EVENTI ALLUVIONALI

Autori: 
Domenico Berti, Mauro Lucarini
Immagine abstract
Abstract: 
Il 2018 è stato contrassegnato da diciannove eventi parossistici caratterizzati da elevati quantitativi di piogge concentratesi spesso nell’arco di una giornata, che hanno causato fenomeni di "flash flood” (alluvioni improvvise), sia in ambito urbanizzato sia in ambito rurale. Notevoli danni al patrimonio forestale sono anche stati estesamente causati dai forti colpi di vento della tempesta Vaia, che ha interessato il centro-nord Italia alla fine di ottobre. Per il resto, rotture arginali, esondazioni, fenomeni erosivi, fenomeni di sovralluvionamento, frane, mareggiate costiere hanno da sempre interessato un territorio fragile e contraddistinto da dinamiche attive per proprietà endemiche come quello italiano, che mostra per questo un’elevata propensione al dissesto. Negli ultimi decenni, tuttavia, a questa componente naturale si vanno a sovrapporre gli effetti dovuti sia alla trasformazione che il territorio urbanizzato ha progressivamente subito, sia alle modificazioni che il clima sta mostrando a scala globale, che in Italia si traducono nell’aumento delle temperature, nella contrazione complessiva delle precipitazioni e nella loro anomala distribuzione entro intervalli di tempo estremamente ristretti. Gli effetti delle modificazioni del clima sembrano confermarsi anche per il 2018 caratterizzato da un’elevata estremizzazione degli eventi, soprattutto per quanto riguarda quelli di tipo alluvionali. L’indicatore, oltre al principale obiettivo di catalogazione degli eventi, può offrire un contributo all’esame dell’effetto combinato di fenomeni naturali e modificazioni climatiche e/o territoriali, in parte legate anche alle attività antropiche, per i quali l’effetto risulta ad oggi piuttosto problematico quantificare le relative componenti.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sugli eventi alluvionali originati da fenomeni meteorici rilevanti occorsi sull’intero territorio nazionale e ne definisce i più importanti effetti economici. I dati, tratti da rapporti tecnici ISPRA e/o report tecnici delle ARPA e dei Centri Funzionali di Protezione civile e da decreti e delibere in ambito sia nazionale sia locale, nel dettaglio riguardano il numero di vittime e l'entità delle risorse necessarie al ripristino dei danni e/o alla mitigazione del rischio (anni 1951 - 2018); per il periodo che va dal 2002 ad oggi, sono fornite informazioni anche sui caratteri pluviometrici degli eventi (durata delle precipitazioni, massima precipitazione nelle 24h, cumulata totale evento), sul tipo dei fenomeni di dissesto e sui principali effetti al suolo e infine sui provvedimenti d'urgenza adottati per fronteggiare l'evento o per mitigarne gli effetti.
Scopo: 
Fornire, nell'ambito dei dissesti idrogeologici a scala nazionale, un archivio aggiornato degli eventi alluvionali, determinati da fenomeni meteorici intensi, evidenziando il loro impatto sul territorio in termini di danni economici e alle persone, anche al fine di una valutazione delle eventuali modificazioni climatiche in corso.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
L. 183/89
L. 267/98
Direttiva 2007/60/CE
Direttiva 2000/60/CE
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa è finalizzata alla mitigazione dell'impatto delle alluvioni sul territorio. I principali riferimenti normativi nazionali in materia di "alluvioni" sono la L. 183/89 e il D.L. 180/98 (convertito in L. 267/98) e s.m.i.. A livello europeo, i riferimenti fondamentali sono la Direttiva 2000/60 per la protezione delle acque superficiali, di transizione, costiere e sotterranee per una migliore mitigazione degli effetti delle inondazioni e della siccità e, successivamente, la Direttiva 2007/60/CE per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni.
Al verificarsi di un evento, inoltre, viene dichiarato lo stato d'emergenza con DPCM cui seguono eventuali ordinanze per lo stanziamento dei fondi, sia per la prima urgenza che per interventi di risanamento definitivo dei danni.
DPSIR: 
Impatto, Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
AA.VV. (1969) - L'evento alluvionale del novembre 1966. Ministero dei lavori pubblici, Ministero dell'agricoltura e delle foreste, Commissione interministeriale per lo studio della sistemazione idraulica e della difesa del suolo. Art. 14 della legge 27-7-1967 n. 632. Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 193 pp.
Benedini M., Gisotti G. (2000) - Il dissesto idrogeologico. Previsione, prevenzione e mitigazione del rischio, Scienze e Tecnica,. Carocci ed., Roma.
Cardinali M., Cipolla F., Guzzetti F., Lolli O., Pagliacci S., Reichenbach P., Sebastiani C. & Tonelli G. (1998) - Catalogo delle informazioni sulle località italiane colpite da frane e da inondazioni. Progetto AVI, CNR-GNDCI Pubblicazione n. 1799. 2 Volumi.
Crescenti U. (2003) – Il dissesto idrogeologico in Italia. Scienza e Tecnica, SIPS, anno LXVI – n. 393, maggio 2003, pp. 1-9.
CSFM (1984) – L’alluvione del fiume Taro nel novembre 1982. In Convegno sul dissesto territoriale del novembre 1982 nelle Valli del Taro e del Ceno, Atti del Convegno. Centro Studi per la Flora Mediterranea, Borgo Val di Taro (PR).
FlaNET (1999) – ASEVA. Archivio Storico degli EVenti di carattere Ambientale. A cura della Fondazione Lombardia per l'Ambiente, Milano.
Guha-Sapir D., Below R., Hoyois Ph. (2009) - EM-DAT: The CRED/OFDA International Disaster Database – www.emdat.be – Université Catholique de Louvain – Brussels – Belgium.
Guzzetti F. & Tonelli G. (2004) Information system on hydrological and geomorphological catastrophes in Italy (SICI): a tool for managing landslide and flood hazards. Natural Hazards and Earth System Sciences, Vol. 4:2, 213-232.
Il Giornale della Protezione Civile (Quotidiano on-line, articoli vari).
ISPRA (2019) - Gli indicatori del clima in Italia nel 2018. Rapporto Stato dell'Ambiente, 88/2019.
Leggi, Decreti, Ordinanze dello Stato e delle Regioni.
POLARIS Project (2018) – Rapporto Periodico sul Rischio posto alla Popolazione Italiana da Frane e Inondazioni, pubblicato dall’IRPI (CNR).
Rapporti Tecnici vari pubblicati a cura degli Enti Pubblici (Regioni, Comuni, ARPA)
Siti internet di testate giornalistiche sia nazionali che locali.

Limitazioni: 
La significatività dell'indicatore è limitata all'impatto socio-economico dell'evento alluvionale, mentre non vengono analizzate in questa sede le cause che lo determinano oltre il fenomeno meteorico. Tale parametro potrebbe essere qualitativamente incrementato disponendo di informazioni, ad esempio sull'influenza esercitata dall'azione antropica in termini di fattori predisponenti al dissesto e di amplificazione dei danni. Con la finalità di ridurre tale tipo di limitazione è stata inserita nella Tabella 3 una colonna con la descrizione degli effetti al suolo relativi all'evento alluvionale, che però necessita di un’estesa serie storica per poter fornire dati confrontabili e valutabili.
