AREE SOGGETTE AI SINKHOLES

Autori: 
Stefania Nisio
Abstract: 
Il censimento dei sinkholes e l'individuazione delle aree a rischio sono utili ai fini dello studio della suscettibilità del territorio al dissesto idrogeologico; essi derivano da ricerche e sopralluoghi svolti in sito dal personale specializzato di ISPRA e sono costantemente registrati nel Database nazionale dei sinkholes-ISPRA .
I fenomeni di sinkholes si verificano sul territorio italiano da tempi storici, quando le cause e i meccanismi genetici di innesco erano ancora sconosciuti. Le fonti storiche ci confermano che gli sprofondamenti catastrofici erano già noti in epoca romana, e con frequenza centennale hanno interessato le medesime aree, laddove i primi fenomeni erano stati obliterati artificialmente o naturalmente.
Sono stati censiti e studiati dall’ISPRA oltre 1.500 casi di sprofondamento naturale in aree di pianura, ed effettuati sopralluoghi e analisi di dettaglio in sito su più di 500 casi.
I fenomeni naturali censiti si concentrano in conche intramontane, in valli alluvionali e in pianure costiere; subordinatamente alcuni fenomeni sono stati rinvenuti su fasce pedemontane di raccordo con aree di pianura e in piccole depressioni intracollinari. Essi sono connessi ai fenomeni carsici e alla circolazione di acque in pressione nel sottosuolo.
Le aree suscettibili ai sinkholes naturali, per ora circa 200, si concentrano sul medio versante tirrenico e in particolare nel Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Campania e Toscana.
Il versante adriatico, a causa del proprio assetto geologico-strutturale, non è interessato da questo tipo di sinkholes, così come l’arco Alpino e le Dolomiti.
I fenomeni di natura antropogenica, invece, sono connessi a reticoli caveali sotterranei scavati dall’uomo per lo più per l’approvvigionamento di materiale da costruzione.
Molte città sono interessate dal fenomeno, soprattutto le grandi aree urbane ubicate su terreni oggetti di coltivazione mineraria, quali Roma, Napoli, Cagliari e Palermo. Nei centri urbani, non capoluogo di provincia, sono stati registrati più di 1.000 casi. Più di 3.300 fenomeni di sprofondamento sono stati registrati a Roma e alcune centinaia a Napoli.
Descrizione: 
L'indicatore consente di rappresentare le aree suscettibili a fenomeni di sprofondamento improvviso, noti in letteratura come sinkholes. I sinkholes sono voragini che si aprono repentinamente nel terreno, in maniera catastrofica con diametro e profondità variabile da alcuni metri a centinaia di metri. Essi sono suddivisi in due grandi gruppi: sinkholes di origine naturale e sinkholes di origine antropogenica. I primi si originano per cause naturali dipendenti dal contesto geologico-idrogeologico dell'area; i sinkholes antropogenici sono, invece, causati direttamente dall'azione dell'uomo. Esistono poi varie tipologie di sinkholes naturali in relazione al meccanismo di innesco e propagazione del fenomeno. I sinkholes naturali sono connessi per lo più a processi carsici di dissoluzione delle rocce e in misura minore a processi di erosione - liquefazione (piping sinkholes). Quest'ultima tipologia di sinkhole risulta la più pericolosa e imprevedibile; interessa prevalentemente le aree di pianura. Si tratta, in ambo i casi, di voragini di forma sub-circolare, con diametro e profondità variabili da pochi metri a centinaia di metri, che si aprono nei terreni, nell'arco di poche ore. I processi che originano questi fenomeni sono molto complessi e talvolta di difficile definizione, non riconducibili alla sola gravità, alla dissoluzione carsica, ma a una serie di cause predisponenti e innescanti: fenomeni di liquefazione, presenza di cavità nel sottosuolo anche a notevole profondità, copertura costituita di terreni facilmente asportabili, presenza di lineamenti tettonici, faglie o fratture, risalita di CO2 e H2S, eventi sismici, eventi pluviometrici importanti, attività antropica emungimenti, estrazioni, scavi, ecc. In relazione ai fattori genetici e alle modalità di propagazione del fenomeno (dal basso verso l'alto, all'interno dei terreni di copertura), i sinkholes vengono classificati in varie tipologie: originati da sola dissoluzione, da lenta subsidenza o da crollo e collasso. La classificazione proposta da ISPRA prevede le seguenti tipologie: solution sinkhole, cover subsidence sinkhole, rock subsidence sinkhole, cave collapse sinkhole, cover collapse sinkhole suffosion sinkhole, eversion sinkhole, deep piping sinkhole.
