DINAMICA LITORANEA

Autori: 
Angela Barbano
Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore fornisce la stima su base nazionale e regionale dello stato conservazione delle coste italiane nel 2019 e dei cambiamenti per erosione o per avanzamento subiti dal 2007, utile per la valutazione della vulnerabilità delle aree costiere e del rischio a cui sono esposti centri urbani, infrastrutture e attività socio-economiche che si sviluppano in prossimità della costa.
Nel 2019 si riscontra una significativa instabilità su 1.771 km di litorali, di cui 841 km per erosione, tuttavia rispetto ai precedenti rilievi (1950-2000, 2000-2007) si registra a livello nazionale una lieve tendenza a una maggiore stabilità e a un aumento dei tratti di costa in avanzamento.
Descrizione: 
La costa è un’area in continua evoluzione e i suoi cambiamenti si evidenziano soprattutto in corrispondenza di litorali bassi e sabbiosi, con nuovi assestamenti della linea di riva e con superfici territoriali emerse e sommerse dal mare. La dinamica dei litorali dipende essenzialmente dall’azione del mare (moto ondoso, maree, correnti, tempeste), ma è influenzata anche da tutte quelle azioni dirette e indirette, naturali e antropiche, che intervengono sull’equilibrio del territorio costiero modificandone le caratteristiche geomorfologiche. L’estrazione di inerti dagli alvei e gli sbarramenti lungo il corso dei fiumi, la messa in sicurezza degli argini e dei versanti montani per il contenimento del dissesto idrogeologico riducono il flusso di sedimenti alle foci fluviali, destinato alla naturale distribuzione lungo i litorali. Gli insediamenti urbani e produttivi costieri, le infrastrutture viarie terrestri e marittime, incluse le opere di difesa costiera, invadono gli spazi marino - costieri e la loro presenza interagisce con la naturale dinamica dei litorali.
L’indicatore fornisce una stima su base nazionale e regionale delle coste stabili e che hanno subito cambiamenti morfologici per erosione e per avanzamento verso mare.
L’indicatore è il risultato di elaborazioni cartografiche e statistiche dei dati acquisiti nell’ambito del progetto di monitoraggio periodico dello stato e dei cambiamenti della geomorfologia della costa italiana, delle opere marittime e di protezione costiera realizzate in mare e a ridosso della riva avviato in ISPRA nel 2003. Aggiornato a ogni nuovo rilievo, l’indicatore è la sintesi dell’analisi delle variazioni morfologiche dei litorali, in termini di suolo perso e recuperato per effetto di tutte le cause dirette e indirette che agiscono in prossimità della costa, riscontrate tra due rilievi successivi. In questa edizione è proposta la sintesi dell’analisi del trend evolutivo dei litorali italiani nel periodo compreso tra il 2007 e il 2019 e il confronto con i dati rilevati precedenti rilievi.
Scopo: 
Disporre di informazioni sintetiche sullo stato di conservazione delle coste del Paese che siano di supporto alla definizione di strategie nazionali e di piani di gestione in linea con le direttive europee di protezione e gestione delle zone costiere.
L’indicatore, aggiornato periodicamente, è un parametro di base per la valutazione della vulnerabilità delle aree costiere e del grado di rischio a cui sono esposti centri urbani, infrastrutture e attività socio-economiche che si sviluppano in prossimità della costa. L’osservazione del trend di erosione dei litorali è un dato di riferimento sia per determinare le soluzioni e le risorse economiche necessarie per mitigare il fenomeno sia per valutare gli effetti e l’efficacia dei provvedimenti e degli interventi di difesa costiera messi in atto dai vari livelli di gestione (regionale, comunale, autorità di bacino e altro).
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Il D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, in attuazione del capo I della Legge n. 59 del 15 marzo 1997, conferisce funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni in materia di protezione e osservazione delle zone costiere (art. 70 comma 1 lett. a) e funzioni di programmazione, pianificazione, gestione integrata degli interventi di difesa delle coste e degli abitati costieri (art. 89 comma 1 lett. h), lasciando allo Stato i compiti di rilievo nazionale relativi agli indirizzi generali e ai criteri per la difesa delle coste (art. 88 comma 1 lett. aa). L’indicatore è funzionale alla definizione degli indirizzi generali e a report sullo stato di attuazione delle numerose direttive che richiamano la tutela delle zone costiere.