Ulteriori azioni: 
Le limitazioni esposte si riducono progressivamente con la disponibilità, nel tempo, di dati più dettagliati sulla serie storica, anche in considerazione del crescere del numero di anni di osservazione. La situazione potrebbe ulteriormente migliorare in futuro con l'acquisizione di indicazioni per le cause del fenomeno, ovvero, ancora per l'influenza esercitata dal fattore antropico sui danni in base a un approccio multidisciplinare, in riferimento a quanto definito nella sezione relativa alle limitazioni dell'indicatore. Questa ulteriore azione necessita del coinvolgimento diretto delle strutture locali attualmente fonte dei dati (ARPA, Regioni; Comuni, Province ecc.) o di Enti a vario titolo interessati alla loro raccolta e analisi.
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati idrometeorologici rilevati dalle ARPA e/o dai Centri Funzionali delle Regioni; utilizzati i dati ed i riferimenti pubblicati in Delibere, Ordinanze e Decreti (a livello nazionale e regionale).
Fonte dei dati di base: 
Amministrazioni locali
APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici)
ARPA Piemonte
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
ARPACAL (Arpa Calabria)
ARPAE (Arpa Emilia-Romagna)
ARPAS (Arpa Sardegna)
ARPAT (Arpa Toscana)
ARPAV (Arpa Veneto)
Bollettini Ufficiali
BUR (Bollettini Ufficiali Regionali)
Centri Funzionali di Protezione Civile
CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISPRA/ARPA/APPA
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
LAMMA (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile)
MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali)
OSMER-FVG (Osservatorio Meteorologico Regionale e Gestione Rischi Naturali del Friuli-Venezia-Giulia)
Protezione Civile
Province
Regioni
Unità di misura: 
Euro (€), Millimetro (mm), mm/24h, Numero (n.), Ora (h)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Dopo aver raccolto e rappresentato nelle varie tabelle i dati relativi ai caratteri generali degli eventi, in una successiva fase, per ogni singolo anno è stata calcolata la somma delle vittime ed effettuata una stima dei danni prodotti dagli eventi a scala nazionale. Al fine di renderli confrontabili per anni differenti e fornire un riferimento rispetto all'economia nazionale, i danni sono stati rapportati al valore del PIL (su base ISTAT) dell'anno in cui gli eventi si sono verificati. Si evidenzia che, per il calcolo danno/PIL, nei casi in cui non è stato possibile reperire informazioni in merito alla stima dei danni, viene riportata la cifra riferita ai fondi stanziati.
Core set: 
EEA - CSI
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1951- 2018
I dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono documentati e di qualità nota. L'indicatore, semplice e facile da interpretare, risulta comparabile nel tempo e nello spazio.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Lo stato del fenomeno risulta dai dati forniti. Tuttavia, in mancanza di parametri oggettivi di riferimento, la valutazione dello stesso non è definibile.
La serie mostra, tranne alcune eccezioni, una generale diminuzione dei danni raffrontati al PIL sino al 2001. Tale cambiamento, oltre che a un miglior sviluppo degli interventi di mitigazione del rischio, potrebbe essere attribuibile anche a una naturale variazione periodica dell’intensità e della durata dei fenomeni. Tale tendenza sembrerebbe, invece, non avere una continuità nel periodo 2008-2018, in cui il valore medio relativo al rapporto danno/ PIL presenta delle modeste oscillazioni; da tali osservazioni si deduce che, il biennio 2016-2017 sembra indicare un’anomalia negativa rispetto agli ultimi 5-6 anni precedenti. Questo dato non viene confermato per il 2018, anno in cui i valori di precipitazioni sono maggiori rispetto ai due anni precedenti. Per questo un maggior numero di eventi con effetti al suolo. Nonostante si noti una diminuzione delle vittime provocate dalle alluvioni nel tempo, se si escludono gli eventi di Sarno (1998) e Messina (2009) in cui i decessi sono stati peraltro dovuti all'evolversi di fenomeni gravitativi conseguenti all'intenso evento meteorico e di Rigopiano (2017), una valutazione del trend complessivo risulta piuttosto difficoltosa.
Commenti: 
Nelle Tabelle 1 e 2 vengono riportati esclusivamente dati relativi ai 19 principali eventi alluvionali verificatisi nel corso del 2018, con particolare riguardo ai caratteri generali dei fenomeni (periodo dell’evento, località, bacino idrografico interessato, dati pluviometrici) e agli effetti connessi (tipo di dissesto, eventuali vittime, provvedimenti legislativi adottati per la mitigazione del rischio e per il ripristino dei danni). L’andamento delle precipitazioni nel corso dell’anno è stato piuttosto altalenante e periodi molto piovosi si sono alternati ad altri piuttosto siccitosi. I mesi di marzo, maggio e ottobre sono infatti stati caratterizzati da piogge abbondanti, estese a tutto il territorio nazionale, mentre ad aprile e soprattutto a dicembre le precipitazioni sono state scarse in tutte le regioni. Nel complesso si è parzialmente attenuata la drammatica situazione di carenza idrica che aveva portato, nel 2017, all’adozione di seri provvedimenti di razionamento dei flussi idrici domestici o di prelievo forzato da bacini lacustri. Parte della stagione primaverile e di quella autunnale hanno mostrato periodi di marcata siccità; nonostante ciò, nelle altre stagioni, a conferma dei dati che negli ultimi decenni indicano una modifica delle quantità delle precipitazioni, ma anche una loro distribuzione sempre più con valori estremamente concentrati in tempi brevi (ISPRA, 2019), si sono verificati numerosi picchi con elevati valori cumulati, che hanno prodotto sia eventi di dissesto geologico-idraulici, sia geomorfologici di frana. Tra questi spicca l’evento che ha interessato alla fine di ottobre buona parte del territorio nazionale, con colpi di vento di forza inusuale per l’Italia, forti precipitazioni e forti mareggiate, causato da una profonda depressione di intensità molto elevata che può essere classificata come un piccolo ciclone mediterraneo (“tempesta Vaia”). In corrispondenza di tale evento, che ha interessato con importanti effetti al suolo la gran parte del centro-nord italiano, si sono rilevati quantitativi di precipitazioni liquide eccezionali in Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nelle province autonome di Trento e Bolzano, con valori compresi tra i 600 e gli 800 mm cumulati in 4 giorni. Di conseguenza, alcuni bacini idrografici, come il Brenta, il Piave e il Tagliamento hanno raggiunto valori di portata record storici, mentre altri, come l’Adige hanno raggiunto livelli di piena cinquantennale. Impressionanti e notevolmente onerosi, oltre ai diffusi fenomeni di esondazioni e di dissesto geomorfologico, sono stati i danni prodotti al patrimonio boschivo dell’area dolomitica.
Alcuni degli eventi verificatisi nel 2018 hanno avuto effetti disastrosi per quanto riguarda la perdita di vite umane: il 20 agosto 10 persone sono decedute e altrettante sono state ferite in Calabria, per la piena improvvisa del torrente Raganello, verificatasi in un settore del bacino dove neanche si erano registrate precipitazioni; il 4 novembre a Casteldaccia, nella Città Metropolitana di Palermo, 9 persone hanno perso la vita in un residence, costruito in un’area a rischio idrogeologico molto elevato, per l’esondazione del torrente Milicia.
Oltre a quelli già citati, si evidenzia ancora, per i quantitativi di precipitazione cumulata (poco meno di 500 mm), la gravità e l’estensione dei dissesti dovuti agli effetti al suolo, anche l’evento che ha interessato il catanzarese tra il 2 e il 6 ottobre.
