SITI DI ESTRAZIONE DI RISORSE ENERGETICHE

Autori: 
Ombretta Coppi (MISE), Fioenzo Fumanti, Nicola Santocchi (MiSE); Eutizio Vittori
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore quantifica le attività di estrazione di risorse minerarie energetiche (petrolio, gas, vapore) presenti sul territorio nazionale, in termini di ubicazione dei siti, quantità di risorse estratte, riserve disponibili. Indirettamente fornisce indicazioni sulla presenza di potenziali problematiche ambientali. A livello territoriale, la maggiore produzione di idrocarburi si registra in Basilicata per la terra ferma e nella zona “A” - Mare Adriatico settentrionale e centrale per le aree marine. La Toscana è invece la regione con maggior quantità estratta di risorse geotermiche.
Descrizione: 
L'indicatore considera gli insediamenti estrattivi di risorse energetiche, cioè idrocarburi e fluidi geotermici. Definisce la diffusione sul territorio delle concessioni di coltivazione e ricerca e, quindi, anche dei relativi impianti di servizio (per esempio: bacini di decantazione e discariche di materiali di perforazione). Fornisce informazioni sull'entità delle risorse estratte, sulle riserve disponibili e, indirettamente, sulla potenziale esistenza di focolai di diffusione di sostanze inquinanti. Gli insediamenti sopra citati rappresentano un'importante risorsa economica ma sono anche indice di possibile degrado del territorio. Oltre al consumo di risorse fossili non rinnovabili, le attività collegate all'estrazione possono infatti determinare fenomeni di inquinamento, con peggioramento della qualità dell'aria, del suolo e delle acque superficiali/sotterranee, innesco di fenomeni di subsidenza, alterazioni del paesaggio.
Scopo: 
Quantificare le attività antropiche di estrazione di risorse minerarie energetiche in termini di risorse disponibili e di potenziale impatto ambientale-paesaggistico.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
La normativa nazionale fa riferimento, oltre che al RD n. 1443 del 29/07/27, alle Leggi n. 6/1957 e n. 613/1967 relativamente alle attività in terraferma e in offshore, alla Legge 9/1991 di attuazione del Piano Energetico Nazionale (PEN) 1988, al D.Lgs. 625/1996 di attuazione della normativa comunitaria sul "licensing", al D.Lgs. 164/2000 di apertura del mercato del gas, alla Legge 239/2004 di riordino del settore energetico e alla Legge 99/2009 relativa all'internazionalizzazione delle imprese che comprende anche disposizioni in materia di energia. Quest'ultima stabilisce, tra l'altro, i criteri per il rilascio, tramite procedimento unico, dei permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione, modificando in parte la Legge 239/04. La concessione di coltivazione costituisce titolo per la costruzione degli impianti e delle opere necessarie che sono considerate di pubblica utilità. La perforazione dei pozzi esplorativi, la costruzione degli impianti e delle opere connesse è soggetta a valutazione d'impatto ambientale.
Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, il D.Lgs. 152/06 definisce le aree in cui sono vietate le attività di ricerca, di prospezione e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare e disciplina la procedura di VIA. A seguito dell'incidente alla piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico è entrato in vigore il D.Lgs. 29 giugno 2010, n.128 che contempla specifiche disposizioni relative alla ricerca/coltivazione degli idrocarburi in off-shore, in particolare è istituito il divieto delle attività all'interno di aree marine e costiere a qualsiasi titolo tutelate dal punto di vista ambientale e nelle zone marine poste entro 12 miglia all'esterno delle stesse. L'art. 35 del D.Lgs. 22 giugno 2012, n.83 (Decreto Sviluppo) estende tale divieto all'intera linea di costa nazionale fatti salvi i titoli abilitativi già rilasciati, con le relative attività di manutenzione, sino al termine della vita utile del giacimento e i titoli i cui procedimenti abilitativi risultavano in corso. Questi ultimi e quindi la possibilità di nuove concessioni, sono definitivamente esclusi dalle Legge 2018/2015 (legge stabilità 2016). Attualmente, per effetto della Legge 11 febbraio 2019, n. 12, sono sospesi, fino all’adozione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), i procedimenti amministrativi per il conferimento di nuovi permessi di prospezione e di ricerca di idrocarburi, e i permessi già in essere, sia per aree in terraferma sia in mare, con conseguente interruzione delle relative attività. La sospensione non riguarda le istanze di concessione di coltivazione già presentate né le attività di coltivazione in essere, e ha una durata di 18 mesi, termine entro il quale deve essere realizzato il PiTESAI.
