BENI CULTURALI ESPOSTI A FRANE E ALLUVIONI

Autori: 
Carla Iadanza, Alessandro Trigila
Immagine abstract
Abstract: 
I beni culturali a rischio frane sono 36.738, dei quali 11.833 sono ubicati in aree a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4. I beni culturali a rischio alluvioni sono 39.472 nello scenario di pericolosità idraulica bassa P1, di cui 30.825 nello scenario di pericolosità idraulica media P2.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sui beni culturali a rischio idrogeologico sul territorio nazionale. La stima è stata effettuata utilizzando come dati di input: a) i beni architettonici, monumentali e archeologici della banca dati VIR - Vincoli In Rete (versione banca dati del 02/09/2019) curata dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro); b) la mosaicatura nazionale ISPRA (v. 3.0 - dicembre 2017) delle aree a pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico – PAI armonizzata in 5 classi (pericolosità molto elevata P4, elevata P3, media P2, moderata P1 e delle aree di attenzione AA); c) la mosaicatura nazionale ISPRA (v. 4.0 - dicembre 2017) delle aree a pericolosità idraulica elevata P3 con tempo di ritorno fra 20 e 50 anni (alluvioni frequenti), a pericolosità media P2 con tempi di ritorno fra 100 e 200 anni (alluvioni poco frequenti) e a pericolosità P1 (scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi) (D.Lgs. 49/2010 di recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE), perimetrate dalle Autorità di Bacino Distrettuali.
Le aree a pericolosità da frana dei PAI includono, oltre alle frane già verificatesi, anche le zone di possibile evoluzione dei fenomeni e le zone potenzialmente suscettibili a nuovi fenomeni franosi.
Scopo: 
Fornire un quadro dei beni culturali a rischio frane e alluvioni in Italia.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Riferimenti normativi: 
D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”, D.L. 180/98 “Decreto Sarno” convertito in Legge 267/1998, DPCM del 29/09/98 (Atto di indirizzo e coordinamento), L. 365/00 “Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali”.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e di dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (art. 55 del D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”).
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Edizione 2018. ISPRA, Rapporti 287/2018 (ISBN 978-88-448-0901-0)
Limitazioni: 
-
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Pluriennale
Accessibilità dei dati di base: 
I beni architettonici, monumentali e archeologici derivano dalla banca dati VIR - Vincoli In Rete curata dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) (http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/utente/login).
Le mosaicature nazionali della pericolosità da frana e idraulica, elaborate da ISPRA, sono pubblicate su http://www.geoviewer.isprambiente.it/ e http://portalesgi.isprambiente.it/
Fonte dei dati di base: 
Autorità di Bacino Distrettuali
ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Numero (n.), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La stima del rischio è stata effettuata intersecando, in ambiente GIS, i punti dei Beni Culturali VIR – ISCR bufferizzati a 30 m, per approssimare le dimensioni fisiche dei Beni, con le mosaicature delle aree a pericolosità da frana dei PAI e delle aree a pericolosità idraulica (D.Lgs. 49/2010). La vulnerabilità, che rappresenta il grado di danno dell'elemento a rischio nel corso di un evento (compresa tra 0 = nessun danno e 1 = perdita totale), è stata posta cautelativamente pari a 1. Una valutazione della stessa richiederebbe, oltre alla conoscenza della magnitudo dei fenomeni, una schedatura specifica della vulnerabilità da frana e idraulica del singolo bene esposto.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, regionale, provinciale, comunale
Copertura temporale: 
2019
L’indicatore, che fornisce una base per confronti a livello internazionale, risponde alla domanda di informazione riguardante i beni culturali esposti a frane e alluvioni in Italia. La comparabilità nello spazio è ottima in quanto la metodologia è standardizzata.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
I beni culturali a rischio frane sono 36.738, dei quali 11.833 sono ubicati in aree a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4. I beni culturali a rischio alluvioni sono 39.472 nello scenario di pericolosità idraulica bassa P1, di cui 30.825 nello scenario di pericolosità idraulica media P2.
