CLEAN COAST INDEX (CCI)

Autori: 
Tomaso Fortibuoni, Francesca Ronchi, Cecilia Silvestri
Immagine abstract
Abstract: 
Qualsiasi materiale solido, fabbricato o trasformato dall'uomo, abbandonato o perso in ambiente marino e costiero o che arrivi al mare in qualsiasi modo è definito un rifiuto marino. L’Italia, con il Decreto Legislativo n. 190/2010 di recepimento della Direttiva Quadro sulla Strategia per l'Ambiente Marino, effettua dal 2015 un intenso programma di monitoraggio dei rifiuti marini, inclusi quelli sulle spiagge. Due volte l’anno, in primavera e autunno, le Agenzie per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) costiere realizzano il monitoraggio dei rifiuti solidi presenti in aree campione di 68 spiagge di riferimento lungo tutto il litorale nazionale. Per determinare il grado di pulizia delle spiagge in modo semplice e oggettivo sulla base della densità dei rifiuti presenti nel tratto di litorale monitorato è stato calcolato il Clean Coast Index (CCI), un indicatore sviluppato e applicato a livello internazionale. Nel 2020, il CCI è stato calcolato per 57 spiagge in primavera e 67 in autunno poiché, a causa delle restrizioni per il COVID-19 o altre cause di forza maggiore, non sono state campionate tutte le spiagge previste dal piano di monitoraggio. In primavera, l’89% delle spiagge monitorate sono risultate pulite o molto pulite, contro il 7% di spiagge sporche o molto sporche. In autunno, il 76% delle spiagge sono risultate pulite o molto pulite, mentre il 9% sporche o molto sporche. Il resto delle spiagge è risultato abbastanza pulito. La percentuale di spiagge pulite o molto pulite è risultata nettamente superiore rispetto agli anni precedenti: nel 2018, infatti, erano risultate pulite o molto pulite il 52% delle spiagge, mentre nel 2019 il 58%.
Descrizione: 
Il Clean Coast Index (CCI) permette di classificare le spiagge in 5 categorie sulla base della densità dei rifiuti presenti nei tratti di spiaggia monitorati:
• spiaggia molto pulita;
• spiaggia pulita;
• spiaggia abbastanza pulita;
• spiaggia sporca;
• spiaggia molto sporca.
L’indice è stato calcolato con i dati raccolti durante le attività di monitoraggio condotte nell’ambito della Strategia Marina, secondo una metodologia definita a livello europeo. Il monitoraggio dei rifiuti sulle spiagge è realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) con il coordinamento tecnico e scientifico dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA). Il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) è l’Autorità competente che garantisce il coordinamento della attività previste nell’ambito dell’applicazione della Strategia Marina.
L’indice viene visualizzato tramite simboli di diverso colore, dal verde al rosso, posizionati su una mappa in corrispondenza delle spiagge monitorate. Viene inoltre fornita una rappresentazione della percentuale di spiagge monitorate che ricadono nelle diverse categorie per sottoregione (Adriatico, Ionio e Mediterraneo centrale, Mediterraneo occidentale).
Scopo: 
L’indice rispecchia la percezione che i fruitori hanno dello stato di pulizia delle spiagge (Alkalay et al. 2007; Cruz et al. 2020). Rappresenta quindi uno strumento intuitivo per capire lo stato delle spiagge italiane in termini di densità di rifiuti. Permette inoltre di valutare se negli anni si assiste a una riduzione dei rifiuti sulle spiagge, identificabile con un aumento della percentuale di spiagge pulite e molto pulite rispetto agli anni precedenti.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino).
Decreto Legislativo 13 ottobre 2010, n. 190. Attuazione della direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino.
Decreto 11 febbraio 2015. Determinazione degli indicatori associati ai traguardi ambientali e dei programmi di monitoraggio, predisposto ai sensi degli articoli 10, comma 1 e 11, comma 1, del decreto legislativo n. 190/2010.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Alkalay R., Pasternak G., Zask A. (2007). Clean-coast index-A new approach for beach cleanliness assessment. Ocean and Coastal Management. 50, 352–362.

Cruz C.J., Muñoz-Perez J.J., Carrasco-Braganza M., Poullet P., Lopez-Garcia P., Contreras A., and Silva R. (2020). Beach cleaning costs. Ocean & Coastal Management, 188: 105118. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0964569120300284.

