SITI CONTAMINATI DI INTERESSE NAZIONALE

Autori: 
Federico Araneo, Eugenia Bartolucci
Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore fornisce le informazioni principali sui 41 siti contaminati d’interesse nazionale (SIN). La superficie complessiva a terra dei SIN è pari a 171.198 ha e rappresenta lo 0,57% della superficie del territorio italiano. L’estensione complessiva delle aree a mare ricomprese nei SIN è pari a 77.733 ha. La problematica interessa, ad eccezione del Molise, tutte le regioni italiane. In termini di avanzamento delle procedure a terra, noto, sia per i suoli che per le acque sotterranee, per meno del 50% dell’estensione totale dei 35 SIN considerati, si osserva che la caratterizzazione è stata eseguita ad oggi in oltre il 60% della superficie sia per i suoli che per le acque sotterranee, gli interventi di bonifica/messa in sicurezza sono stati approvati con decreto in più del 13% delle superfici (18% nel caso delle acque sotterranee) e il procedimento si è concluso nel 16% della superficie complessiva per i suoli e nel 12% per le acque sotterranee .
Descrizione: 
L’indicatore fornisce le informazioni principali sui Siti contaminati d’Interesse Nazionale (SIN): il numero, l’ubicazione, i riferimenti normativi di individuazione e perimetrazione, la superficie e lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica. I Siti d’Interesse Nazionale, ai fini della bonifica, sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali (Art. 252, comma 1 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.).
Lo stato di avanzamento delle procedure di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica è stato distinto per suolo e acque sotterranee ed è rappresentato in tre fasi: piano di caratterizzazione eseguito, progetto di messa in sicurezza/bonifica approvato con decreto, procedimento concluso (aree risultate non contaminate a seguito delle indagini di caratterizzazione (C<CSC – Concentrazione Soglia di Contaminazione) o dell’analisi di rischio sito specifica (C<CSR – Concentrazione Soglia di Rischio), aree con messa in sicurezza operativa o permanente conclusa, aree con certificazione di avvenuta bonifica).
Scopo: 
Fornire le informazioni sulle caratteristiche dei SIN e lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica del suolo e delle acque sotterranee nei siti contaminati riconosciuti d’interesse nazionale.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
La gestione dei siti contaminati è regolamentata, in Italia, dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (Parte IV, Titolo V). Il D.Lgs. 152/06 e s.m.i. individua l’analisi di rischio come strumento chiave per la definizione di sito contaminato e per la relativa gestione. La procedura di valutazione dei siti contaminati si articola in due step:
• a valle delle indagini preliminari il confronto con i valori di screening tabellari (CSC) stabiliti per le matrici suolo e acque sotterranee identifica i siti potenzialmente contaminati (C>CSC);
• successivamente, a valle della caratterizzazione di dettaglio e dell’analisi di rischio sito specifica che stabilisce nuovi valori soglia specifici (CSR), il sito può essere dichiarato contaminato (C>CSR) o non contaminato (C<CSR).
Per la gestione dei siti accertati come contaminati sono previsti dalla normativa interventi di:
• messa in sicurezza operativa: interventi eseguiti in un sito con attività in esercizio atti a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente, in attesa di ulteriori interventi di messa in sicurezza permanente o bonifica da realizzarsi alla cessazione dell'attività; comprende inoltre gli interventi di contenimento della contaminazione da mettere in atto in via transitoria fino all'esecuzione della bonifica o della messa in sicurezza permanente, al fine di evitare la diffusione della contaminazione all'interno della stessa matrice o tra matrici differenti;
• messa in sicurezza permanente: interventi atti a isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti e a garantire un elevato e definitivo livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente; in tali casi devono essere previsti piani di monitoraggio e controllo e limitazioni d'uso rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici;
• bonifica: interventi atti ad eliminare le fonti di inquinamento e le sostanze inquinanti o a ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee ad un livello uguale o inferiore ai valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR).
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa vigente non prevede il raggiungimento di specifici obiettivi gestionali dei siti contaminati (ad esempio il completamento dell’identificazione dei siti contaminati sul territorio nazionale/regionale entro un determinato limite temporale e/o risanamento di una percentuale dei siti contaminati entro un determinato limite temporale).