Le attività di ricerca, concessione e coltivazione delle risorse geotermiche sono disciplinate dal D.Lgs. 22/2010, revisione della Legge 896/1986. Il decreto stabilisce di interesse nazionale le risorse ad alta entalpia (T>150°C) o utilizzabili per un progetto geotermico di almeno 20 MWt e di interesse locale quelle a media (150-90°C) e bassa (T<90°C) entalpia. Annualmente il MISE deve produrre, sulla base dei rapporti dei gestori e delle informazioni fornite da regioni/comuni, una relazione pubblica su stato e prospettive della geotermia italiana. Rende, inoltre, disponibile l'inventario delle risorse geotermiche del quale cura l'aggiornamento.
Il D.Lgs. 83/2012 inserisce l'energia geotermica tra le fonti energetiche strategiche.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obiettivi fissati dalla normativa, tuttavia, i giacimenti di idrocarburi sono patrimonio indisponibile dello Stato.
DPSIR: 
Pressione, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
DGS-UNMIG (2018) - Rapporto Annuale 2018. Attività dell'anno 2017. Ministero dello Sviluppo Economico, Roma.
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/
Limitazioni: 
Non sono disponibili informazioni omogenee a scala nazionale sullo stato ambientale dei siti di estrazione di risorse energetiche.
Ulteriori azioni: 
Migliorare l'informazione relativa alle problematiche ambientali dei siti di estrazione di risorse energetiche.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/
Fonte dei dati di base: 
MSE (Ministero dello sviluppo economico)
Unità di misura: 
Chilometro quadro (km2), Metro cubo standard (Sm3), Numero (n.), Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Acquisizione dati dal Rapporto Annuale del Ministero dello sviluppo economico, dall'Annuario ISTAT e dal sito web dell'UNMIG (Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse).
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Carta tematica
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
1982-2019
L'indicatore fornisce le informazioni relative alla localizzazione delle aree in cui sono ubicati i siti di estrazione energetica, sulle quantità estratte e sulle riserve disponibili delineando un quadro esauriente delle geo risorse energetiche liquide e gassose del sottosuolo italiano. I dati del Ministero dello sviluppo economico garantiscono tempestività, puntualità, affidabilità, accessibilità nonché comparabilità sia a livello temporale sia spaziale, sono altresì facilmente disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici.
Stato: 
Medio
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
La transizione verso un sistema energetico basato sull’efficienza e sulla rinnovabilità necessita, nel breve e medio periodo, della convivenza di un mix di fonti comprendenti anche le fonti fossili. Il nuovo Piano Nazionale Energia e Clima pone come obiettivo al 2030 il raggiungimento del 30% di quota energia da Fonti Energetiche Rinnovabili e prevede il phase-out del carbone al 2025. Con la mancanza di altre fonti energetiche, il 70% del mix energetico italiano sarà ancora composto, al 2030, da gas e, in misura minore, da olio.
Nel 2018 continua la ripresa della produzione di olio, iniziata nel 2016, nonché il proseguimento della diminuzione della produzione di gas (Figura 1), mentre sono pressoché stabili le concessioni di coltivazioni (Tabella 1) I permessi di ricerca, in essere o in istanza, sono sospesi fino all'adozione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI).
Definire il trend dell’indicatore è molto complesso. Dal punto di vista produttivo si contrappongono due trend uno negativo (gas) e uno positivo (olio) che corrisponde, però, ad un potenziale aumento delle sorgenti inquinanti. L’attività di ricerca è stabile nel numero di permessi ma negativa nelle attività, in quanto sospesa. Il processo di decarbonizzazione in corso potrebbe determinare, in base alle scelte politiche, un ulteriore ridimensionamento della produzione nazionale. Lo stato ambientale desta preoccupazioni nelle aree in cui sono state accertate gravi violazioni alle norme vigenti, in particolare in Val d’Agri dove, però, l’azione di vigilanza ha permesso di individuare i responsabili, bloccare le fonti inquinanti ed intraprendere le misure di bonifica. Nel complesso lo stato dell’ambiente può essere considerato medio ed è monitorato dalle ARPA.