DPSIR: 
Pressione, Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Non compilato  
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Quinquennale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati dati ISPRA - Progetto ‘Stato e variazioni delle coste italiane’, ed. 2000, 2006, 2019
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Per il calcolo dell’indicatore è stata definita una metodologia di acquisizione dei dati sulla fascia costiera basata sulla fotointerpretazione e classificazione delle informazioni rilevabili da mosaici di ortofoto zenitali a colori a risoluzione spaziale sub-metrica. Per la rappresentazione cartografica, l’elaborazione e la descrizione delle caratteristiche geomorfologiche dei litorali e delle strutture artificiali realizzate lungo la riva – porti, opere di protezione e manufatti - sono stati definiti standard uniformemente applicati a tutte le coste italiane. La metodologia di rilievo e di elaborazione, applicata alle coperture territoriali nazionali disponibili, ha consentito la generazione di una serie storica di dati sullo stato delle coste italiane e la costruzione della base dati per il calcolo di indicatori dei cambiamenti in area costiera.
Le fonti di riferimento utilizzate per il rilievo cartografico dei dati di base sono per il 2019 i mosaici delle ortofoto a colori disponibili sulle piattaforme Google, per il 2007 e il 2000 il mosaico delle ortofoto rispettivamente del volo IT2006 e del volo IT2000, disponibili sul Portale Cartografico Nazionale.
L’analisi dei cambiamenti è effettuata in ambiente GIS mediante sovrapposizione di due assetti della riva rilevati in periodi successivi (2000-2007 e 2007-2019) e procedure di analisi spaziale degli scostamenti dell’ultimo rilievo rispetto al precedente superiori a +/- 5m, intervallo ritenuto sufficiente a escludere sia le variazioni naturali dovute all’escursione di marea e alle mareggiate invernali, tipicamente recuperate nella stagione primavera-estate, sia gli eventuali errori connessi alla trasposizione cartografica e alla qualità e risoluzione delle immagini dai cui sono stati rilevati i dati di base.
Nel periodo in esame i tratti di costa che hanno subito scostamenti inferiori a +/-5m rispetto al rilievo precedente sono classificati stabili, mentre i tratti di costa che hanno subito uno scostamento superiore sono classificati come modificati; inoltre i tratti di costa che hanno subito scostamenti verso l’entroterra superiori a 5m rispetto al rilievo precedente sono classificati in erosione, mentre i tratti di costa che hanno subito uno scostamento verso mare superiore a 5m sono classificati in avanzamento. Sono esclusi dall’analisi e classificati come non definiti i tratti di costa per i quali nella determinazione cartografica dell’assetto della costa sono state riscontrate incongruenze di natura tecnica (coregistrazione, georeferenziazione, nitidezza ortofoto) o incertezze di fotointerpretazione (ombra, mare mosso, presenza di posidonia spiaggiata, zone paludose, foce del Po, laguna).
Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Non compilato  
Copertura spaziale: 
Nazionale; Regioni costiere
Copertura temporale: 
1950-1999, 2000-2007, 2007-2019
L'indicatore è di rilevanza nazionale, la qualità delle informazioni di base utilizzate per l'elaborazione consente la comparabilità nel tempo e nello spazio, comprese valutazioni comparative tra le diverse caratteristiche territoriali e climatiche delle aree costiere del Paese.
Stato: 
Medio
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel periodo compreso tra il 2007 e il 2019, il 37,6% delle coste basse evidenzia una significativa instabilità: 1.771 km di litorali hanno subito nel periodo variazioni superiori a 5 metri (Figura 1).
Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
Rispetto ai precedenti rilievi (1950-2000 e 2000-2007) si registra a livello nazionale una lieve tendenza a una maggiore stabilità dei litorali e nel bilancio complessivo dei cambiamenti rilevati nel periodo 2007-2019 una leggera inversione di tendenza, con una progressiva riduzione dei tratti litorale in arretramento (841 km) e un graduale aumento dei tratti di costa in avanzamento verso mare (930 km).
Il risultato favorevole registrato a livello nazionale è comunque riscontrabile solo in alcune regioni. A livello regionale il quadro è più eterogeneo: in Puglia e nel Lazio sono diminuiti i litorali stabili e sono aumentati quelli aggrediti dall’erosione; in Basilicata, a parità di coste stabili, sono raddoppiati i litorali in arretramento e in altre (Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Campania e Sardegna), anche a fronte di una complessiva maggiore stabilità della costa regionale, i tratti in erosione sono superiori a quelli in progradazione.