DPSIR: 
Risposta, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Non compilato  
Limitazioni: 
L’indicatore, pur rappresentando le aree contaminate di maggior interesse ambientale ed economico, non fornisce un quadro esaustivo della contaminazione e dello stato di avanzamento delle bonifiche in Italia.
Ulteriori azioni: 
Elaborazione di informazioni relative alla tipologia delle sorgenti di contaminazione e al tipo e grado di contaminazione delle matrici suolo e acque sotterranee.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.bonifiche.minambiente.it/page_iter.html

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Unità di misura: 
Ettaro (ha), Numero (n.), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Lo stato di avanzamento è riferito esclusivamente alle aree a terra ed è generalmente espresso in termini percentuali di superficie rispetto alla superficie perimetrata a terra del SIN.
Core set: 
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
Dati aggiornati al 31/12/2018
In molti siti le procedure sono state avviate sin dal 1998, ma la comparabilità temporale dei dati risente non solo della variazione negli anni del numero dei siti (dai 13 nel 1998 ai 57 di fine 2008 fino agli attuali 41) ma anche dell’estensione degli stessi (negli anni diversi SIN sono stati oggetto di riperimetrazione).
La comparabilità spaziale, invece, è elevata perché i siti di interesse nazionale sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e sono gestiti, dal punto di vista amministrativo, a livello centrale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare garantendo uguali modalità operative. In termini di accuratezza e rilevanza, l’indicatore si ritiene più che sufficientemente adeguato.
Stato: 
Medio
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Nel confronto con i dati al 31-12-2017 si osservano variazioni nello stato di avanzamento dei procedimenti per 13 SIN. In particolare:
• per 9 SIN (Sesto San Giovanni, Laghi di Mantova e Polo chimico, Venezia (Porto Marghera), Piombino, Massa e Carrara, Napoli Orientale, Brindisi, Crotone – Cassano – Cerchiara, Sulcis – Iglesiente – Guspinese) si registra un avanzamento delle attività soprattutto per quel che riguarda la matrice suolo/sottosuolo;
• per i SIN di Broni e Trieste le variazioni osservatesono effetto delle riperimetrazioni effettuate ad inizio 2018;
• per i SIN Gela, Priolo e Crotone – Cassano – Cerchiara, invece, le riduzioni rilevate sono legate ad attività di verifica e rettifica delle superfici delle aree ricadenti all’interno dei SIN.
L’analisi del trend non è significativa a causa del limitato intervallo temporale disponibile (il primo set di dati risale a giugno 2016).

Commenti: 
I Siti d’Interesse Nazionale sono stati individuati con norme di varia natura e di regola perimetrati mediante decreto del MATTM, d’intesa con le Regioni interessate. La procedura di bonifica dei SIN è attribuita alla competenza del MATTM. L’art. 36-bis della Legge 07 agosto 2012 n. 134 ha apportato delle modiche ai criteri di individuazione dei SIN (art. 252 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.). Sulla base di tali criteri è stata effettuata una ricognizione dei 57 siti classificati di interesse nazionale e, con il DM 11 gennaio 2013, il numero dei SIN è stato ridotto a 39. La competenza amministrativa sui 18 siti che non soddisfano i nuovi criteri è passata alle rispettive Regioni.
La sentenza del TAR Lazio n. 7586/2014 del 17.07.2014 ha determinato il reinserimento dell’area del territorio del Bacino del Fiume Sacco tra i Siti di Interesse Nazionale, pertanto la titolarità dei relativi procedimenti di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica è stata nuovamente attribuita al MATTM. A fine 2016 le procedure di consultazione sono terminate ed è stata pubblicata la perimetrazione del SIN.
La legge n. 205 del 27.12.2017 ha individuato il SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna.
Ad oggi il numero complessivo dei SIN è di 41 (Figura 1).