Ancora a supporto della tesi per la modificazione climatica che evidenzia il cambiamento del regime pluviometrico, si segnala come 14 eventi sui 19 censiti abbiano mostrato precipitazioni fortemente concentrate nei picchi delle 24 ore, che hanno avvicinato, raggiunto o superato la soglia dei 200mm giornalieri.
La Tabella 3 mostra una sintesi delle principali alluvioni avvenute in Italia nel 2018, in relazione alle stime dei danni rapportate al PIL dello stesso anno, con un riepilogo dei principali effetti al suolo (esondazioni, frane, rotture arginali, sormonti arginali, sifonamenti, erosioni spondali, ecc.). Per un completo confronto con i dati relativi agli anni prima del 2018 si rimanda a quanto riportato nelle precedenti edizioni dell’Annuario ma, per quanto riguarda le vittime causate dagli eventi e il danno economico rapportato al PIL, si può fare riferimento rispettivamente alle Figure 1 e 2.
Infine, la Tabella 4 mostra una sintesi dei dati relativi ai bacini imbriferi interessati, in termini di fondi stanziati e provvedimenti legislativi adottati, in forma disaggregata per le aree interessate da uno o più eventi, al fine di fornire un quadro riepilogativo a scala regionale.
  • Titolo Tabella 1: Caratteri pluviometrici degli eventi alluvionali (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati di: ARPA Sardegna, ARPA Piemonte, ARPA Calabria, ARPA Veneto, ARPA Emilia Romagna, ARPA Toscana; Centri Funzionali Regionali di: Calabria, Toscana, Prov. Autonoma di Trento; Protezione Civile Regione Sicilia; Dipartimento Nazionale della Protezione Civile; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it.
    Legenda
    Note *La mancanza di rilevamento di valori di pioggia significativi induce all'ipotesi che la precipitazione che ha generato l'onda di piena sia stata estremamente localizzata.

    Periodo evento Regione Province Bacino idrografico Durata complessiva precipitazioni Pluviometro
    Massima precipitazione gioranliera
    Pluviometro
    Precipitazioni totali (cumulata evento)
    h mm/24h mm
    1-3/05/18 Sardegna CA, OR, SS, NU, OT, SU Tirso, Flumineddu, Flumendosa, Flumini Mannu, Cedrino, Temo, Cixerri, Coghinas, Posada 48 167,6 mm in 48 ore (Torpè, NU)
    7/6/18 Piemonte TO Rio delle Foglie 24 ~40 mm in 1 ora
    (Consolata, TO)
    3/7/18 Trentino-Alto Adige TN T. Costalunga, T. Avisio, T. San Pellegrino <24 140 mm in 6 ore (con grandine)
    (Moena, TN)
    20/8/18 Calabria CS T. Raganello <24 18 mm*
    (Rotonda, CS)
    1-2/9/18 Veneto PD, RO, TV, VE Bacchiglione/Agno‐Guà, Adige, T. Chiampo,T. Astico ~48 177 mm
    (Grezzana, VR)
    212,8 mm
    (Grezzana, VR)
    2-6/10/18 Calabria CZ Angitola, Budello, Corace, Mesima, Neto, Nicà, Ancinale, Tacina, Trionto, Crati, Cantagalli, Turrina ~120 387,4 mm
    (Cenadi-Serralta, CZ)
    493,6 mm
    (Cenadi-Serralta, CZ)
    9-11/10/18 Sardegna CA Rio S. Lucia, Rio S. Gerolamo, Rio Masoni Ollastu, Rio Mannu ~24 353 mm
    (Capoterra, CA)
    19-22/10/18 Sicilia CT, SR, EN, CL F. San Leonardo, T. Gornalunga ~24 234 mm
    (Mineo, CT)
    27-28/10/18 Lombardia MI, BS, BG, SO, CO Adda, Brembo, Serio, Po 36 214,4 mm
    (Ardesio, BG)
    27-29/10/18 Friuli Venezia Giulia UD, PN Brenta, Piave, Tagliamento, Adige, Livenza ~72 570 mm in 48 ore
    (Malga Chiampuz-Forni di Sotto, UD)
    817 mm in 3 giorni
    (Malga Chiampuz-Forni di Sotto, UD)
    27-29/10/18 Trentino-Alto Adige TN, BZ F. Adige, Rio Ropian, F. Trento, F. Brenta, F. Noce >60 318,6 mm
    (Passo Cereda, TN)
    627,4 mm
    (Passo Pian delle Fugazze)
    27-30/10/18 Emilia Romagna PC, PR, RN, FE, RA Trebbia, Aveto, Taro ~72 164,4 mm
    (Lago Ballano-Monchio delle Corti, PR)
    380,4 mm in 3 giorni
    (Casoni di S. Maria di Taro-Tornolo, PR)
    27-31/10/18 Veneto BL, TV, VE, PD, VI, VR, RO Adige, Piave, Livenza, Tagliamento, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, Basso Brenta-
    Bacchiglione, Fratta Gorzone, Lemene, Sile e Bacino scolante in laguna.
    >100 284,6 mm
    (Soffranco, BL)
    715,8 mm
    (Soffranco, BL)
    28-29/10/18 Lazio FR F. Cosa, F. Sacco, F. Liri ~48 226 mm
    (Atina, FR)
    344 mm in 48 ore
    (Atina, FR)
    28-30/10/18 Toscana MS F. Magra, F. Teglia ~96 238,2 mm
    (Bosco di Rossano-Zeri, MS)
    ~450 mm
    (Bosco di Rossano-Zeri, MS)
    27-30/10/18 Liguria GE, SP, SV Nervia, Argentina, Arroscia, Neva, Bormida di Spigno, Orba, Stura, Bisagno, Vobbia, Lavagna, Entella, Vara, Magra, Teglia, Aulella 84 374 mm
    (Torriglia, GE)
    613,6 mm in 84 ore
    (Torriglia, GE)
    3-4/11/18 Sicilia AG, PA F. Platani, F. Milicia, F.Eleuterio, F. San Leonardo ~48 138 mm
    (Ribera, AG)
    230 mm in 48 ore
    (Ribera, AG)
    8-11/11/18 Sicilia TP F. Mazaro ~36 106 mm
    (Mazara del Vallo, TP)
    25/11/18 Lazio LT F. Sisto 24 137,2 mm
    (Sabaudia, LT)
  • Titolo Tabella 2: Aspetti generali e normativi degli eventi alluvionali (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati di: Dipartimento Nazionale della Protezione Civile; Centri Funzionali Regionali di: Calabria, Toscana, Prov. Autonoma di Trento; LAMMA-Regione Toscana; OSMER-Friuli Venezia Giulia; ARPA Veneto; ARPA Emilia Romagna; ARPA Piemonte; MiPAAF; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali; http://www.protezionecivile.it; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it; http://polaris.irpi.cnr.it/.
    Legenda I= Idraulico; F= Franoso; C= Costiero
    Note ^Vittima per colata di acqua e fango ^^Disperso *Cifra stanziata dalla regione Sardegna sia per l'evento di maggio che per quello di ottobre 2018 **Ammontare stanziato per gli eventi di settembre 2018 ed ottobre 2018 ***Fondo emergenze nazionali: finanziamento accorpato per eventi di ottobre 2018 e novembre 2018

    Periodo evento Regione Tipo di dissesto Perdita manufatti Ordinanze di sgombero abitazioni Vittime/
    Dispersi
    Feriti Risorse necessarie
    al ripristino
    Provvedimenti legislativi Fondi stanziati
    con Ordinanza/Delibera
    n. n.