Commenti: 
La concessione per la coltivazione d'idrocarburi viene rilasciata dal MISE al termine di un lungo e complesso procedimento che inizia con un’istanza per un permesso di ricerca. Dapprima si svolgono indagini non invasive a seguito delle quali, se sono evidenziate presenze di giacimenti potenzialmente sfruttabili , viene richiesta l’autorizzazione all'esecuzione di un pozzo esplorativo. In caso di esito positivo si procede con l’istanza di concessione. Il conferimento del titolo minerario (permesso/concessione) è condizionato dalla VIA condotta dal MATTM, dal parere degli Enti coinvolti e dall'istruttoria della CIRM (Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie).
Al 31 maggio 2019 risultano vigenti, per gli idrocarburi, 193 concessioni di coltivazione (67 in mare) e 84 permessi di ricerca (32 in mare) (Tabella 1 e Figura 2); la superficie in terraferma impegnata dai titoli citati (27.351 km2) corrisponde a circa il 9,1% del territorio nazionale. Le regioni con il più ampio numero di titoli minerari per idrocarburi Emilia-Romagna (51), Lombardia (26), Basilicata (24) e Marche (22), con un'elevata concentrazione di concessioni di coltivazione nelle province di Matera (17), Bologna (14), Foggia (12) e Ascoli Piceno (11). Nel sottosuolo marino la Zone A e B si contraddistinguono per l'elevato numero di concessioni (38 e 20) (Tabella 1). Sono vigenti anche 15 concessioni per lo stoccaggio del gas naturale, tramite iniezione in giacimenti esauriti, concentrate nella Pianura Padana (9 in Lombardia e 6 (Tabella 3). La superficie impegnata dai titoli non riflette, però, il reale impatto sul territorio poiché le aree dei titoli sono definite, da normativa vigente, come archi di meridiano e parallelo approssimati di 1° e risultano pertanto molto superiori a quelle realmente occupate dall'insieme degli impianti. Il consumo effettivo di suolo dovuto alle attività di coltivazione in Italia è pari a circa 22,24 km2, corrispondente allo 0,14% del territorio nazionale (Tabella 4). Il massimo valore del consumo di suolo si raggiunge in Emilia-Romagna (Tabella 4). All'interno del titolo, le zone non utilizzate dagli impianti restano liberamente fruibili per gli altri usi. Ciò vale anche per i titoli relativi alle risorse geotermiche (Tabella 2) e per le attività di stoccaggio di gas naturale (Tabella 3).
La quantità di materiale estratto nel 2018 mostra una ripresa della produzione di olio mentre continua inesorabile il decremento della produzione di gas (Tabella 5, Figura 1). La produzione di olio è concentrata in terraferma (88,4% del totale nazionale) grazie ai giacimenti della Basilicata (89,3%) e della Sicilia (10,1%). La maggior parte del gas è, invece, prodotto nei pozzi a mare (60,9% del totale nazionale) e in particolare in quelli localizzati nella Zona A (34%) e in misura minore nelle Zona B e D. In terraferma una significativa produzione di gas è presente solo in Basilicata dove si estrae il 28,3% del totale nazionale (terra+mare) (Tabella 7, Figura 3).
In terraferma risultano produttivi al 31/05/2019, 880 pozzi, dei quali 438 eroganti olio o gas (Tabella 1), con una maggior concentrazione in Emilia-Romagna (193) e in Sicilia (102) e, a livello provinciale, a Bologna (123 pozzi gas), Firenze (43 gas), Modena (28 gas, 3 olio) e Caltanissetta (53 olio). Gli altri pozzi produttivi non stavano erogando al momento della rilevazione. In area marina risultano in produzione 327 pozzi dai quali viene estratto in larga prevalenza gas naturale, in particolare nella Zona A.