Non è possibile effettuare una valutazione dello stato in quanto non sono disponibili valori di riferimento per i parametri osservati.
Non è possibile definire un trend, in quanto le variazioni del numero di beni culturali a rischio frane e alluvioni, rispetto alle precedenti edizioni dell’Annuario, sono legate all’integrazione/revisione della banca dati dei beni culturali VIR - Vincoli In Rete (ISCR) e all’integrazione/revisione delle mappature delle aree a pericolosità da frana e idraulica (Autorità di Bacino Distrettuali), più che all’aggiornamento delle suddette mappe con gli eventi recenti.

Commenti: 
I beni culturali a rischio frane in Italia sono 36.738 pari al 17,9% del totale (Tabella 1). Se si considerano le classi di pericolosità elevata P3 e molto elevata P4 i beni culturali esposti sono 11.833, pari al 5,8%.
Se si considerano le classi di pericolosità elevata P3 e molto elevata P4 i beni culturali esposti sono 11.833, pari al 5,8%.
I beni culturali a rischio alluvioni in Italia sono 13.690 (6,7% del totale) nello scenario di pericolosità idraulica elevata P3, 30.825 (15%) nello scenario di pericolosità idraulica media P2 (Tabella 2) e 39.472 (19,2%) nello scenario di pericolosità bassa P1. Lo scenario P1, che rappresenta lo scenario massimo atteso ovvero la massima estensione delle aree inondabili in Italia, contiene gli scenari P3 e P2, al netto di alcune eccezioni. I dati dei beni culturali a rischio relativi ai tre scenari non vanno quindi sommati.
Il numero più elevato di beni culturali a rischio frane in aree a pericolosità P3 e P4 si registra in Toscana, Marche, Emilia-Romagna, Campania, Lazio e Liguria (Figura 1). Il numero più elevato di beni culturali a rischio alluvioni nello scenario P2 si rileva in Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Liguria (Figura 2).
  • Titolo Beni culturali a rischio frane su base regionale (2019)
    Fonte ISPRA
    Legenda
    Note

    COD REG Regione Beni Culturali (VIR - ISCR) Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana Beni culturali a rischio in aree di attenzione Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana
    Molto elevata Elevata Media Moderata
    P4 P3 P2 P1 AA P4 + P3 P4 + P3 + P2 + P1 + AA
    n. n. n. n. n. n. n. % n. %
    1 Piemonte 13,672 314 244 315 0 0 558 4.1% 873 6.4%
    2 Valle D'Aosta 350 26 91 136 0 0 117 33.4% 253 72.3%
    3 Lombardia 18,490 167 215 1,377 0 0 382 2.1% 1759 9.5%
    4 Trentino-Alto Adige 1,770 19 109 210 541 0 128 7.2% 879 49.7%
    Bolzano 888 19 28 59 0 0 47 5.3% 106 11.9%
    Trento 882 0 81 151 541 0 81 9.2% 773 87.6%
    5 Veneto 24,316 67 44 42 26 105 111 0.5% 284 1.2%
    6 Friuli Venezia Giulia 5,150 42 51 23 8 0 93 1.8% 124 2.4%
    7 Liguria 12,045 117 575 2,639 4,617 10 692 5.7% 7958 66.1%
    8 Emilia-Romagna 23,106 367 869 170 253 411 1,236 5.3% 2070 9.0%
    9 Toscana 17,842 323 1,357 2,143 4,291 50 1,680 9.4% 8164 45.8%
    10 Umbria 5,888 57 218 496 411 0 275 4.7% 1182 20.1%
    11 Marche 20,855 391 964 969 175 0 1,355 6.5% 2499 12.0%
    12 Lazio 13,634 593 193 15 174 327 786 5.8% 1302 9.5%
    13 Abruzzo 4,288 305 141 4 81 46 446 10.4% 577 13.5%