    1-3/05/2018 Sardegna I No No / / / Deliberazione Giunta Regionale N. 60/18 del 11.12.2018 2.997.594,00*
    7/6/18 Piemonte I, F Si Si / / 1.473.684,36
    (Stima investimenti)
    Delibera Consiglio dei Ministri del 27 giugno 2018 2,690,000
    3/7/18 Trentino Alto-Adige I / Si / / / Delibera Giunta Provinciale (Prov. Aut. Trento) n. 1185 del 6 luglio 2018 5,000,000
    20/8/18 Calabria I / / 10 11 / Mozione Giunta Regionale n. 131 del 25/10/2018
    Parere Dip. Protezione Civile dell'8/11/2018.
    Del Giunta Cons. Ministri del 6/9/2018
    11.500.000,00 (in comune con evento del del 4-5/10/2018)
    1-2/9/18 Veneto I, F / / / / / Delibera Consiglio dei Ministri del 7/01/2019
    Ocdpc n. 580 del 15 marzo 2019
    Ordinanza Commiss. Delegato Reg. Veneto n. 5 del 2 aprile 2019
    500.000,00 (DPCM) sommati
    220.621.778,52 (Ord.Commiss.)**
    2-6/10/2018 Calabria I, F Si Si 3 / 100.000.000,00 (danni agricoltura) Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018 /
    9-11/10/2018 Sardegna I Si Si 2 / 100.000.000,00 (stime Coldiretti) Delibera del Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    OCDPC n. 558 del 15 novembre 2018
    Delibera Giunta Regionale n. 450 del 15 novembre 2018
    2.997.594*
    19-22/10/2018 Sicilia I Si Si / / 150.000.042,00 (di cui agricoltura € 91.198,00;
    strutture € 58.844.000,00)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 398 del 21 ottobre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 402 del 24 ottobre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 403 del 24 ottobre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n.119 del 25 marzo 2019
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    6.500.000,00***
    27-28/10/18 Lombardia I, F Si No / / 40.000.000,00 (stime Protezione Civile Regionale) Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    1.500.000,00 (interventi urgenti)
    27-29/10/18 Friuli Venezia Giulia I, F Si No / / 615.000.000,00
    (stima Protezione Civile Regionale)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    6.500.000,00 (interventi urgenti)
    27-29/10/2018 Trentino Alto-Adige I, F Si Si 1^ / 615.000.000,00
    (stima Protezione Civile Province Autonome Trento e Bolzano)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Decreto Presidente Provincia Autonoma Trento n. 73 del 30 ottobre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    5.000.000,00 (Provv. BZ e TN)
    27-30/10/18 Emilia Romagna I, F, C Si / 1 / / Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    1.500.000,00 (interventi urgenti)
    27-31/10/18 Veneto I, F, C Si Si 1^ / 1.769.000.000,00
    (stima Protezione Civile Regionale)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 1920 del 21 dicembre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 275 del 19 marzo 2019
    Ordinanza Commiss. Delegato Reg. Veneto n. 5 del 2 aprile 2019
    220.621.778,52 (Ord.Commiss.)**
    15.000.000,00 (Interventi urgenti)
    28-29/10/18 Lazio I, F Si Si / / 10.309.016,90 (Rimborso danni economici settore produttivo) Decreto Presidente Regione n.T00247 del 31/10/2018
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    3.000.000,00 (interventi urgenti)
    28-30/10/18 Toscana I / / / / / Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    1.500.000,00 (interventi urgenti)
    27-30/10/18 Liguria I, C, F / / / / 180.000.000,00 (Stime Confcommercio ) Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    6.5000.000,00 (interventi urgenti)
    3-4/11/2018 Sicilia I, F Si Si 13 / / Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Delibera Giunta Regionale n. 450 del 15 novembre 2018
    6.500.000,00***
    8-11/11/18 Sicilia I, C Si Si / / 30.000,00 (danni zona costiera) Delibera Giunta Regionale n. 450 del 15 novembre 2018 /
    25/11/18 Lazio I Si No 1^^ 1 / Decreto del Commissario Delegato 3 aprile 2019, n. R00055 350.000,00 (viabilità)
  • Titolo Tabella 3: Danni ed effetti al suolo degli eventi alluvionali (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati e informazioni di: Dipartimento Nazionale della Protezione Civile; Centri Funzionali Regionali di: Calabria, Toscana, Prov. Autonoma di Trento; LAMMA-Regione Toscana; OSMER-Friuli Venezia Giulia; ARPA Sardegna, ARPA Piemonte, ARPA Calabria, ARPA Veneto, ARPA Emilia Romagna, ARPA Toscana; MiPAAF; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali; http://www.protezionecivile.it; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it; http://polaris.irpi.cnr.it; www.nimbus.it; www.meteoweb.eu; www.ilfattoquotidiano.it.
    Legenda
    Note ^Vittima per colata di acqua e fango ^^Disperso *Non essendo disponibili le stime dei danni relativi a tali eventi alluvionali, si è utilizzato il dato relativo ai fondi stanziati in seguito. Per quanto riguarda i dati (e le rispettive fonti) relativi agli anni dal 1951 al 2017 occorre fare riferimento alle precedenti edizioni dell’Annuario dei Dati Ambientali ISPRA.

    Periodo evento Regione Vittime e dispersi Risorse necessarie al ripristino Principali effetti al suolo Danno complessivo stimato/PIL
    n. %
    1-3/05/2018 Sardegna / 2.997.594,00* Particolarmente interessate dagli effetti delle elevate precipitazioni le province di Cagliari, Oristano e Nuoro. A Villacidro, nel Medio Campidano, due famiglie hanno dovuto abbandonare due stabili di campagna vicino a un canale di deflusso delle acque, in fase di esondazione. Chiusa la strada statale 131 Dcn 'Diramazione Centrale Nuorese', per l'esondazione del fiume Tirso, al Km 13 in direzione Nuoro, e al Km 26 in direzione Abbasanta. A seguito dell’esondazione del Rio Mannu è stata chiusa la strada statale 389 di Buddusò (OT) e del Correboi, dal km 32,500 al km 33,500. A Terralba (OR) è esondato il Rio Mogoro. Nel centro storico di Bosa (OR) il Rio S’Aladerru, nel tratto tombinato di Via La Marmora, è esondato invadendo piani bassi dei fabbricati e danneggiato pesantemente le attività commerciali e gli esercizi turistici. Ad Arbus (CA), in località Ingurtosu, è stato necessario soccorrere diversi turisti la cui vita era messa a rischio dall’esondazione del Rio Piscinas. Situazione critica a Castelsardo (SS), dove una frana ha tagliato in due il territorio comunale, di fatto isolando la frazione balneare di Lu Bagnu, dal centro storico. 0.00017
    7/6/18 Piemonte / 1,473,684 Il giorno 7 giugno 2018 le piogge brevi ed intense che hanno interessato il bacino del Rio delle Foglie, nel comune di Bussoleno (TO), hanno determinato l’attivazione di un fenomeno di trasporto in massa di materiale fangoso-detritico estremamente rapido. Intorno alle 14:30 ora locale, la colata di fango e detriti ha raggiunto la zona di conoide. Il fenomeno ha interessato parte dell’abitato che sorge sull’apparato di conoide nella frazione di. S. Lorenzo, raggiungendo il sottopasso della ferrovia. Alcune delle abitazioni più prossime alla zona di apice sono state gravemente danneggiate, mentre diverse altre abitazioni hanno subito diffusi fenomeni di alluvionamento.

