti).
La quota di rifiuti biodegradabili è stimata da ISPRA sulla base dei valori relativi alle diverse frazioni merceologiche presenti nel rifiuto indifferenziato allocato in discarica, accertati attraverso specifiche campagne di indagine.
Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)
Copertura temporale: 
2000-2018
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo gestione sostenibile dei rifiuti e rispetto della gerarchia prevista dalla normativa europea). I dati sullo smaltimento in discarica sono stati elaborati a partire dalla dichiarazione presentate dai gestori degli impianti confrontati attraverso l’invio di un apposito questionario, predisposto da ISPRA a tutti i soggetti competenti in materia di autorizzazioni e controlli. Sono stati anche eseguiti controlli puntuali sui singoli impianti per superare le incongruenze emerse. Tale metodologia ha permesso di ottenere la completa copertura temporale e spaziale per tutte le regioni e una buona affidabilità dei dati, con relativa comparabilità nel tempo e nello spazio.
Stato: 
Buono
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018, si registra un decremento, rispetto al 2017, delle quantità totali di rifiuti urbani smaltiti in discarica pari al 6,2%, e un leggero incremento del numero totale di discariche operative che smaltiscono rifiuti urbani (+4 impianti). Dal 2000 al 2018 i rifiuti urbani smaltiti in discarica diminuiscono del 70,4% delineando un trend positivo (Tabella 1).
Commenti: 
I rifiuti urbani smaltiti in discarica, nel 2018, ammontano a quasi 6,5 milioni di tonnellate (Tabella 1), facendo registrare, rispetto al 2017, una riduzione del 6,2% pari a circa 430 mila tonnellate di rifiuti. Il dato per macro area geografica evidenzia un leggero incremento riferibile al solo Centro (+4,3%) pari, in termini assoluti, a circa 66 mila tonnellate. Diminuzioni significative si rilevano, invece, al Nord (-10,3%) e al Sud (-9%) da ascrivere ai miglioramenti in termini di raccolta differenziata nelle stesse aree.
A livello regionale (Tabella 2) si riscontra un calo generalizzato al ricorso dello smaltimento in discarica tra il 2017 e il 2018, a eccezione delle regioni centrali dove, come già evidenziato, lo smaltimento in discarica fa registrare un lieve incremento.
In particolare, al Nord del Paese si osservano riduzioni in Piemonte (-29%), Lombardia (-11%) ed Emilia-Romagna (-22%), associate a incrementi della raccolta differenziata. Al Sud la riduzione maggiore si rileva in Basilicata (-30%), dove la raccolta differenziata aumenta di 2 punti percentuali, in Sardegna (-26%) e in Puglia (-12%) dove l’incremento della raccolta differenziata è di 4 punti percentuali per entrambe. Nel caso della Campania dove si registra un calo dello smaltimento in discarica del 15%, invece, la raccolta differenziata rimane pressoché stabile. La riduzione dello smaltimento dei rifiuti urbani è dovuta, oltre che all’incremento della raccolta differenziata, anche alla diffusione del trattamento meccanico biologico che interessa 9,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati e, pur non costituendo un trattamento definitivo, contribuisce alla riduzione del peso e del volume dei rifiuti avviati a smaltimento.
Nel 2018 sono risultate operative 127 discariche per rifiuti non pericolosi e pericolosi che hanno ricevuto rifiuti di origine urbana. Rispetto al 2017, il censimento ha evidenziato 4 impianti in più. Tali impianti non sono nuovi ma sono discariche per rifiuti non pericolosi che, nell’anno in esame, hanno ricevuto rifiuti di origine urbana a differenza degli anni precedenti (Tabella 3).
Analizzando il dato di smaltimento in discarica rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani, si rileva che ancora il 22% dei rifiuti urbani prodotti viene smaltito in discarica a livello nazionale (Figura 1). Tale percentuale dovrà, secondo quanto prevede la Direttiva 850/2018/UE scendere al 10% entro il 2035.
Il D.Lgs. 36/2003 prevede obiettivi di riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili (RUB), da raggiungersi a livello di ambito territoriale ottimale.
Gli obiettivi sono fissati a breve (173 kg/anno per abitante entro il 2008), medio (115 kg/anno per abitante entro il 2011) e lungo termine (81 kg/anno per abitante entro il 2018).
Nel 2018, 10 regioni hanno conseguito l’obiettivo fissato (Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Basilicata e Sardegna). La Liguria (100 kg/abitante), l’Abruzzo (104 kg/abitante) e la Puglia (105 kg/abitante) si collocano leggermente al disopra dell’obiettivo.
Le regioni più lontane dall’obiettivo sono Molise (205 kg/abitante), Sicilia (190 kg/abitante) e Valle d’Aosta (151 kg/abitante) anche a causa dell’incidenza delle quote di rifiuti provenienti da fuori regione nel caso del Molise.
Il pro capite nazionale di frazione biodegradabile in discarica risulta, nel 2018, pari a 64 kg per abitante, al di sotto dell’obiettivo stabilito dalla normativa per il 2018 (Figura 2).
Allegati: 
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File Figura_2.xlsx17.36 KB
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