Rangel-Buitrago N., Mendoza A. V., Gracia C A., Mantilla-Barbosa E., Arana V.A., Trilleras J., and Arroyo-Olarte H. (2019). Litter impacts on cleanliness and environmental status of Atlantico department beaches, Colombian Caribbean coast. Ocean & Coastal Management, 179: 104835. Elsevier. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0964569119301887.
Limitazioni: 
Mancanza, allo stato attuale, di una serie storica sufficientemente lunga per l’analisi dei trend.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Semestrale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it/app/#/data_consultation
Fonte dei dati di base: 
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indice si calcola come prodotto tra la densità dei rifiuti di dimensioni superiori ai 2,5 cm in una porzione di spiaggia di superficie nota (oggetti/m2) e una costante K, a cui convenzionalmente è assegnato il valore 20 (Alkalay et al. 2007). Mentre nella sua formulazione originale il CCI era calcolato solo considerando i rifiuti di plastica (Alkalay et al. 2007), in questo contesto si è adottata la formulazione proposta da Rangel-Buitrago et al. (2019) che considera al numeratore la somma di tutti i rifiuti, non solo quelli di plastica.
CCI = (rifiuti totali/area monitorata) * 20
L’indice numerico viene poi codificato come segue:
• spiaggia molto pulita (CCI = 0–2);
• spiaggia pulita (CCI = 2–5);
• spiaggia abbastanza pulita (CCI = 5–10);
• spiaggia sporca (CCI = 10–20);
• spiaggia molto sporca (CCI > 20).
Il rilevamento dei rifiuti viene eseguito due volte l’anno (primavera e autunno). Il CCI nel 2020 è stato calcolato per 57 spiagge in primavera e 67 in autunno (Figure 1 e 2).
Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2018-2020
Il punteggio relativo alla qualità dell’informazione deriva dal fatto che l’indicatore è semplice da applicare e interpretare, i dati sono robusti e comparabili dal momento che la metodologia di campionamento è standardizzata. Inoltre, la copertura spaziale è tale da garantire l’informazione a scala nazionale. La criticità è rappresentata dal fatto che l’indicatore è di nuova applicazione e non è ancora disponibile una serie storica per verificare il trend.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
La maggior parte delle spiagge monitorate sono risultate pulite o molto pulite, e la percentuale di spiagge sporche o molto sporche è risultata bassa in entrambe le stagioni (<10%). Nella sottoregione “Ionio e Mediterraneo centrale” la quasi totalità delle spiagge sono risultate pulite o molto pulite e nessuna spiaggia è risultata sporca o molto sporca. L’Adriatico presenta invece le percentuali più alte di spiagge sporche o molto sporche (16% in primavera e 21% in autunno), mentre nella sottoregione “Mediterraneo occidentale” la percentuale di spiagge sporche o molto sporche è inferiore al 5%. Nel 2020, la situazione è comunque migliore rispetto quanto rilevato negli anni precedenti: nel 2018, sono risultate sporche o molto sporche il 27% delle spiagge, mentre nel 2019 il 33%.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
L’indice è attualmente disponibile solo per gli anni 2018, 2019 e 2020. Non è quindi possibile al momento definire un trend.
Commenti: 
In primavera 2020 (Figura 1), nell’Adriatico il 79% delle spiagge monitorate sono risultate pulite o molto pulite, mentre il 16% sporche o molto sporche; in autunno (Figura 2), invece, le spiagge pulite o molto pulite sono il 62% e il 21% sporche o molto sporche (Figura 3). Nella sottoregione dello Ionio e Mediterraneo centrale, in primavera 2020, è risultato pulito o molto pulito il 100% delle spiagge controllate mentre in autunno il 93%; nessuna spiaggia è risultata sporca o molto sporca (Figura 4). Infine, nel Mediterraneo occidentale, in primavera le spiagge pulite o molto pulite sono state pari al 91% e in autunno al 79%; le spiagge sporche sono il 4% sia in primavera sia in autunno, e nessuna spiaggia è risultata molto sporca (Figura 5). La porzione restante di spiagge in ciascuna sottoregione e anno è risultata abbastanza pulita.
La situazione delle spiagge italiane nel 2020 appare migliore rispetto gli anni precedenti, con percentuali più alte di spiagge pulite e molto pulite e percentuali basse di spiagge sporche o molto sporche. La sottoregione Ionio e Mediterraneo centrale, in particolare, nel 2020 presenta la quasi totalità di spiagge pulite o molto pulite, mentre l’Adriatico è la sottoregione con le percentuali più alte di spiagge sporche o molto sporche.
  • Titolo Figura 3: Suddivisione in termini percentuali delle diverse categoria di spiaggia classificate in base al Clean Coast index nella sottoregione Adriatico nel 2020
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA

  • Titolo Figura 4: Suddivisione in termini percentuali delle diverse categoria di spiaggia classificate in base al Clean Coast index nella sottoregione Ionio e Mediterraneo centrale nel 2020
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA

  • Titolo Figura 5: Suddivisione in termini percentuali delle diverse categoria di spiaggia classificate in base al Clean Coast index nella sottoregione Mediterraneo occidentale nel 2020
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA

  • Titolo Figura 1: Mappa delle spiagge monitorate nell'ambito della Strategia Marina e loro classificazione in base al Clean Coast Index (CCI) nella primavera 2020
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA
    Legenda Le tre sottoregioni sono indicate con diversi colori. Adriatico = viola; Ionio e Mediterraneo centrale = grigio; Mediterraneo occidentale = azzurro
  • Titolo Figura 2: Mappa delle spiagge monitorate nell'ambito della Strategia Marina e loro classificazione in base al Clean Coast Index (CCI) nell'autunno 2020
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA
    Legenda Le tre sottoregioni sono indicate con diversi colori. Adriatico = viola; Ionio e Mediterraneo centrale = grigio; Mediterraneo occidentale = azzurro