    8E-05
    3/7/18 Trentino-Alto Adige / 5.000.000* L’evento alluvionale è stato determinato dall’attività di una grande cellula temporalesca con caratteri stazionari ed autorigenerante, formatasi nella zona del Latemar, che ha scaricato il grosso delle precipitazioni proprio nell’area di Moena e del Passo San Pellegrino, coinvolgendo in maniera minore anche l’area di Vigo di Fassa. Gli effetti al suolo più evidenti sono stati causati dall’esondazione del torrente Costalunga che attraversa il centro storico di Moena, che ha invaso la via principale del paese trascinando fango, acqua e detriti vari. Oltre ad allagamenti e danni agli scantinati, ai negozi sulla strada ed alle auto parcheggiate, trascinate via dalla corrente, si sono anche verificate piccole frane nei pressi dell’uscita dal paese, mentre un movimento gravitativo di maggiori dimensioni ha interessato la strada del passo San Pellegrino che è stata chiusa. Altri piccoli movimenti gravitativi si sono verificati sulla circonvallazione di Moena che è stata chiusa anch’essa. Isolato per gli effetti delle precipitazioni il rifugio Taramelli, sui Monzoni, dove sono state evacuate circa 50 persone . 0.00028
    20/8/18 Calabria 10 11.500.000,00* Il giorno 20 agosto un evento pluviometrico di elevata intensità ed estensione molto ridotta ha causato una breve ma marcata onda di piena nel tratto del torrente Raganello situato nei pressi di Civita di Castrovillari (CS), nel Parco Nazionale del Monte Pollino. Il fenomeno ha coinvolto ca. 40 turisti che erano presenti lungo l’alveo durante un’escursione, determinando la morte di 10 persone ed il ferimento di altre 11. Il nucleo temporalesco che ha causato l’evento di piena aveva dimensioni di pochi chilometri quadrati ed era posizionato in corrispondenza del comune di San Lorenzo Bellizzi; le precipitazioni sono state talmente localizzate da non poter essere rilevate dalla rete pluviometrica regionale, che ha registrato un modestissimo valore di 18 mm nella stazione di Rotonda (CS). 0.00065
    1-2/9/18 Veneto / 500.000,00* L’evento temporalesco, a carattere marcatamente impulsivo, si è verificato nella serata di sabato 1 settembre ed ha interessato la zona di Verona, innescando un'alluvione lampo per l’esondazione del torrente Progno che ha allagato molte zone della città. Le situazioni più critiche si sono avute tra Pedemonte e Santa Maria di Negrar, dove sono caduti fino a 170 mm di pioggia e sono stati sommersi diversi box al cui interno erano parcheggiate alcune auto. Allagate anche diverse zone di Parona, anche qui con auto sommerse dall'acqua. Esondazioni più localizzate e di minore intensità si sono verificate per la piena di corsi d’acqua del reticolo minore nella zona di Negrar, in bassa Valpolicella, a Zevio, a Soave e nell’est veronese in genere. Tra il comune di Soave e Cazzano di Tramigna parte di una collina è franata. Le precipitazioni, inoltre, hanno provocato la caduta di massi sulle strade in alta Valle
    del Chiampo (soprattutto a Crespadoro) e sui colli Berici. Frane si sono verificate anche nella zona di Monteforte d’Alpone lungo il versante del monte Foscarino, in
    località Coste, mobilitando diversi metri cubi di terra che sono confluiti in un fosso che raccoglie l’acqua del versante e la
    convoglia al Rio delle Carbonare che, di conseguenza, è esondato invadendo strade, cantine e magazzini.
    3E-05
    2-6/10/2018 Calabria 3 100.000.000,00 (danni agricoltura) Più di 4 giorni di precipitazioni intense hanno determinato significativi effetti al suolo nelle province di Catanzaro e Crotone, particolarmente evidenti nella fascia ionica. Si è trattato in prevalenza di fenomeni di erosione e trasporto di fango e detriti da parte delle acque superficiali non regimate, di inondazione diffusa per crisi del reticolo minore e di piene dei corsi d’acqua maggiori accompagnate da locali fenomeni di esondazione. Tra San Pietro Lametino e San Piero a Maida (CZ), l’esondazione del T. Turrina, avvenuta per rottura di 100 m di argine, ha provocato la morte di 3 persone intrappolate nella propria autovettura. A Lamezia si è avuta l’esondazione del T. Cantagalli; nel vibonese quella del T. Angitola. Lungo la SS 106 “Ionica”, variante Catanzaro Lido e tra Catanzaro e Sibari, diversi dissesti hanno compromesso l’agibilità della viabilità che è stata in più punti interrotta. Nel crotonese sono esondati in diversi punti i torrenti Tacina e Neto. Diversi movimenti franosi e fenomeni erosivi e/o di sifonamento della base stradale hanno determinato l’interruzione in più punti della SS 18 “Tirrena Inferiore”, nel settore tra Pizzo e Maierato.

    0.005701
    9-11/10/2018 Sardegna 2 100.000.000,00 (stime Coldiretti) L’evento pluviometrico con precipitazioni notevoli e concentrate nelle 24 ore, ha particolarmente interessato la Sardegna meridionale e segnatamente la provincia di Cagliari. La piena del rio Santa Lucia ha determinato il crollo completo del ponte lungo la SS. 195 che collega il capoluogo sardo a Capoterra. Un tratto della stessa strada, qualche chilometro a monte, vicino al pontile della Rumianca, aveva già poche ore prima mostrato cedimenti, in corrispondenza di una voragine che ha costretto la Polizia municipale a chiudere la viabilità all’altezza del ponte sulla Scafa; questo precedente ha evitato che danni alle persone potessero essere prodotti dal peggioramento della situazione. Per gli stessi fenomeni è stata anche interrotta la SP per Pula. A Uta e San Vito i vigili del fuoco hanno recuperato quattro persone rimaste intrappolate nelle loro abitazioni circondate dall’acqua di alcuni corsi d’acqua minori, affluenti del Riu Mannu, che sono esondati. Una donna, che transitava in auto in località Sa Traia, nel comune di Assemini, è annegata dopo essere stata travolta dall'esondazione delle acque del rio Giacu Meloni; un pastore che si trovava col bestiame, nel territorio di Muravera (Costa Rey), risulta disperso. 0.005701
    19-22/10/2018 Sicilia / 150.000.042,00 (di cui agricoltura € 91.198,00;
    strutture € 58.844.000,00)
    Precipitazioni intense e concentrate nell’arco delle 24 ore hanno interessato la Sicilia orientale, con effetti al suolo particolarmente evidenti nelle province di Siracusa, Enna, Caltanissetta e Catania. Il torrente Gornalunga è esondato in più punti, invadendo sia la SS 417 di Caltagirone (Catania-Gela) all'altezza di Carlentini, sia la strada provinciale tra Lentini e Scordia, dove il traffico è interrotto. Esondato anche il fiume San Leonardo che ha raggiunto il livello della viabilità, sulla SS 194 Catania-Ragusa e sulla SP tra Lentini e Catania. Chiuso, sempre per la piena del T. Gornalunga il casello di Lentini sull'autostrada Catania-Siracusa. Nelle campagne tra Lentini e Carlentini, diffusi allagamenti hanno interessato le coltivazioni di agrumi, che sono stati ricoperti da un battente di acqua e fango. Interessati da allagamenti diffusi e deposizione di detriti alcuni centri della provincia di Enna, quali Scordia e Agira. 0.00855