Commenti: 
I dati riportati in Tabella 1 e Tabella 2 sono la sintesi degli studi di caratterizzazione delle coste e dei cambiamenti geomorfologici svolti sulla base delle coperture territoriali disponibili a scala nazionale e riferiti ai periodi 1950-2000, 2000-2007 e 2007-2019. La lunghezza della costa è determinata dalla linea di riva rilevata mediante fotointerpretazione da immagini zenitali a colori a risoluzione submetrica e classificata come naturale alta o bassa, come artificiale, quando la riva è delimitata da un manufatto radente, e come fittizia, che è un tratto lineare introdotto in corrispondenza della foce dei fiumi, delle strutture portuali e delle opere collegate alla riva ma che si sviluppano verso mare. La differenza di lunghezza delle coste tra il 2000 e il 2007 è determinata dal cambiamento, di origine naturale e antropica, dell’assetto della linea di riva nel periodo, dall’esclusione delle aree di colmamento artificiale, seppure parzialmente naturali, considerate al 2000 e dalla disponibilità con le ortofoto del voto IT2006 dell’effettiva morfologia delle aree territoriali mascherate sulle ortofoto del volo IT2000. La minore lunghezza della costa italiana del 2019 rispetto al 2007 è dovuta al cambiamento dell’assetto della linea di riva nel periodo, ma anche dall’esclusione a priori di alcune aree della foce del Po (sacca di Goro – Emilia-Romagna, sacca di Scadivari e Po di Pila – Veneto) e di alcune aree costiere lagunari (Sardegna), caratterizzate da specifici processi idrodinamici. Nei precedenti rilievi - 2007 e 2000 - le stesse aree sono state escluse dall’analisi delle variazioni morfologiche a posteriori, rientrando tra quelle per cui non è stato definito né il tipo né l’entità del cambiamento.
Dai dati in Tabella 1 si desume che nel periodo 2007-2019 circa il 23% delle coste italiane ha subito importanti cambiamenti, con alterazioni dell’assetto della linea di riva superiori a 5 metri. I tratti di costa modificati sono leggermente superiori rispetto al precedente rilievo (2000-2007), ma il dato più interessante è la complessiva controtendenza dei processi dinamici in corso: i tratti di costa in avanzamento (975 km) sono superiori a quelli esposti a processi di erosione e arretramento della riva (887 km). Le percentuali in Tabella 1 sono relative all’estensione totale della costa, comprensiva della costa alta, dei tratti artificiali per la presenza di manufatti a ridosso della riva e dei tratti lineari fittizi introdotti in corrispondenza delle opere portuali e delle foci dei fiumi, ma l’analisi dei cambiamenti è stata condotta sulle sole coste basse e naturali.
Come si evince dalla Tabella 2, limitando i risultati dell’analisi delle variazioni all’estensione delle coste naturali basse, la percentuale di litorali modificati aumenta sensibilmente e la percentuale delle coste in avanzamento e in arretramento si attesta su valori più significativi e descrittivi della dimensione dei processi dinamici costieri in atto. Le spiagge sono, infatti, i tratti di litorale soggetti a una maggiore e più evidente evoluzione geomorfologia. La continua movimentazione dei sedimenti ad opera del mare (correnti, maree, moto ondoso, tempeste) sottopone questi territori a continui cambiamenti, che si evidenziano con nuovi assestamenti della linea di riva e con superfici territoriali emerse e sommersa dal mare, riscontrabili anche nell’arco di una stagione. L’apporto fluviale di materiale detritico alla foce viene riutilizzato per il naturale ripascimento dei litorali ghiaiosi o sabbiosi e tutti quegli interventi, come opere idrauliche e marittime, che costituiscono uno sbarramento al progressivo apporto di sedimenti alla foce dei fiumi o un ostacolo al flusso litoraneo dei sedimenti si inseriscono nei processi di dinamica litoranea, influenzando ulteriormente la morfologia delle spiagge.
La graduale diminuzione della costa naturale bassa, evidente in Tabella 2, è diretta conseguenza dell’aumento e dell’espansione dei manufatti artificiali realizzati a ridosso della riva. La realizzazione di nuovi porti, opere di protezione, strutture marittime destinate alla fruizione dei servizi turistici o l’ampliamento dei manufatti esistenti hanno l’effetto di trasformare le caratteristiche naturali del tratto costiero coinvolto e di modificare l’assetto e la dinamica dei litorali adiacenti.
Circa i valori di stabilità, si specifica che i tratti di costa rocciosa rientrano tra i litorali stabili e che lungo la gran parte dei settori di spiagge stabili sono presenti opere di protezione, realizzati negli anni per contenere processi erosivi e assicurare un livello di stabilità accettabile per l’incolumità dei beni e delle infrastrutture presenti nell’immediato entroterra.
In merito alle variazioni rilevate nei periodi esaminati, tra il 1950 e il 2000 circa il 46% delle coste basse ha subito modifiche superiori a 25 metri e, pur avendo considerato in progradazione quelle aree che con opere di colmamento sono state sottratte al mare e nel corso degli anni si sono parzialmente rinaturalizzate, i tratti di costa in erosione (1.170km) sono superiori a quelli in sedimentazione (1.058km).
Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007 il 37% dei litorali ha subito variazioni superiori a +/-5 metri e i tratti di costa in erosione (895 km) sono ancora superiori a quelle in progradazione (849 km).
Il rilievo dello stato delle coste al 2019 e l’analisi delle variazioni dei litorali rispetto al 2007 (Figura 1) ha fatto emergere un quadro a livello nazionale più confortante: una lieve tendenza a una maggiore stabilità dei litorali (1.771km), una diminuzione della lunghezza dei tratti di costa in regressione (841km) e un importante incremento dei litorali in sedimentazione (930km). La Figura 2 mostra con maggiore evidenza la recente controtendenza delle dinamiche geomorfologiche in atto lungo la costa, auspicato e probabile effetto dei numerosi sforzi compiuti nei decenni precedenti per mitigare i processi di degrado e di regressione dei litorali del paese e degli ulteriori interventi di protezione e di ripristino eseguiti nel periodo 2007-2019.
A tale cambio di tendenza purtroppo non corrisponde in generale a una minore gravità degli effetti distruttivi indotti dall’erosione. Per la metodologia adottata i tratti di costa in erosione sono quelli che hanno subito un arretramento della linea di riva verso l’entroterra di almeno 5m rispetto al precedente rilievo, tenuto conto che le spiagge italiane sono generalmente lunghe qualche chilometro e ampie alcune decine di metri, arretramenti progressivi anche di pochi metri possono provocare effetti distruttivi che si manifestano con una significativa riduzione dell’ampiezza della spiaggia e in casi estremi con il riposizionamento dell’intera spiaggia verso l’entroterra (esempio in Figura 3). I rilievi periodici hanno evidenziato che l’arretramento della riva e la perdita di superfici marino-costiere sono particolarmente evidenti e profonde in corrispondenza delle foci dei fiumi. Interi arenili sono fortemente arretrati verso l’entroterra, con una perdita di territorio e del suo valore sia dal punto di vista ambientale sia economico e, ancora, molti sono i casi in cui l’erosione costiera mette in crisi la sicurezza di abitazioni, strade e ferrovie, specie in caso di mareggiate.
Nella Tabella 3 è riportato il quadro di sintesi a livello regionale della costa e delle variazioni rilevate nel periodo 2007-2019.
In tutte le regioni costiere si registra una diffusa e scarsa tendenza alla stabilità dei litorali (Figura 4), in altri termini tutte le aree costiere del Paese sono gravate da importanti processi di dinamica litoranea (Figura 5). Le regioni che presentano complessivamente litorali con caratteristiche di maggiore stabilità (Sardegna, Sicilia, Puglia, Toscana, Campania, Liguria, Friuli-Venezia Giulia) sono quelle caratterizzate anche da lunghi tratti di costa bassa rocciosa o ciottolosa, per loro natura più stabili e con tempi evolutivi più lunghi rispetto all’intervallo di osservazione scelto (5-10 anni). Nonostante i numerosi interventi per la stabilizzazione dei litorali, le regioni in cui l’instabilità predomina sulla stabilità sono tutte quelle caratterizzate da litorali prevalentemente bassi e sabbiosi: tutte le regioni adriatiche (Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise), la Basilicata jonica, il Lazio e la Calabria, ove la dinamica costiera è inasprita dall’orografia del territorio e da peculiari processi idrodinamici sia fluviali sia marini.
In riferimento al bilancio complessivo delle coste instabili e dei cambiamenti rilevati nel 2019 rispetto al 2007, nella Figura 6 e nella Figura 7 sono riportati per regione i chilometri di costa in erosione e in avanzamento per un confronto visivo dell’entità dei processi dinamici in atto a livello regionale e del tipo di alterazione dominante tra progradazione e arretramento dei litorali.
In generale l’erosione aggredisce i litorali di tutte le regioni costiere.
La Calabria, la Sicilia, la Sardegna e la Puglia sono in ordine le regioni con il maggior numero di chilometri di costa in arretramento; il loro sviluppo costiero è pari a più di due terzi della costa nazionale e, nonostante la complessa articolazione geomorfologica delle coste basse e i lunghi settori di costa alta, il 61% dei litorali italiani in erosione appartengono ad esse (Tabella 3).
In Sardegna, Puglia, Lazio, Campania e Basilicata la costa in erosione è superiore a quella in progradazione, per Sardegna e Basilicata in misura doppia rispetto ai litorali in sedimentazione; mentre per le restanti regioni i tratti di costa in arretramento sono inferiori a quelli in avanzamento.
Nella Figura 8 e nella Figura 9 sono riportati i dati rilevati nei due periodi esaminati 2000-2007 e 2007-2019 per un esame a livello regionale della tendenza dei processi dinamici costieri nell’arco di 20 anni.
