PRECIPITAZIONI

Autori: 
Giovanni Braca, Barbara Lastoria
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore fornisce la valutazione (espressa in mm) dell'altezza d'acqua, ragguagliata alla superficie del territorio nazionale, che precipita al suolo (sia in forma liquida sia solida) per ciascun mese e per l'intero anno 2019. L'indicatore è confrontato, per ciascun mese dell'anno, con il corrispondente valore medio del periodo 1951-2019 ottenuto mediante la medesima metodologia. Nel 2019 il valore delle precipitazioni totali annue è stato superiore al corrispondente valore medio del periodo 1951-2019.
Descrizione: 
È un indicatore di stato che misura i volumi d'acqua affluiti sul territorio nazionale attraverso l’interpolazione spaziale delle piogge misurate ai pluviometri. La misura delle piogge viene principalmente eseguita dalle strutture regionali subentrate agli Uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale secondo standard e procedure normate dalla World Meteorological Organization (WMO) e recepite dal SIMN nel quaderno "Norme tecniche per la raccolta e l'elaborazione dei dati idrometeorologici - parte I" conformi alle norme del WMO. Le misure di precipitazione sono effettuate anche dall'Aeronautica Militare, dai servizi meteorologici regionali e dai gestori delle reti agrometeorologiche. L'indicatore viene trasmesso all'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) nell'ambito del flusso di dati WISE-SoE (Water Information System for Europe - State of Environment).
La valutazione della precipitazione sulla griglia regolare è stata effettuata mediante interpolazione spaziale dei valori di precipitazione mensile rilevati da oltre 2.500 stazioni pluviometriche non uniformemente distribuite sul territorio nazionale.
Scopo: 
La conoscenza degli afflussi meteorici a scala mensile è necessaria per effettuare il bilancio idrologico finalizzato alla gestione delle risorse idriche e per lo studio e la prevenzione degli eventi estremi di siccità idrologica. Essa è inoltre necessaria, più in generale, per la caratterizzazione climatica di un territorio.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
La normativa vigente non fissa obiettivi ambientali specifici. Le norme di riferimento per lo svolgimento del monitoraggio sono: la Legge 267/98, il D.Lgs. 152/06 e il D.Lgs. 49/2010.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
WMO (2008) No. 168: Guide to Hydrological Practices Volume I: Hydrology, From Measurement to Hydrological Information
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, Roma 1997 - Norme tecniche per la raccolta e l’elaborazione dei dati idrometeorologici
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Pubblicazione n. 17, Roma 1970
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Annali Idrologici.
Limitazioni: 
L’indicatore è stimato sulla base di un set di stazioni pluviometriche che potrebbero essere non omogeneamente distribuite sul territorio e la cui numerosità potrebbe essere diversa da un anno all’altro. Tali circostanze, insieme al diverso metodo di stima spaziale utilizzato, suggeriscono particolare attenzione e cautela quando si confronta l’indicatore nello spazio e nel tempo.
Ulteriori azioni: 
nessuna ulteriore azione
Frequenza rilevazione dati: 
Mensile
Accessibilità dei dati di base: 
I dati di precipitazione utilizzati sono in massima parte quelli raccolti e pubblicati dalle strutture regionali e provinciali a cui, in base all'art. 92 del D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, sono state trasferite le funzioni e i compiti degli uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN, ora confluito in ISPRA) del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali. I dati di precipitazione utilizzati nell'elaborazione dell’indicatore sono accessibili consultando i siti internet degli enti. I dati di precipitazione sono accessibili anche tramite il portale SCIA di ISPRA (http://www.scia.isprambiente.it/home_new.asp).
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Centri Funzionali di Protezione Civile
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il calcolo dell'indicatore è sviluppato a partire dalla valutazione della precipitazione su una griglia regolare di risoluzione 1 km, che ricopre l'intero territorio nazionale, effettuata sulla base dei valori rilevati in massima parte dalle stazioni di monitoraggio pluviometrico. Il metodo di interpolazione spaziale utilizzato è il Natural Neighbor così come implementato nel modello BIGBANG (Bilancio Idrologico Gis BAsed a scala Nazionale su Griglia regolare) versione 4.0 sviluppato in ambiente GIS da ISPRA.
Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1951-2019
L’informazione espressa dall’indicatore è rilevante per gli scopi relativi alla difesa del suolo e all’approvvigionamento idrico. Inoltre proviene da dati acquisiti e validati secondo procedure omogenee a livello nazionale che ne consentono una buona comparabilità temporale e spaziale
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
Il valore del totale annuo delle precipitazioni del 2019 risulta superiore alla media del periodo 1951-2019. Tale circostanza comporta una maggiore disponibilità di risorsa idrica rinnovabile.
Trend: 
Stabile
Descrizione/valutazione del trend: 
Non si rileva, mediante il test di Mann-Kendall, alcun trend, statisticamente significativo al 5%, del valore totale annuo delle precipitazioni nel periodo 1951-2019.
Commenti: 
Le stime della precipitazione mensile e annua del 2019 sono confrontate con i rispettivi valori medi del periodo 1951-2019 elaborati con la medesima metodologia. Il 2019 è stato caratterizzato da un surplus di precipitazione che ha interessato gran parte del territorio nazionale. L’anomalia percentuale rispetto alla media 1951-2019 registrata sull’intero territorio nazionale è stata di circa il +14%. La precipitazione totale annua ragguagliata al territorio nazionale per il 2019 è stata stimata in 1.085 mm rispetto a una media stimata in 953 mm. La media del periodo 1951-2019 è inferiore alla stima effettuata in occasione della Conferenza Nazionale delle Acque del 1971, pari a 990 mm, e riferita al trentennio 1921-1950. Parte della differenza può essere spiegata dall’aver considerato un set di stazioni non coincidenti e di numerosità differente. Tuttavia, se il totale annuo della precipitazione nel 2019 si è discostato del +14% rispetto alla media di lungo periodo, molto diversi sono stati gli scostamenti delle precipitazioni mensili dello stesso anno rispetto ai corrispondenti valori medi del periodo 1951-2019. Come si evince dalla Figura 1, nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, giugno agosto, settembre e ottobre le precipitazioni sono state inferiori alla media rispettivamente del -17%, -28%,-62%. -64%, -17%, -18% e -15%, mentre nei restanti mesi le precipitazioni sono state superiori alla media con un massimo nel mese di novembre del + 128%. Anche la distribuzione spaziale delle precipitazioni annue sul territorio nazionale (Figura 2) è stata molto diversa da quella media del periodo 1951-2019 (Figura 3). Il rapporto tra la precipitazione del 2019 e la media di lungo periodo (Figura 3) evidenzia che il surplus di precipitazione nel 2019 ha interessato la maggior parte del territorio nazionale e in particolare la Liguria, e le regioni del triveneto dove sono stati registrati valori di precipitazione superiori alla media anche del 50%. Valori inferiori alla media si sono verificati, in particolare, lungo il medio versante adriatico, nel versante orientale della Sardegna e in alcune aree della Campania, Basilicata e Calabria.
  • Titolo  Figura 1: Altezza di precipitazione mensile ragguagliata al territorio nazionale relativa al 2019 e media del periodo 1951-2019
    Fonte ISPRA, ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

  • Titolo Figura 2: Distribuzione dell’altezza di precipitazione annua relativa al 2019
    Fonte ISPRA, ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

  • Titolo Figura 3: Distribuzione dell’altezza di precipitazione annua media del periodo 1951-2019
    Fonte ISPRA, ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

  • Titolo Figura 4: Rapporto tra l’altezza di precipitazione annua del 2019 e quella media del periodo 1951-2019
    Fonte ISPRA, ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

  • Precipitazione Precipitazione Precipitazione
    Mese Media 1951-2019 2019 Scostamento percentuale dalla media
    mm mm %
    GEN 79.7 65.9 −17%
    FEB 75.1 53.8 −28%
    MAR 77.4 29.1 −62%
    APR 81.0 112.6 39%
    MAG 75.5 139.3 85%
    GIU 61.4 21.9 −64%
    LUG 47.2 71.0 50%
    AGO 56.1 46.3 −17%
    SET 78.5 64.3 −18%
    OTT 105.6 89.7 −15%
    NOV 121.2 276.5 128%
    DIC 94.3 114.7 22%
    TOTALE ANNO 953.0 1085.1 14%