La perimetrazione dei SIN può variare nel tempo incrementando o riducendo le superfici coinvolte. Ciò può avvenire sulla base di nuove informazioni sulla contaminazione potenziale e/o accertata di nuove aree o sulla base di una più accurata definizione delle zone interessate dalle potenziali sorgenti di contaminazione che, in alcuni casi, può determinare una riduzione delle superfici incluse nel SIN. Nel 2018, sono stati pubblicati decreti di riperimetrazione per i SIN di Broni e Trieste. (Tabella 1)
L’avanzamento delle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica (Tabella 3) è riferito esclusivamente alle aree a terra ed è generalmente espresso in termini percentuali di superficie rispetto alla superficie perimetrata del SIN a terra, ad eccezione di alcuni SIN per i quali è riferito solo ad una porzione della superficie perimetrata a terra.
In termini di collocazione geografica, alcuni SIN ricadono nel territorio di più regioni: si tratta di Pieve Vergonte e Cengio e Saliceto che interessano rispettivamente Piemonte e Lombardia e Piemonte e Liguria (Tabella 1). Più della metà (22) dei SIN ricade in Lombardia (5 SIN e parte del SIN Pieve Vergonte), Piemonte (3 SIN e parte dei SIN Pieve Vergonte e Cengio e Saliceto), Toscana (4), Puglia (4) e Sicilia (4) (Tabella 2, Figura 2). In termini di estensione complessiva dei SIN, le regioni che presentano le maggiori superfici perimetrate (terra+mare) sono Piemonte (circa 105.800 ha), Sardegna (circa 56.800 ha), Sicilia (circa 24.400 ha) e Puglia (circa 24.000 ha). La superficie complessiva a terra dei SIN rappresenta lo 0,57% della superficie del territorio italiano. A livello regionale, in un solo caso (Piemonte con il 4,2%) la superficie a terra dei SIN è superiore all’1% del territorio regionale (Tabella 2).
Le Figure 3 e 4 descrivono, rispettivamente per il suolo e le acque sotterranee, l’avanzamento delle procedure riferito alla somma delle estensioni a terra dei SIN per le quali sono disponibili dati relativi all'avanzamento. Sono pertanto esclusi i SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna e Bacino del Fiume Sacco. Sono esclusi dalla rappresentazione anche i SIN di Balangero, Casale Monferrato, Emarese e Biancavilla per la specificità della contaminazione prevalente (amianto, materiali contenenti amianto, fluoroedenite) e della tipologia di interventi che riguardano la messa in sicurezza di tali materiali. Gli “n.a.” che, sia per i suoli che per le acque sotterranee, ammontano a poco più del 50% dell’estensione totale, tengono conto delle aree ricomprese nel perimetro di alcuni SIN che non sono state considerate ai fini della valutazione dello stato di avanzamento (ad esempio le aree minerarie nel Sulcis-Iglesiente Guspinese, le aree esterne allo stabilimento per il SIN di Pieve Vergonte, etc). Dall'analisi complessiva emerge un quadro analogo per i suoli e le acque sotterranee, ovvero caratterizzazione eseguita in oltre il 60% della superficie, bonifica/MIS approvata con decreto in più del 13% (18% nel caso delle acque sotterranee) e procedimento concluso nel 16% della superficie complessiva per i suoli, 12% nel caso delle acque sotterranee.
