SORGENTI CONTROLLATE E PERCENTUALE DI QUESTE PER CUI SI È RISCONTRATO ALMENO UN SUPERAMENTO DEI LIMITI

Autori: 
Francesca Sacchetti, Gabriele Bellabarba
Immagine abstract
Abstract: 
Il rumore prodotto dal traffico, dalle industrie e da altre attività antropiche costituisce uno dei principali problemi ambientali e può provocare diversi disturbi alla popolazione. Per il contenimento dell'inquinamento acustico e quindi la regolamentazione delle sorgenti, la normativa nazionale sul rumore (LQ 447/95 e decreti attuativi) ha definito, per le diverse tipologie di sorgenti, i valori limite, distinti in limiti per l'ambiente esterno (di immissione e di emissione), in relazione a quanto disposto dalla classificazione acustica del territorio comunale, e in limiti all'interno degli ambienti abitativi (limiti differenziali). L'indicatore descrive l'attività di controllo con misurazioni del rispetto dei valori limite vigenti, in ambiente esterno e/o all'interno degli ambienti abitativi, effettuata dalle ARPA/APPA, con distinzione fra le diverse tipologie di sorgenti (attività produttive, attività di servizio e/o commerciali, cantieri e manifestazioni temporanee, infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e portuali).
Le sorgenti maggiormente controllate risultano, anche per il 2020, le attività di servizio e/o commerciali (49,7% sul totale delle sorgenti controllate), seguite dalle attività produttive (34%). Tra le infrastrutture di trasporto, che rappresentano il 12,3% delle sorgenti controllate, le strade sono quelle più controllate (10,2%).
Descrizione: 
L'indicatore evidenzia quali sorgenti di rumore risultano maggiormente controllate da parte delle ARPA/APPA e in che misura presentino situazioni di non conformità, attraverso la definizione della percentuale di sorgenti controllate per le quali è stato riscontrato almeno un superamento dei valori limite fissati dalla normativa.
Scopo: 
Valutare in termini qualitativi e quantitativi l'inquinamento acustico prodotto dalle diverse tipologie di sorgenti di rumore.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Nella Tabella C del DPCM 14/11/97 sono individuati i valori limite assoluti di immissione, in funzione delle sei classi acustiche del territorio (I - VI) e dei periodi di riferimento della giornata, diurno (06:00 - 22:00) e notturno (22:00 - 06:00). I valori limite assoluti di immissione sono definiti come i livelli massimi di rumore che possono essere immessi dall'insieme delle sorgenti sonore nell'ambiente esterno, misurati in prossimità dei ricettori. I valori limite di emissione (immissione specifica), riferiti invece alle singole sorgenti sonore, sono strutturati in modo del tutto simile a quelli di immissione, ma sono inferiori di 5 dBA. Nel decreto vengono altresì fissati i valori limite differenziali di immissione, che si applicano all'interno degli ambienti abitativi; il criterio differenziale impone nel periodo diurno il rispetto della differenza di 5 dBA tra il rumore ambientale (rumore con presenza della specifica sorgente disturbante) e il rumore residuo (rumore in assenza della specifica sorgente disturbante), differenza che si riduce a 3 dBA durante il periodo notturno; tale criterio non si applica nelle aree di classe VI e alla rumorosità prodotta dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime, da attività o comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali, da servizi e impianti fissi dell'edificio adibiti a uso comune, limitatamente al disturbo prodotto all'interno dello stesso. Nei comuni in cui non è stato approvato un Piano di classificazione acustica valgono, in via transitoria, i limiti individuati dal DPCM 1 marzo 1991.
Per le infrastrutture di trasporto i valori limite di immissione sono fissati con specifici decreti attuativi all’interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture, mentre all'esterno delle stesse, le infrastrutture di trasporto concorrono al raggiungimento dei valori limite assoluti di immissione di cui alla Tabella C del DPCM 14/11/1997, definiti sul territorio dai comuni nei propri Piani di classificazione acustica. Ad oggi sono stati emanati i seguenti decreti attuativi: DM 31/10/97 per il rumore aeroportuale, DPR 18/11/98 n. 459 per il rumore ferroviario e DPR 30/03/2004 n. 142 per il rumore stradale; mentre non è stato ancora emanato il decreto che regolamenta le infrastrutture portuali.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
-
Limitazioni: 
I dati raccolti sono relativi unicamente alle attività di controllo effettuate dalle ARPA/APPA attraverso misurazioni fonometriche.
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati utilizzati per l'elaborazione dell'indicatore sono presenti nella banca dati Osservatorio Rumore, popolabile dai referenti delle ARPA/APPA e consultabile, anche dal pubblico, sul sito https://agentifisici.isprambiente.it/index.php/rumore-37/osservatorio-rumore/banca-dati

