CERTIFICAZIONE DI GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE

Autori: 
Antonio Brunori (PEFC Italia), Roberto Daffinà, Ilaria Dalla Vecchia (FSC), Andres Ortolano Tabolacci (FSC), Valerio Silli, Giovanni Tribbiani (PEFC Italia)
Immagine abstract
Abstract: 
Nell’ultimo decennio il crescente fenomeno della deforestazione e degrado delle foreste globali ha catalizzato l’attenzione da parte di decisori politici, aziende private, associazioni e privati cittadini, stimolando l’implementazione di azioni e strumenti atti a prevenirli e mitigarli. In particolare, l’aumento eccessivo dell’utilizzazione delle biomasse forestali e il conseguente degrado degli ecosistemi naturali, specie nelle aree tropicali del pianeta, risultano spesso associati a processi di sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e illegalità, che vanno dal taglio alla trasformazione e al trasporto del legno e dei suoi derivati, i quali generano rilevanti impatti negativi sia dal punto di vista ambientale, sia socio-economico. La certificazione forestale nasce quindi dalla necessità di prevenire gli impatti negativi e le minacce al patrimonio forestale nazionale e internazionale, attraverso l’adozione di pratiche di gestione forestale improntate a un’attenta pianificazione e monitoraggio delle attività di gestione e utilizzazione delle risorse legnose. Dal punto di vista quantitativo, in Italia, al 31 dicembre 2019, la superficie forestale certificata secondo lo schema del Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™) è pari a 878.738 ettari; mentre la superficie certificata secondo lo schema del Forest Stewardship Council® (FSC®) ammonta a 66.360 ettari.
Descrizione: 
Grazie all’impegno di molte aziende del settore forestale, vanno consolidandosi una serie di forme di partenariato e di collaborazione pubblico-privata, mirate principalmente a favorire azioni di informazione/sensibilizzazione e la diffusione di strumenti di tipo volontario, finalizzati alla promozione della gestione forestale sostenibile, all’adozione di pratiche di responsabilità sociale d'impresa e al contrasto dei processi di illegalità. Tra questi importanti strumenti figurano gli schemi di certificazione forestale, con riferimento sia alla gestione delle foreste su scala nazionale e internazionale, sia alla catena di custodia che mira a garantire la tracciabilità dei prodotti forestali attraverso le fasi di approvvigionamento, lavorazione, commercio e distribuzione del prodotto all’interno della filiera foresta-legno/carta. La certificazione è un processo volontario che porta al rilascio, da parte di un organismo terzo e indipendente (ente di certificazione accreditato a livello nazionale o internazionale), di un certificato di gestione forestale o di tracciabilità (catena di custodia). Nel caso della gestione forestale si attesta che le forme di gestione di un determinato bosco o di un determinato territorio rispondano a specifici requisiti di tutela ambientale, di equità sociale e di efficienza economica, definiti da uno standard nazionale di riferimento. Nel caso della catena di custodia si attesta che il percorso - intrapreso dai prodotti a partire dalla foresta oppure, nel caso di materiali di riciclo, dal momento in cui il materiale viene recuperato, fino al punto in cui il prodotto viene venduto e/o viene finito ed etichettato - sia stato intrapreso secondo standard internazionali che ne garantiscono la tracciabilità e rintracciabilità.
Attualmente esistono due schemi di certificazione forestale applicabili al contesto italiano aventi carattere internazionale: il Forest Stewardship Council® (FSC®) e il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™). I diversi schemi sistemi di certificazione hanno propri e distinti standard atti a definire e disciplinare le pratiche di gestione forestale sostenibile e le modalità di tracciare il legname nel processo di trasformazione lungo tutta la filiera.
Nell’ultimo decennio si sta affermando, tra il crescente interesse generale, anche la metodologia relativa alla stima dei benefici e servizi (Servizi Ecosistemici) corrisposti all’uomo, dalle aree naturali. I Servizi Ecosistemici sono i benefici che si ottengono dalle aree naturali e forestali, e che forniscono alla società e alle attività umane un’ampia gamma di vantaggi e benefici, quali acqua potabile, produttività del suolo (fibre, biomasse legnose, alimenti), fissazione del carbonio, ma anche turismo e benessere psicofisico.
Scopo: 
Valutare il livello di sostenibilità delle risorse forestali nazionali mediante l’aggiornamento e l’analisi dei dati riferiti alla superficie forestale certificate previste dai due sistemi internazionali del Forest Stewardship Council® (FSC®) e del Programme for Endorsement of Forest Certification schemes™ (PEFC™).