  • Titolo Tabella 1: Siti di Interesse Nazionale - Riferimenti normativi ed estensione
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Gazzetta Ufficiale e MATTM
    Legenda a - l'identitifcativo numerico rappresenta l'ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati in tabella sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive regioni con DM 11 gennaio 2013. Il numero è utilizzato in Figura 2 per identificare i 41 SIN
    Note Aggiornamento al 31/12/2018

    Identificativo Sitoa Denominazione Sito Regione/ Provincia Autonoma Riferimento normativo di individuazione Riferimento normativo di perimetrazione Estensione a mare Estensione a terra
    ha ha
    1 Venezia (Porto Marghera) Veneto L. 426/1998 D.M. 23/02/2000 (G.U. 52 del 03/03/2000)
    D.M. 24/04/2013 (G.U. 111 del 14/05/2013)
    D.M. 22/12/2016 (G.U. 28 del 03/02/2017)
    - 1,618
    2 Napoli Orientale Campania L. 426/1998 O. C. 29/12/1999 (G.U. 56 del 08/03/2000) 1,433 834
    3 Gela Sicilia L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 44 del 23/02/2000) 4,583 795
    4 Priolo Sicilia L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 44 del 23/02/2000)
    D.M. 10/03/2006 (G.U. 113 del 17/05/2006)
    10,129 5,814
    5 Manfredonia Puglia L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 47 del 26/02/2000) 855 303
    6 Brindisi Puglia L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 43 del 22/02/2000) 5,597 5,851
    7 Taranto Puglia L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 45 del 24/02/2000) 7,006 4,383
    8 Cengio e Saliceto Liguria (2.104 ha) L. 426/1998 D.M. 20/10/1999 (G.U. 303 del 28/12/1999) - 22,249
    Piemonte (20.145 ha)
    9 Piombino Toscana L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 46 del 25/02/2000)
    D.M. 07/04/2006 (G.U. 147 del 27/06/2006)
    2,117 931
    10 Massa e Carrara Toscana L. 426/1998 D.M. 21/12/1999 (G.U. 25 del 01/02/2000)
    D.M. 29/10/2013 (G.U. 274 del 22/11/2013)
    - 116
    11 Casal Monferrato Piemonte L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 43 del 22/02/2000) - 73,895
    14 Balangero Piemonte L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 41 del 19/02/2000) - 314
    15 Pieve Vergonte Piemonte (11.385 ha) L. 426/1998 D.M. 10/01/2000 (G.U. 46 del 25/02/2000) - 15,687
    Lombardia (4.302 ha)
    16 Sesto San Giovanni Lombardia L. 388/2000 D.M. 31/08/2001 (G.U. 250 del 26/10/2001) - 255
    17 Napoli Bagnoli – Coroglio Campania L. 388/2000 D.M. 31/08/2001 (G.U. 250 del 26/10/2001)
    D.M. 08/08/2014 (G.U. 195 del 23/08/2014)
    1,453 249
    18 Pioltello e Rodano Lombardia L. 388/2000 D.M. 31/08/2001 (G.U. 252 del 29/10/2001) - 85
    20 Tito Basilicata D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 231 del 02/10/2002) - 315
    21 Crotone – Cassano – Cerchiara Calabria D.M. 468/2001 D.M. 26/11/2002 (G.U. 17 del 22/01/2003)
    D.M. 09/11/2017 (G.U. 281 del 01/12/2017)
    1,448 884
    23 Fidenza Emilia-Romagna D.M. 468/2001 D.M. 16/10/2002 (G.U. 286 del 06/12/2002) - 25
    24 Trieste Friuli-Venezia Giulia D.M. 468/2001 D.M. 24/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003)
    D.M. 02/02/2018 (G.U. 41 del 19/02/2018)
    1,196 435
    25 Caffaro di Torviscosa (già Laguna di Grado e Marano) Friuli-Venezia Giulia D.M. 468/2001 D.M. 24/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003)
    D.M. 12/12/2012 (G.U.2 del 03/01/2013)
    D.M. 31/03/2017 (G.U. 110 del 13/05/2017)
    - 201
    27 Cogoleto - Stoppani Liguria D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 230 del 01/10/2002) 167 45
    33 Bari - Fibronit Puglia D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 230 del 01/10/2002) - 15