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore evidenzia la ripartizione percentuale delle sorgenti oggetto di controllo nelle diverse tipologie (attività/infrastrutture) e la percentuale di sorgenti per cui è stato riscontrato un superamento dei limiti normativi, valutata come rapporto del numero di sorgenti controllate per cui si è evidenziato un superamento sul totale delle sorgenti controllate, distinta per tipologia di sorgente. L’indicatore riporta anche il numero di sorgenti controllate su 100.000 abitanti.
Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (19/20)
Copertura temporale: 
2000-2003; 2006-2020
L'indicatore è rilevante nel descrivere lo stato dell'ambiente relativamente alla tematica inquinamento acustico.
L'attendibilità e l'accuratezza dell'informazione sono buone in quanto la fonte dei dati è affidabile, i dati sono raccolti mediante metodologia omogenea sull'intero territorio nazionale e sono validati, permettendo comparabilità nello spazio e nel tempo. L'indicatore presenta una buona copertura spaziale, in quanto sono raccolti ed elaborati i dati di tutte le regioni/province autonome, e una buona copertura temporale, in quanto la serie storica risulta continua dal 2006.
Stato: 
Medio
Descrizione/valutazione dello stato: 
Dai dati disponibili, nel 2020, sono state controllate da parte delle ARPA/APPA 1.520 sorgenti di rumore (Tabella 1), di cui 1.119 controllate a seguito di esposto; nel 37,4% delle sorgenti controllate è stato rilevato almeno un superamento dei limiti normativi, che evidenzia come l'inquinamento acustico sia un problema ambientale rilevante (Figura 4).
Analizzando l'incidenza sul territorio nazionale (Figura 3 ), si evince che sono state controllate 2,6 sorgenti su 100.000 abitanti; su 1 sorgente controllata (ogni 100.000 abitanti) è stato riscontrato almeno un superamento dei limiti normativi (1,7 nel 2019 e 1,8 nel 2018).
Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
Nel 2020, la percentuale delle sorgenti per le quali si rilevano superamenti dei limiti normativi è ancora significativa (37,4%), ma inferiore rispetto a quella riscontrata nel 2019 (-8,3 punti percentuali) e negli anni passati (43,5% nel 2018, 40,6% nel 2016, 45,9% nel 2015 e 46,3% nel 2014) (Figura 4).
L'incidenza sul territorio delle sorgenti controllate su 100.000 abitanti nel 2020, pari a 2,6, risulta inferiore rispetto a quella degli anni passati (3,7 nel 2019, 4,2 nel 2018, 5,1 e 4,6 nel 2017 ).
I dati riscontrati nel 2020 sono dovuti alla chiusura in alcuni periodi dell'anno di molte attività e alla relativa contrazione delle attività di controllo a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19.
Commenti: 
Anche nel 2020 le attività di servizio e/o commerciali, in linea con quanto riscontrato negli anni passati, sono le sorgenti maggiormente controllate, pari al 49,7 %, seguite dalle attività produttive (34%). Tra le infrastrutture di trasporto, che rappresentano il 12,3% delle sorgenti controllate, le strade sono le più controllate (10,2% sul totale) (Figura 1).
L'attività di controllo viene eseguita principalmente a seguito di segnalazione/esposto da parte dei cittadini, rappresentando nel 2020 globalmente il 73,6% delle sorgenti controllate (1.119). Le attività di servizio e/o commerciali sono anche le sorgenti per le quali si rileva la più elevata percentuale di superamenti dei limiti normativi, pari al 43%, seguite dalle infrastrutture aeroportuali (40%),superamenti significativi si riscontrano altresì per le infrastrutture stradali (34,8%) e ferroviarie (33,3%), e dalle attività produttive (32,7%) (Tabella 2 - Figura 2 ).
Nel 2020 si segnala un'incidenza sul territorio nazionale di 2,6 sorgenti controllate su 100.000 abitanti e per 1 sorgente controllata (ogni 100.000 abitanti) è stato riscontrato almeno un superamento dei limiti normativi.
Le regioni in cui l'incidenza delle sorgenti controllate risulta molto superiore al dato nazionale sono: Valle d'Aosta (8,1), Lazio (6,1), Piemonte (4,1), Provincia autonoma di Trento e Emilia-Romagna (3,5); mentre quelle con valori significativamente inferiori sono Puglia (0,5), Marche (0,6), Molise (0,7) e Campania (0,9). Non si hanno informazioni sui controlli effettuati nel 2020 nella regione Basilicata (Figura 3).
  • Titolo Tabella 1: Numero di sorgenti controllate per Regione/Provincia autonoma
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda a: sono considerate anche le espressioni di parere su richiesta dei comuni che non comportano misure fonometriche
    b: mancano i dati relativi alle infrastrutture stradali e ferroviarie
    c: i dati sono relativi alle province di Napoli, Benevento e Caserta
    d: I dati sono relativi solo alle attività produttive
    e: i dati sono relativi alle province di Napoli, Caserta, Benevento e Avellino
    f: i dati non sono completi
    g: i dati sono relativi solo alle attività produttive e alle attività di servizio e/o commerciali
    h: i dati sono relativi a tutte le Province tranne Salerno
    i: i dati sono relativi a tutte le Province tranne Salerno e Avellino
    j: i dati sono relativi solo alle città capoluogo
    k: mancano i dati della provincia di Salerno
    l: i dati sono relativi alle province di Ancona, Pesaro-Urbino, Ascoli Piceno, Fermo
    m: i dati sono relativi alla sola provincia di Napoli
    n: i dati sono relativi alle province di Napoli e Caserta
    Note