    27-28/10/18 Lombardia / 40.000.000,00 (stime Protezione Civile Regionale) Nei giorni 27 e 28 ottobre sono stati interessati da intense precipitazioni, accompagnate da sensibili raffiche di vento soprattutto le province della Lombardia orientale dell’area pre-alpina di Sondrio, Como, Brescia, Bergamo. I principali effetti al suolo, quali fenomeni di allagamento e frane sono stati esaltati dalla diffusa presenza di vegetazione sradicata o divelta dal vento. I bacini interessati da esondazioni diffuse sono stati quelli del Serio (BG), del Brembo (BG) e del Dezzo (BG, BS). Piene significative, ma non esondazioni di rilievo lungo l’Adda (CO, SO) e l’Oglio (BG, BS). Lungo la valle del Dezzo (Val di Scalve), tra Vilminore e Sant’Andrea, una frana ha interrotto la SP 60 e determinato l’evacuazione di un’intera famiglia la cui abitazione era interessata dall’evoluzione del movimento gravitativo. A Villa d’Ogna il fiume Serio è esondato e sono state chiuse la parallela viabilità e la pista ciclabile nella zona della Cunella; per lo stesso motivo sono state evacuate cinque unità immobiliari in via Duca d’Aosta. A Bergamo si sono verificati allagamenti causati essenzialmente dalla difficoltà dei sistemi di drenaggio a smaltire le acque di precipitazione: allagata e chiusa la circonvallazione Fabriciano; allagati da un battente di alcuni metri d’acqua alcuni sottopassi, come quello sulla SS 671 al rondò dell’A4 e sulla Circonvallazione Mugazzone. 0.00228
    27-29/10/18 Friuli Venezia Giulia / 615.000.000,00
    (stima Protezione Civile Regionale )
    Anche la regione Friuli Venezia Giulia è stata coinvolta dall’intensa fase di maltempo con vento e forti precipitazioni che ha interessato la gran parte del territorio nazionale a fine ottobre 2018. I maggiori effetti al suolo si sono avuti nelle provincie di Udine e Pordenone, lungo il bacino del F. Tagliamento e dei suoi affluenti. Qui si sono registrati i maggiori quantitativi di precipitazione cumulata (817 mm nella stazione di Forni di Sotto), che, unitamente al forte vento hanno determinato estesi e generalizzati fenomeni di frana e alluvionamento a media-piccola scala, con danni alla viabilità, alle opere di regimazione dei corsi d’acqua, alla vegetazione spontanea e in molti casi anche alle strutture antropiche. Particolarmente colpite l’area carnica e il Cadore. Largamente compromessa in molteplici punti la viabilità provinciale. Fenomeni di esondazione locali in particolare lungo il corso dei torrenti Meduna, Cellina, Isonzo, Degano; frane o fenomeni a carattere misto acqua/fango/detriti e dissesti generalizzati in particolare nei pressi dei centri montani di Forni di sotto, Sappada, Sauris, Tolmezzo. L’immagine più emblematica resta quella del ponte di Comeglians, abbattuto dalla piena del T. Degano. 0.03506
    27-29/10/2018 Trentino-Alto Adige 1^ 615.000.000,00
    (stima Protezione Civile Province Autonome Trento e Bolzano)
    Il territorio delle Province Autonome Trento e Bolzano è stato interessato dall’evento a scala nazionale di fine ottobre, causato da un ciclone mediterraneo. Come nella vicina regione Veneto i maggiori effetti al suolo sono stati generati dalla combinazione di due fattori: ingenti precipitazioni prolungate con associate forti raffiche di vento che hanno localmente abbattuto larghe fasce di vegetazione arborea di alto fusto. Per quanto riguarda la provincia di Bolzano i maggiori effetti al suolo sono stati determinati dall’abbattimento di estese fasce di bosco in molte località delle Dolomiti, quali quelle attorno al Lago di Carezza (Catinaccio e Latemar), nonché in Val di Fiemme e Valbadia. Allagamenti e piccole frane a Cornedo, Lana, Fleres, Magrè, Montagna, Racines, Laives, Campo Tures; interrotte per caduta massi la SP di Caldaro tra Magrè e Salorno; interrotta da una frana la SS Alemagna nei pressi del confine di regione con il Veneto vicino a Carbonin. Nella provincia di Trento, oltre ai fenomeni legati al vento, sono stati più evidenti gli effetti delle precipitazioni, soprattutto in Val di Sole, Val di Fassa e Valsugana. A Dimaro le acque di piena del torrente Meledrio hanno trascinato anche fango e massi, investendo la località “Campeggio” e diverse abitazioni, causando la morte di una persona; in Val di Fassa, a Moena, sono state evacuate una ventina di abitazioni alla confluenza del rio San Pellegrino con l’Avisio; diverse le frane e gli allagamenti che hanno interrotto la viabilità dell’alta Valsugana, nei pressi di Primiero, tra Pergine e Caldonazzo e tra Bosentino e la Valsugana. 0.03506
    27-30/10/18 Emilia Romagna 1 1.500.000,00* Anche l’Emilia Romagna è stata interessata dagli effetti delle precipitazioni e del forte vento di fine ottobre. Particolarmente evidenti i fenomeni nell’area occidentale della regione (zona montana e pedemontana parmense e piacentina) e nelle zone costiere del ravennate, del riminese e del ferrarese. Nelle zone interne, e segnatamente nella provincia di Parma, poiché l’inizio dell’autunno si era caratterizzato per una notevole siccità, poco rilevantii sono stati gli effetti sul reticolo idrografico maggiore; notevoli invece i fenomeni a piccola scala, in prevalenza costituiti da piccole frane che hanno interrotto la viabilità provinciale, come a Borgotaro, Solignano, Berceto, Varsi e Bedonia, oppure molte strade di bonifica, come a Testanello, Selva Castello, Molino Secchione, Tiedoli, Scorza e Case Panetta. Nelle zone costiere i maggiori effetti per le mareggiate ed il forte vento si sono tradotti in fenomeni di erosione delle spiagge o di vera e propria temporanea ingressione marina, in alcuni casi estesi sino ad alcune abitazioni costiere. In particolare, interessate le Valli del Lido di Volano e la spiaggia del Lido delle Nazioni, nel ferrarese; Lido Adriano e Lido di Dante nel ravennate; il porto di Rimini. 8E-05
    27-31/10/18 Veneto 1^ 1.769.000.000,00
    (stima stima Protezione Civile Regionale)
    Nella fase di marcato maltempo del ciclone di fine ottobre il Veneto è forse la regione che ha subito i più eclatanti effetti al suolo ed i maggiori danni economici. Le province più colpite sono state, per le frane e gli effetti del vento, quelle di Vicenza e Belluno, nelle zone geografiche dell’Agordino e del Cadore. Estesi boschi di conifere sradicati e in parte presi in carico dalle piene torrentizie nell’area dolomitica; più di 200 frane censite, che hanno pesantemente interrotto la viabilità provinciale e statale e messo a repentaglio le strutture antropiche in Val Zoldo, a Rocca Pietore, Alleghe, Vallada Agordina, Perarolo di Cadore, Cencenighe, Col di Lana, Livinallongo, Longarone, solo per citare i settori più colpiti. A Canale D’Agordo si e è avuta l’esondazione del torrente Liera e dei suoi affluenti; nel bacino del Livenza, l’affluente Meduna è diffusamente esondato. Molti dei bacini idrografici maggiori, ad esclusione del Bacchiglione, hanno registrato portate storiche (Brenta, Piave, Tagliamento) o di piena cinquantennale (Adige, Livenza); nei tratti pedemontani o di pianura dei loro corsi, eventi calamitosi ed ingenti effetti al suolo sono stati scongiurati solo grazie al pressoché perfetto funzionamento dei dispositivi di laminazione e contenimento delle piene più adeguati e moderni. Nei tratti montani delle due province citate, è stata lesionata o manomessa una grande parte delle opere più recenti costruite per la mitigazione del rischio geologico-idraulico. Per il forte vento e le mareggiate, ingenti fenomeni di erosione dei litorali si sono verificati nelle zone costiere, in particolar modo a Jesolo, dove l’acqua ha scavalcato la passeggiata sul lungomare e raggiunto, in alcuni punti, le prime case e gli accessi pedonali fronte-mare. 0.10086
