QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI INCENERITI E RECUPERATI ENERGICAMENTE E NUMERO DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO

Autori: 
Irma Lupica
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti speciali trattati in impianti di incenerimento e il numero di tali impianti presenti sul territorio nazionale. Nel 2017 sono stati avviati a incenerimento circa 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui 837 mila tonnellate (66,4% del totale) di rifiuti non pericolosi e quasi 423 mila tonnellate (33,6% del totale) di rifiuti pericolosi. Tali quantità sono trattate sia in impianti di incenerimento di rifiuti speciali sia in impianti dedicati prevalentemente al trattamento di rifiuti urbani, autorizzati dalle autorità competenti come impianti di recupero energetico (R1) ai sensi dell’allegato II della Direttiva 2008/98/CE. Il parco impiantistico si presenta più numeroso al Nord, dove sono presenti 49 impianti, cui segue il Sud con 30 impianti e il Centro con 11 impianti.
Descrizione: 
Indicatore che misura le quantità di rifiuti speciali trattati in impianti di incenerimento e il relativo numero di impianti presenti sul territorio nazionale. Nello specifico si definisce "impianto di incenerimento" qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione.
Scopo: 
Individuare il numero di impianti di incenerimento e valutare le quantità di rifiuti che vengono trattati in tali impianti.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 152/2006;
Direttiva 2010/75/UE;
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. 152/2006 Parte IV Titolo III-bis, in conformità a quanto disposto dalla Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (che ha unito e rivisto in un unico provvedimento normativo 7 direttive europee tra cui la Direttiva 2000/76/CE sull’incenerimento dei rifiuti), regola in maniera completa l’incenerimento e il coincenerimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi a partire dalla realizzazione degli impianti, comprendendo anche le diverse fasi dell’attività di incenerimento dal momento della ricezione dei rifiuti fino allo smaltimento dei residui. In particolare, il decreto detta specifiche disposizioni in materia di: valori limite di emissione; metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti; criteri e norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive, funzionali e gestionali degli impianti di incenerimento e di coincenerimento, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare una protezione integrata dell’ambiente contro le emissioni causate da detti impianti; criteri temporali di adeguamento alle nuove disposizioni degli impianti esistenti.
DPSIR: 
Impatto, Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA - Rapporto rifiuti speciali 2018
Limitazioni: 
Nessuna limitazione
Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
ISPRA - Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it).
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Numero (n.), Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti speciali inceneriti in Italia. L'informazione viene fornita disaggregata rispetto alle diverse tipologie di rifiuto, ovvero rifiuti speciali pericolosi e rifiuti speciali non pericolosi trattati in impianti di incenerimento. La base informativa è costituita dai dati contenuti nel Modello Unico di Dichiarazione Ambientale comunicato da parte dei soggetti individuati dall'articolo 189 comma 3 del D.Lgs. n. 152/2006 alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti.
