INTENSITÀ TURISTICA

Autori: 
Giovanni Finocchiaro, Daria Gorozhankina, Silvia Iaccarino
Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore permette il monitoraggio del carico agente sul territorio dovuto al turismo, sia in termini di peso (arrivi) sia di sforzo sopportato (presenze). Rileva, inoltre, come alcune regioni e province autonome, rispetto alla media nazionale, siano caratterizzate da rapporti “arrivi/abitanti” e “presenze/abitanti” elevati, come nel caso della Valle d’Aosta e del Trentino-Alto Adige, anche nel “pandemico” 2020.
Descrizione: 
Nel definire l'intensità turistica sono stati presi in considerazione quei parametri in grado di monitorare il carico del turismo sul territorio, in particolare i fattori responsabili delle pressioni e degli impatti esercitati sull'ambiente, che si traducono nello sfruttamento delle risorse naturali, produzione dei rifiuti, inquinamento, ecc. Il rapporto "numero degli arrivi per popolazione residente" rappresenta il peso del turismo sulla regione, mentre il rapporto "presenze per popolazione residente" offre l'idea dello sforzo sopportato dal territorio e dalle sue strutture. Il "numero degli arrivi" e il "numero delle presenze", distribuiti sul territorio e per mese, evidenziano le zone particolarmente "calde" e la stagionalità dei flussi turistici. La "permanenza media turistica", data dal rapporto tra il numero delle notti trascorse (presenze) e il numero dei clienti arrivati nella struttura ricettiva (arrivi), indica le pressioni sull'ambiente associate alla sistemazione turistica quali, per esempio, consumo idrico, smaltimento dei rifiuti, uso intensivo delle risorse naturali.
Scopo: 
Determinare il carico turistico agente sul territorio.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Non sono previsti obiettivi per l'indicatore. I rifermenti normativi a supporto sono: Direttiva 95/97/CE del 23/11/95, L 135/01
DPSIR: 
Determinante, Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISTAT
Limitazioni: 
L'assenza di valori di riferimento che possano consentire la valutazione univoca del superamento o meno della capacità di carico del territorio, rappresenta un limite dell'indicatore.
Ulteriori azioni: 
Misura dell'utilizzo delle risorse naturali.
Frequenza rilevazione dati: 
Mensile
Accessibilità dei dati di base: 
http://dati.istat.it/ (SERVIZI/TURISMO)
http://demo.istat.it/
Fonte dei dati di base: 
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La permanenza media è data dal rapporto tra il numero delle notti trascorse e il numero dei clienti arrivati nella struttura ricettiva. Rapporto, calcolo della percentuale e variazione indicizzata sono le elaborazioni effettuate per presentare le altre variabili di interesse.
Core set: 
SDGs Indicators
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
1991-2020
L'autorevolezza della fonte dei dati di base (ISTAT) garantisce che la qualità dell'informazione fornita dall'indicatore abbia una buona comparabilità nel tempo e nello spazio, oltre a una buona copertura spaziale e temporale. La definizione del rapporto arrivi/abitante e presenze/abitante consente di determinare la pressione agente sul territorio, anche se l’assenza di valori di riferimento non permette una valutazione univoca del superamento o meno della capacità di carico, tuttavia questo non inficia la qualità dell’informazione.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel 2020, l’intensità turistica, in termini di rapporto arrivi/abitante e presenze/abitante, risente inevitabilmente delle nefaste conseguenze per il settore turistico dovute alla pandemia, crollando rispettivamente sino a 0,9 e 3,5 (nel 2019 erano rispettivamente pari a 2,2 e 7,3) (Tabella 1). Quest’anno, a causa delle particolari condizione venutesi a creare, non si valuta lo stato. Si segnala, comunque, che alcune regioni tipicamente caratterizzate da valori molto più elevati di quelli nazionali, come il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta, sono quelle che hanno subito maggiormente un drastico calo, attestandosi rispettivamente a 6,8 e 5,8 per il rapporto arrivi/abitanti e 31 e 17,7 per il rapporto presenze/abitanti, valori questi pressoché dimezzati rispetto al 2019, anche se ancora notevoli (Tabella 2).