    28-29/10/18 Lazio / 10.309.016,90 (Rimborso danni economici settore produttivo) Particolarmente interessata dagli effetti delle intense precipitazioni la provincia di Frosinone e segnatamente l’area situata nei pressi del bacino del Liri e del confine abruzzese. I fenomeni più eclatanti, conseguenti alle maggiori pluviometrie rilevate, si sono avuti nella Valle di Comino, con esondazione del Melfa ad Atina, dove diverse abitazioni sono rimaste isolate per diverso tempo. Allagata e temporaneamente chiusa la superstrada Cassino-Atina-Sora; a Roccasecca chiuso il ponte Spirito Santo e via Vesceto per l’esondazione del fiume Melfa. Ad Anagni una frana ha interrotto la SP all'altezza di via Cerere. Infine, a Casamari si è verificata l’esondazione del torrente Amaseno, che ha trascinato via alcune vetture incautamente parcheggiate nei pressi dell’alveo. 0.00058
    28-30/10/18 Toscana / 1.500.000,00* In Toscana gli effetti del ciclone mediterraneo di fine ottobre si sono avuti soprattutto nel bacino del Magra, e segnatamente in corrispondenza dell’asta principale e degli affluenti di destra (tra quelli di sinistra l’unico bacino ad essere coinvolto è stato quello del Teglia), nell’area di Pontremoli, poiché i massimi quantitativi di precipitazioni si sono registrati sul confine tra Toscana e Liguria. Sono stati interessati da localizzati fenomeni di esondazione i torrenti Gordana (Zeri) e Verde. Lungo l’alveo di quest’ultimo, in località Serra, il Consorzio di Bonifica Toscana nord ha dovuto effettuare un intervento di somma urgenza per rimuovere detriti e vegetazione che stavano ostruendo completamente la luce del ponte sul torrente Verde, provocandone la locale esondazione. Localizzati allagamenti si sono registrati in alcuni sottopassi a Pontremoli e, a causa dell’esondazione del reticolo minore, nella frazione di Filattiera.
    8E-05
    27-30/10/18 Liguria / 180.000.000,00 (Stime Confcommercio ) Nonostante le precipitazioni abbiano raggiunto cumulate locali anche superiori a 600 mm, gli effetti al suolo sono stati contenuti a soli locali allagamenti, anche in concomitanza con il fatto che, prima dell'evento, il mese di ottobre si era mostrato marcatamente siccitoso e tutti i corsi d'acqua principali risultavano per questo alla portata minima. Nella città di Genova sono stati allagati i sottopassi di Sampierdarena, di via Degola e di Brin a Certosa. A Staglieno, in località Montino, si sono verificate modeste frane di detrito e fango, che hanno parzialmente ostruito la carreggiata della via di servizio locale. Molto più significativi, invece sono stati gli effetti dovuti alle forti mareggiate, associate al forte vento che ha determinato un temporaneo innalzamento del livello della superficie media marina di circa mezzo metro, con conseguente maggiore penetrazione del moto ondoso sulla costa. A causa dell'eccezionale moto ondoso si sono verificati parziali locali fenomeni di ingressioni marine ed erosione dei litorali in un'ampia fascia compresa tra Capo Mele e La Spezia. I danni più rilevanti sono stati registrati nel Golfo del Tigullio. Nell'area di Rapallo le mareggiate hanno pesantemente lesionato alcuni tratti della viabilità costiera, parte del muro frangiflutti del porto e causato il cedimento del molo; nella frazione di San Michele di Pagana, la mareggiata ha eroso tratti di arenile e delle scogliere, determinando gravi danni agli stabilimenti balneari e alle attività commerciali. Lesionata anche parte della diga foranea del porto di Santa Margherita Ligure. Fenomeni di erosione localizzati hanno provocato il crollo di un tratto della SP 227 SP 227 in loc.Paraggi. Nel comune di Genova la violenta mareggiata ha provocato danni da Voltri a Nervi, con cedimenti di alcuni tratti della passeggiata Anita Garibaldi di Nervi e lesioni alle strutture del borgo marinaro di Boccadasse e alle infrastrutture private e pubbliche dei quartieri di Sturla, Pegli e Voltri.
    0.01026
    3-4/11/2018 Sicilia 13 6.500.000,00* Dopo le già intense precipitazioni di fine ottobre e del giorno 2, che avevano saturato i terreni superficiali dell’area, nei successivi giorni del 3 e 4 novembre precipitazioni di carattere convettivo, piuttosto intense e persistenti, per diverse ore hanno investito buona parte dell’agrigentino e l’entroterra del palermitano, determinando una crisi idraulica sia del reticolo minore che di quello maggiore, nonché localizzati fenomeni franosi nelle are collinari. Le inondazioni e gli allagamenti delle varie aste fluviali e torrentizie hanno prodotto ingenti danni all’agricoltura e alle infrastrutture, nonché la perdita di 13 vite umane. In particolare il fatto più disastroso si è verificato in provincia di Palermo, a Casteldaccia, dove per la repentina esondazione del torrente Milicia 9 persone sono decedute nelle proprie abitazioni per annegamento, poiché la palazzina dove abitavano era costruita in un’area di golena ad elevato rischio idrogeologico. Altre 2 persone hanno perso la vita per l’esondazione dei torrenti San Leonardo, sulla SS 118 tra Ficuzza e Corleone, e del torrente Belice Sinistro; due turisti sono invece deceduti su una strada comunale nei pressi di Cammarata, dopo essere stati investiti da depositi detritici trasportati per attivazione di un fenomeno misto acqua/carico solido. Nell’agrigentino, nel quartiere del Villaggio Peruzzo, più di 50 famiglie sono state evacuate a causa dell’esondazione del fiume Akragas. 0.00037
    8-11/11/2018 Sicilia / 30.000,00 (danni zona costiera) Dopo la luttuosa fase del 3-4 novembre, nuovo forte maltempo sulla Sicilia, questa volta soprattutto interessata la provincia di Trapani. Notevoli gli effetti al suolo delle intense precipitazioni a Mazara del Vallo, dove il fiume Mazaro è esondato nel tratto costiero, provocando danni alle coltivazioni nel tratto più interno e a molte piccole imbarcazioni nella zona del porto, provocando anche un fermo alle attività portuali in genere. Estesi gli allagamenti per difficoltà di smaltimento del reticolo di drenaggio delle acque superficiali in molte delle aree piu basse della città.

