COSTA ARTIFICIALIZZATA CON OPERE MARITTIME E DI DIFESA

Autori: 
Non compilato  
Abstract: 
Non compilato  
Descrizione: 
L'indicatore fornisce una misura degli interventi di ingegneria costiera che alterano direttamente la geomorfologia, la dinamica litoranea e spesso il carattere naturale di lunghi tratti di costa. I dati di riferimento per il calcolo dell'indicatore sono le infrastrutture portuali e le opere di difesa costiera realizzate a ridosso della riva, per la protezione delle abitazioni e delle principali infrastrutture viarie minacciate dall'erosione delle coste e dal conseguente avanzamento del mare verso l'entroterra durante le mareggiate. I porti, con la loro funzione di nodo della rete dei traffici commerciali e di sviluppo dei rapporti economico-politici tra le nazioni, nel corso dei secoli sono stati ricavati in ambienti costieri naturalmente adatti ad accogliere e proteggere i natanti, mentre le moderne infrastrutture portuali sono realizzate, soprattutto, secondo logiche di maggiore convenienza per le attività umane che si sviluppano in aree limitrofe a quelle portuali, spesso in luoghi strategicamente più adatti allo sviluppo delle attività commerciali terrestri. Il più recente e singolare esempio è rappresentato dallo sviluppo del turismo balneare, che negli ultimi decenni ha dato un forte impulso alla costruzione di numerosi porti per piccole imbarcazioni e attività nautiche da diporto. La costruzione di aree portuali con moli, a formare artificiali prolungamenti della costa, e banchine, per l'approdo di imbarcazioni e depositi, ha comunque come logica conseguenza un'evidente deformazione morfologica dei litorali, con ripercussioni riscontrabili anche per lunghi tratti adiacenti l'area prettamente portuale. Altro tipo di intervento di artificializzazione della costa è rappresentato dalle opere rigide di ingegneria costiera realizzate aderenti la riva in difesa di infrastrutture viarie e abitazioni. Le opere di difesa aderenti la linea di riva solitamente rappresentano l'ultimo baluardo cui far ricorso per contrastare l'arretramento della linea di riva, tuttavia in Italia, che per la specifica orografia ha sviluppato lungo la costa le principali arterie viarie terrestri, resta una tecnica di difesa piuttosto diffusa per contenere i fenomeni più gravi di erosione costiera durante le forti mareggiate. In questa edizione è stato introdotto un ulteriore tipo di intervento antropico sulla costa: le aree sottratte direttamente al mare attraverso delle colmate, destinate a ospitare attività umane laddove il territorio in prossimità della costa si presenta saturo di costruzioni e infrastrutture. Partendo dalle ortofoto a colori "Volo IT2000" e "Volo IT2006", si è proceduto alla foto interpretazione, alla digitalizzazione e alla catalogazione per tipologia di tutte le opere di difesa dei litorali, incluse le opere emerse e sommerse non direttamente collegate alla linea di costa. I porti sono stati delimitati secondo la struttura planimetrica, ma per il calcolo del tratto di riva occupato dal porto è stata utilizzata la lunghezza del tratto fittizio che raccorda gli estremi della struttura, come illustrato nella Figura 1. La riva artificiale è stata determinata calcolando la lunghezza dei tratti di riva occupati dalle opere di difesa realizzate completamente a ridosso della riva, opere radenti a gettata e a muro, e la lunghezza dei tratti di raccordo delle estremità delle infrastrutture portuali e delle colmate. Per il calcolo dell'indicatore non sono state considerate le opere di difesa staccate (scogliere e isolotti) e altri tipi di opere, quali i pennelli e le opere a struttura mista, che pur limitatamente collegate alla riva ne fanno parte modificandone le naturali caratteristiche.
Scopo: 
Valutare gli interventi diretti dell'uomo che modificano strutturalmente l'interfaccia terra-mare,
introducendo lungo la linea di riva elementi di irrigidimento, che provocano gravi effetti
sull'equilibrio fisico e ecologico degli habitat costieri e si aggiungono, a volte in modo
preponderante, alle cause naturali (moto ondoso, marea, correnti marine, ecc.) che intervengono
sulla dinamica dei litorali e sulle caratteristiche geomorfologiche delle spiagge. L'indicatore misura
il grado di artificializzazione della costa e la pressione antropica generata da interventi sul territorio,
sia per l'uso delle risorse marittime sia per la difesa di patrimoni terrestri minacciati da fenomeni
fisici e meteomarini avversi.
RILEVANZA - L'indicatore: 
Non compilato  
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Non compilato  
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
Non compilato  
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Non compilato  
DPSIR: 
Pressione, Stato, Risposta
Tipologia indicatore: 
Non compilato  
Riferimenti bibliografici: 
Non compilato  
Limitazioni: 
Il limite è rappresentato dalla mancato confronto temporale di circa 110 km di costa, in quanto nel 2000 queste aree erano state mascherate in corrispondenza con aree militari e siti sensibili in generale.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Decennale
Quinquennale
Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato  
Fonte dei dati di base: 
Non compilato  
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La costa artificializzata è stata determinata mediante analisi spaziale a partire dalla mappatura delle opere marittime e delle opere di difesa costiera.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Periodicità di aggiornamento: 
Quinquennale
Copertura spaziale: 
Non compilato  
Copertura temporale: 
2000 - 2007
Qualità dell'informazione: 
Non compilato  
Stato: 
Non compilato  
Descrizione/valutazione dello stato: 
Non compilato  
Trend: 
Non compilato  
Descrizione/valutazione del trend: 
Non compilato  
Commenti: 
Non compilato  
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