    34 Sulcis – Iglesiente – Guspinese Sardegna D.M. 468/2001 D.M. 12/03/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003)
    Deliberazione Giunta Regione Sardegna n. 27/13 del 01/06/2011 (BURAS 05/07/2011)
    D.M. 28/10/2016 (G.U. 267 del 15/11/2016)
    32,416 19,751
    35 Biancavilla Sicilia D.M. 468/2001 D.M. 18/07/2002 (G.U. 231 del 02/10/2002) - 330
    36 Livorno Toscana D.M. 468/2001 D.M. 24/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003)
    D.M. 22/05/2014 (G.U. 163 del 16/07/2014)
    577 206
    37 Terni - Papigno Umbria D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 234 del 05/10/2002) - 655
    38 Emarese Valle d’Aosta D.M. 468/2001 D.M. 26/11/2002 (G.U. 20 del 25/01/2003)
    D.M. 06/10/2006 (G.U. 20 del 25/01/2007)
    D.M. 20/06/2016 (G.U. 162 del 13/07/2016)
    - 23
    41 Trento nord Trento D.M. 468/2001 D.M. 08/07/2002 (G.U. 232 del 03/10/2002) - 24
    42 Brescia – Caffaro Lombardia L. 179/2002 D.M. 24/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003) - 262
    43 Broni Lombardia L. 179/2002 D.M. 26/11/2002 (G.U. 23 del 29/01/2003)
    D.M. 01/02/2018 (G.U. 41 del 19/02/2018)
    - 15
    44 Falconara Marittima Marche L. 179/2002 D.M. 26/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003) 1,165 108
    45 Serravalle Scrivia Piemonte L. 179/2002 D.M. 07/02/2003 (G.U. 86 del 12/04/2003) - 74
    46 Laghi di Mantova e Polo chimico Lombardia L. 179/2002 D.M. 07/02/2003 (G.U. 86 del 12/04/2003) - 1,027
    47 Orbetello Area ex-Sitoco Toscana L. 179/2002 D.M. 02/12/2002 (G.U. 72 del 27/03/2003)
    D.M. 26/11/2007 (G.U. 46 del 23/02/2008)
    O.P.C.M. 3841 del 19/01/2010 (G.U. 20 del 26/01/2010)
    2,645 204
    49 Aree industriali di Porto Torres Sardegna L. 179/2002 D.M. 07/02/2003 (G.U. 94 del 23/04/2003)
    D.M. 03/08/2005 (G.U. 219 del 20/09/2005)
    D.M. 21/07/2016 (G.U. 191 del 17/08/2016)
    2,748 1,874
    50 Aree industriali della Val Basento Basilicata L. 179/2002 D.M. 26/02/2003 (S.O. alla G.U. 121 del 27/05/2003) - 3,330
    51 Bacino del Fiume Sacco Lazio L. 248/2005 D.M. 31/01/2008 (G.U. 100 del 29/04/2008)
    D.M. 22/11/2016 (G.U. 293 del 16/12/2016)
    - 7,235
    53 Milazzo Sicilia L. 266/2005 D.M. 11/08/2006 (G.U. 256 del 03/11/2006) 2,198 549
    56 Bussi sul Tirino Abruzzo D.M. 28/05/2008 D.M. 29/05/2008 (G.U. 172 del 24/07/2008)
    D.M. 10/08/2016 (G.U. 204 del 01/09/2016)
    - 232
    58 Officina Grande Riparazione ETR Bologna Emilia-Romagna L. 205/2017 - nd
    77,733 171,198
  • Titolo Tabella 2: Siti di Interesse Nazionale - Distribuzione nelle regioni/province autonome
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MATTM e ISTAT
    Legenda a - dati ISTAT, aggiornamento 2011. Il totale rappresenta l'estensione complessiva del territorio nazionale b - 3 SIN ricadono totalmente nel territorio regionale, due SIN invece solo parzialmente interessando anche il territorio di altre Regioni (Cengio e Saliceto ricade anche in Liguria, Pieve Vergonte ricade anche in Lombardia) c - 5 SIN ricadono totalmente nel territorio regionale, il SIN di Pieve Vergonte, invece, solo parzialmente interessando anche il territorio della Regione Piemonte d - il SIN di Cogoleto Stoppani ricade totalmente nel territorio regionale, il SIN di Cengio e Saliceto, invece, solo parzialmente interessando anche il territorio della Regione Piemonte e - il SIN di Officina Grande Riparazione ETR di Bologna non è stato ancora perimetrato al 31-12-2018 e pertanto l'estensione complessiva è riferita esclusivamente al SIN di Fidenza
    Note Aggiornamento al 31/12/2018

