INCIDENZA DEL TURISMO SUI CONSUMI DI ACQUA POTABILE

Autori: 
Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore intende fornire un’idea quantitativa del contributo dei turisti al consumo giornaliero di acqua potabile. Nel 2018, a livello nazionale, il movimento turistico censito ha consumato giornalmente 4 litri di acqua a uso potabile/ab. equivalenti. Nel periodo 2015-2018 si rileva una crescita dei consumi, passando da 3,7 a 4 litri/ab. equivalenti.
Descrizione: 
Premesso che la richiesta di acqua aumenta con la stagione calda, non solo per l'ambiente naturale ma anche per quello agricolo e per le persone, ciò comporta spesso periodi di scarsità idrica. L'indicatore offre un’idea quantitativa della domanda supplementare di risorsa idrica che si ha con l'aumento della pressione demografica sul territorio a seguito della presenza dei turisti. L'indicatore è ottenuto dalla differenza tra il consumo giornaliero pro capite di acqua per uso potabile calcolata con la popolazione residente e il consumo pro capite di acqua per uso potabile calcolato, invece, con la "popolazione equivalente", ottenuta aggiungendo alla popolazione residente anche il numero di presenze turistiche registrate nell'anno e ripartite sui 365 giorni.
Scopo: 
Quantificare il contributo dei turisti al consumo giornaliero di acqua potabile.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Non esistono riferimenti normativi in materia.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
EUROSTAT (2006) - Working Papers and Studies "Methodological work on measuring the sustainable development of tourism -Part 2
Goosling S. (2015) New performance indicatore for water manangement in tourism. in Journal Tourims Management
Limitazioni: 
L'indicatore fornisce soltanto una misura ancora parziale del contributo del turismo al consumo di acqua potabile, poiché non sono quantificate dalla statistica ufficiale le presenze giornaliere senza pernottamento, cioè i cosiddetti "escursionisti" o quelle in seconde case. Inoltre, rappresenta solo un contributo al dibattito metodologico in materia, indirizzato al “water footprint” per il turismo, ancora però con metodologie non condivise ed estrema difficoltà nella disponibilità dei dati di base necessari al calcolo.
Ulteriori azioni: 
Orientarsi verso il calcolo della “water footprint” per il turismo, ovvero il volume totale di acqua necessaria a produrre un’unità di beni e servizi consumati da un turista.
Frequenza rilevazione dati: 
Pluriennale
Accessibilità dei dati di base: 
https://www.istat.it/it/archivio/251509
Fonte dei dati di base: 
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Consumo pro capite di acqua potabile attribuibile al movimento turistico censito = (acqua erogata dalle reti di distribuzione/Popolazione residente) - (acqua erogata dalle reti di distribuzione/Popolazione residente+numero di presenze turistiche registrate nel corso dell'anno, ripartite su 365 giorni).
Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Triennale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
2008;2012;2015;2018
L'indicatore seppur ancora in versione sperimentale presenta aderenza alla domanda di informazione riguardante gli impatti e le pressioni generate dai settori produttivi in generale e dal turismo in particolare. L'accuratezza, la comparabilità nel tempo e nello spazio sono garantite dai utilizzati per la costruzione dell’indicatore adeguatamente documentati e di fonte autorevole.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
A livello nazionale, il consumo pro capite di acqua potabile attribuibile al settore turistico nell'ultimo periodo considerabile (2015-2018) mostra una crescita, passando da 3,7 a 4 litri/ab. equivalenti.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
A livello nazionale, il consumo pro capite di acqua potabile attribuibile al settore turistico tra il 2008 e il 2018, presenta un andamento inizialmente decrescente per poi risalire tra il 2015 e il 2018, attestandosi a 4 litri/ab. equivalenti. Al momento non si ritiene possibile valutare il trend a causa dell’assenza di una serie storica sufficientemente ampia.
Commenti: 
Nel 2018, a livello nazionale, il movimento turistico censito ha consumato giornalmente 4 litri di acqua a uso potabile/ab.equivalenti (Tabella 1). Ciò è ottenuto dalla differenza tra il consumo giornaliero di acqua per uso potabile per abitante calcolato per la popolazione residente, pari a 215 litri, e il consumo giornaliero di acqua per uso potabile per abitante calcolato, invece, con la "popolazione equivalente" (ricavata aggiungendo alla popolazione residente le presenze turistiche registrate nel corso dell’anno, ripartite su 365 giorni), pari a 211,3 litri.

La domanda extra di risorse idriche attribuibili al turismo a livello regionale si declina in maniera eterogenea, però così come avviene da tanti anni ormai sia per il rapporto"presenze/abitanti" rilevato nell'indicatore "Intensità turistica", che offre l'idea dello sforzo sopportato da un territorio e dalle proprie strutture, sia per l'indicatore relativo all’incidenza del turismo sui rifiuti urbani, sono il Trentino-Alto Adige (33,7 litri pro capite) e la Valle d'Aosta (32,4 litri pro capite) a presentare nel 2018 la più alta incidenza del movimento turistico "censito" sulla domanda di risorse idriche a uso potabile. (Figura 1). Questa situazione si presenta anche senza tener conto del turismo, in quanto nei volumi di acqua erogata sono compresi anche gli usi pubblici, quali la pulizia delle strade, l’acqua nelle scuole e negli ospedali, l’innaffiamento di verde pubblico, i fontanili. In particolare, questi ultimi sono maggiormente presenti in alcune zone d’Italia, nella fattispecie in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e nelle aree montane, e danno luogo a erogazioni per nulla trascurabili, che fanno aumentare sensibilmente il valore dell’indicatore “non turistico”. I valori pro capite dell’acqua immessa ed erogata dipendono anche dalla dotazione infrastrutturale presente nel comune. Valori non elevati possono originarsi, infatti, in quei territori in cui sono presenti forme autonome e individuali di approvvigionamento e distribuzione dell’acqua potabile.
Nel periodo 2015-2018, in ben 15 regioni su 20 si rileva una crescita dell'incidenza del turismo sul consumo di acqua potabile, con Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Sardegna a registrare gli aumenti maggiori superiori a 1 litro per abitanti equivalenti.
Da segnalare altresì che, nonostante si sia tenuto conto delle presenze turistiche, l'indicatore fornisce soltanto una misura parziale del contributo del turismo al consumo di acque per uso potabile, poiché non sono quantificate dalla statistica ufficiale le presenze giornaliere senza pernottamento, cioè i cosiddetti "escursionisti" o quelle in seconde case.
  • Titolo Figura 1: Distribuzione regionale della quota pro capite di consumo di acqua per uso potabile attribuibile al turismo (2018)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISTAT " Censimento delle acque a uso civile"

  • Titolo Tabella 1: Distribuzione regionale della quota pro capite di consumo di acqua per uso potabile attribuibile al turismo
    Fonte Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISTAT " Censimento delle acque a uso civile"

    Regione 2008 2012 2015 2018
    lit/ab.equivalenti
    Piemonte 1.7 1.8 1.8 2.2
    Valle d'Aosta 20.3 28.6 28.9 32.4
    Lombardia 2.5 2.7 2.5 2.8
    Trentino-Alto Adige/Sudtirol 32.3 30.4 30.3 33.7
    Bolzano/Bozen 37.0 33.8 34.0 36.0
    Trento 25.3 24.1 23.9 28.1
    Veneto 8.0 7.7 7.3 7.8
    Friuli-Venezia Giulia 5.1 4.9 4.4 4.3
    Liguria 6.8 6.7 6.3 6.4
    Emilia-Romagna 5.4 5.2 4.5 4.9
    Toscana 7.1 6.0 5.3 5.6
    Umbria 3.4 3.6 2.9 2.7
    Marche 4.1 3.9 3.7 3.7
    Lazio 4.6 3.8 3.0 3.2
    Abruzzo 3.8 4.2 3.6 2.9
    Molise 1.4 1.2 1.2 1.0
    Campania 1.9 1.8 1.7 2.0
    Puglia 1.4 1.8 1.4 1.6
    Basilicata 2.2 1.8 1.8 2.8
    Calabria 3.1 3.4 3.3 3.3
    Sicilia 1.6 1.6 1.4 1.5
    Sardegna 4.7 3.9 3.5 4.8
    Italia 4.2 4.1 3.7 4.0