Le riserve di idrocarburi italiani vengono calcolate con i criteri definiti a livello internazionale e vengono suddivise in “certe”, “possibili” e “probabili”. Nel 2018 (Tabella 6) le riserve di gas “certe” si attestano a 48.479 milioni di metri cubi standard, il 46,2% delle quali ubicate in aree marine, con una maggiore concentrazione nelle Zone A e B (Mar Adriatico). Le riserve di olio recuperabili con certezza sono stimate in 75,8 milioni di tonnellate concentrate in terraferma, soprattutto nell'Italia meridionale (92%), per la maggior parte in Basilicata. Utilizzando le unità di misura internazionali, il totale delle riserve stimate ammonta a 2,34 Bboe (Miliardi di barili di olio equivalente) ripartito in 1,574 Bboe di olio e 0,775 Bboe di gas naturale. Questa ripartizione, che evidenzia un maggior riserva di olio rispetto al gas, si riflette nell'andamento storico delle estrazioni (Tabella 5, Figura 1). La produzione di gas ha raggiunto il suo picco storico nel 1994, quando copriva il 40% del fabbisogno nazionale, cui ha seguito un progressivo declino. Al contrario la produzione di olio si è mantenuta, negli ultimi 30 anni, tra 4 e 6 Gt annui. L’andamento della produzione del gas naturale è indicativo di un progressivo esaurimento dei giacimenti non compensato dall'entrata in produzione di nuovi ritrovamenti. Lo sfruttamento dei due più promettenti giacimenti di gas rinvenuti è bloccato per cause diverse. Il primo (Nord Adriatico) per i potenziali impatti sull'area di Venezia mentre l’altro (Argo-Cassiopea-Panda nell'offshore di Gela) è in attesa dal 2002 delle autorizzazioni allo sfruttamento. La produzione di olio, invece, non mostra ancora un evidente picco di produzione con la conseguente decrescita, ciò significa che i giacimenti sfruttati sono ancora in condizione di garantire, un buon quantitativo di olio.
La Figura 2 riporta, oltre ai titoli minerari, anche la perimetrazione delle aree marine che erano aperte, prima della L12/2019, a istanze di ricerca di idrocarburi, cioè oltre le 12 miglia dalle linee di costa e dalle aree a qualsiasi titolo protette.
Una parziale alternativa ai combustibili fossili è rappresentata dallo sfruttamento del calore terrestre che può essere estratto dal sottosuolo (geotermia) e utilizzato per la produzione di energia elettrica (risorse ad alta e media entalpia, T>90°) o per usi diretti (media e bassa entalpia, T<90°).
Per il suo assetto geologico, l’Italia è un paese ad alto potenziale geotermico. I fluidi geotermici a temperatura abbastanza elevata per permettere la produzione di energia elettrica (media ed alta entalpia) sono localizzati nelle zone ad alto flusso di calore spesso corrispondenti ad apparati vulcanici estinti o attivi, come nella fascia costiera tosco-laziale-campana, nelle isole vulcaniche del Tirreno e nell'area etnea (Figura 4). Al contrario le risorse a media-bassa entalpia, utilizzabili per usi diretti (riscaldamento/raffrescamento di edifici tramite pompe di calore geotermiche, balneazione, termalismo, serricoltura, acquacoltura ecc.), si trovano anche in molte altre aree del territorio nazionale. Con le pompe di calore geotermiche possono essere sfruttate anche risorse a bassa temperatura presenti ovunque e a piccola profondità. Le risorse geotermiche oggetto di titolo minerario sono concentrate nell'area tosco-laziale. Su un totale nazionale di 41 titoli di concessione e ricerca, 28 ricadono nel territorio toscano e 7 in quello laziale (Figura 4, Tabella 2). Di questi titoli uno ricade in entrambe le regioni. La produzione geotermoelettrica è concentrata nelle zone di Larderello e Monte Amiata, in Toscana, dove 8 concessioni hanno prodotto, nel 2018, 5,71 TWh (Figura 5). Anche lo sfruttamento dell’energia geotermica può provocare impatti ambientali non trascurabili, sebbene notevolmente inferiori a quelli di fonti energetiche tradizionali, e attualmente quasi totalmente mitigati con l’utilizzo delle nuove tecnologie di abbattimento delle emissioni. La situazione ambientale dei campi toscani è, comunque, costantemente monitorata dall’ARPA competente.