    0.00171
    25/11/18 Lazio 1^^ 350.000,00* A causa delle abbondanti ed intense precipitazioni piovose la rete idrografica pontina è stata notevolmente sollecitata e non è riuscita a convogliare e far defluire tutte le acque scolanti nei modesti bacini.
    Il fiume Amaseno in alcuni tratti è esondato, nel territorio di Sonnino, allagando alcune strade, mentre una famiglia è stata messa in salvo dopo essere rimasta isolata a causa di una frana nei pressi dell'abitazione. Famiglie bloccate e strade allagate anche in molte aree di campagna dei comuni di Latina e Sabaudia.
    Al chilometro 97,7 della SS148 "Pontina" un improvviso cedimento del terreno, causato dalle piogge battenti ha provocato la caduta di un'auto in transito, all’altezza di San Vito (comune di San Felice Circeo, LT) all'interno della susseguente voragine formatasi sulla carreggiata. Una persona è stata tratta in salvo, mentre il guidatore del mezzo risulta tuttoggi disperso. Per precauzione sono state evacuate tutte le abitazioni e tutte le aziende agricole che insistono nelle vicinanze della voragine.




    2E-05
  • Titolo Tabella 4: Riepilogo per regione degli eventi alluvionali significativi (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati di: ARPA Sardegna, ARPA Piemonte, ARPA Calabria, ARPA Veneto, ARPA Emilia Romagna, ARPA Toscana; Centri Funzionali Regionali di: Calabria, Toscana, Prov. Autonoma di Trento; Protezione Civile Regione Sicilia; LAMMA-Regione Toscana; OSMER-Friuli Venezia Giulia; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali; Dipartimento Nazionale della Protezione Civile; http://www.protezionecivile.it; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it; http://polaris.irpi.cnr.it/.
    Legenda
    Note

    Regione Periodo eventi Bacini coinvolti Danni stimati
    Fondi erogati
    Provvedimenti legislativi
    Sardegna 1-3/5/18
    9-11/10/18
    Tirso, Flumineddu, Flumendosa, Flumini Mannu, Cedrino, Temo, Cixerri, Coghinas, Posada 100.000.000,00 (stime Coldiretti) 2,997,594 Deliberazione Giunta Regionale N. 60/18 del 11.12.2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Delibera Giunta Regionale n. 450 del 15 novembre 2018
    Piemonte 06-07-18 Rio delle Foglie 1.473.684,36
    (stima investimenti)
    2,690,000 Delibera Consiglio dei Ministri del 27 giugno 2018
    Trentino-Alto Adige 3/7/18
    27-29/10/18
    T. Costalunga, T. Avisio, T. San Pellegrino; F. Adige, Rio Ropian, F. Trento 615.000.000,00
    (stima Protezione Civile Province Autonome Trento e Bolzano)
    5.000.000,00
    5.000.000,00 (Provv. BZ e TN)
    Delibera Giunta Provinciale (Prov. Aut. Trento) n. 1185 del 6 luglio 2018
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Decreto Presidente Provincia Autonoma Trento n. 73 del 30 ottobre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Calabria 20/8/18
    2-6/10/18
    T. Raganello; Angitola, Budello, Corace, Mesima, Neto, Nicà, Ancinale, Tacina, Trionto, Crati 100.000.000,00 (danni agricoltura) 11,500,000 Mozione Giunta Regionale n. 131 del 25/10/2018
    Parere Dip. Protezione Civile dell'8/11/2018.
    Del Giunta Cons. Ministri del 6/9/2018
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Veneto 1-2/9/18
    27-31/10/18
    Bacchiglione/Agno‐Guà, Adige, T. Chiampo,T. Astico; Adige, Piave, Livenza, Tagliamento, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, Basso Brenta-
    Bacchiglione, Fratta Gorzone, Lemene, Sile e Bacino scolante in laguna.
    1.769.000.000,00
    (stima Protezione Civile Regionale)
    500.000,00 (DPCM)
    220.621.778,52 (Ord.Commiss.)**
    15.000.000,00 (Interventi urgenti)
    Delibera Consiglio dei Ministri del 7 gennaio 2019
    Ocdpc n. 580 del 15 marzo 2019
    Ordinanza Commiss. Delegato Reg. Veneto n. 5 del 2 aprile 2019
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 1920 del 21 dicembre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 275 del 19 marzo 2019
    Ordinanza Commiss. Delegato Reg. Veneto n. 5 del 2 aprile 2019
    Sicilia 19-22/10/18
    3-4/11/18
    8-11/11/18
    F. San Leonardo, T. Gornalunga; F. Platani, F. Milicia, F.Eleuterio, F. San Leonardo; F. Mazaro 150.000.042,00 (di cui agricoltura € 91.198,00;
    strutture 58.844.000,00)
    30.000,00 (danni zona costiera)
    6,500,000 Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 398 del 21 ottobre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 402 del 24 ottobre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n. 403 del 24 ottobre 2018
    Deliberazione Giunta Regionale n.119 del 25 marzo 2019
    Delibera Giunta Regionale n. 450 del 15 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Delibera Giunta Regionale n. 450 del 15 novembre 2018
    Lombardia 27-28/10/18 Adda, Brembo, Serio, Po 40.000.000,00 (stime Protezione Civile Regionale) 1.500.000,00
    (interventi urgenti)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Friuli Venezia Giulia 27-29/10/18 F. Tagliamento 615.000.000,00
    (stima Protezione Civile Regionale)
    6.500.000,00
    (interventi urgenti)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Emilia Romagna 27-30/10/18 Trebbia, Aveto, Taro, Ceno, Enza, Secchia, Panaro / 1.500.000,00
    (interventi urgenti)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Lazio 28-29/10/18
    25/11/18
    F. Cosa, F. Sacco; F. Sisto 10.309.016,90 (Rimborso danni economici settore produttivo) 3.000.000,00
    (interventi urgenti)
    350.000,00
    (viabilità)
    Decreto Presidente Regione n.T00247 del 31/10/2018
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Decreto del Commissario Delegato 3 aprile 2019, n.R00055
    Toscana 28-30/10/18 F. Magra / 1.500.000,00
    (interventi urgenti)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
    Liguria 27-30/10/18 Nervia, Argentina, Arroscia, Neva, Bormida di Spigno, Orba, Stura, Bisagno, Vobbia, Lavagna, Entella, Vara, Magra, Teglia, Aulella 180.000.000,00 (stime Confcommercio) 6.5000.000,00
    (interventi urgenti)
    Delibera Consiglio dei Ministri dell'8 novembre 2018
    Ocdpc n. 558 del 15 novembre 2018
  • Titolo Figura 1: Vittime degli eventi alluvionali
    Fonte Stime ISPRA su dati ISTAT; CNR-GNDCI Progetto AVI; MiPAAF; Protezione Civile Nazionale; Agenzie di Stampa; www. ilgiornaledellaprotezionecivile.it; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali (pubblicati sui B.U.R.); Benedini & Gisotti (1990) “Il dissesto idrogeologico”

  • Titolo Figura 2: Stima del danno complessivo rispetto al PIL
    Fonte Stime ISPRA su dati: ISTAT; CNR-GNDCI Progetto AVI; MiPAAF; Protezione Civile Nazionale; Coldiretti; Agenzie di Stampa; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali (pubblicati sui B.U.R.); Benedini & Gisotti (1990) “Il dissesto idrogeologico”.