IMPERMEABILIZZAZIONE E CONSUMO DI SUOLO

Autori: 
Luca Congedo, Ines Marinosci, Michele Munafò, Andrea Strollo
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore quantifica il suolo consumato a seguito di una variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale, secondo il principio del consumo di suolo netto, ovvero rileva le trasformazioni da suolo consumato a suolo non consumato (in genere ripristino di cantieri e di altre aree che l’anno precedente rientravano nel consumo di suolo reversibile). Il consumo di suolo netto registrato nel corso del 2018 ha riguardato circa 4.800 ettari di territorio, causando la perdita spesso irreversibile di aree naturali semi-naturali e agricole e dei loro rispettivi servizi ecosistemici.
Descrizione: 
Il consumo di suolo è un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, dovuta all’occupazione di una superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale.
Il fenomeno si riferisce a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative e infrastrutturali. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.
Il consumo di suolo può, quindi, essere definito come una variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato). Con consumo di suolo netto si intende il bilancio tra il consumo di suolo e l'aumento di superfici agricole naturali e seminaturali dovuto a interventi di recupero, demolizione, de-impermeabilizzazione, rinaturalizzazione o altro (Commissione europea, 2012). Dall'edizione 2017 (relativa a dati dell'anno precedente) è stato introdotto un nuovo sistema di classificazione che ha suddiviso i cambiamenti avvenuti in due categorie principali (permanente e reversibile) che costituiscono il secondo livello di classificazione, e successivamente, dove possibile, classificato al terzo livello sulla base del seguente sistema:
- consumo di suolo permanente: edifici, fabbricati; strade asfaltate; sede ferroviaria; aeroporti (piste e aree di movimentazione impermeabili/pavimentate); porti (banchine e aree di movimentazione impermeabili/pavimentate); altre aree impermeabili/pavimentate non edificate (piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi); serre permanenti pavimentate; discariche;
- consumo di suolo reversibile: strade sterrate; cantieri e altre aree in terra battuta (piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi, depositi permanenti di materiale); aree estrattive non rinaturalizzate; cave in falda; campi fotovoltaici a terra; altre coperture artificiali la cui rimozione ripristina le condizioni iniziali del suolo.
Scopo: 
Valutare il consumo di suolo a scala nazionale.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
I Programmi di azione europei in campo ambientale e l'Agenda 21 pongono, come obiettivi generali, l'uso sostenibile del territorio, la protezione della natura e della biodiversità. La Commissione europea è da anni impegnata a favorire un uso più sostenibile del terreno e del suolo. L'obiettivo dell'azzeramento del consumo di suolo era stato definito a livello europeo già con la Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006 (COM(2006) 231) (successivamente ritirata), che sottolineava la necessità di porre in essere buone pratiche per ridurre gli effetti negativi del consumo di suolo e, in particolare, della sua forma più evidente e irreversibile: l'impermeabilizzazione (soil sealing). Entro il 2020 le politiche comunitarie dovranno tenere conto dei loro impatti diretti e indiretti sull'uso del territorio; come obiettivo generale, richiamato nel 2011 con la Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse (COM(2011) 571)), si propone il traguardo di un incremento dell'occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050. Obiettivo rafforzato nel 2013 dal Parlamento europeo con l'approvazione del Settimo Programma di Azione Ambientale. La Commissione ha ritenuto utile anche indicare le priorità di azione e le modalità per raggiungere tale obiettivo e, nel 2012, ha pubblicato le linee guida per limitare, mitigare e compensare l'impermeabilizzazione del suolo (SWD (2012) 101). L'approccio indicato per il contenimento del consumo del suolo e dei suoi impatti è quello di attuare politiche e azioni finalizzate, nell'ordine, a limitare, mitigare e compensare l'impermeabilizzazione del suolo, da definire dettagliatamente negli Stati membri.