    14 Molise 5,673 454 220 57 235 284 674 11.9% 1250 22.0%
    15 Campania 9,220 600 598 409 992 664 1,198 13.0% 3263 35.4%
    16 Puglia 8,972 134 369 169 1 4 503 5.6% 677 7.5%
    17 Basilicata 2,023 138 98 100 61 87 236 11.7% 484 23.9%
    18 Calabria 4,966 420 196 348 67 0 616 12.4% 1031 20.8%
    19 Sicilia 8,272 297 162 93 80 65 459 5.5% 697 8.4%
    20 Sardegna 5,122 94 194 477 647 0 288 5.6% 1412 27.6%
    Totale Italia 205,654 4,925 6,908 10,192 12,660 2,053 11,833 5.8% 36,738 17.9%
  • Titolo Beni culturali a rischio alluvioni su base regionale (2019)
    Fonte ISPRA
    Legenda
    Note * Le aree a pericolosità idraulica elevata P3 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche; il dato della Regione Marche è stato elaborato sul 12% del territorio che non ricade nell’ex AdB Marche. ** Le aree a pericolosità idraulica bassa P1 non sono disponibili per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche, della ex Autorità di Bacino Conca-Marecchia e dei Bacini Regionali Romagnoli, ad eccezione delle Aree costiere marine, e per il reticolo di irrigazione e bonifica del territorio del bacino del Po ricadente nella Regione Emilia-Romagna. Lo scenario P1, che rappresenta lo scenario massimo atteso ovvero la massima estensione delle aree inondabili in Italia, contiene gli scenari P3 e P2, al netto di alcune eccezioni. I dati relativi ai tre scenari non vanno quindi sommati.

    COD REG Regione Beni culturali (VIR - ISCR) Beni culturali a rischio in aree a pericolosità idraulica (Scenari D.Lgs. 49/2010)
    Elevata - P3 * Media - P2 Bassa - P1 **
    n. n. % n. % n. %
    1 Piemonte 13,672 713 5.2% 1,318 9.6% 2,822 20.6%
    2 Valle D'Aosta 350 32 9.1% 48 13.7% 88 25.1%
    3 Lombardia 18,490 981 5.3% 1,553 8.4% 3,846 20.8%
    4 Trentino-Alto Adige 1,770 8 0.5% 9 0.5% 145 8.2%
    Bolzano 888 0 0.0% 1 0.1% 2 0.2%
    Trento 882 8 0.9% 8 0.9% 143 16.2%
    5 Veneto 24,316 4,069 16.7% 4,439 18.3% 7,115 29.3%
    6 Friuli Venezia Giulia 5,150 273 5.3% 643 12.5% 814 15.8%
    7 Liguria 12,045 2,456 20.4% 3,237 26.9% 3,837 31.9%
    8 Emilia-Romagna 23,106 2,102 9.1% 13,078 56.6% 10,571 45.8%
    9 Toscana 17,842 1,308 7.3% 3,405 19.1% 7,095 39.8%
    10 Umbria 5,888 181 3.1% 316 5.4% 422 7.2%
    11 Marche 20,855 79 0.4% 833 4.0% 147 0.7%
    12 Lazio 13,634 285 2.1% 360 2.6% 505 3.7%
    13 Abruzzo 4,288 60 1.4% 151 3.5% 148 3.5%
    14 Molise 5,673 13 0.2% 29 0.5% 38 0.7%
    15 Campania 9,220 299 3.2% 416 4.5% 501 5.4%
    16 Puglia 8,972 247 2.8% 303 3.4% 412 4.6%
    17 Basilicata 2,023 31 1.5% 32 1.6% 35 1.7%
    18 Calabria 4,966 206 4.1% 223 4.5% 259 5.2%
    19 Sicilia 8,272 8 0.1% 9 0.1% 9 0.1%
    20 Sardegna 5,122 339 6.6% 423 8.3% 663 12.9%
    Totale Italia 205,654 13,690 6.7% 30,825 15.0% 39,472 19.2%
  • Titolo Figura 1: Beni culturali a rischio in aree a pericolosità da frana PAI su base comunale (2019)
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 2: Beni culturali a rischio alluvioni in aree pericolosità media P2 (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni) su base comunale (2019)
    Fonte ISPRA