DIFFUSIONE DI SPECIE ALLOCTONE ANIMALI E VEGETALI

Autori: 
Carnevali Lucilla, Ercole Stefania, Genovesi Piero
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore fornisce un quadro dell'attuale presenza in Italia di specie alloctone animali e vegetali e dei trend di introduzione nell'ultimo secolo, attraverso la consistenza numerica, il numero medio di nuove specie alloctone introdotte ogni anno e la distribuzione delle specie invasive di rilevanza unionale. Il numero di specie alloctone in Italia è in progressivo e costante aumento; sulla base dei dati attualmente disponibili le specie esotiche introdotte nel nostro Paese sono state più di 3.500 (di cui 3.367 attualmente presenti). Il numero medio di specie introdotte per anno è aumentato in modo esponenziale nel tempo, arrivando a 13 specie all'anno nel decennio in corso. Anche il numero cumulato di specie introdotte in Italia a partire dal 1900 conferma questo andamento, con un aumento in 120 anni di oltre il 500%.
Descrizione: 
Secondo la CBD (Convention on Biological Diversity) per specie alloctona (esotica, aliena, introdotta, non-nativa) deve intendersi "una specie, sottospecie o gruppo tassonomico di livello gerarchico più basso introdotta (a causa dell'azione dell'uomo, intenzionale o accidentale) al di fuori della propria distribuzione naturale passata o presente, inclusa qualunque parte della specie, gameti, semi, uova o propagoli di detta specie che potrebbero sopravvivere e conseguentemente riprodursi". Per specie alloctona invasiva deve intendersi "una specie alloctona la cui introduzione e/o diffusione minaccia la biodiversità".
L'indicatore fornisce un quadro dell'attuale presenza delle specie alloctone animali e vegetali in Italia, attraverso la loro consistenza numerica e mostra sia i trend di introduzione di specie alloctone nel territorio nazionale nell'ultimo secolo, sia il tasso medio annuo (numero medio di nuove specie alloctone introdotte ogni anno). I dati utilizzati per l'indicatore sono stati estratti dalla Banca Dati Nazionale Specie Alloctone, realizzata da ISPRA su incarico del MATTM.
L’indicatore riporta la mappa di distribuzione delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale presenti in Italia, elaborata per la prima rendicontazione ai sensi dell’art.24 del Regolamento UE 1143/14. Tale mappa contribuisce all’implementazione a livello europeo delle mappe di distribuzione delle specie invasive di rilevanza unionale.
Scopo: 
L'indicatore è utile a rappresentare il fenomeno delle invasioni biologiche che causa danni alla biodiversità, ai servizi ecosistemici, alla salute umana e all'economia.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Dal 1° gennaio 2015 è entrato in vigore il Regolamento (EU) 1143/2014 del Parlamento e del Consiglio europei sulla prevenzione e la gestione dell'introduzione e la diffusione delle specie aliene invasive. Il Regolamento fissa le regole per prevenire, ridurre al minimo e mitigare l'impatto sulla biodiversità, sui servizi ecosistemici, sulla salute umana e sull'economia dovuto all'introduzione e diffusione, sia deliberata che accidentale, di specie aliene invasive all'interno dell'Unione Europea.
La Commissione ha adottato un elenco di specie invasive rilevanti per l'Unione, che sarà aggiornato di continuo e revisionato almeno ogni 6 anni. Le specie presenti in questo elenco non possono essere intenzionalmente introdotte nel territorio europeo, né essere allevate, trasportate, immesse sul mercato o rilasciate nell'ambiente. Il Regolamento stabilisce l’obbligo di mettere a punto un sistema di sorveglianza per il rilevamento precoce e l'eradicazione rapida delle specie di rilevanza unionale ancora assenti dal territorio dello Stato membro, nonché l’obbligo di attuare misure di gestione efficaci per le specie già presenti. Inoltre ogni Stato membro deve svolgere un’analisi approfondita dei vettori tramite i quali le specie esotiche invasive sono introdotte e si diffondono nel proprio territorio, elaborando e attuando un piano d’azione per i vettori prioritari individuati.
Spetta agli Stati membri il compito di adottare le misure necessarie per garantire l'applicazione del Regolamento e prevedere le sanzioni in caso di violazione. Infine è previsto un sistema di autorizzazioni e permessi speciali per consentire alcune attività con le specie aliene invasive come ad esempio attività di ricerca o conservazione. Gli Stati membri possono istituire elenchi nazionali di specie invasive, anche al fine di introdurre misure di prevenzione e gestione su scala nazionale.