I deep piping sinkholes sono i più peculiari e si verificano nelle pianure alluvionali o costiere del territorio italiano, dando origine a voragini con diametri che possono superare i cento metri.
I sinkholes naturali possono essere colmati di acqua: accade spesso, infatti, che dopo la formazione di uno sprofondamento, l'acqua di falda o l'acqua di risalita dall'acquifero profondo si riversi nella cavità, dando a questa la fisionomia di un piccolo lago. Le acque presenti, spesso mineralizzate, possono essere alimentate dalla falda superficiale e/o da sorgenti al fondo della cavità.
I sinkhole antropogenici sono causati dalle attività umane (anthropogenic sinkholes), sono dovuti cioè al collasso di cavità artificiali presenti nel sottosuolo o da disfunzioni nella rete di sottoservizi. Questi si concentrano nelle aree dove l'urbanizzazione è stata più massiccia e dove si sono sviluppate nei secoli pratiche di escavazione del sottosuolo per diversi scopi.
È stato compiuto dall'ISPRA un censimento dei sinkholes naturali nelle aree di pianura del territorio italiano; il censimento oggi è a buon livello di aggiornamento e ha permesso di realizzare una banca dati unica in Italia.
Inoltre, da alcuni anni è in corso un censimento degli sprofondamenti antropogenici nei centri urbani. Quest'ultimo database è in corso di lavorazione.
Scopo: 
Censire tutti gli episodi di sprofondamento naturale e antropogenico e definire le aree a rischio sprofondamento sul territorio nazionale. Queste ultime sono porzioni di territorio che vengono individuate in base alla concentrazione di eventi di sprofondamento e alla presenza di fattori predisponenti e innescanti (sorgenti sulfuree, faglie, carsismo, cavità sotterranee, terreni particolarmente erodibili, epicentri di terremoti etc.). Le aree soggette ai sinkholes costituiscono un buon indicatore per il dissesto idrogeologico del territorio italiano.
RILEVANZA - L'indicatore: 
Non compilato  
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Non compilato  
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
Non compilato  
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Non compilato  
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
NISIO S. (2008) - I fenomeni naturali di sinkhole nelle aree di pianura italiane. Monografia Memorie descrittive della Carta Geologica d’It. Vol. LXXXV; 475pp
NISIO S. (2010) - I sinkholes nelle aree di pianura italiane: i risultati del “Progetto Sinkhole”- Atti 2° Workshop internazionale: I sinkholes. Gli sprofondamenti catastrofici nell’ambiente naturale ed in quello antropizzato. Roma 3-4 dicembre 2009. ISPRA, 13-28.
BASSO N., CIOTOLI G., FINOIA M. G, GUARINO P. M., MIRAGLINO P., NISIO S., (2013) - Gli sprofondamenti nella città di Napoli. Mem. Descr. Carta Geol. D’IT. 93, 73-104.
CIOTOLI G. CORAZZA A., FINOIA M.G., NISIO S. SUCCHIARELLI C. (2013) – Gli sprofondamenti antropogenici nell’aria urbana di Roma. Mem. Descr. Carta Geol. D’IT. 93, 143-182.
NISIO S. (2013) - Fenomeni di sprofondamento in alcuni centri urbani. IX Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, ISPRA.
NISIO S. (2012) - Fenomeni di sprofondamento in alcuni centri urbani. VIII Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, ISPRA.
GUARINO P.M. & NISIO S. (2012) – Anthropogenic sinkholes in urban areas. A case study from Naples (Italy) .Physics and Chemistry of earth. Elsevier. Special ISSUe, 49 (2012) 92–102ES.
NISIO S. (2011) - Fenomeni di sprofondamento in alcuni centri urbani. VII Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, ISPRA.
MELONI F., NISIO S., LIPERI L., TONELLI V., ZIZZARI P. (2013) -Il Catalogo unificato dei sinkholes della regione Lazio. Mem. Descr. Carta Geol. D’IT. 93, 321-354.