    Regione/Provincia autonoma 2000 2001 2002 2003 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020
    Piemonte 779 896 760 711 412 352 328 300 233 221 246 252 213 202 193 211 269 209 174
    Valle d’Aosta 19 24 26 21 16 10 6 4 11 12 8 11 12 6 12 11 10 5 10
    Lombardia 1025 1061 910 1110 654 564 447 407 389b 549 761 611 498 505 496 364 404 407 201
    Bolzano - Bozen 138 142 130 263 n.d. 41 10 23 16 14 12 5 10 9 15 29 26 12 11
    Trento 52 51 37 28 34 25 31 19 40 25 33 18 29 16 8 13 14 14 19
    Veneto 275 282 451 460 318 n.d. n.d. 116 n.d. n.d. n.d. n.d. 250 240 200 178 142 187 113
    Friuli Venezia Giulia 35 43 153 166 794 a 65 65 72 43 23 41 54 42 52 41 36 46 22 34
    Liguria 156 126 210 180 238 187 208 111 n.d. 75 99 102 76 166 91 90k 94 82 43
    Emilia Romagna 801 781 674 677 575 675 769 536 394 546 396 416 376 473 414 398 289 267 154
    Toscana 521 480 624 573 438 534 383 341 276 258 301 245 222 132 139 126 154 106 69
    Umbria 9 22 74 61 152 135 52 70 28 93 45 43 31 46 41 43 74 42 17
    Marche 70 111 130 160 128 109 111 74 84 77 71 57 65 38 32 41l 33 28 9
    Lazio n.d. 379 711 664 n.d. n.d. n.d. n.d. 737 838 826 768 500 461 822 1077 398 400 348
    Abruzzo 63 96 80 89 67 73 88 74 85 85 69 76 82 66 58 65 66 56 29
    Molise 181 202 86 23 18 n.d. 6 17 n.d. 14 10 2 7 n.d. n.d. 0 0 0 2
    Campania n.d. n.d. 105 80 139 n.d. 572 n.d. n.d. n.d. 93c 137c 130e 117h 35i 60h 24m 27n 53
    Puglia 218 200 296 398 n.d. 309 287 176 161 93 54 37 56 25 24 29 23 18 20
    Basilicata 63 61 53 44 n.d. 47 37 39 32 35 25 52 27 29 37 32 24 16 n.d.
    Calabria n.d. n.d. 196 231 n.d. 197 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. 41f 6f 26j 0 123 106 59
    Sicilia 34 91 77 256 295 310 245 313 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. 194 28 172 238 152 130
    Sardegna n.d. n.d. 200 n.d. n.d. 23 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. 16d 11g n.d. 24 51 44 35 25
  • Titolo Tabella 2: Percentuale di sorgenti controllate per le quali si è riscontrato un superamento dei limiti
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda a: per il rumore prodotto dalle infrastrutture portuali, in assenza dello specificico regolamenti previsto dalla L. 447/95, si fa riferimento ai limiti della classificazione acustica comunale (Tab.C DPCM 14/11/1997)
    Note -: non sono stati effettuati controlli della sorgente in esame