La Figura 8 evidenzia che la maggiore tendenza alla stabilità registrata a livello nazionale è riscontrabile solo in alcune regioni, mentre aumenta progressivamente l’instabilità dei litorali di Lazio, Puglia, Calabria, Sardegna, Veneto, Toscana, Abruzzo.
Dalla Figura 9 emerge un quadro a livello regionale più eterogeneo rispetto alla controtendenza dei processi dinamici costieri rilevata a livello nazionale, determinata dal complessivo aumento delle coste in progradazione e dalla diminuzione delle coste in erosione nel periodo 2007-2019 rispetto ai precedenti rilievi; tale controtendenza è riscontrabile a livello regionale solo in Veneto, Toscana, Marche, Abruzzo, Calabria e Sicilia.
Dal confronto delle Figure 8 e 9 si osserva, inoltre, che per la Puglia e il Lazio a una maggiore instabilità delle coste corrisponde anche un incremento dei litorali in erosione e che in Basilicata nei due periodi esaminati, a parità di costa stabile, i tratti di costa in erosione sono raddoppiati rispetto a quelli in progradazione. In Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Campania e Sardegna alla progressiva maggiore stabilità dei litorali, ossia alla diminuzione complessiva dei litorali modificati, corrisponde tuttavia un aumento dei tratti di costa esposta all’erosione e una riduzione di quelli in sedimentazione; mentre per le restanti regioni, in genere, a una maggiore stabilità corrisponde anche a una riduzione dei litorali in regressione e a un aumento di quelli in progradazione.
Si precisa, tuttavia, che la diminuzione di tratti costieri in regressione non è espressione di minore gravità dei processi erosivi in atto lungo le coste, causati dal minor apporto di sedimenti alla foce dei fiumi, dall’aggressione del mare, da manufatti marittimi che interrompono il naturale flusso litoraneo dei sedimenti. A titolo di esempio per il Molise sono state riscontrate una progressiva stabilità e una relativa riduzione dei tratti di costa in erosione, ma la Figura 3, che illustra i rilievi di un tratto di costa della Regione adiacente alla sponda destra del fiume Trigno, mostra che persistenti processi erosivi hanno un effetto estremamente distruttivo dei territori costieri.
La maggiore stabilità registrata e la diminuzione dei litorali in erosione è in genere il probabile e auspicato effetto dei numerosi sforzi compiuti nei decenni precedenti per mitigare i processi di degrado e di regressione dei litorali del Paese e degli ulteriori interventi di protezione e di ripristino eseguiti nel periodo 2007-2019.
  • Tabella 1: Variazioni della costa nei periodi 1950-2000, 2000-2007 e 2007-2019
    1950-2000 2000-2007 2007-2019
    (variazioni >+/-25m) (variazioni >+/-5m) (variazioni >+/-5m)
    Costa km % km % km %
    TOTALE 8,353 100 8,274 100 8,179 100
    Stabile 5,385 64.5 5,846 70.7 5,831 71.3
    Modificata 2,448 29.3 1,808 21.9 1,862 22.8
    Non definito* 520 6.2 619 7.5 486 5.9
    8,353
    Modificata 2,448 29.3 1,808 21.9 1,862 22.7
    Arretramento 1,285 15.4 925 11.2 887 10.8
    Avanzamento 1,163 13.9 883 10.7 975 11.9
    Lunghezza (km) e percentuale su base nazionale dei tratti costa bassa stabile e che hanno subito cambiamenti superiori a +/-25m tra il 1950 e il 2000 e di +/-5m nel periodo 2000-2007 e 2007-2019
  • Tabella 2: Variazioni relative alla sola costa bassa nei periodi 1950-2000, 2000-2007 e 2007-2019
    1950-2000 2000-2007 2007-2019
    (variazioni >+/-25m) (variazioni >+/-5m) (variazioni >+/-5m)
    Costa bassa km % km % km %
    TOTALE 4,862 100 4,715 100 4,706 100
    Stabile 2,387 49.1 2,737 58 2,801 59.5
    Modificata 2,227 45.8 1,744 37 1,771 37.6
    Non definito 248 5.1 234 5 134 2.9
    Modificata 2,227 45.8 1,744 37 1,771 37.6
    Arretramento 1,170 24.1 895 19 841 17.9
    Avanzamento 1,058 21.8 849 18 930 19.7
    Lunghezza (km) e percentuale su base nazionale dei tratti costa bassa stabile e che hanno subito cambiamenti superiori a +/-25m tra il 1950 e il 2000 e di +/-5m nel periodo 2000-2007 e 2007-2019
  • Titolo Figura 1: Chilometri di costa bassa stabile e modificata, per sedimentazione e per arretramento, nel periodo 2007-2019
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 2: Costa in erosione e in avanzamento nei periodi esaminati
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 3: Molise – foce del Trigno, esempio di area costiera in grave e progressivo arretramento
    Fonte ISPRA
    Legenda Mappe sovrapposte della linea di riva e della spiaggia nel 1950, 2000, 2006 e 2019
  • Tabella3: Dati per Regione della costa e delle variazioni rilevate nel periodo 2007-2019
    Regioni 2019 (b ) Analisi delle variazioni delle coste basse (>+/-5m) nel periodo 2007-2019 (b)
    Costa Costa naturale Stabile Non definito Modificata
    Totale Costa bassa Totale Totale Totale Erosione Avanzamento
    km % km % km % km % km % km % km % km %
    Regioni Costa Costa naturale Stabile Non definito Modificata Erosione Avanzamento
    Veneto 159 1.9% 127 80.3% 127 100.0% 22 17.4% 4 3.2% 101 79.4% 36 28.2% 65 51.3%
    Friuli Venezia Giulia 113 1.4% 70 61.6% 66 95.3% 21 31.4% 27 41.2% 18 27.4% 7 10.8% 11 16.6%
    Liguria 378 4.6% 282 74.7% 126 44.7% 88 70.0% 2 1.2% 36 28.7% 15 12.1% 21 16.7%
    Emilia-Romagna 125 1.5% 106 84.9% 106 100.0% 26 24.4% 8 7.3% 72 68.3% 34 32.3% 38 36.0%
    Toscana 648 7.9% 601 92.7% 289 48.1% 162 55.9% 18 6.2% 110 37.9% 40 13.8% 70 24.1%
    Marche 176 2.2% 145 82.5% 134 92.5% 51 38.0% 0 0.0% 83 62.0% 22 16.3% 61 45.7%
    Lazio 382 4.7% 340 89.1% 255 74.8% 104 41.0% 0 0.1% 150 58.9% 76 29.7% 74 29.2%
    Abruzzo 130 1.6% 106 82.1% 105 98.5% 39 37.2% 0 0.0% 66 62.8% 23 21.7% 43 41.1%
    Molise 37 0.5% 32 87.7% 32 100.0% 9 28.3% 0 1.4% 23 70.3% 10 32.0% 12 38.3%
    Campania 506 6.2% 423 83.6% 218 51.6% 127 58.3% 0 0.0% 91 41.7% 46 21.1% 45 20.6%
    Puglia 967 11.8% 873 90.2% 673 77.2% 487 72.3% 15 2.2% 171 25.5% 95 14.1% 77 11.4%
    Basilicata 67 0.8% 65 97.4% 41 62.7% 9 23.0% 0 0.4% 31 76.6% 21 51.6% 10 25.0%
    Calabria 738 9.0% 666 90.3% 613 92.1% 272 44.4% 1 0.2% 340 55.4% 161 26.2% 179 29.2%
    Sicilia 1,607 19.6% 1,458 90.7% 1,089 74.7% 755 69.3% 31 2.9% 303 27.8% 139 12.8% 164 15.1%
    Sardegna 2,147 26.2% 2,069 96.4% 830 40.1% 627 75.6% 28 3.3% 175 21.1% 116 14.0% 58 7.0%
    Italia 8,179 100.0% 7,365 90.0% 4,706 63.9% 2,801 59.5% 134 2.9% 1,771 37.6% 841 17.9% 930 19.8%
    Lunghezza (km) e percentuale su base regionale della costa e della costa bassa che ha subito cambiamenti in arretramento o in avanzamento superiori a +/-5m nel periodo 2007-2019
    Fonte: ISPRA
  • Titolo Figura 4: Distribuzione per regione della costa bassa stabile e della costa che ha subito variazioni nel periodo 2007-2019
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 5: Mappa della costa regionale stabile, non analizzata e modificata con variazioni superiori a +/- 5m nel periodo 2007-2019
    Fonte ISPRA

    Note La dimensione dei grafici a torta è proporzionale alla costa naturale della regione
  • Titolo Figura 6: Distribuzione per regione della costa bassa in erosione e in avanzamento nel periodo 2007-2019
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 7: Mappa della costa regionale in erosione e in avanzamento nel periodo 2007-2019
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 8: Distribuzione per regione della costa bassa stabile e modificata nei periodi 2000-2007 e 2007-2019
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 9: Distribuzione per regione della costa bassa in erosione e in avanzamento nei periodi 2000-2007 e 2007-2019
    Fonte ISPRA

  • Dinamica litoranea
    Territorio: REGIONI
    Nome indicatore: Dinamica litoranea (a)
    Nome tabella: Lunghezza (km) e percentuale su base regionale dei tratti costa bassa stabile e che hanno subito cambiamenti superiori a +/-5m nel periodo 2006-2019 e 2000-2006
    cod Regioni Costa naturale bassa Analisi delle variazioni delle coste basse (>+/-5m) nel periodo 2006-2019 (b) Regioni Costa naturale bassa Analisi delle variazioni delle coste basse (>+/-5m) nel periodo 2000-2006 ( c) Trend
    2019 Stabile Non definito Modificata 2006 Stabile Non definito Modificata Stabile Modifiata
    Totale Totale Totale Totale Totale Totale Totale Totale Costa stabile Trend Modificata trend stabi
    km km % km % km % km km % km % km % Regione 2007_Stabile 2019_Stabile 2007_Modificata 2019_Modificata trend stabi Trend Mod
    5 Veneto 127 22 17.4% 4 3.2% 101 79.4% Veneto 152 23 15.2% 31 20.3% 98 64.5% Veneto 23 22 98 101
    6 Friuli Venezia Giulia 66 21 31.4% 27 41.2% 18 27.4% Friuli Venezia Giulia 70 12 16.9% 34 49.0% 24 34.1% Friuli Venezia Giulia 12 21 24 18
    7 Liguria 126 88 70.0% 2 1.2% 36 28.7% Liguria 121 80 66.5% 0 0.0% 40 33.5% Liguria 80 88 40 36
    8 Emilia-Romagna 106 26 24.4% 8 7.3% 72 68.3% Emilia-Romagna 150 22 14.7% 52 34.7% 76 50.6% Emilia-Romagna 22 26 76 72
    9 Toscana 289 162 55.9% 18 6.2% 110 37.9% Toscana 275 163 59.0% 6 2.2% 107 38.8% Toscana 163 162 107 110
    11 Marche 134 51 38.0% 0 0.0% 83 62.0% Marche 138 50 36.3% 1 0.4% 88 63.3% Marche 50 51 88 83
    12 Lazio 255 104 41.0% 0 0.1% 150 58.9% Lazio 262 116 44.1% 15 5.8% 131 50.1% Lazio 116 104 131 150
    13 Abruzzo 105 39 37.2% 0 0.0% 66 62.8% Abruzzo 111 46 42.0% 0 0.0% 64 58.0% Abruzzo 46 39 64 66
    14 Molise 32 9 28.3% 0 1.4% 23 70.3% Molise 32 7 20.5% 0 0.0% 25 79.5% Molise 7 9 25 23
    15 Campania 218 127 58.3% 0 0.0% 91 41.7% Campania 215 122 56.8% 0 0.0% 93 43.2% Campania 122 127 93 91
    16 Puglia 673 487 72.3% 15 2.2% 171 25.5% Puglia 662 489 73.9% 18 2.7% 155 23.4% Puglia 489 487 155 171
    17 Basilicata 41 9 23.0% 0 0.4% 31 76.6% Basilicata 40 9 23.4% 0 0.0% 31 76.6% Basilicata 9 9 31 31
    18 Calabria 613 273 44.5% 1 0.2% 339 55.3% Calabria 614 281 45.7% 1 0.2% 332 54.0% Calabria 281 273 332 339
    19 Sicilia 1,089 755 69.3% 31 2.9% 303 27.8% Sicilia 1,085 700 64.5% 72 6.6% 314 28.9% Sicilia 700 755 314 303
    20 Sardegna 830 627 75.6% 28 3.3% 175 21.1% Sardegna 788 617 78.3% 4 0.5% 167 21.2% Sardegna 617 627 167 175
    Totale complessivo 4,706 2,801 59.5% 134 2.9% 1,771 37.6% Totale complessivo 4,715 2,737 58.0% 234 5.0% 1,744 37.0% Totale complessivo 2,737 2,801 1,744 1,771

    Dinamica litoranea
    Territorio: REGIONI
    Nome indicatore: Dinamica litoranea - erosione e avanzamento (a) Dinamica litoranea (a)