  • Titolo Tabella 1: Titoli minerari di coltivazione, con relativi pozzi, e ricerca di idrocarburi per regione, provincia e zona marina (31/05/2019)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    Legenda ZONA “A” - Mare Adriatico settentrionale e centrale; ZONA “B” - Mare Adriatico centrale e meridionale; “C” - Mare Tirreno meridionale, Canale di Sicilia, Mar Ionio meridionale; ZONA “D” - Mare Adriatico meridionale e Mare Ionio; ZONA “E” - Mar Ligure, Mare Tirreno, Mare di Sardegna, ZONA “F” - Mare Adriatico meridionale e Mare Ionio; ZONA “G” - Mar Tirreno meridionale e Canale di Sicilia
    Note a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di coltivazione di gas naturale e olio denominata "Mirandola" ricade per 121,59 km2 nel territorio dell'Emilia Romagna (MO=118,42 km2; RE=3,17 km2) e per 0,37 km2 in quello lombardo (provincia di MN) ed i relativi pozzi (55) sono ubicati tutti in provincia di Modena. bLe regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.

    Regionea, b Provincia o Zona Marina Titolia Pozzi
    Concessioni di coltivazionea Permessi di ricercaa Eroganti Non eroganti Non produttivi
    Gas Olio Gas Olio
    n. km 2 n. km 2 n.
    Piemonte Alessandria 0 1 142 1 5 737 0
    Asti 0 0 0
    Biella 0 3 0
    Novara 1 4 0 1 0 7 0
    Torino 0 1 0
    Vercelli 0 3 0
    Lombardia Bergamo 1 17 1,072 2 9 3,054 0
    Brescia 4 2 0 0 3 0 1
    Cremona 6 5 2 0 9 0 2
    Lodi 4 4 7 0 2 0 0
    Mantova 1 0 0
    Milano 6 5 0 0 3 3 0
    Monza Brianza 0 1 0
    Pavia 3 5 0 0 3 0 0
    Varese 0 2 0
    Friuli Venezia Giulia Pordenone 1 1 164 0 0 0 0
    Veneto Treviso 2 2 5 1 1 525 1 0 1 0 0
    Emilia-Romagna Bologna 14 37 1,713 4 14 3,054 123 0 7 0 0
    Ferrara 4 6 0 0 12 0 0
    Forli Cesena 0 2 0
    Modena 7 3 28 3 18 6 1
    Parma 6 2 26 0 10 0 0
    Piacenza 4 3 2 0 3 0 1
    Ravenna 6 5 10 0 30 0 1
    Reggio Emilia 1 4 0
    Rimini 1 0 1 0 0 0 0
    Toscana Firenze 1 2 286 0 0 0 43 0 0 0 0
    Livorno 1 0 0
    Pisa 1 0 2 0 0 0 0
    Marche Ancona 6 19 1,035 0 3 304 2 0 6 0 0
    Ascoli Piceno 11 3 7 2 8 0 0
    Macerata 5 0 0 0 7 0 0
    Pesaro e Urbino 2 0 0 0 0 0 0
    Fermo 3 1 0 0 2 0 0
    Lazio Latina 0 1 41 0 4 269 0
    Frosinone 1 2 0 0 0 14 0
    Rieti 0 1 0
    Roma 0 3 0
    Abruzzo Aquila 0 7 348 3 9 3,851 0
    Chieti 5 4 1 0 6 2 1
    Pescara 1 2 0
    Teramo 2 2 1 0 3 0 0
    Molise Campobasso 7 7 409 2 2 641 15 8 13 7 0
    Isernia 0 0 0
    Campania Avellino 0 0 0 1 2 1,444 0
    Benevento 0 2
    Puglia Foggia 12 12 677 0 0 0 13 0 112 0 2
    Basilicata Matera 17 18 2,255 4 6 911 6 1 44 8 6
    Potenza 6 5 24 1 17 0
    Calabria Cosenza 2 2 65 0 0 0 0
    Crotone 2 0 7 0 3 0 0
    Sicilia Agrigento 0 14 597 2 6 3,762 0
    Caltanissetta 2 3 0 53 0 38 0
    Catania 4 4 24 0 0 0 0
    Enna 5 3 16 0 11 0 0
    Messina 3 0 0
    Palermo 0 2 0
    Ragusa 5 3 2 6 0 21 0
    Siracusa 1 1 0 0 1 0 0
    Trapani 1 0 1 0 1 0 0
    Sardegna Oristano 0 0 0 0 0 0 0
    Italia Terrafermaa,b 127 8,809 52 18,552 340 98 319 123 15
    Zone marine Zona A 38 3,775 9 2,313 196 0 281 0 0
    Zona B 20 2,650 5 1,072 48 34 72 2 0
    Zona C 3 659 4 1,408 0 27 0 17 0
    Zona D 3 128 3 1,532 20 0 9 0 0
    Zona F 2 595 8 3,720 0 2 1 0 0
    Zona G 1 146 3 657 0 0 5 0 0
    Italia Marea,b 67 7,953 32 10,702 264 63 368 19 0
    ITALIA 194 16,762 84 29,254 604 161 687 142 15
  • Titolo Tabella 2: Titoli minerari per la coltivazione e ricerca di risorse geotermiche in terraferma, per regione e provincia (29/02/2019)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    Legenda
    Note a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di coltivazione "Travale" ricade nei territori delle provincie di Siena (76,68 km2 ), Grosseto (5,89 km2 ) e Pisa (2,82 km2 ). bLe regioni non riportate in tabella non presentano titoli in vigore.