Raccogliendo le indicazioni contenute nel rapporto finale di Rio+20, il tema del monitoraggio del territorio è presente anche nell’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e nei relativi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs), da raggiungere entro il 2030, che dovranno essere integrati nei programmi nazionali a breve e medio termine, così da evitare la coesistenza di agende differenti e incoerenti (UN, 2015). Tra i 17 obiettivi ce ne sono alcuni che riguardano da vicino il fenomeno dell’impermeabilizzazione e del consumo di suolo (in particolare il target 11 “Rendere le città e le comunità più sostenibili” e il 15 “Proteggere, ristabilire e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri la gestione sostenibile delle foreste, combattere la desertificazione, fermare il degrado del territorio e arrestare la perdita della biodiversità”).
Con la sottoscrizione dell’Agenda, tutti i paesi compresa l’Italia hanno accettato di partecipare a un processo di monitoraggio di questi obiettivi gestito dalla Commissione Statistica delle Nazioni Unite, attraverso un sistema di indicatori, tra cui alcuni specifici sul consumo di suolo, sull’uso del suolo e sulle aree artificiali. Tra gli indicatori relativi a tali obiettivi sono di interesse specifico:
- il rapporto tra il consumo di suolo e la crescita demografica;
- la percentuale delle aree urbane costruite accessibile al pubblico;
- la percentuale del territorio soggetto a fenomeni di degrado.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non essendoci una normativa nazionale di riferimento, non esistono specifici obiettivi sul tema. L'Italia è comunque tenuta a rispettare gli obiettivi comunitari e quelli previsti dall'Agenda 2030. A livello regionale sono diverse le norme che impongono obiettivi di contenimento progressivo del consumo di suolo.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Munafò, M. (a cura di), 2019. Consumo di suolo, dinami-che territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2019. Report SNPA 08/19
https://www.snpambiente.it/2019/09/17/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2019/
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Miglioramento dell'accuratezza della cartografia per rendere più omogenee e precise le stime a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://groupware.sinanet.isprambiente.it/uso-copertura-e-consumo-di-suolo/library/consumo-di-suolo
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Unità di misura: 
Chilometro quadro (km2), Ettaro (ha), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Le elaborazioni annuali seguono una metodologia omogenea che prevede le seguenti fasi:
- acquisizione dei dati di input (immagini Sentinel 1 e 2, altre immagini satellitari disponibili, dati ancillari);
- preprocessamento dei dati;
- classificazione semi-automatica della serie tempo-rale completa dell’anno in corso e dell’anno prece-dente di Sentinel 1 e 2;
- produzione di una cartografia preliminare;
- fotointerpretazione multitemporale completa dell’intero territorio ed editing a scala di dettaglio (≥1:5.000);
- revisione della serie storica;
- rasterizzazione;
- validazione;
- mosaicatura nazionale e riproiezione in un sistema equivalente;
- elaborazione e restituzione di dati e indicatori.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Carta tematica
Grafico
Mappa
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2016-2017-2018
L'indicatore fornisce informazioni importanti sul fenomeno dell'espansione delle aree urbanizzate, delle infrastrutture e delle altre superfici artificiali considerando, in particolare, anche l'impermeabilizzazione del suolo, la forma più evidente di consumo di suolo. I dati sono prodotti a livello nazionale da ISPRA e dal SNPA attraverso l'elaborazione di una cartografia che identifica le aree impermeabilizzate e le aree a copertura artificiale per l'intero territorio italiano con una risoluzione pari a 10m (carta nazionale del consumo di suolo).
Durante l’aggiornamento dei dati vengono parzialmente riviste anche le cartografie degli anni precedenti sulla base dei nuovi dati satellitari disponibili, aggiornando, di conseguenza, le stime relative. Si deve evidenziare, inoltre, che tra le classi di consumo di suolo sono attualmente esclusi ponti, viadotti, strade minori, corpi idrici artificiali e serre non pavimentate, che nel passato erano, invece, considerate nella cartografia, portando, quindi, a una leggera revisione al ribasso dei valori di suolo consumato. I cambiamenti da un anno all’altro sono stati adeguati al nuovo sistema di classificazione assicurando la correttezza delle stime del consumo di suolo, mentre i dati degli anni precedenti sono in fase di revisione e potranno portare a futuri e ulteriori aggiornamenti per le stime del suolo consumato e al rilascio di nuove versioni delle cartografie.