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Il rispetto della vigente normativa internazionale, nazionale e regionale inerente al settore foreste è prerequisito indispensabile per l’ottenimento della certificazione. In particolare:

Regolamento UE n. 995/2010 e relativi atti attuativi
CE–COM (2013) 659- New EU Forest Strategy
Decreto Legislativo 3 aprile 2018, n. 34 "Testo unico in materia di foreste e filiere forestali"

Per lo Standard Nazionale di gestione forestale FSC (Standard di Gestione Forestale FSC per l'Italia - FSC-STD-ITA-01-2017 V 1-0) si fa riferimento all’Allegato A che include un elenco di normative a livello nazionale, europeo e internazionale suddivise nelle seguenti categorie: Diritto legale al prelievo; Tasse e commissioni; Attività di taglio del legname; Diritti di soggetti terzi; Commercio e trasporto; Dovuta diligenza. (https://it.fsc.org/download-box.532.htm ).

Per lo standard PEFC, viene esplicitamente richiesta la conformità alla UN Declaration on Indigenous Peoples’ Rights, a tutte le ILO Convention fondamentali sul Forest Management e la ILO Convention 169 on Indigenous and Tribal Peoples.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
CREA, Terzo inventario forestale nazionale (INFC2015) (https://www.sian.it/inventarioforestale/index.do?idNews=10)
Forest Stewardship Council® (FSC®), https://it.fsc.org/it-it
FSC Italia, Bilancio Sociale 2020, (http://bilanciosociale.fsc-italia.it/)
FSC, Standard FSC di gestione forestale nazionale ( https://it.fsc.org/preview.standard-di-gestione-forestale-fsc-per-litalia-fsc-std-ita-01-2017-v-1-0.a-542.pdf)
FSC, Procedura sui Servizi Ecosistemici: dimostrazione degli impatti e strumenti di mercato FSC-PRO-30-006 V1-0 IT (https://it.fsc.org/preview.procedura-se.a-567.pdf)
FSC; Standard di Gestione Forestale responsabile FSC - Guida operativa (http://it.fsc.org/download.guida-operativa-al-nuovo-standard-di-gestione-forestale-responsabile-fsc.392.htm)
ISTAT, Rapporto SDG 2020
Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™): https://www.pefc.it/
PEFC Italia, Standard di gestione forestale PEFC Italia (https://www.pefc.it/per-le-aziende/documenti/standard-di-gestione-forestale-sostenibile-e-gestione-sostenibile-delle-piantagioni-arboree)
https://unstats.un.org/sdgs/indicators/database/
WWF, 2015. Foreste che proteggono, Foreste da difendere, a cura di Isabella Pratesi. WWF Italia. Roma (https://wwfit.awsassets.panda.org/downloads/dossier_foreste.pdf)
Limitazioni: 
Un limite nell'applicazione dei sistemi di certificazione della GFS è rappresentato dall'assenza di definizione di oggettivi criteri e indicatori, ovvero di parametri quantitativi e qualitativi (descrittivi), attendibili e rappresentativi in grado di valutare la performance ambientale e la sostenibilità dei sistemi di gestione forestale. I due sistemi di certificazione di gestione forestale hanno propri e distinti standard per definire la Gestione Forestale Sostenibile (GFS).
Ulteriori azioni: 
Fornire indicazioni aggiuntive sulla ripartizione per forma di governo della superficie forestale certificata secondo i due principali schemi presenti in Italia.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Le informazioni relative alle certificazioni sono acquisibili direttamente dagli enti certificatori, come pure da rapporti, pubblicazioni dedicate e bilanci sociali dei rispettivi organi: Forest Stewardship Council® (FSC®) e Programme for Endorsement of Forest Certification schemes™ (PEFC™).
Fonte dei dati di base: 
FSC (Forest Stewardship Council)
PEFC (Pan-european Forest Certification Council)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Aggiornamento e analisi delle serie storiche (1998-2019) dell’evoluzione della superficie forestale certificata secondo i due schemi internazionali applicati al contesto italiano: Forest Stewardship Council® (FSC®) e Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC™).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1998-2019
I dati presentati risultano accurati e attendibili poiché legati a un controllo da una parte terza, ovvero gli enti di certificazione, incaricati della verifica delle superfici edelle aziende certificate. Tali enti sono accreditati da parte degli organismi nazionali/internazionali che svolgono un controllo sull’operato degli enti di certificazione, in particolare per il Forest Stewardship Council® l’accreditamento compete a un unico soggetto internazionale, ASI – Accreditation Services International, mentre per PEFC™ l’accreditamento compete a uno specifico ente nazionale (per l’Italia rappresentato da ACCREDIA). Le unità e le metodologie di rilevazione sono rimaste invariate nel corso degli anni, pertanto le comparabilità nel tempo e nello spazio sono ottimali.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
In Italia, al 31 dicembre 2019, le superfici delle foreste certificate PEFC e FSC sono pari rispettivamente a 878.738 ha e 66.360 ha
La superficie certificata PEFC è aumentata rispetto all’anno precedente di circa il 7%, mentre i dati inerenti alla certificazione FSC segnalano un incremento di circa l'1,4%. . (Figura 1).
Ipotizzando che alcune aziende sono certificate con entrambi gli schemi, e tenuto conto anche della proporzione fra le due componenti, la stima del totale della CFI, puramente indicativa (ottenuta come valore centrale dell’intervallo fra un minimo e un massimo teorici) è pari a circa 912 mila ettari.
Nel complesso, in base anche al valore stimato della superficie totale nazionale ricoperta da foreste (pari a 10.982.013 ettari) (INFC,2015), la superficie forestale nazionale che ha ottenuto la certificazione è pari a oltre l’8%.
Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
Si rileva un trend in crescita della superficie forestale certificata, attestante una maggior sostenibilità dei processi produttivi delle aziende del settore, in particolare si osserva un incremento dal 2005 al 2019 di oltre il 45% (Figura 1).
Nello specifico, si registra per PEFC un aumento pressoché costante della superficie forestale certificata fino al 2015 (unica eccezione è il 2007), seguito da una flessione nel corso del 2016-2017. La superficie certificata FSC, invece, ha un andamento altalenante, con un valore massimo di 66 mila ettari raggiunto nel 2019.
Commenti: 
L'indicatore è parte del core set degli SDG's; in particolare il Target 15.2.1 relativo Area Forestale sotto schema di certificazione di gestione forestale verificata in modo indipendente (https://unstats.un.org/sdgs/indicators/database/).
Alla base dei sistemi di certificazione internazionali vi sono iniziative da parte di governi, organizzazioni non governative, opinione pubblica e aziende, volte a tutelare il patrimonio forestale.
Il Forest Stewardship Council® è un’organizzazione non governativa che nasce nel 1993 a seguito della Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992 con l’obiettivo di promuovere la gestione responsabile del patrimonio forestale a livello mondiale. Il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes PEFC™ si fonda sui Criteri e Indicatori definiti originariamente nelle Conferenze Ministeriali per la protezione delle foreste in Europa di Helsinki (1993) e Lisbona (1998) che hanno dato avvio al cosiddetto “Processo pan-europeo”, un’iniziativa governativa di alto profilo economico e ambientale, con l’obiettivo di sviluppare un processo dinamico orientato alla protezione delle foreste in Europa ed alla loro gestione sostenibile.

In Italia, la prima certificazione forestale alpina con il sistema FSC è stata ottenuta nel 1997 dalla Magnifica Comunità di Fiemme a Trento, mentre la prima certificazione PEFC è stata ottenuta nel 2004 dall’Associazione Regionale PEFC Friuli-Venezia Giulia (38 proprietari forestali per una superficie totale di 67.348 ha). Il 31 dicembre 2019 le aree certificate secondo lo schema FSC ammontavano a 66.360 ettari (+1,4% rispetto al 2018), mentre risulta stabile il numero delle aziende che decidono di rinnovare la propria adesione al sistema del Forest Stewardship Council. In significativo aumento il numero di piccoli proprietari coinvolti nelle certificazioni forestali di gruppo, passato da 216 del 2018 a 278 del 2019. Il 2018 aveva visto l’approvazione del Nuovo Standard di Gestione Forestale che, tra le altre novità, include la possibilità di verificare gli impatti positivi delle attività di gestione sui servizi ecosistemici: conservazione delle specie animali e vegetali, miglioramento della qualità e quantità dell’acqua, aumento della stabilità e dei nutrienti contenuti nel suolo, aumento dello stoccaggio e sequestro del carbonio e miglioramento dei servizi turistico-ricreativi. Il 2019 è stato invece, l’anno in cui la verifica dei servizi ecosistemici, ossia la quantificazione degli impatti positivi della gestione forestale responsabile su fattori come suolo, biodiversità, qualità dell’aria e dell’acqua e servizi ricreativi, ha trovato le sue prime applicazioni: la prima certificazione al mondo di tutti e 5 questi servizi, ottenuta dal Gruppo Waldplus.
Per quanto attiene le Catene di Custodia, i dati aggiornati a Dicembre 2019 indicano di 2.558 certificati attivi (+11,5% rispetto al 2018), per un totale di più di 3.100 siti interessati. La concentrazione maggiore di aziende certificate si riscontra al Nord (Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia) e al Centro (Toscana, Marche e Lazio), segnando un andamento positivo lungo tutta la Penisola. L’uso di materiale certificato nella costruzione di mobili e altri elementi di arredamento risponde a una crescente richiesta, da parte di committenti privati o pubblici, di garanzie rispetto all’origine sostenibile della materia prima. La diffusione relativamente rapida della certificazione di catena di custodia (CoC) fra le aziende di lavorazione e tessitura dei prodotti in viscosa risponde all’esigenza di tracciabilità della fibra di cellulosa. La viscosa è, infatti, una delle tante fibre artificiali derivanti dalla trasformazione della cellulosa e il suo utilizzo nel settore dei tessuti-non-tessuti, dell’automotive e della moda, sta riscuotendo sempre più consensi.

La superficie forestale certificata PEFC, invece, è passata dai circa 819 mila ettari del 2018 ai circa 879 mila ettari del 2019, con un incremento del 7,3%. La superficie forestale certificata più estesa si conferma quella del Trentino-Alto Adige, con 300.445 ettari gestiti dal Bauernbund - Unione Agricoltori di Bolzano, cui si aggiungono 261.428 ettari cumulativi curati nella provincia di Trento che comprende l’area gestita dal Consorzio dei Comuni Trentini – AR Trentino e dalla Magnifica Comunità di Fiemme. Al secondo posto il Veneto con 92.705,96 ettari, poi il Friuli-Venezia Giulia con 83.352,35 ettari gestiti da UNCEM. A seguire si hanno le superficie forestali certificate di Piemonte, Lombardia, Toscana, Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Umbria e Lazio. Sono 115 le nuove aziende che nel 2019 hanno ottenuto la certificazione di Catena di Custodia, mostrando il proprio impegno a favore della sostenibilità, sfiorando così il valore totale di 1.100.
Nel 2019 le certificazioni di gestione forestale sostenibile sono cresciute del 5,4% rispetto al 2018. In totale si contano 1.095 aziende certificate sul territorio italiano, un numero che colloca l’Italia al quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi con più aziende certificate PEFC. Il Veneto è la prima regione con 251 aziende con certificazione di tracciabilità (Catena di Custodia), seguito da Trentino-Alto Adige (192), Lombardia (181) e Friuli Venezia Giulia (126).
Anche PEFC, con il supporto di altre aziende come WBA onlus, da alcuni anni ha intrapreso la ricerca di nuovi “indici di biodiversità” da applicare alle foreste delle zone sia temperate sia tropicali e, in collaborazione con alcuni apicoltori, sta sviluppando nuovi progetti e modelli atti a valutare i benefici corrisposti da “Apis mellifera” in termini di incremento dei servizi ecosistemici. In questo caso si tratta del servizio d’impollinazione, a supporto della biodiversità e della produzione agro-alimentare, che gli insetti apoidei, le api in particolare, svolgono nelle aree naturali, semi-naturali e agricole.
La particolare efficienza del sistema PEFC, nato per tutelare i piccoli proprietari, insieme all’efficace modalità di controllo in campo sviluppato seguendo le regole di campionamento previste dalla ISO, ha consentito ai proprietari forestali e imprenditori agricoli di poter accedere al mondo della certificazione, con o senza il supporto dei finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale. Ulteriore vantaggio del sistema PEFC è il fatto che, grazie all’applicazione congiunta degli indicatori di GFS e del “Codice Forestale del Carbonio” (documento che definisce le linee guida e di indirizzo per la realizzazione di progetti forestali, su proprietà pubbliche e private) sono stati applicati i criteri quantitativi e qualitativi per generare e vendere crediti di CO2 nel mercato volontario, definiti “crediti di sostenibilità”.
I settori ditte boschive, segherie e prima trasformazione del legno, pannelli in legno, commercio legname, mobili e arredi per esterni sono quelli con il più alto numero di nuovi certificati emessi, mentre i settori segherie e prima trasformazione del legno, commercio legname, edilizia e carpenteria rappresentano nell’ordine i settori con più aziende certificate.
  • Titolo Figura 1: Superfici forestali certificate in Italia secondo gli schemi PEFC e FSC
    Fonte Elaborazioni ISPRA su dati FSC (Forest Stewardship Council) Italia, PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) Italia
    Legenda *La stima del totale Italia, puramente indicativa, è ottenuta come valore centrale dell’intervallo fra un minimo e un massimo teorici (min = completa sovrapposizione, max = sovrapposizione nulla).