MELONI F., NISIO S., LIPERI L., TONELLI V., ZIZZARI P. CIOTOLI G. (2013) -Carta dei sinkholes della Regione Lazio. Mem. Descr. Carta Geol. D’IT. 93.
CIOTOLI G., FINOIA M.G., LIPERI L., MELONI F., NISIO S., TONELLI V., ZIZZARI P. (2015) - Sinkhole susceptibility map of the Lazio Region, central Italy. Journal of Maps 1/2015
CIOTOLI G., DI LORETO E, LIPERI L., MELONI F., NISIO S., SERICOLA A. (2015) - Carta dei Sinkhole Naturali del Lazio 2012 e sviluppo futuro del Progetto Sinkholes Regione Lazio. Mem. Descr. Carta Geol. D’It. 99, 189-202.
CIOTOLI G. ,NISIO S., AMANTI M. (2016) - La Suscettibilità di Roma ai sinkholes antropogenici. professione Geologo, Ordine Geologi del lazio
MELONI F. & NISIO S. (2015) - Catalogo dei Sinkhole Antropogenici del Lazio 2013 ed organizzazione delle attività future. (2015) Mem. Descr. Carta Geol. D’It. 99, 245-254. ISBN 978 – 88-9311-009-9
CIOTOLI G. ,NISIO S., AMANTI M. (2016) - La Suscettibilità di Roma ai sinkholes antropogenici. professione Geologo, Ordine Geologi del Lazio.
NISIO S., ALLEVI A., CIOTOLI G., FERRI G., FIORE R., PASCUCCI R., STRANIERI I., SUCCHIARELLI C., (2017) Carta delle Cavità sotterranee di Roma. Pubblicazione ISPRA
C. CALLIGARIS, L. ZINI, S. NISIO, C. PIANO (2019) - Sinkholes in the Friuli Venezia Giulia Region: state of the art of the of territorial analyses in the evaporites. Springer Book “Applied Geology: Approaches to Future Resource .
NISIO S. (2019) - La Carta delle cavità Antropogeniche di Roma Capitale. Quaderni Ordine degli Ingegneri di Roma, 2019.
F. BISCONTI, G. CIOTOLI, G. FERRI, R. FIORE, M. LANZINI, S. NISIO, R. PAOLUCCI, M. ROMA, I. STRANIERI, C. SUCCHIARELLI ALLEVI M. (2018) - Primo contributo alla realizzazione della carta delle cavità sotterranee di Roma. SIGEA - Soc. It. di Geol. Amb., Geologia dell’Ambiente 4/2018
NISIO S. (2018)– I sinkholes antropogenici nelle città Italiane -Qualità dell’ambiente urbano – XIV Rapporto 2018. ISPRA Stato dell’Ambiente 82/18, 149-158.


Limitazioni: 
I limiti di tale indicatore sono dovuti dalla difficoltà nel reperimento di informazioni per svolgere il censimento, di reperimento di indagini geologiche e sondaggi geognostici profondi e di documentazione storica per risalire alla data di formazione dell'evento. Altri limiti sono dovuti al reperimento di fonti storiche riguardanti le voragini avvenute in passato nei grandi centri urbani.
Ulteriori azioni: 
Necessità di effettuare rilevamenti geologici e idrogeologici in altre aree del territorio nazionale (Sardegna, Appennino settentrionale, Pianura Padana etc.), indagini storiche e raccolta di dati derivanti da sondaggi geognostici. Necessità di prelevare campioni e di effettuare analisi geochimiche e geotecniche al fine di conoscere le caratteristiche fisiche delle acque presenti nelle cavità naturali e fisico-meccaniche dei terreni sottoposti a suffosione.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati sono, in parte, fruibili sul Database nazionale sinkhole – ISPRA
I dati sono raccolti prevalentemente da ricercatori ISPRA, provengono da fonti bibliografiche, emeroteche, relazioni tecniche, sopralluoghi in sito.
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Rilevamento e ubicazione dei fenomeni di sinkholes che si registrano sul territorio italiano.
Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2018
Qualità dell'informazione: 
Non compilato  
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
x
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
x
Commenti: 
Non compilato  
Non ci sono allegati.