AREE SOGGETTE AI SINKHOLES

Autori: 
Stefania Nisio
Immagine abstract
Abstract: 
Il censimento dei sinkholes e l'individuazione delle aree a rischio sono utili ai fini dello studio della suscettibilità del territorio al dissesto idrogeologico; essi derivano da ricerche e sopralluoghi svolti in sito dal personale specializzato di ISPRA e sono costantemente registrati nel Database nazionale dei sinkholes-ISPRA .
I fenomeni di sinkholes si verificano sul territorio italiano da tempi storici, quando le cause e i meccanismi genetici di innesco erano ancora sconosciuti. Le fonti storiche ci confermano che gli sprofondamenti catastrofici erano già noti in epoca romana, e con frequenza centennale hanno interessato le medesime aree, laddove i primi fenomeni erano stati obliterati artificialmente o naturalmente.
Sono stati censiti e studiati dall’ISPRA oltre 1.500 casi di sprofondamento naturale in aree di pianura, ed effettuati sopralluoghi e analisi di dettaglio in sito su più di 500 casi.
I fenomeni naturali censiti si concentrano in conche intramontane, in valli alluvionali e in pianure costiere; subordinatamente alcuni fenomeni sono stati rinvenuti su fasce pedemontane di raccordo con aree di pianura e in piccole depressioni intracollinari. Essi sono connessi ai fenomeni carsici e alla circolazione di acque in pressione nel sottosuolo.
Le aree suscettibili ai sinkholes naturali, per ora circa 200, si concentrano sul medio versante tirrenico e in particolare nel Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Campania e Toscana.
Il versante adriatico, a causa del proprio assetto geologico-strutturale, non è interessato da questo tipo di sinkholes, così come l’arco Alpino e le Dolomiti.
I fenomeni di natura antropogenica, invece, sono connessi a reticoli caveali sotterranei scavati dall’uomo per lo più per l’approvvigionamento di materiale da costruzione.
Molte città sono interessate dal fenomeno, soprattutto le grandi aree urbane ubicate su terreni oggetti di coltivazione mineraria, quali Roma, Napoli, Cagliari e Palermo. Nei centri urbani, non capoluogo di provincia, sono stati registrati più di 1.000 casi. Più di 3.300 fenomeni di sprofondamento sono stati registrati a Roma e alcune centinaia a Napoli.
Descrizione: 
L'indicatore consente di rappresentare le aree suscettibili a fenomeni di sprofondamento improvviso, noti in letteratura come sinkholes. I sinkholes sono voragini che si aprono repentinamente nel terreno, in maniera catastrofica con diametro e profondità variabile da alcuni metri a centinaia di metri. Essi sono suddivisi in due grandi gruppi: sinkholes di origine naturale e sinkholes di origine antropogenica. I primi si originano per cause naturali dipendenti dal contesto geologico-idrogeologico dell'area; i sinkholes antropogenici sono, invece, causati direttamente dall'azione dell'uomo. Esistono poi varie tipologie di sinkholes naturali in relazione al meccanismo di innesco e propagazione del fenomeno. I sinkholes naturali sono connessi per lo più a processi carsici di dissoluzione delle rocce e in misura minore a processi di erosione - liquefazione (piping sinkholes). Quest'ultima tipologia di sinkhole risulta la più pericolosa e imprevedibile; interessa prevalentemente le aree di pianura. Si tratta, in ambo i casi, di voragini di forma sub-circolare, con diametro e profondità variabili da pochi metri a centinaia di metri, che si aprono nei terreni, nell'arco di poche ore. I processi che originano questi fenomeni sono molto complessi e talvolta di difficile definizione, non riconducibili alla sola gravità, alla dissoluzione carsica, ma a una serie di cause predisponenti e innescanti: fenomeni di liquefazione, presenza di cavità nel sottosuolo anche a notevole profondità, copertura costituita di terreni facilmente asportabili, presenza di lineamenti tettonici, faglie o fratture, risalita di CO2 e H2S, eventi sismici, eventi pluviometrici importanti, attività antropica emungimenti, estrazioni, scavi, ecc. In relazione ai fattori genetici e alle modalità di propagazione del fenomeno (dal basso verso l'alto, all'interno dei terreni di copertura), i sinkholes vengono classificati in varie tipologie: originati da sola dissoluzione, da lenta subsidenza o da crollo e collasso. La classificazione proposta da ISPRA prevede le seguenti tipologie: solution sinkhole, cover subsidence sinkhole, rock subsidence sinkhole, cave collapse sinkhole, cover collapse sinkhole suffosion sinkhole, eversion sinkhole, deep piping sinkhole.
I deep piping sinkholes sono i più peculiari e si verificano nelle pianure alluvionali o costiere del territorio italiano, dando origine a voragini con diametri che possono superare i cento metri.
I sinkholes naturali possono essere colmati di acqua: accade spesso, infatti, che dopo la formazione di uno sprofondamento, l'acqua di falda o l'acqua di risalita dall'acquifero profondo si riversi nella cavità, dando a questa la fisionomia di un piccolo lago. Le acque presenti, spesso mineralizzate, possono essere alimentate dalla falda superficiale e/o da sorgenti al fondo della cavità.
I sinkhole antropogenici sono causati dalle attività umane (anthropogenic sinkholes), sono dovuti cioè al collasso di cavità artificiali presenti nel sottosuolo o da disfunzioni nella rete di sottoservizi. Questi si concentrano nelle aree dove l'urbanizzazione è stata più massiccia e dove si sono sviluppate nei secoli pratiche di escavazione del sottosuolo per diversi scopi.
È stato compiuto dall'ISPRA un censimento dei sinkholes naturali nelle aree di pianura del territorio italiano; il censimento oggi è a buon livello di aggiornamento e ha permesso di realizzare una banca dati unica in Italia.
Inoltre, da alcuni anni è in corso un censimento degli sprofondamenti antropogenici nei centri urbani. Quest'ultimo database è in corso di lavorazione.
Scopo: 
Censire tutti gli episodi di sprofondamento naturale e antropogenico e definire le aree a rischio sprofondamento sul territorio nazionale. Queste ultime sono porzioni di territorio che vengono individuate in base alla concentrazione di eventi di sprofondamento e alla presenza di fattori predisponenti e innescanti (sorgenti sulfuree, faglie, carsismo, cavità sotterranee, terreni particolarmente erodibili, epicentri di terremoti etc.). Le aree soggette ai sinkholes costituiscono un buon indicatore per il dissesto idrogeologico del territorio italiano.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Nessuno
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
NISIO S. (2008) - I fenomeni naturali di sinkhole nelle aree di pianura italiane. Monografia Memorie descrittive della Carta Geologica d’It. Vol. LXXXV; 475pp
NISIO S. (2010) - I sinkholes nelle aree di pianura italiane: i risultati del “Progetto Sinkhole”- Atti 2° Workshop internazionale: I sinkholes. Gli sprofondamenti catastrofici nell’ambiente naturale ed in quello antropizzato. Roma 3-4 dicembre 2009. ISPRA, 13-28.
BASSO N., CIOTOLI G., FINOIA M. G, GUARINO P. M., MIRAGLINO P., NISIO S., (2013) - Gli sprofondamenti nella città di Napoli. Mem. Descr. Carta Geol. D’IT. 93, 73-104.
CIOTOLI G. CORAZZA A., FINOIA M.G., NISIO S. SUCCHIARELLI C. (2013) – Gli sprofondamenti antropogenici nell’aria urbana di Roma. Mem. Descr. Carta Geol. D’IT. 93, 143-182.
NISIO S. (2013) - Fenomeni di sprofondamento in alcuni centri urbani. IX Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, ISPRA.
NISIO S. (2012) - Fenomeni di sprofondamento in alcuni centri urbani. VIII Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, ISPRA.
GUARINO P.M. & NISIO S. (2012) – Anthropogenic sinkholes in urban areas. A case study from Naples (Italy) .Physics and Chemistry of earth. Elsevier. Special ISSUe, 49 (2012) 92–102ES.
NISIO S. (2011) - Fenomeni di sprofondamento in alcuni centri urbani. VII Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, ISPRA.
MELONI F., NISIO S., LIPERI L., TONELLI V., ZIZZARI P. (2013) -Il Catalogo unificato dei sinkholes della regione Lazio. Mem. Descr. Carta Geol. D’IT. 93, 321-354.
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CIOTOLI G., DI LORETO E, LIPERI L., MELONI F., NISIO S., SERICOLA A. (2015) - Carta dei Sinkhole Naturali del Lazio 2012 e sviluppo futuro del Progetto Sinkholes Regione Lazio. Mem. Descr. Carta Geol. D’It. 99, 189-202.
CIOTOLI G. ,NISIO S., AMANTI M. (2016) - La Suscettibilità di Roma ai sinkholes antropogenici. professione Geologo, Ordine Geologi del lazio
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CIOTOLI G. ,NISIO S., AMANTI M. (2016) - La Suscettibilità di Roma ai sinkholes antropogenici. professione Geologo, Ordine Geologi del Lazio.
NISIO S., ALLEVI A., CIOTOLI G., FERRI G., FIORE R., PASCUCCI R., STRANIERI I., SUCCHIARELLI C., (2017) Carta delle Cavità sotterranee di Roma. Pubblicazione ISPRA
C. CALLIGARIS, L. ZINI, S. NISIO, C. PIANO (2019) - Sinkholes in the Friuli Venezia Giulia Region: state of the art of the of territorial analyses in the evaporites. Springer Book “Applied Geology: Approaches to Future Resource .
NISIO S. (2019) - La Carta delle cavità Antropogeniche di Roma Capitale. Quaderni Ordine degli Ingegneri di Roma, 2019.
F. BISCONTI, G. CIOTOLI, G. FERRI, R. FIORE, M. LANZINI, S. NISIO, R. PAOLUCCI, M. ROMA, I. STRANIERI, C. SUCCHIARELLI ALLEVI M. (2018) - Primo contributo alla realizzazione della carta delle cavità sotterranee di Roma. SIGEA - Soc. It. di Geol. Amb., Geologia dell’Ambiente 4/2018
NISIO S. (2018)– I sinkholes antropogenici nelle città Italiane -Qualità dell’ambiente urbano – XIV Rapporto 2018. ISPRA Stato dell’Ambiente 82/18, 149-158.


Limitazioni: 
I limiti di tale indicatore sono dovuti dalla difficoltà nel reperimento di informazioni per svolgere il censimento, di reperimento di indagini geologiche e sondaggi geognostici profondi e di documentazione storica per risalire alla data di formazione dell'evento. Altri limiti sono dovuti al reperimento di fonti storiche riguardanti le voragini avvenute in passato nei grandi centri urbani.
Ulteriori azioni: 
Necessità di effettuare rilevamenti geologici e idrogeologici in altre aree del territorio nazionale (Sardegna, Appennino settentrionale, Pianura Padana etc.), indagini storiche e raccolta di dati derivanti da sondaggi geognostici. Necessità di prelevare campioni e di effettuare analisi geochimiche e geotecniche al fine di conoscere le caratteristiche fisiche delle acque presenti nelle cavità naturali e fisico-meccaniche dei terreni sottoposti a suffosione.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati sono, in parte, fruibili sul Database nazionale sinkhole – ISPRA
I dati sono raccolti prevalentemente da ricercatori ISPRA, provengono da fonti bibliografiche, emeroteche, relazioni tecniche, sopralluoghi in sito.
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Rilevamento e ubicazione dei fenomeni di sinkholes che si registrano sul territorio italiano.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2018
L'indicatore è rilevante dal punto di vista ambientale e mostra una buona accuratezza della qualità dell'informazione. Si dispone infatti di serie temporali lunghe alcuni secoli. Le serie storiche sono poi ancora più accurate per i sinkholes antropogenici. Per alcune città si dispone di serie storiche a partire dalla fine del 1800. Per quanto riguarda la comparabilità nel tempo e nello spazio solo dal 2000 si dispone di database e metodologie condivise, prima si doveva ricorrere alla letteratura esistente in materia.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
I sinkholes naturali e antropogenici, censiti e studiati, sono distinti in base alle classificazioni in uso in Italia. In particolare è stata adottata la classificazione presentata da ISPRA nel 2008.
I risultati ottenuti negli ultimi anni di ricerche permettono di affermare che le aree suscettibili ai sinkholes naturali, individuate sulla base della presenza di episodi di sprofondamento e di contesti geologici-idrogeologici predisponenti, sono concentrate sul medio versante tirrenico e in particolare nel Lazio, in Abruzzo, in Campania e in Toscana (Figure 1, 2).
Il versante adriatico, ad esclusione del Friuli Venezia Giulia, a causa del proprio assetto geologico-strutturale, non è interessato da questo tipo di sinkholes, così come l'arco Alpino e le Dolomiti. Nell’Italia settentrionale (territorio ancora non interessato dai sopralluoghi e dove è in corso il censimento) le condizioni sono differenti (Figura 2).
Nelle pianure del Veneto e in Emilia-Romagna, soprattutto nella Pianura Padana alla confluenza del Po con l'Adige, sono presenti numerosi piccoli laghi di forma sub-circolare la cui formazione è imputabile a processi di evorsione (fenomeni erosivi legati a turbolenze ad asse verticale) a carico di corpi sedimentari caratterizzati da discreti spessori di materiali sabbiosi e/o a processi di liquefazione e suffosione. Nella Pianura Padana sono, inoltre, diffuse voragini di piccolo diametro e modesta profondità i cui meccanismi genetici di innesco sono ancora in fase di studio. Nelle pianure e conche interne del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia, della provincia autonoma di Bolzano i fenomeni di sprofondamento sono strettamente legati alla dissoluzione di litotipi evaporitici e carbonatici che si rinvengono al di sotto di una copertura generalmente di modesto spessore, riconducibili pertanto a tipologie di cover-collapse sinkhole.
I fenomeni in Calabria, invece, sono riconducibili a piccole cavità, oggi ricolmate, di difficile ubicazione, originatesi nella totalità dei casi durante eventi sismici e connesse a fenomeni di liquefazione dei terreni.
Il contesto geologico appare sostanzialmente differente in Sicilia e in Puglia, in cui i casi di sprofondamento sono condizionati dalla presenza di terreni evaporitici (gesso e sale) o calcarei e da coperture argillose o sabbiose di spessore più modesto.
I sinkholes naturali, cioè connessi al carsismo e alla circolazione idrogeologica del territorio, sinora censiti nelle aree di pianura sono più di 1.500 e sono state individuate circa 200 aree a rischio sprofondamento naturale. Spesso vi è una stretta correlazione tra evento sismico e innesco di un fenomeno di sprofondamento (Figura 3). Durante l'ultimo evento sismico (Italia centrale, Amatrice-Norcia 2016) si è registrata l'apertura di un sinkholes nella piana di Norcia.
Per quanto riguarda i sinkholes antropogenici (voragini/sprofondamenti) che si formano nei centri urbani per cause antropiche è stato svolto un primo censimento degli eventi registrati nei piccoli e medi centri urbani italiani (i dati sono stati riportati nell'Annuari dei dati ambientali - Edizione 2016), a cui è stato affiancato un censimento (ancora in corso) degli sprofondamenti nelle grandi aree metropolitane e in alcuni capoluoghi di provincia, dove sono stati registrati i dati dal 1960 al giugno 2019 (Tabella 1, Figura 4).
I numeri riguardanti i sinkholes antropogenici sono molto più elevati dei sinkholes naturali: 1.500 solo a Roma e più di 1.500 casi nelle città capoluogo di provincia di tutta Italia; alcune centinaia di fenomeni si registrano nei piccoli e medi centri urbani.
Tra le aree metropolitane più interessate dal fenomeno risultano: Roma, Napoli e Cagliari.
Circa 3.300 fenomeni di sprofondamento sono stati registrati a Roma (nel territorio compreso fino al Grande Raccordo Anulare) dall' inizio del 1900 (1.313 esattamente i casi registrati dal 1960), più di 600 fenomeni a Napoli dall'inizio del 1900 (562 dal 1960) e più di 150 a Cagliari dal 1960. In queste città è stato compiuto uno studio di dettaglio, ricostruendo le serie storiche, per individuare i quartieri e le aree più vulnerabili del territorio urbano.
A Roma le aree più sensibili sono ubicate nella porzione orientale della città, in particolare i Municipi V (Casilino-Quadraro), VII (Tuscolano-Appio -Latino), IV (Tiburtino) e VIII (Grotta Perfetta) , nonché il centro storico, Municipio I (Aventino-Esquilino).
A Napoli i sinkholes si concentrano nelle aree del centro storico e sono strettamente connessi al prelievo dei materiali dal sottosuolo a scopo edilizio (tufo giallo). Per le grandi città i dati osservati, sino ad ora, costituiscono buone serie storiche che mostrano una maggiore frequenza di eventi avvenuti durante gli anni del boom economico. Negli ultimi dieci anni è aumentata la frequenza del fenomeno in molte città, negli ultimi quattro anni il fenomeno si è stabilizzato.
Nel 2018 la frequenza degli eventi antropogenici nelle grandi città è rimasta pressoché costante rispetto all'anno precedente, un massiccio incremento si è registrato nella città di Roma.
Commenti: 
Sul territorio italiano si verificano episodi di sprofondamento che danno luogo a voragini, di diametro e profondità variabile. Tali fenomeni, si verificano da tempi storici, quando le cause e i meccanismi genetici di innesco erano ancora sconosciuti. Le fonti storiche confermano, infatti, che gli sprofondamenti catastrofici erano già noti in epoca romana, e con frequenza centennale hanno interessato le medesime aree, laddove i primi fenomeni erano stati obliterati artificialmente o naturalmente. Nelle pianure italiane sono frequenti i fenomeni di sprofondamento naturale, qualche volta strettamente connessi ai processi carsici (quando lo spessore della copertura terrigena è contenuto in pochi metri) altre correlati a cause più complesse. In quest'ultimo caso è presente una potente copertura di terreni sedimentari semi-permeabili al tetto del bedrock. A livello nazionale, nell'ambito del "Progetto Sinkhole" di ISPRA, sinora ne sono stati censiti più di 1.500 diversamente distribuiti (Figura 1).
I sinkholes naturali censiti si concentrano in aree di pianura, in conche intramontane, in valli alluvionali e in pianure costiere (Figura 2); subordinatamente alcuni fenomeni sono stati rinvenuti su fasce pedemontane di raccordo con aree di pianura e in piccole depressioni intracollinari.
I sinkholes naturali consentono di individuare alcune aree a rischio per le varie regioni italiane. È stata ipotizzata la connessione di molti dei fenomeni censiti con meccanismi di risalita di fluidi (CO2 e H2S) e con falde acquifere in pressione nel sottosuolo. La distribuzione dei fenomeni più peculiari su aree vaste ha permesso, poi, di riconoscere allineamenti di sinkholes e di aree suscettibili lungo segmenti di faglie e lungo lineamenti tettonici di importanza regionale (la linea Ortona-Roccamonfina, la faglia dell'Aterno, la faglia bordiera dei Lepini, la linea Fiamignano-Micciani e il suo prolungamento fino alla piana del Fucino, la linea Ancona–Anzio). Per quanto riguarda, invece, le cause innescanti, per una buona percentuale di casi è stata riscontrata una stretta correlazione tra eventi sismici e innesco del fenomeno (Figura 3), la risposta del terreno alle sollecitazioni è avvenuta nell'arco delle 24 ore, ma alcuni casi studiati mostrano che lo sprofondamento può avvenire anche una decina di giorni dopo l'evento sismico. In misura minore è stata rilevata una correlazione con l'infiltrazione d'acqua nel sottosuolo e, dunque, con l'oscillazione della falda (alternanze di periodi secchi e piovosi).
In ciascuna area sono presenti forme attive (con diametri e profondità molto variabili) e/o ricolmate.
Nelle aree urbane, nei piccoli centri abitati e nelle grandi città metropolitane, sono frequenti gli sprofondamenti di tipo antropogenico (sinkholes antropogenici), connessi per lo più alla presenza di cavità sotterranee e/o a disfunzioni della rete idraulica di sottoservizi).
Molte città italiane presentano una rete di cavità, gallerie e cunicoli sotterranei molto sviluppata. Tali cavità furono realizzate, nelle epoche passate, per lo sfruttamento dei materiali da costruzione. Ne sono esempi alcune grandi città, quali Roma, in cui venivano coltivati i terreni piroclastici (pozzolane e tufi) e Napoli, in cui lo sfruttamento del tufo giallo campano è continuato per secoli. Questi fenomeni sono molto diffusi anche nei centri urbani della Puglia e della Sicilia dove la coltivazione dei materiali da costruzione in sotterraneo era molto diffusa.
Nell'ultimo decennio è aumentato fortemente il numero delle voragini nelle grandi aree metropolitane. Le regioni maggiormente interessate dal fenomeno sono il Lazio, la Campania, la Sicilia e la Sardegna (Tabella 2). Tra le grandi città il primato del numero di voragini registrate spetta a Roma, seguita da Napoli, numerosi sprofondamenti si presentano anche a Cagliari e Palermo (Tabella 1).
  • Titolo Tabella 1: Numero di sinkholes antropogenici (voragini) apertisi nelle città dal 1960 al 2016 e aggiornamenti 2017, 2018.
    Fonte ISPRA
    Legenda Sono stati considerati solo i sinkholes antropogenici (voragini) di dimensioni metriche (oltre 1 m di diametro e 1 metro di profondità)
    Note aggiornamento a dicembre 2018

    Città 2016 2017 2018
    n. n. n.
    Roma 1.087 1.187 1.356
    Napoli 559 572 596
    Cagliari 154 158 168
    Palermo 60 64 71
  • Titolo Tabella 2: Numero di sinkholes antropogenici (voragini ) apertisi nelle regioni italiane dal 1960 al 2017 e aggiornamento 2018
    Fonte ISPRA
    Legenda Sono stati considerati solo i sinkholes antropogenici (voragini) di dimensioni metriche (oltre 1 m di diametro e 1 metro di profondità)
    Note aggiornamento a dicembre 2018

    Regione 2017 2018
    n. n.
    Abruzzo 32 34
    Basilicata 13 14
    Calabria 28 35
    Campania 592 988
    Emilia-Romagna 34 40
    Friuli-Venezia Giulia 22 22
    Lazio 1.349 1.500
    Liguria 25 25
    Lombardia 57 65
    Marche 23 23
    Molise 12 12
    Piemonte 31 33
    Puglia 46 50
    Sardegna 179 154
    Sicilia 144 148
    Toscana 21 21
    Trentino-Alto Adige 11 11
    Umbria 22 26
    Valle d'Aosta 5 5
    Veneto 21 32
  • Titolo Figura 1: Distribuzione dei sinkholes naturali sul territorio italiano. Immagini di alcuni fenomeni.
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 2: Distribuzione delle aree suscettibili ai fenomeni di sinkholes naturali sul territorio italiano.
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 3: Distribuzione dei sinkholes naturali sul territorio italiano e dei principali epicentri dei terremoti.
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 4: Distribuzione dei sinkholes antropogenici nei capoluoghi di provincia italiani (1960 - giugno 2019)
    Fonte ISPRA