Stato: 
Scarso
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Il consumo di suolo in Italia continua a crescere. Nel 2018 le nuove coperture artificiali hanno riguardato, in linea con i dati del 2017, circa 5.100 ettari di territorio, ovvero, in media, circa 14 ettari al giorno con una velocità di trasformazione di circa 2 m2 di suolo che, nell'ultimo anno, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo. Il consumo di suolo netto (cioè il bilancio tra nuovo consumo e aree ripristinate a seguito della dismissione di cantieri e di altre aree che l'anno precedente appartenevano alla classe 12 - consumo di suolo reversibile) è circa pari a 4.800 ettari netti, equivalenti a 1,.6 metri quadrati per ogni ettaro di territorio italiano. I dati confermano che il rallentamento del consumo di suolo è, di fatto, terminato e che si continua a incrementare il livello di artificializzazione e di conseguente impermeabilizzazione del territorio. In considerazione di quanto riportato si ritiene di dovere assegnare una valutazione negativa allo stato, e attendere ulteriori elaborazioni, per il trend di lungo periodo.
Commenti: 
In termini assoluti, in Italia sono oggi irreversibilmente persi circa 23.000 km2 di suolo. Prendendo in esame le ripartizioni geografiche del territorio italiano, i valori percentuali più elevati si registrano al Nord: molte province che affacciano sulla Pianura Padana hanno ormai superato il 10% di superficie impermeabilizzata (Figura 1) con un sensibile incremento, in termini di ettari consumati tra il 2017 e 2018, registrato soprattutto nella pianura veneta (Figura 2).
In 15 regioni il suolo consumato supera il 5%, con i valori percentuali più elevati in Lombardia (che supera per la prima volta quota 13%), Veneto (12,40%) e Campania (10,43%). Seguono Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Liguria e Lazio, con valori compresi tra l’8 e il 10%. La Valle d’Aosta è l’unica regione rimasta, di poco, sotto la soglia del 3% (2,92%) (Figura 3). Il confronto tra ripartizioni geografiche conferma i valori più alti di suolo consumato per le due ripartizioni del Nord, peraltro le uniche sopra il valore percentuale nazionale (figura 3). La densità dei cambiamenti netti del 2018, ovvero il consumo di suolo rapportato alla superficie territoriale, rende evidente il peso del Nord-Est che consuma 2,65 metri quadrati ogni ettaro di territorio, contro una media nazionale di 1,6 m2/ha (tabella 1). Tra le regioni, la densità del consumo di suolo è più alta in Veneto (5,03 m2/ha), Friuli-Venezia Giulia (3,01 m2/ha), Lombardia e Abruzzo (oltre i 2,6 m2/ha) (Tabella 1).
I risultati evidenziano un consumo soprattutto reversibile, essendo quasi il 67% dei cambiamenti interessato da cantieri e altre aree in terra battuta che in buona parte saranno probabilmente convertiti in consumo di suolo permanente nei prossimi anni (Tabella 2).
In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, con il target ‘assicurare che il consumo di suolo non superi la crescita demografica’, è stato infine elaborato l’indicatore SDG 11.3.1 che mette in relazione il tasso di variazione del consumo di suolo con il tasso di variazione della popolazione secondo un rapporto logaritmico (LCRPGR, Tabella 3). Negli due bienni (2016-2017 e 2017-2018) si rilevano a livello nazionale valori costantemente inferiori a -1, sintomo di una crescita insostenibile all'interno della quale l'aumento del suolo consumato è accompagnato da una riduzione della popolazione.