    Regione/ Provincia Autonoma SIN Superficie SIN a mare Superficie SIN a terra Superficie Regione/ Provincia Autonomaa
    n. ha ha ha
    Piemonte 5b - 105,813 2,538,707
    Valle d’Aosta 1 - 23 326,090
    Lombardia 6c - 5,946 2,386,365
    Trento 1 - 24 620,712
    Veneto 1 - 1,618 1,840,742
    Friuli-Venezia Giulia 2 1,196 636 786,230
    Liguria 2d 167 2,149 541,621
    Emilia-Romagna 2 - 25e 2,245,278
    Toscana 4 5,339 1,457 2,298,704
    Umbria 1 - 655 846,433
    Marche 1 1,165 108 940,138
    Lazio 1 - 7,235 1,723,229
    Abruzzo 1 - 232 1,083,184
    Campania 2 2,886 1,083 1,367,095
    Puglia 4 13,458 10,552 1,954,090
    Basilicata 2 3,645 1,007,332
    Calabria 1 1,448 884 1,522,190
    Sicilia 4 16,910 7,488 2,583,239
    Sardegna 2 35,164 21,625 2,410,002
    ITALIA 41 77,733 171,198 30,207,280
  • Titolo Tabella 3:Stato di avanzamento degli interventi di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica del suolo e delle acque sotterranee nei Siti di Interesse Nazionale (SIN)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MATTM
    Legenda a - l'identitifcativo numerico rappresenta l'ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati in tabella sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive regioni con DM 11 gennaio 2013. Il numero è utilizzato in Figura 2 per identificare i 41 SIN 1 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma a 216 ha 2 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella dello stabilimento (77 ha) 3 - per le caratteristiche della contaminazione in questi SIN le attività sono relative principalmente alla caratterizzazione e messa in sicurezza di amianto, fluoroedenite e/o materiali contenenti amianto (MCA) 4 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella dello stabilimento (42 ha) 5 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN ma solo a quella delle aree ricomprese nel Comune di Crotone (543 ha) 6 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica non è riferito all'estensione dell'intero SIN costituito di aree minerarie e aree industriali, ma solo a quella delle aree industriali (10639 ha) 7 - per il SIN Brescia-Caffaro sono state individuate due differenti perimetrazioni per suolo e falda rispettivamente pari a 262 ha e 2109 ha. Gli stati di avanzamento sono riferiti ciascuno alla estensione della matrice interessata. L'estensione del SIN riportata, invece, è quella relativa al suolo 8 - lo stato di avanzamento delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza/bonifica è riferito all'estensione del SIN a meno delle aree fluviali e lacuali e quindi ad un'estensione di 618 ha *percentuale riferita agli interventi di MISE per le aree in cui è stata riscontrata presenza di fluoroedenite e potenziali sorgenti di contaminazione nel SIN. La percentuale potrebbe variare in caso dovessero essere riscontrate ulteriori potenziali sorgenti di contaminazione ad oggi non evidenziaten.a. - non applicabile. Approvato il progetto definitivo di bonifica, relativo all'intero SIN, per tipologia di amianto (coperture e polverino). Il sito è incluso in un censimento soggetto ad aggiornamenti periodicin.d. - dato non disponibile
    Note Aggiornamento al 31/12/2018

    Identificativo Sitoa Denominazione Sito Estensione a mare Estensione a terra Piano di caratterizzazione eseguito per suolo/sottosuolo Progetto di bonifica/messa in sicurezza per suolo/sottosuolo approvato con decreto Procedimento concluso per suolo/sottosuolo Piano di caratterizzazione eseguito per acque sotterranee Progetto di bonifica/messa in sicurezza per acque sotterranee approvato con decreto Procedimento concluso per acque sotterranee
    ha ha % % % % % %
    1 Venezia (Porto Marghera) - 1,618 95% 69% 16% 95% 66% 11%
    2 Napoli Orientale 1,433 834 56% 15% 6% 56% 3% 3%
    3 Gela 4,583 795 98% 13% 0% 100% 54% 0%
    4 Priolo 10,129 5,814 47% 13% 8% 47% 18% 8%
    5 Manfredonia1 855 303 100% 19% 18% 100% 78% 0%
    6 Brindisi 5,597 5,851 89% 12% 6% 89% 16% 8%
    7 Taranto 7,006 4,383 46% 8% 8% 46% 8% 7%
    8 Cengio e Saliceto2 - 22,249 100% 100% 0% 100% 100% 0%
    9 Piombino 2,117 931 100% 13% 49% 100% 2% 4%
    10 Massa e Carrara - 116 100% 39% 8% 100% 15% 2%
    11 Casal Monferrato3 - 73,895 n.a. n.a. n.a. n.a. n.a. n.a.
    14 Balangero3 - 314 100% 5% 0% 100% 100% 0%
    15 Pieve Vergonte4 - 15,687 100% 100% 0% 100% 100% 0%
    16 Sesto San Giovanni - 255 100% 44% 32% 100% 100% 0%
    17 Napoli Bagnoli – Coroglio 1,453 249 97% 94% 0% 97% 97% 0%
    18 Pioltello – Rodano - 85 98% 33% 13% 98% 0% 0%
    20 Tito - 315 14% 8% 4% 14% 8% 4%
    21 Crotone – Cassano – Cerchiara5 1,448 884 51% 25% 13% 51% 11% 11%
    23 Fidenza - 25 100% 91% 10% 100% 91% 10%
    24 Trieste 1,196 435 82% 29% 7% 82% 6% 6%
    25 Caffaro di Torviscosa (già Laguna di Grado e Marano) - 201 100% 5% 1% 100% 4% 1%
    27 Cogoleto - Stoppani 167 45 100% 22% 0% 100% 22% 0%
    33 Bari - Fibronit - 15 100% 75% 0% 100% 75% 15%
    34 Sulcis – Iglesiente – Guspinese6 32,416 19,751 49% 9% 8% 49% 12% 6%
    35 Biancavilla3 - 330 100% 100%* 1% 100% 0% 0%
    36 Livorno 577 206 100% 0% 0% 100% 0% 0%
    37 Terni - Papigno - 655 94% 1% 28% 94% 0% 2%
    38 Emarese3 - 23 68% 68% 0% 68% 0% 68%
    41 Trento nord - 24 90% 46% 0% 90% 46% 0%
    42 Brescia – Caffaro7 - 262 31% 16% 1% 8% 0% 0%
    43 Broni - 15 66% 65% 1% 65% 0% 65%
    44 Falconara Marittima 1,165 108 90% 3% 0% 90% 66% 1%
    45 Serravalle Scrivia - 74 19% 9% 0% 19% 9% 0%
    46 Laghi di Mantova e Polo chimico8 - 1,027 60% 10% 3% 60% 14% 1%
    47 Orbetello Area ex-Sitoco 2,645 204 31% 0% 0% 31% 20% 0%
    49 Aree industriali di Porto Torres 2,748 1,874 71% 8% 12% 72% 65% 2%
    50 Aree industriali della Val Basento - 3,330 100% 1% 88% 100% 1% 88%
    51 Bacino del Fiume Sacco - 7,235 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.
    53 Milazzo 2,198 549 62% 20% 20% 62% 39% 19%
    56 Bussi sul Tirino - 232 61% 0% 1% 61% 0% 0%
    58 Officina Grande Riparazione ETR di Bologna - n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.
  • Titolo Figura 1: Identificazione dei Siti di Interesse Nazionale
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 2: Localizzazione e classi di superficie totale dei Siti di Interesse Nazionale
    Fonte ISPRA

    Note L'identificativo numerico dei SIN riportato in figura è lo stesso utilizzato nelle tabelle 1 e 3 e rappresenta l'ordine di individuazione dei SIN. I numeri non riportati nelle tabelle ed in figura sono riferiti ai 17 siti la cui competenza amministrativa è passata alle rispettive Regioni con DM 11 gennaio 2013. Il SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna, individuato con L.205/2017, al 31/12/2018 non è stato ancora perimetrato
  • Titolo Figura 3: Avanzamento delle procedure di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica sulla superficie totale a terra dei SIN per i suoli
    Fonte ISPRA

    Note Sono esclusi dalla rappresentazione i SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna , Bacino del Fiume Sacco, Balangero, Casale Monferrato, Emarese e Biancavilla. Gli "n.a." rappresentano aree ricomprese nel perimetro dei SIN per le quali non si dispone di informazioni relative allo stato di avanzamento.
  • Titolo Figura 4: Avanzamento delle procedure di caratterizzazione e messa in sicurezza/bonifica sulla superficie totale a terra dei SIN per le acque sotterranee
    Fonte ISPRA

    Note Sono esclusi dalla rappresentazione i SIN Officina Grande Riparazione ETR di Bologna , Bacino del Fiume Sacco, Balangero, Casale Monferrato, Emarese e Biancavilla. Gli "n.a." rappresentano aree ricomprese nel perimetro dei SIN per le quali non si dispone di informazioni relative allo stato di avanzamento.