Il Decreto legislativo n. 230/17 di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 1143/2014, entrato in vigore il 14 febbraio 2018, stabilisce le misure per: i controlli ufficiali necessari a prevenire l’introduzione deliberata delle specie di rilevanza unionale e nazionale, il rilascio delle autorizzazioni in deroga ai divieti, l’istituzione di un sistema nazionale di sorveglianza, le misure di gestione volte all’eradicazione o contenimento delle specie di rilevanza unionale e nazionale e la disciplina sanzionatoria per le violazioni delle disposizioni.
A giugno 2019 l’Italia ha inviato i dati per la prima rendicontazione prevista ai sensi dell’art. 24 del Regolamento UE sulle specie aliene di rilevanza unionale.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Seebens H., Blackburn T.M., Essl F., 2017. No saturation in the accumulation of alien species worldwide. Nature Communications, 8, 14435. http://www.nature.com/articles/ncomms14435
Alonzi A., Aragno P., Carnevali L., Grignetti A. e P. Genovesi (2020). Prima rendicontazione nazionale ai sensi dell’art.24 del Reg. (UE) n. 1143/2014 sulle specie esotiche invasive (2016-2018). Rapporto tecnico. Disponibile su: www.specieinvasive.it
Limitazioni: 
I dati utilizzati per l'indicatore rappresentano una sottostima della consistenza del fenomeno a causa della limitata quantità di studi specifici in determinate aree geografiche, oltre che per il ritardo con cui le specie vengono identificate.
L'indicatore si basa sull'intero campione di dati e non solo sulle specie alloctone invasive (stimate in circa 400).
Ulteriori azioni: 
Per alcuni gruppi tassonomici i dati sono ancora carenti (in particolare per i funghi e i licheni). Inoltre, è necessario colmare le lacune in merito alle date di introduzione delle specie aliene in Italia, almeno dal secondo dopoguerra a oggi.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale per le specie esotiche invasive di rilevanza unionale (come previsto dal D.Lgs. 230/17); biennale per tutte le altre specie aliene.
Accessibilità dei dati di base: 
La Banca Dati Nazionale Specie Alloctone sarà presto consultabile on-line sul sito www.specieinvasive.it
Fonte dei dati di base: 
Aleffi, Tacchi, Cortini Pedrotti, 2008 - Check-list of the Hornworts, Liverworts and Mosses of Italy. Bocconea, 22.
Alonzi A., Aragno P., Carnevali L., Grignetti A., P. Genovesi, 2020. Prima rendicontazione nazionale ai sensi dell’art.24 del Reg. (UE) n. 1143/2014 sulle specie esotiche invasive (2016-2018). Rapporto tecnico.
Bartolucci et al., 2018. An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems 152(2): 179-303.
Galasso et al., 2018. An updated checklist of the vascular flora alien to Italy. Plant Biosystems, 152(3), 556-592.
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) - Banca Dati Nazionale Specie Alloctone.
Minelli A., Ruffo S., La Posta S. (eds.), 1993-1995 - Checklist delle specie della fauna italiana. Fascicoli 1-110. Edizioni Calderini, Bologna [consistenza delle specie faunistiche - Checklist]
Ruffo S., Stoch F. (eds), 2007. Checklist and distribution of the Italian fauna. Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, 2 serie, Sezione Scienze della Vita, 17 (2006): 1-303 with CD ROM
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è stato elaborato calcolando diversi sub-indicatori a partire dai dati aggiornati al dicembre 2019 derivanti dalla Banca Dati Nazionale Specie Alloctone (ISPRA). L'elaborazione è costituita da semplici operazioni di calcolo. L'indicatore si basa sull'intero campione di dati relativi alle specie alloctone animali e vegetali (e non solo sulle specie alloctone invasive). Per dettagli relativi alle scelte operate per il calcolo del tasso di introduzione si veda il par. Commenti. Per l’analisi delle date di introduzione è stata seguita la metodologia di Seebens et al. (2017).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Periodicità di aggiornamento: 
Biennale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
(Neolitico) - 1500 – 2019
L'informazione utilizzata per il popolamento dell'indicatore costituisce un dato importante ai fini della rappresentazione della consistenza delle specie alloctone animali e vegetali documentate in Italia, ricomprendendo tutte le specie esotiche e non solo quelle descritte come "invasive". Presenta un'ottima affidabilità complessiva poiché le fonti dei dati sono le più attendibili, complete e aggiornate a livello nazionale. È possibile evidenziare trend e tendenze in atto, dal momento che la fonte dei dati comprende anche informazioni relative agli anni di introduzione delle entità esotiche. La comparabilità nel tempo e nello spazio può essere considerata buona poiché la metodologia di rilevazione dei dati si basa su protocolli comuni e condivisi tra gli esperti dei diversi gruppi tassonomici.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Il numero di specie alloctone in Italia è in progressivo e costante aumento e, come noto, il fenomeno delle invasioni biologiche causa danni alla biodiversità, ai servizi ecosistemici, alla salute umana e all'economia. Sulla base dei dati attualmente disponibili le specie esotiche introdotte nel nostro Paese sono state più di 3.500, di cui 3.367 attualmente presenti. Di queste, quasi 1.800 appartengono al regno animale, oltre 1.500 al regno vegetale e poi funghi, batteri e cromisti. È necessario ribadire che questi numeri rappresentano una sottostima in particolare per alcuni gruppi tassonomici.