  • Titolo Tabella 1: Stima del consumo di suolo a livello regionale, in percentuale sulla superficie territoriale e in ettari
    Fonte Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA
    Legenda
    Note Durante l’aggiornamento dei dati al 2018 sono state parzialmente riviste anche le cartografie degli anni precedenti sulla base dei nuovi dati satellitari disponibili, aggiornando, di conseguenza, le stime relative (anch’esse disponibili per il download sullo stesso sito). Tra le classi di consumo di suolo sono ora esclusi ponti, viadotti, strade minori, corpi idrici artificiali e serre non pavimentate, che nel passato erano, invece, considerate nella cartografia, portando, quindi, a una leggera revisione al ribasso dei valori di suolo consumato. I cambiamenti da un anno all’altro sono stati adeguati al nuovo sistema di classificazione assicurando la correttezza delle stime del consumo di suolo, mentre i dati degli anni precedenti sono in fase di revisione e potranno portare a futuri e ulteriori aggiornamenti per le stime del suolo consumato e al rilascio di nuove versioni delle cartografie.

    Regione Suolo consumato 2017 Suolo consumato 2017 Suolo consumato 2018 Suolo consumato 2018 Consumo di suolo netto 2017-2018 Consumo di suolo netto 2017-2018 Densità consumo di suolo netto 2017-2018
    ha % ha % ha % m2/ha
    Valle d'Aosta 9.502 2,91 9.514 2,92 12 0,12 0,35
    Piemonte 171.929 6,77 172.153 6,78 223 0,13 0,88
    Lombardia 310.009 12,98 310.642 13,01 633 0,20 2,65
    Liguria 45.057 8,31 45.092 8,32 35 0,08 0,64
    Nord-Ovest 536.497 9,26 537.4 9,27 902 0,17 1,56
    Friuli-Venezia Giulia 70.459 8,90 70.698 8,93 239 0,34 3,01
    Trentino-Alto Adige 61.905 4,55 62.012 4,56 106 0,17 0,78
    Emilia-Romagna 215.51 9,60 215.89 9,62 381 0,18 1,70
    Veneto 226.444 12,35 227.368 12,40 923 0,41 5,03
    Nord-Est 574.319 9,22 575.968 9,24 1.649 0,29 2,65
    Umbria 47.636 5,63 47.66 5,64 24 0,05 0,29
    Marche 67.769 7,22 67.905 7,24 137 0,20 1,46
    Toscana 163.311 7,10 163.538 7,11 228 0,14 0,99
    Lazio 142.659 8,29 142.936 8,31 277 0,19 1,61
    Centro 421.374 7,26 422.04 7,27 666 0,16 1,15
    Basilicata 34.075 3,41 34.234 3,43 159 0,47 1,59
    Molise 18.143 4,09 18.189 4,10 46 0,25 1,04
    Abruzzo 54.889 5,08 55.172 5,11 282 0,51 2,62
    Calabria 78.327 5,19 78.392 5,20 65 0,08 0,43
    Puglia 163.216 8,43 163.642 8,45 425 0,26 2,20
    Campania 141.642 10,42 141.793 10,43 151 0,11 1,11
    Sud 490.292 6,69 491.421 6,71 1.129 0,23 1,54
    Sardegna 90.581 3,76 90.744 3,76 163 0,18 0,68
    Sicilia 185.417 7,21 185.719 7,22 302 0,16 1,17
    Isole 275.998 5,54 276.463 5,55 465 0,17 0,93
    ITALIA 2.298.479 7,63 2.303.291 7,64 4.812 0,21 1,60
  • Titolo Tabella 2: Tipologie di consumo di suolo (II livello di classificazione)
    Fonte Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA
    Legenda
    Note

    2016-2017 2017-2018 2016-2017 2017-2018
    Consumo di suolo permanente ha 1,358 1,088 Edifici ha 755 686
    Strade 105 78
    Altro 498 324
    % 25,4 21,4 Edifici % 14.1 13.5
    Strade 2 1.5
    Altro 9.3 6.4
    Consumo di suolo reversibile ha 3,582 3,528 Cantieri ha 3,012 2,846
    Altro 570 683
    % 66,9 69,3 Cantieri % 56.3 55.9
    Altro 10.6 13.4
    Non classificato ha 413 476 Non classificato ha 413 476
    % 7,7 9,3 % 7.7 9.3
  • Titolo Tabella 3: Variazione di consumo di suolo rispetto alla variazione di popolazione
    Fonte Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA
    Legenda *= Rapporto logaritmico tra il tasso di variazione del consumo di suolo e il tasso di variazione della popolazione
    Note

    Territorio: REGIONI LCRPGR *
    2018-2017 2017-2016 2016-2015
    Piemonte −0.34 −1.21 −0.50
    Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste −0.23 −0.74 −0.28
    Lombardia 1.20 1.65 3.59
    Trentino-Alto Adige/Südtirol 0.38 1.07 0.37
    Veneto −8.01 −3.22 −0.88
    Friuli-Venezia Giulia −1.83 −1.40 −0.16
    Liguria −0.14 −0.13 −0.09
    Emilia-Romagna 2.07 8.96 −4.42
    Toscana −0.95 −2.12 −0.79
    Umbria −0.11 −0.61 −0.15
    Marche −0.49 −0.62 −0.40
    Lazio −8.01 1.33 −3.91
    Abruzzo −0.96 −0.71 −0.22
    Molise −0.40 −0.40 −0.51
    Campania −0.51 −0.68 −1.29
    Puglia −0.67 −0.77 −0.77
    Basilicata −0.82 −0.40 −0.34
    Calabria −0.19 −0.21 −0.55
    Sicilia −0.28 −0.44 −0.81
    Sardegna −0.60 −0.40 −0.81
    Italia −1.20 −1.76 −0.97
  • Titolo Figura 1: Suolo consumato a livello provinciale (2018).
    Fonte Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA

  • Titolo Figura 2: Localizzazione dei principali cambiamenti di consumo di suolo avvenuti tra il 2017 e il 2018
    Fonte Elaborazioni ISPRA su cartografia SNPA

  • Titolo Figura 3: Suolo consumato a livello regionale e di ripartizione geografica (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su cartografia SNPA