    Regionea, b Provincia Concessioni di coltivazionea Permessi di ricercaa
    n. km 2 n. km 2
    Lombardia Bergamo 0 0 0 1 2 81
    Brescia 1
    Veneto Vicenza 1 1 3 0 0 0
    Emilia-Romagna Ferrara 1 1 32 0 0 0
    Toscana Grosseto 6 9 493 11 19 1465
    Livorno 0 1
    Siena 5 8
    Pisa 5 4
    Lazio Frosinone 0 1 111 1 6 393
    Latina 1
    Roma 1
    Viterbo 1 4
    Sicilia Trapani 0 0 0 1 1 6
    Sardegna Cagliari 0 0 0 1 3 277
    Medio Campidano 2
    Oristano 2
    ITALIAa,b 11 639 30 2222
  • Titolo Tabella 3: Concessioni di stoccaggio in terraferma di gas naturale, con relativi pozzi, per regione e provincia (31/05/2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello sviluppo economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    Legenda
    Note a I titoli ricadenti in più di una regione/provincia sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione/provincia, il numero totale dei titoli non corrisponde, quindi, alla somma dei titoli attribuiti alle singole regioni/provincie; ad es. la concessione di stoccaggio di gas naturale denominata "Fiume Treste Stoccaggio" ricade per 70,79 km2 nel territorio abruzzese e per 6 km2 in quello molisano. b Nel caso di concessioni interprovinciali, il numero di pozzi non è distinto per provincia. c Le regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.

    Regionea, b Provincia Titolia Pozzi
    Concessioni di stoccaggioa Stoccaggio Monitoraggio Produttivi eroganti Produttivi non eroganti Non produttivi Potenzialmente utilizzabili
    n. km 2 n.
    Lombardia Bergamo 1 9 302 79 8 0 0 0 0
    Brescia 1
    Cremona 3
    Lodi 2 14 0 0 0 0 0
    Milano 2 31 9 0 0 0 0
    Veneto Treviso 1 1 89 17 3 1 0 1 0
    Emilia-Romagna Bologna 1 6 388 51 6 0 0 0 0
    Ferrara 1 32 4 0 0 0 0
    Parma 1 40 16 0 0 0 0
    Piacenza
    Ravenna 2 12 4 0 11 0 3
    Abruzzo Teramo 1 2 101 5 0 12 0 6 0
    Chieti 1 85 37 0 0 0 0
    Molise Campobasso 1 1 6
    Basilicata Matera 1 1 48 0 0 0 0 0 15
    ITALIAa,b 15 934 366 87 13 11 7 18
  • Titolo Tabella 4 - Impatto sul territorio delle attività di produzione energetica (dati al 30/09/2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MISE-UNMIG
    Legenda
    Note aPozzi potenzialmente produttivi ma non eroganti, di monitoraggio, reiniezione, altro bNel territorio del Friuli-Venezia Giulia ricade una minima parte, senza impianti, della concessione del Veneto. cI titoli ricadenti in più di una regione sono conteggiati più volte, una per ciascuna regione.

    Concessioni di coltivazione Tipo impianto
    Centrali di raccolta Pozzi produttivi Pozzi ad altro utilizzoa Pozzi di stoccaggio
    Impianti Area occupata Superficie regionale Impianti Area occupata Superficie regionale Impianti Area occupata Superficie regionale Impianti Area occupata Superficie regionale
    n. Km2 % n. Km2 % n. Km2 % n. Km2 %
    Piemonte 1 1 0.16 0.0006% 8 0.08 0.0003% 15 0.15 0.0006% 0 0.00 0.0000%
    Lombardia 17 17 0.30 0.0013% 32 0.32 0.0013% 62 0.62 0.0026% 118 1.18 0.0049%
    Friuli Venezia Giulia 1b 0 0.00 0.0000% 0 0.00 0.0000% 0 0.00 0.0000% 0 0.00 0.0000%
    Veneto 2 2 0.02 0.0001% 2 0.02 0.0001% 5 0.05 0.0003% 17 0.17 0.0009%
    Emilia Romagna 36 31 0.68 0.0031% 278 2.78 0.0124% 139 1.39 0.0062% 135 1.35 0.0062%
    Toscana 2 2 0.02 0.0001% 45 0.45 0.0020% 0 0.00 0.0000% 0 0.00 0.0000%
    Marche 19 16 0.28 0.0030% 34 0.34 0.0036% 25 0.25 0.0027% 0 0.00 0.0000%
    Lazio 1 1 0.01 0.0001% 14 0.14 0.0080% 14 0.14 0.0008% 0 0.00 0.0000%
    Abruzzo 8 7 0.20 0.0018% 13 0.13 0.0012% 52 0.52 0.0048% 72 0.72 0.0067%
    Molise 7 4 0.12 0.0026% 43 0.43 0.0097% 27 0.27 0.0061% 18 0.18 0.0041%
    Puglia 14 3 0.10 0.0005% 125 1.25 0.0065% 116 1.16 0.0060% 0 0.00 0.0000%
    Basilicata 19 10 0.29 0.0029% 101 1.01 0.0101% 95 0.95 0.0095% 0 0.00 0.0000%
    Calabria 3 2 0.06 0.0004% 10 1.00 0.0007% 3 0.03 0.0002% 0 0.00 0.0000%
    Sicilia 14 10 0.40 0.0016% 174 1.74 0.0067% 77 0.77 0.0030% 0 0.00 0.0000%
    Italia (Terraferma) 133c 106 2.65 0.0181% 879 9.69 0.0626% 630 6.30 0.0428% 360 3.60 0.0228%
  • Titolo Tabella 5: Produzione delle attività estrattive (31/12/2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia; Istat (Vapore endogeno)
    Legenda
    Note

    Anno Gasolina Olio Vapore endogeno Gas
    t * 1.000 Sm3* 106
    1982 36 1,727 - 14,589
    1983 33 2,208 - 13,067
    1984 33 2,240 - 13,836
    1985 32 2,352 - 14,245
    1986 29 2,528 - 15,963
    1987 27 3,908 - 16,324
    1988 27 4,812 - 16,633
    1989 26 4,579 - 16,978
    1990 27 4,641 - 17,296
    1991 25 4,307 - 17,399
    1992 22 4,479 - 18,150
    1993 20 4,620 - 19,473
    1994 18 4,877 - 20,637
    1995 28 5,208 30,612 20,383
    1996 22 5,430 31,027 20,218
    1997 22 5,936 31,236 19,462
    1998 22 5,600 34,055 19,164
    1999 22 4,993 34,319 17,625
    2000 31 4,555 37,568 16,766
    2001 31 4,066 35,374 15,547
    2002 33 5,498 37,046 14,940
    2003 30 5,540 40,243 13,996
    2004 29 5,416 42,328 12,921
    2005 27 6,084 - 11,962
    2006 24 5,757 - 10,837
    2007 21 5,839 - 9,596
    2008 23 5,220 - 9,071
    2009 22 4,551 - 7,909
    2010 25 5,081 - 8,265
    2011 23 5,286 - 8,339
    2012 20 5,370 - 8,540
    2013 19 5,483 - 7,709
    2014 17 5,748 - 7,286
    2015 15 5,455 - 6,877
    2016 14 3,746 - 6,021
    2017 10 4,138 - 5,657
    2018 11 4,673 - 5,553
  • Titolo Tabella 6: Riserve di olio e gas per ripartizione geografica/zona marina (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    Legenda
    Note Riserve al 31-12-2018. Riserve certe: quantità di idrocarburi che possono essere commercialmente prodotte con probabilità >90%. Riserve probabili: quantità di idrocarburi che possono essere recuperate con probabilità >50%. Riserve possibili: quantità di idrocarburi che possono essere recuperate con probabilità <50%.

