CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE

Autori: 
Roberta De Angelis
Immagine abstract
Abstract: 
Durante la stagione balneare 2019 sono state monitorate 5.528 acque di balneazione, 4.857 costiere e di transizione e 671 interne. La classificazione è stata fatta utilizzando i risultati del monitoraggio effettuato durante la stagione balneare 2019 e quelli delle tre stagioni precedenti (2018-2017-2016). A livello nazionale la maggior parte delle acque è in classe eccellente (88,1%), tuttavia permangono ancora delle criticità dovute alle presenze di acque in classe scarsa (1,7%) e non classificabili (1,9%), per le quali non è possibile esprimere un giudizio di qualità.
Descrizione: 
La Direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, recepita in Italia con il Decreto legislativo 30 maggio 2008, n.116 e attuata con il Decreto del Ministero della salute 30 marzo 2010, prevede che a ogni acqua venga assegnata una classe di qualità (eccellente, buona, sufficiente e scarsa). L'indicatore riporta il numero di acque ricadenti in ciascuna classe, a livello nazionale e regionale, ed è elaborato sulla base delle "informazioni stagionali" (Tabella 2, Allegato F, DM 30 marzo 2010) che annualmente il Ministero della Salute trasmette al SINTAI ai sensi dell'art. 6 del DM 30 marzo 2010. Nel calcolo dello status qualitativo, le acque sono considerate singolarmente senza tenere conto, cioè, di eventuali raggruppamenti effettuati da alcune regioni nei casi di acque contigue con caratteristiche uniformi (art. 7, comma 6, D.Lgs. 116/2008). Offre una descrizione orientativa dello stato qualitativo delle acque di balneazione a livello microbiologico, non fornendo, tuttavia, alcuna indicazione circa possibili impatti derivanti da fonti di inquinamento di altra natura.
Scopo: 
L'indicatore è utile per valutare il grado di balneabilità di un'acqua associato a un rischio igienico sanitario e fornisce indicazioni circa la presenza di contaminazione microbiologica. Infatti, da un lato fornisce indicazioni ambientali del livello di contaminazione microbiologica (patogeni fecali), dall'altro esprime la probabilità di contrarre una patologia associata alla predetta contaminazione durante l'attività ricreativa (dalla classe eccellente a scarsa la probabilità aumenta). Inoltre, consente una stima indiretta dell'efficacia dei sistemi di trattamento delle acque reflue e di valutare nel tempo l'efficacia di eventuali misure di risanamento adottate. Infatti, la normativa prevede che siano messe in atto misure di miglioramento affinché le acque di balneazione siano almeno di classe sufficiente e, comunque, ogni acqua possa migliorare il proprio status qualitativo ovvero mantenerlo nel caso risultasse già eccellente.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'indicatore risponde a quanto richiesto dalla Direttiva europea 2006/7/CE, che prevede il monitoraggio stagionale delle acque di balneazione e la classificazione delle stesse, sulla base di dati di monitoraggio relativi a 4 anni. L'obiettivo della direttiva è quello di non avere più acque in classe scarsa e aumentare il numero di quelle in classe eccellente.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane - http://www.sintai.isprambiente.it
Limitazioni: 
Offre una descrizione orientativa dello stato qualitativo delle acque di balneazione a livello microbiologico, non fornendo, tuttavia, alcuna indicazione circa possibili impatti derivanti da fonti di inquinamento di altra natura.
Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati relativi alle informazioni stagionali della tabella 2 dell’Allegato E del D.M. 30 Marzo, che ogni anno il Ministero della Salute invia ai sensi dell’art. 6 comma 3 dello stesso D.M.
http://www.sintai.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
Ministero della Salute - CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore viene elaborato raggruppando le acque di balneazione appartenenti a ciascuna classe di qualità a livello regionale e nazionale. La classificazione è effettuata sulla base dei risultati di monitoraggio relativo alle campagne 2016, 2017, 2018 e 2019.
Core set: 
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale
Copertura temporale: 