L’indicatore misura anche il numero di impianti di incenerimento dei rifiuti speciali. Gli impianti di incenerimento sono classificati ai sensi dell'art. 237-ter del titolo III-bis parte IV del D.lgs. 152/06.
Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
2011-2017
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione. La comparabilità spaziale risulta elevata, come pure quella temporale, in quanto i dati sono elaborati a livello regionale e validati secondo metodologie condivise.
Stato: 
Medio
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
In Italia l'incenerimento dei rifiuti speciali è una modalità di smaltimento poco diffusa (0,9% sul totale gestito nel 2017, pari a 147,1 milioni di tonnellate). Rispetto al 2016, si registra un aumento dei rifiuti speciali inceneriti del 4,5% (pari a circa 55 mila tonnellate) (Tabella 1), equamente distribuito tra rifiuti non pericolosi e pericolosi, accompagnato anche da un incremento del numero di impianti, di 2 unità. Circa il 24% dei rifiuti speciali inceneriti sono trattati in impianti con recupero di energia (R1) che raggiungono un’efficienza energetica tale da poter essere considerati impianti di recupero (Tabella 4).
Commenti: 
L'incenerimento dei rifiuti speciali interessa complessivamente circa 1,3 milioni di tonnellate; 837 mila tonnellate (66,4% del totale) sono costituite da rifiuti non pericolosi e quasi 423 mila tonnellate (33,6% del totale) da rifiuti pericolosi (Tabella 1). Tali quantità sono trattate sia in impianti di incenerimento di rifiuti speciali, sia in impianti dedicati prevalentemente al trattamento di rifiuti urbani autorizzati, dalle autorità competenti, come impianti di recupero energetico ai sensi dell’allegato II della Direttiva 2008/98/CE.
Gli impianti di incenerimento in esercizio nel 2017, che trattano rifiuti speciali, sono 90, di cui 49 localizzati nel Nord, 11 al Centro e 30 al Sud (Tabella 3). L’analisi dei dati evidenzia come, coerentemente con il quadro impiantistico, la maggior parte dei rifiuti speciali sia trattata negli impianti localizzati al Nord (83,2% del totale con oltre un milione di tonnellate), cui seguono le regioni del Sud con il 12,7% (quasi 160 mila tonnellate) e del Centro con il 4,1% (oltre 51 mila tonnellate) (Tabella 2). Le maggiori quantità sono trattate in Lombardia (51%), Emilia Romagna (21,3%) e Friuli-Venezia Giulia (5,1%).
In Tabella 4 sono analizzati i dati relativi alle quantità di rifiuti speciali trattate in impianti di incenerimento con recupero di energia autorizzati come impianti di recupero (R1) ai sensi dell’allegato II della Direttiva 2008/98/CE. Tali impianti, che costituiscono una parte del parco impiantistico di trattamento dei rifiuti urbani (20 impianti su un totale di 39), gestiscono nel 2017, oltre 298 mila tonnellate di rifiuti speciali. In particolare, 277 mila tonnellate sono costituite da rifiuti speciali non pericolosi (93%) e circa 21 mila tonnellate da rifiuti pericolosi (7%).
  • Titolo Tabella 1: Quantità di rifiuti speciali inceneriti in Italia, per tipologia di rifiuto
    Fonte ISPRA

    Tipologia 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
    t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000
    Rifiuti speciali non pericolosi 591,2 463,1 444,6 987,8 598,2 810,3 837,1
    Rifiuti speciali pericolosi 436,6 393,3 408,7 407,3 391,9 394,7 422,7
    RS TOTALE 1.028 856 853 1.395 990 1.205 1.260
  • Titolo Tabella 2: Quantità di rifiuti speciali totali (RS) e speciali pericolosi (RSP) inceneriti in Italia
    Fonte ISPRA

    Regione 2011 2011 2012 2012 2013 2013 2014 2014 2015 2015 2016 2016 2017 2017
    RS RSP RS RSP RS RSP RS RSP RS RSP RS RSP RS RSP
    t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000
    Piemonte 12,6 10,9 8,4 8,4 5,7 4,7 11,6 7,5 7,2 3,9 6,9 4,6 7,4 5,2
    Valle d’Aosta 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
    Lombardia 583,5 164,7 439,7 155,0 444,0 162,5 784,3 160,3 452,0 168,4 642,8 170,7 642,1 172,0
    Trentino-Alto Adige 0,0 0,0 0,8 0,0 2,2 0,0 20,9 0,1 2,1 0,1 0,1 0,1 14,7 3,3
    Veneto 56,0 39,5 45,2 28,5 57,7 42,2 66,2 37,1 60,4 41,2 48,9 23,3 50,5 43,3
    Friuli-Venezia Giulia 34,2 15,7 9,0 0,0 10,2 0,0 15,6 0,0 34,6 0,0 43,1 0,0 64,5 0,0
    Liguria 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
    Emilia-Romagna 132,3 73,3 123,7 64,5 134,0 70,4 239,0 73,7 255,0 76,0 281,8 76,8 268,9 77,7
    Toscana 35,1 7,3 39,6 7,1 36,4 6,0 33,3 5,2 31,4 4,9 12,7 5,0 26,9 5,2
    Umbria 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
    Marche 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
    Lazio 28,5 13,9 30,1 13,3 24,8 10,5 24,1 9,8 0,0 0,0 0,4 0,4 24,4 5,2
    Abruzzo 22,5 22,5 22,0 21,9 19,3 19,3 14,4 14,3 14,5 14,4 16,3 16,2 17,5 16,4
    Molise 0,4 0,4 0,4 0,4 2,1 2,1 34,2 4,6 22,3 4,8 12,1 5,1 12,3 5,2
    Campania 17,4 17,1 15,8 15,3 18,6 18,0 22,1 16,8 15,8 15,7 19,6 19,4 17,3 17,1
    Puglia 6,2 5,9 6,6 6,1 6,6 6,4 6,3 6,1 12,8 6,2 13,9 6,9 16,0 6,8
    Basilicata 24,5 23,8 26,5 25,9 20,4 19,5 29,1 21,2 14,4 12,9 26,0 22,9 32,1 26,4
    Calabria 18,2 14,4 33,4 13,8 21,3 15,0 45,0 17,2 4,9 3,0 4,7 2,5 6,9 3,6
    Sicilia 23,5 20,6 32,0 26,9 30,7 25,8 33,8 28,3 40,6 34,9 41,9 35,2 32,3 28,5
    Sardegna 32,7 6,7 23,2 6,2 19,2 6,2 15,2 5,1 22,0 5,5 33,8 5,5 26,1 6,6
    ITALIA 1.027,8 436,6 856,4 393,3 853,3 408,7 1.395,1 407,3 990,1 391,9 1.204,9 394,7 1.259,7 422,7
  • Titolo Tabella 3: Numero di impianti di incenerimento per rifiuti speciali
    Fonte ISPRA

    Regione 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
    n. n. n. n. n. n. n.
    Piemonte 6 5 3 6 4 4 4
    Valle d’Aosta 0 0 0 0 0 0 0
    Lombardia 27 23 22 24 24 25 25
    Trentino-Alto Adige 1 1 2 4 3 3 2
    Veneto 9 9 6 5 5 5 5
    Friuli-Venezia Giulia 3 2 1 1 1 2 2
    Liguria 0 0 0 0 0 0 0
    Emilia-Romagna 14 12 9 11 11 11 11
    Toscana 6 7 8 8 8 9 9
    Umbria 0 0 0 0 0 0 0
    Marche 0 0 0 0 0 0 0
    Lazio 4 5 3 3 0 1 2
    Abruzzo 2 4 4 3 3 3 4
    Molise 2 2 3 3 3 4 4
    Campania 4 3 3 4 3 3 3
    Puglia 3 4 2 3 8 8 9
    Basilicata 1 1 1 1 1 1 1
    Calabria 7 4 2 3 4 4 4
    Sicilia 6 3 3 3 3 3 3
    Sardegna 5 5 5 3 4 2 2
    ITALIA 100 90 77 85 85 88 90
  • Titolo Figura 1: Trend dei rifiuti speciali inceneriti in Italia, per tipologia di rifiuto
    Fonte ISPRA

  • Titolo Tabella 4: Quantità di rifiuti speciali utilizzati in impianti di incenerimento con recupero di energia (R1) – (2017)
    Fonte ISPRA
    Legenda NP: non pericolosi P: pericolosi

    Regione Numero impianti Rifiuti Speciali % sul totale recup. energ.
    NP P Totale
    n. t t t %
    Piemonte 1 0 2138 2.138 0,7
    Lombardia 5 8.786 60.490 69.276 23,2
    Veneto 1 3.203 11.389 14.592 4,9
    Trentino Alto Adige 1 0 1 1 0
    Emilia Romagna 8 7.578 175.861 183.439 61,5
    Toscana 2 0 1244 1.244 0,4
    Molise 1 0 6890 6.890 2,3
    Sardegna 1 1.430 19250 20.680 6,9
    Totale 20 20.997 277.263 298.260 100