    OLIO GAS
    Certe Probabili Possibili Certe Certe Probabili Possibili Certe
    t*1.000 % Sm3*106 %
    Nord 265 168 0 0.35% 2,439 2,431 413 5.0%
    Centro 12 0 0 0.02% 190 585 33 0.4%
    Sud 64,511 76,869 50,473 85.07% 22,667 24,563 12,989 46.8%
    Sicilia 5,330 4,461 2,816 7.03% 781 584 368 1.6%
    TOTALE Terra 70,118 81,498 53,289 92.46% 26,077 28,163 13,803 53.8%
    Zona A 0 0 0 0.00% 7,278 9,634 5,237 15.0%
    Zona B 2,321 660 0 3.06% 7,162 7,698 2,443 14.8%
    Zona C 3,393 3,226 254 4.47% 7,962 8,628 3,233 16.4%
    Zona F 0 0 0 0.00%
    Zona D+G 0 0 0 0.00%
    TOTALE Mare 5,714 3,886 254 7.54% 22,402 25,960 10,913 46.2%
    TOTALE ITALIA 75,832 85,384 53,543 100.00% 48,479 54,123 24,716 100.0%
  • Titolo Tabella 7 - Produzione nazionale di idrocarburi per regione/zona marina (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia
    Legenda
    Note aLe regioni non riportate in tabella e la zona E non presentano titoli in vigore.

    Regione/zona marinaa gas olio
    Sm3 % kg %
    Piemonte 7,631,694 0.35% 16,030,638 0.39%
    Lombardia 17,539,855 0.81% 0 0.00%
    Veneto 1,563,978 0.07% 0 0.00%
    Emilia-Romagna 198,271,433 9.13% 12,109,337 0.29%
    Toscana 2,668,557 0.12% 0 0.00%
    Marche 8,741,927 0.40% 0 0.00%
    Abruzzo 13,909,598 0.64% 0 0.00%
    Molise 72,832,056 3.35% 11,732 0.00%
    Puglia 84,484,437 3.89% 0 0.00%
    Basilicata 1,572,312,738 72.38% 3,687,185,476 89.26%
    Calabria 6,052,898 0.28% 0 0.00%
    Sicilia 186,430,397 8.58% 415,353,011 10.06%
    Totale terra 2,172,439,568 100.00% 4,130,690,194 100.00%
    Zona A 1,886,930,870 55.81% 0 0.00%
    Zona B 952,458,002 28.17% 243,043,510 44.79%
    Zona C 4,219,214 0.12% 212,436,027 39.15%
    Zona D 523,401,389 15.48% 0 0.00%
    Zona F 13,753,007 0.41% 87,135,889 16.06%
    Totale Mare 3,380,762,482 100.00% 542,615,426 100.00%
    TOTALE 5,553,202,050 4,673,305,620
  • Titolo Figura 1: Produzione di idrocarburi in Italia
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MISE- UNMIG

  • Titolo Figura 2: Carta dei titoli minerari vigenti di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi (31/12/2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche - Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia. Base cartografica da Google Earth.

    Note L’area di un titolo rappresenta la zona, di diversi kmq, in cui può operare in esclusiva il titolare. Essa risulta molto superiore rispetto all'effettiva area occupata dagli impianti, che dell’ordine di alcuni ettari.
  • Titolo Figura 3: Produzione nazionale di idrocarburi per regione/zona marina (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MISE- UNMIG

  • Titolo Figura 4: Distribuzione dei titoli minerari geotermici (29/02/2019), sovrapposti alle isoterme a 2000m di profondità
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati CNR, MISE- UNMIG, Regione Toscana

  • Titolo Figura 5: Produzione geotermoelettrica in Italia (TWh/y)
    Fonte Modificato da UGI (2015) con dati Terna 2016-2018