2019
L'informazione risulta completa e rappresentativa per le acque di balneazione regionali e nazionali, ne rappresenta una condizione ambientale quale misura indiretta di pressioni antropiche specifiche (gestione degli scarichi e uso del suolo) e quale valutazione dell’efficacia di specifiche misure di miglioramento eventualmente adottare. I dati sono aggiornati a intervalli regolari e disponibili a livello regionale con copertura di tutto il territorio nazionale. La raccolta dei dati avviene secondo procedure stabilite da normative di settore emanate in ambito europeo e consente, quindi, di fare dei confronti anche in ambito internazionale.
Stato: 
Medio
Descrizione/valutazione dello stato: 
A livello nazionale, la percentuale delle acque di qualità eccellente e buona è alta e prossima alla media europea (88,1% contro 88,4% dell'UE). Purtroppo nella stagione 2019 il numero delle acque ricadenti in queste due classi è leggermente diminuito (-0,6%) a fronte di un aumento delle acque in classe scarsa (+20,3%), ciò contribuisce al mancato raggiungimento dell'obiettivo.
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Come mostrato in Figura 3, il trend è positivo fino al 2017, poiché diminuiscono le acque scarse e aumentano le acque di qualità superiore, soprattutto le eccellenti e le buone. Dal 2017 al 2019 si ha un’inversione: diminuiscono le acque in classe eccellente e aumentano quelle in classe scarsa. Inoltre, come si evince dalla Figura 4, l’incremento delle acque in classe scarsa e la diminuzione del numero totale delle acque nelle classi superiori (eccellente, buona e sufficiente) allontana dal raggiungimento dell’obiettivo della direttiva, che prevede l’assenza delle acque in classe scarsa e l’aumento di quelle che passano in classe eccellente.
Commenti: 
Durante la stagione balneare 2019 in Italia sono state monitorate 5.528 acque di balneazione, di queste 4.872 appartengono alla classe eccellente, 320 alla classe buona, 138 a quella sufficiente e 95 a quella scarsa. Il numero delle acque non classificate è pari a 103 e per queste non è possibile fare alcuna valutazione. A livello regionale, il numero delle acque in classe eccellente è molto elevato, superiore alla media nazionale (88,1%), e per il Trentino-Alto Adige e l’Umbria è pari al 100% (Figura 2). La presenza di acque in classe scarsa riguarda tutte le regioni tranne il Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Puglia e Basilicata. L’aumento del numero delle acque in classe scarsa riguarda 8 regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Marche, Lazio, Molise Calabria, Sardegna); in 9 è rimasto invariato (Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia), mentre in 2 è diminuito (Emilia-Romagna e Abruzzo). Il peggioramento dello stato qualitativo di un'acqua di balneazione è imputabile a più fattori, tra cui il più importante rimane a funzionalità dei sistemi di depurazione. Infatti, il monitoraggio delle acque di balneazione valuta la presenza di contaminazione fecale, derivante principalmente dagli scarichi urbani. Quando intervengono fattori che ne compromettono l'efficacia, quali ad esempio guasti o eventi di pioggia intensa, questi sistemi rilasciano nell'ambiente reflui non depurati, che compromettono la balneabilità. Presumibilmente le forti piogge verificatesi nelle ultime stagioni balneare hanno contribuito al lieve peggioramento delle qualità di alcune acque di balneazione. Questo evidenzia come la gestione della qualità delle acque di balneazione risulta ancora poco integrata con tutti gli aspetti ambientali che la influenzano.
  • Titolo Figura 1: Classificazione nazionale delle acque di balneazione (2016-2019)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero della salute

  • Titolo Figura 2: Classificazione regionale delle acque di balneazione (2016-2019)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero della salute

  • Titolo Figura 3: Trend della classificazione nazionale delle acque di balneazione
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero della salute

  • Titolo Figura 4: Trend delle acque di balneazione in classe almeno sufficiente e scarsa
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero della salute