    Regione Attività produttive Attività di servizio e/o commerciali Attività temporanee Infrastrutture stradali Infrastrutture ferroviarie Infrastrutture aeroportuali Infrastrutture portuali a
    Piemonte 15.6 18.8 0.0 3.8 0.0 0.0 -
    Valle D'Aosta 0.0 85.7 - - - - -
    Lombardia 61.4 76.9 40.0 30.8 20.0 0.0 -
    Provincia Autonoma di Bolzano 16.7 20.0 - - - - -
    Provincia Autonoma di Trento 17.6 50.0 - - - - -
    Veneto 52.4 64.7 4.8 15.4 0.0 100.0 -
    Friuli Venezia Giulia 47.1 20.0 - 9.1 100.0 - -
    Liguria 5.3 12.5 0.0 0.0 - - 0.0
    Emilia Romagna 43.8 57.6 0.0 0.0 0.0 - -
    Toscana 55.0 54.3 25.0 11.1 - 0.0 -
    Umbria 44.4 16.7 - 100.0 - - -
    Marche 75.0 50.0 - - 100.0 - -
    Lazio 5.9 16.2 50.0 50.0 50.0 100.0 -
    Abruzzo 60.0 65.0 0.0 100.0 100.0 - -
    Molise 0.0 0.0 - - - - -
    Campania 33.3 35.0 0.0 - - - 0.0
    Puglia 41.7 16.7 - - - - 0.0
    Basilicata - - - - - - -
    Calabria 50.0 50.0 33.3 - - - -
    Sicilia 32.0 53.7 100.0 83.3 - - 0.0
    Sardegna 50.0 90.5 - - - - -
    ITALIA 32.7 43.0 18.0 34.8 33.3 40.0 0.0
  • Titolo Figura 1: Ripartizione percentuale delle sorgenti controllate nelle diverse tipologie di attività/ infrastrutture (2020)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA

  • Titolo Figura 2: Percentuale di sorgenti controllate per le quali si è riscontrato un superamento dei limiti per regione/provincia autonoma (2020)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA E ISTAT

  • Titolo Figura 3: Numero di sorgenti controllate e di sorgenti controllate con superamento su 100.000 abitanti per regione/provincia autonoma (2020)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA E ISTAT

  • Titolo Figura 4: Trend delle sorgenti controllate e di quelle per le quali si è riscontrato un superamento dei limiti
    Fonte elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA