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QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI INCENERITI, E NUMERO DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO

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Abstract: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani inceneriti e il numero di impianti che trattano tali rifiuti. Nel 2018, i rifiuti urbani inceneriti, comprensivi del combustibile solido secondario, della frazione secca e del bioessiccato ottenuti dal trattamento meccanico dei rifiuti urbani stessi, sono quasi 5,6 milioni di tonnellate (+5,8% rispetto al 2017). Il 70,8% dei rifiuti viene trattato al Nord, il 10,5% al Centro e quasi il 18,7% al Sud. Gli impianti di incenerimento operativi sul territorio nazionale sono 38, una unità in meno rispetto al 2017.
Il parco impiantistico è prevalentemente localizzato nelle regioni del Nord (26 impianti); in Lombardia e in Emilia-Romagna sono presenti rispettivamente 13 e 8 impianti operativi. Al Centro e al Sud risultano operativi 6 impianti rispettivamente.
Descrizione: 
Indicatore di pressione che misura sia le quantità di rifiuti urbani trattati sia il numero di impianti di incenerimento che trattano tali rifiuti.
Scopo: 
Valutare le quantità di rifiuti che vengono trattati in impianti di incenerimento e la disponibilità di impianti di incenerimento sul territorio nazionale
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Titolo III-bis parte IV D.Lgs. 152/2006;
Direttiva 2010/75/UE
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. 152/2006 Parte IV Titolo III-bis, in conformità a quanto disposto dalla Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (che ha unito e rivisto in un unico provvedimento normativo 7 direttive europee tra cui la Direttiva 2000/76/CE sull’incenerimento dei rifiuti), regola in maniera completa l’incenerimento e il coincenerimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi a partire dalla realizzazione degli impianti, comprendendo anche le diverse fasi dell’attività di incenerimento dal momento della ricezione dei rifiuti fino allo smaltimento dei residui. In particolare, il decreto detta specifiche disposizioni in materia di: valori limite di emissione; metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti; criteri e norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive, funzionali e gestionali degli impianti di incenerimento e di coincenerimento, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare una protezione integrata dell’ambiente contro le emissioni causate da detti impianti; criteri temporali di adeguamento alle nuove disposizioni degli impianti esistenti.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA - Rapporto rifiuti urbani 2019
Limitazioni: 
Nessuna limitazione
Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Modello Unico di dichiarazione Ambientale MUD
Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it)
Fonte dei dati di base: 
ISPRA/ARPA/APPA
Unità di misura: 
Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani inceneriti in Italia. Il dato si presenta composto dal quantitativo di rifiuti urbani indifferenziati e dalla frazione secca, dal combustibile solido secondario e dal bioessiccato provenienti dal trattamento dei rifiuti urbani stessi. La base informativa è costituita dai dati contenuti nel Modello Unico di Dichiarazione Ambientale comunicato da parte dei soggetti individuati dall'articolo 189 comma 3 del D.Lgs. n. 152/2006 alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti.
Gli impianti di incenerimento sono classificati ai sensi dell'art. 237-ter del titolo III-bis parte IV del D.lgs. 152/06. Nello specifico si definisce "impianto di incenerimento": qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti con o senza recupero della combustione, attraverso l'incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti, nonché altri processi di trattamento termico, quali ad esempio la pirolisi, la gassificazione e il processo al plasma, a condizione che le sostanze risultanti dal trattamento termico siano successivamente incenerite.
Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
2002-2018
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione. La comparabilità spaziale risulta elevata, come pure la quella temporale in quanto i dati sono elaborati a livello regionale e validati secondo metodologie condivise.
Stato: 
Medio
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
La quantità di rifiuti urbani, frazione secca, combustibile solido secondario e bioessiccato ottenuti dal trattamento dei rifiuti urbani, incenerita nel 2018, si presenta alquanto stabile, registrando un aumento del 5,8% rispetto all'anno precedente (Figura 1). Anche il numero di impianti di incenerimento per tale tipologia di rifiuti risulta di poco inferiore al 2017, riducendosi di una unità.
Commenti: 
Nel 2018, sul territorio nazionale, sono operativi 38 impianti di incenerimento che trattano rifiuti urbani e rifiuti combustibili (CSS), frazione secca (FS) e bioessiccato derivanti dal trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani stessi (Tabella 3). Rispetto al 2017, risulta operativo un impianto in meno localizzato nella provincia di Roma.
Il parco impiantistico è prevalentemente localizzato nelle regioni del Nord (26 impianti): in Lombardia e in Emilia-Romagna sono presenti rispettivamente 13 e 8 impianti operativi. A Centro e al Sud sono operativi rispettivamente 6 impianti. Si rileva che tutti gli impianti di interesse sul territorio nazionale recuperano energia termica e/o elettrica.
Coerentemente alla distribuzione del parco impianti, il 70,8% dei rifiuti viene trattato al Nord, il 10,5% al Centro e quasi il 18,7% al Sud (Tabella 2).
Nel 2018, circa il 18% dei rifiuti urbani prodotti è incenerito, con un aumento di 5,7 punti percentuali rispetto al 2002 (Figura 2).
Allegati: 
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File Tabella 2.xlsx12.78 KB
File Tabella 3.xlsx13.3 KB
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File Figura 2.xlsx12.51 KB
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Image icon Figura 2.jpg107.39 KB