    Nome tabella: Lunghezza (km) e percentuale su base regionale della costa bassa che ha subito cambiamenti in arretramento o in avanzamento superiori a +/-5m nel periodo 2007-2019
    cod O>E Regioni 2019 (b ) Analisi delle variazioni delle coste basse (>+/-5m) nel periodo 2007-2019 (b)
    Costa Costa naturale Stabile Non definito Modificata
    Totale Costa bassa Totale Totale Totale Erosione Avanzamento
    km % km % km % km % km % km % km % km %
    Regioni Costa Costa naturale Stabile Non definito Modificata Erosione Avanzamento
    5 12 Veneto 159 1.9% 127 80.3% 127 100.0% 22 17.4% 4 3.2% 101 79.4% 36 28.2% 65 51.3%
    6 13 Friuli Venezia Giulia 113 1.4% 70 61.6% 66 95.3% 21 31.4% 27 41.2% 18 27.4% 7 10.8% 11 16.6%
    7 1 Liguria 378 4.6% 282 74.7% 126 44.7% 88 70.0% 2 1.2% 36 28.7% 15 12.1% 21 16.7%
    8 11 Emilia-Romagna 125 1.5% 106 84.9% 106 100.0% 26 24.4% 8 7.3% 72 68.3% 34 32.3% 38 36.0%
    9 2 Toscana 648 7.9% 601 92.7% 289 48.1% 162 55.9% 18 6.2% 110 37.9% 40 13.8% 70 24.1%
    11 10 Marche 176 2.2% 145 82.5% 134 92.5% 51 38.0% 0 0.0% 83 62.0% 22 16.3% 61 45.7%
    12 3 Lazio 382 4.7% 340 89.1% 255 74.8% 104 41.0% 0 0.1% 150 58.9% 76 29.7% 74 29.2%
    13 9 Abruzzo 130 1.6% 106 82.1% 105 98.5% 39 37.2% 0 0.0% 66 62.8% 23 21.7% 43 41.1%
    14 8 Molise 37 0.5% 32 87.7% 32 100.0% 9 28.3% 0 1.4% 23 70.3% 10 32.0% 12 38.3%
    15 4 Campania 506 6.2% 423 83.6% 218 51.6% 127 58.3% 0 0.0% 91 41.7% 46 21.1% 45 20.6%
    16 7 Puglia 967 11.8% 873 90.2% 673 77.2% 487 72.3% 15 2.2% 171 25.5% 95 14.1% 77 11.4%
    17 5 Basilicata 67 0.8% 65 97.4% 41 62.7% 9 23.0% 0 0.4% 31 76.6% 21 51.6% 10 25.0%
    18 6 Calabria 738 9.0% 666 90.3% 613 92.1% 272 44.4% 1 0.2% 340 55.4% 161 26.2% 179 29.2%
    19 14 Sicilia 1,607 19.6% 1,458 90.7% 1,089 74.7% 755 69.3% 31 2.9% 303 27.8% 139 12.8% 164 15.1%
    20 15 Sardegna 2,147 26.2% 2,069 96.4% 830 40.1% 627 75.6% 28 3.3% 175 21.1% 116 14.0% 58 7.0%
    Totale complessivo 8,179 100.0% 7,365 90.0% 4,706 63.9% 2,801 59.5% 134 2.9% 1,771 37.6% 841 17.9% 930 19.8%
    5,459 67 3,205 68 511 61
  • Tabella 2: Variazioni relative alla sola costa bassa nei periodi 1950-2000, 2000-2007 e 2007-2019
    1950-2000 2000-2007 2007-2019
    (variazioni >+/-25m) (variazioni >+/-5m) (variazioni >+/-5m)
    Costa bassa km % km % km %
    TOTALE 4,862 100 4,715 100 4,706 100
    Stabile 2,387 49.1 2,737 58 2,801 59.5
    Modificata 2,227 45.8 1,744 37 1,771 37.6
    Non definito 248 5.1 234 5 134 2.9
    Modificata 2,227 45.8 1,744 37 1,771 37.6
    Arretramento 1,170 24.1 895 19 841 17.9
    Avanzamento 1,058 21.8 849 18 930 19.7
    Lunghezza (km) e percentuale su base nazionale dei tratti costa bassa stabile e che hanno subito cambiamenti superiori a +/-25m tra il 1950 e il 2000 e di +/-5m nel periodo 2000-2007 e 2007-2019

    Tabella 1: Variazioni della costa nei periodi 1950-2000, 2000-2007 e 2007-2019
    1950-2000 2000-2007 2007-2019
    (variazioni >+/-25m) (variazioni >+/-5m) (variazioni >+/-5m)
    Costa km % km % km %
    TOTALE 8,353 100 8,274 100 8,179 100
    Stabile 5,385 64.5 5,846 70.7 5,831 71.3
    Modificata 2,448 29.3 1,808 21.9 1,862 22.8
    Non definito* 520 6.2 619 7.5 486 5.9
    8,353
    Modificata 2,448 29.3 1,808 21.9 1,862 22.7
    Arretramento 1,285 15.4 925 11.2 887 10.8
    Avanzamento 1,163 13.9 883 10.7 975 11.9
    Lunghezza (km) e percentuale su base nazionale dei tratti costa bassa stabile e che hanno subito cambiamenti superiori a +/-25m tra il 1950 e il 2000 e di +/-5m nel periodo 2000-2007 e 2007-2019