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
In Italia, il “pandemico” 2020, in termini di flussi turistici (arrivi e presenze), ha portato i numeri del Paese a prima del 2000 (Figura 1). L'intensità turistica, eccetto per il 2020, tra il 2000 e il 2019 in termini di rapporto arrivi/abitante e presenze/abitante, presenta delle fluttuazioni annuali, aumentando gradualmente nel tempo, mentre la permanenza media nel 2020 aumenta (Tabella 1). La stagionalità dei flussi turistici resta concentrata nel trimestre estivo, anzi a seguito delle restrizioni avvenute fino ai primi di giugno del 2020, la prevalenza per l’estate aumenta, facendo svanire quella leggera attenuazione del fenomeno rilevata nel corso degli ultimi anni (Tabella 3). La permanenza media passa a livello nazionale da 3,3 a 3,7.
Commenti: 
I totali riportati nelle tabelle possono risentire di lievi differenze dovute all'arrotondamento. Nel 2020 il flusso dei clienti nel complesso degli esercizi risente della “particolarità” dell’anno e registra rispetto all’anno precedente, sia per gli arrivi sia per le presenze, un clamoroso crollo rispettivamente del 57,6% e del 52,3%. Pertanto, tutte le consuete considerazioni sulla capacità di carico, che rappresenta il massimo numero di turisti che il territorio può ospitare senza provocare un danno per l'ambiente fisico o un impoverimento delle peculiarità della destinazione scelta, e sui flussi turistici che sono, in sostanza, un ampliamento provvisorio della popolazione, con tutti i problemi connessi con il superamento della capacità di un sistema calibrato sul carico dei residenti (degrado della qualità della vita, viabilità, sicurezza, trasporti, depurazione, smaltimento rifiuti, ecc.), nel 2020 risultano fortemente inficiate dagli effetti della pandemia. A livello regionale, nel 2020, è evidente come flussi turistici (arrivi e presenze) diminuiscano in modo radicale, con rilevante intensità. (Tabella 2).
Relativamente alla permanenza media, tenuto conto dell’anno anomalo, si segnala a livello nazionale un aumento della permanenza media dei turisti prevalentemente “domestici”, mentre a livello regionale, Lazio, Calabria e Sardegna hanno fatto registrare dei, seppur lievi, peggioramenti. Tale situazione generale può essere interpretata come se quei pochi (rispetto agli altri anni) turisti (per lo più nazionali) che hanno deciso di andare in vacanza lo abbiano fatto scegliendo probabilmente contesti percepiti come “sicuri” e decidendo, quindi, di essere più stanziali.
La stagionalità è un elemento importante da considerare, poiché la concentrazione di presenze in certi periodi dell’anno può influire sulla sostenibilità, generando delle pressioni sia sulla comunità sia sulle risorse naturali. La maggior parte dei Paesi europei è caratterizzata da dinamiche stagionali che vede un turismo concentrato in zone montuose in inverno, mentre in estate prevale il turismo costiero.
In Italia, la stagionalità dei flussi (Tabella 3), nel 2020, resta concentrata (anzi aumenta ancora di più) nel terzo trimestre (64,7% delle presenze) anche se va ricordato che tra marzo e maggio l’intero Paese è si è “bloccato” per la pandemia e quindi l’estate è stata interpretata, da chi ha mantenuto la voglia di viaggiare, come la prima opportunità di “evasione”.
  • Titolo Tabella 1: Intensità del turismo in Italia: arrivi, presenze, permanenza media nel complesso degli esercizi ricettivi
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISTAT
    Note I dati 2019 si differenziano dallo scorsa edizione del'Annuario poiché risentono della ricostruzione della popolazione demografica post censimento della popolazione. Inoltre i dati della popolazione per il 2020 sono ancora provvisori

    Anno Popolazione residente Superficie Arrivi Arrivi/abitanti Presenze Presenze/abitanti Permanenza media turisti
    n.*1.000 ha*1.000 n.*1.000 n./abit. n.*1.000 n./abit. n.
    1991 56,757 30,130 59,100 1.0 259,924 4.6 4.4
    1992 56,960 30,130 59,897 1.1 257,363 4.5 4.3
    1993 57,138 30,131 59,535 1.0 253,614 4.4 4.3
    1994 57,269 30,132 64,474 1.1 274,753 4.8 4.3
    1995 57,333 30,131 67,169 1.2 286,495 5.0 4.3
    1996 57,461 30,132 69,411 1.2 291,370 5.1 4.2
    1997 57,563 30,134 70,635 1.2 292,276 5.1 4.1
    1998 57,613 30,134 72,314 1.3 299,508 5.2 4.1
    1999 57,680 30,134 74,321 1.3 308,315 5.3 4.1
    2000 57,844 30,133 80,032 1.4 338,885 5.9 4.2
    2001 56,994 30,133 81,773 1.4 350,323 6.1 4.3
    2002 57,321 30,134 82,030 1.4 345,247 6.0 4.2
    2003 57,888 30,134 82,725 1.4 344,413 5.9 4.2
    2004 58,462 30,134 85,957 1.5 345,616 5.9 4.0
    2005 58,752 30,134 88,339 1.5 355,255 6.0 4.0
    2006 59,131 30,134 93,044 1.6 366,765 6.2 3.9
    2007 59,619 30,134 96,150 1.6 376,642 6.3 3.9
    2008 60,045 30,134 95,546 1.6 373,667 6.2 3.9
    2009 60,340 30,134 95,500 1.6 370,762 6.1 3.9
    2010 60,626 30,134 98,814 1.6 375,543 6.2 3.8
    2011 59,394 30,134 103,724 1.7 386,895 6.5 3.7
    2012 59,685 30,207 103,733 1.7 380,711 6.4 3.7
    2013 60,783 30,207 103,863 1.7 376,786 6.2 3.6
    2014 60,796 30,207 106,552 1.8 377,771 6.2 3.5
    2015 60,666 30,207 113,392 1.9 392,874 6.5 3.5
    2016 60,589 30,207 116,944 1.9 402,962 6.7 3.4
    2017 60,484 30,207 123,196 2.0 420,629 7.0 3.4
    2018 60,359 30,207 128,101 2.1 428,845 7.1 3.3
    2018* 59,817 30,207 128,101 2.1 428,845 7.1 3.3
    2019* 59,642 30,207 131,382 2.2 436,739 7.3 3.3
    2020 59,258 30,207 55,702 0.9 208,447 3.5 3.7
  • Titolo Tabella 3: Presenze negli esercizi ricettivi per trimestre e incidenza sul totale
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISTAT

    Anno I trimestre II trimestre III trimestre IV trimestre TOTALE
    n.*1.000 % n.*1.000 % n.*1.000 % n.*1.000 % n.*1.000
    1995 35,146 12.3 67,901 23.7 149,305 52.1 34,142 11.9 286,495
    1996 38,337 13.2 70,394 24.2 148,394 50.9 34,244 11.8 291,370
    1997 40,157 13.7 68,529 23.4 149,356 51.1 34,234 11.7 292,276
    1998 38,177 12.7 72,505 24.2 153,641 51.3 35,185 11.7 299,508
    1999 39,799 12.9 75,805 24.6 156,730 50.8 35,980 11.7 308,315
    2000 42,641 12.6 83,193 24.5 171,182 50.5 41,869 12.4 338,885
    2001 44,766 12.8 88,187 25.2 175,747 50.2 41,622 11.9 350,323
    2002 44,543 12.9 86,074 24.9 172,595 50.0 42,035 12.2 345,247
    2003 43,499 12.6 89,019 25.8 170,132 49.4 41,763 12.1 344,413
    2004 46,013 13.3 87,866 25.4 169,349 49.0 42,388 12.3 345,616
    2005 48,834 13.7 87,056 24.5 174,068 49.0 45,296 12.8 355,255
    2006 48,616 13.3 93,257 25.4 178,875 48.8 46,017 12.5 366,765
    2007 48,024 12.8 96,208 25.5 184,684 49.0 47,726 12.7 376,642
    2008 51,697 13.8 93,164 24.9 183,041 49.0 45,765 12.2 373,667
    2009 47,626 12.8 92,541 25.0 184,960 49.9 45,636 12.3 370,762
    2010 48,403 12.9 91,858 24.5 188,344 50.2 46,937 12.5 375,543
    2011 49,387 12.8 96,286 24.9 193,384 50.0 47,838 12.4 386,895
    2012 49,125 12.9 94,968 24.9 189,514 49.8 47,105 12.4 380,711
    2013 49,006 13.0 91,539 24.3 188,439 50.0 47,801 12.7 376,786
    2014 47,983 12.7 95,445 25.3 186,477 49.4 47,867 12.7 377,771
    2015 48,913 12.4 98,666 25.1 195,268 49.7 50,027 12.7 392,874
    2016 53,892 13.4 97,333 24.2 199,330 49.5 52,407 13.0 402,962
    2017 52,638 12.5 108,160 25.7 203,758 48.4 56,073 13.3 420,629
    2018 57,196 13.3 110,577 25.8 203,621 47.5 57,451 13.4 428,845
    2019 56,986 13.0 113,981 26.1 205,653 47.1 60,119 13.8 436,739
    2020   39,618 19.0   15,318 7.3 134,828 64.7 18,683 9.0 208,447
  • Titolo Figura 1: Variazione dell'intensità turistica in termini di arrivi, di presenze e popolazione residente
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISTAT

  • Titolo Tabella 2: Intensità del turismo per regione: arrivi, presenze, permanenza media nel complesso degli esercizi ricettivi (2020)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISTAT
    Note a Dato popolazione provvisorio

    Regione/Provincia autonoma Popolazione residentea Superficie Arrivi Arrivi/ superf. Arrivi/ abitanti Presenze Presenze/ abitanti Permanenza media
    n.*1.000 ha*1.000 n.*1.000 n./ha n./abit. n.*1.000 n./abit. n.
    Piemonte 4,273 2,539     2,241 0.9    0.5     6,636   1.6 3.0
    Valle d'Aosta 124     326    721 2.2    5.8     2,195 17.7 3.0
    Lombardia 9,967 2,386     5,856 2.5    0.6 15,529   1.6 2.7
    Trentino-Alto Adige 1,078 1,361     7,383 5.4    6.8 33,405 31.0 4.5
    Bolzano-Bozen 534     740     4,621 6.2    8.7 21,704 40.7 4.7
    Trento 545     621     2,762 4.4    5.1   11,701 21.5 4.2
    Veneto 4,852 1,841     7,860 4.3    1.6 32,492   6.7 4.1
    Friuli-Venezia Giulia 1,199     786     1,274 1.6    1.1     4,744   4.0 3.7
    Liguria 1,510     542     2,392 4.4    1.6     8,568   5.7 3.6
    Emilia-Romagna 4,446 2,245     5,674 2.5    1.3 22,229   5.0 3.9
    Toscana 3,668 2,299     5,565 2.4    1.5 21,973   6.0 3.9
    Umbria 865     846     1,136 1.3    1.3     3,017   3.5 2.7
    Marche 1,501     940     1,599 1.7    1.1     7,670   5.1 4.8
    Lazio 5,721 1,723     3,237 1.9    0.6     9,391   1.6 2.9
    Abruzzo 1,285 1,083     1,070 1.0    0.8     4,013   3.1 3.8
    Molise 297     446   90 0.2    0.3    332   1.1 3.7
    Campania 5,680 1,367     2,214 1.6    0.4     7,282   1.3 3.3
    Puglia 3,927 1,954     2,322 1.2    0.6 10,133   2.6 4.4
    Basilicata 548 1,007    430 0.4    0.8     1,376   2.5 3.2
    Calabria 1,878 1,522    956 0.6    0.5     4,518   2.4 4.7
    Sicilia 4,841 2,583     2,206 0.9    0.5     6,622   1.4 3.0
    Sardegna 1,598 2,410     1,476 0.6    0.9     6,321   4.0 4.3
    ITALIA   59,258   30,207 55,702 1.8    0.9   208,447     3.5 3.7