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Il trend si considera negativo in quanto rimane costante e progressivo l’aumento delle specie alloctone in Italia: tale numero è passato dalle 3.182 specie presenti nel 2017 alle 3.367 specie attualmente presenti. Inoltre, anche osservando il tasso medio annuo di introduzione (Figura 2) si evidenzia una crescita esponenziale. A una prima fase di sostanziale stabilità (1900-1950), con tassi medi di introduzione al di sotto di 2 specie/anno, è seguito un aumento del tasso che, inizialmente moderato, a partire dagli anni ’70 è divenuto molto più consistente arrivando a valori superiori a 7 specie/anno, per raggiungere il suo massimo nel decennio in corso, con oltre 13 specie/anno. Anche il numero cumulato di specie introdotte in Italia a partire dal 1900 conferma questo andamento esponenziale, con un aumento in 120 anni di oltre il 500% (Figura 3).
Commenti: 
Il numero di specie alloctone in Italia si conferma in progressivo e costante aumento. Tale incremento è correlabile all'aumento degli scambi commerciali e allo sviluppo dei sistemi di trasporto che si è verificato in Europa a partire in particolare dal Secondo dopoguerra.
In Figura 1 è possibile osservare la consistenza numerica delle specie alloctone italiane appartenenti ai principali gruppi tassonomici animali e vegetali e la proporzione tra specie alloctone introdotte e numero totale di specie (autoctone + alloctone) stimate in Italia per ciascun gruppo. Rispetto alla precedente fotografia, relativa ai dati del dicembre 2017, si nota un incremento notevole della percentuale di specie alloctone appartenenti alle classi dei rettili (che dal 20% del 2017 arrivano a superare il 30% nel 2019) e dei pesci ossei (che dal 15% arrivano a sfiorare il 20% delle specie totali presenti in Italia).
Dall’analisi del tasso di introduzione (Figura 2) si evince chiaramente che il numero medio di specie introdotte per anno è aumentato in modo esponenziale nel tempo, arrivando a 13 specie all'anno nel decennio in corso. Si sottolinea come il dato assoluto di nuove introduzioni per decennio rappresenti sicuramente una sottostima, essendo le conoscenze sulle date di introduzioni delle specie piuttosto scarse (pari al 20% delle specie inserite nella banca dati). Per il calcolo del tasso di introduzione sono state considerate unicamente le specie aliene sull’intero territorio nazionale e presenti in maniera stabile, con periodo o data di introduzione successivi al 1900. Sono state quindi escluse le specie con status incerto o di origine aliena solo in una parte del territorio nazionale e tutte le specie presenti in maniera occasionale, sporadica o le specie introdotte che si sono poi estinte o sono state eradicate. Infine, sono stati esclusi gli invertebrati cosiddetti pest agricoli e/o forestali, specie legate a colture delimitate nello spazio (es. Heterodera elachista, un nematode giapponese legato alle cisti del riso e del mais, arrivato in Italia tra il 2012 e il 2013). Quest’ultima scelta è basata sul fatto che il Regolamento EU 1143/14 in maniera esplicita esclude l’applicazione dei divieti per queste specie, già coperte da altri strumenti normativi. Per l’analisi delle date di introduzione è stata seguita la metodologia di Seebens et al. (2017).
Anche calcolando il numero cumulato di specie introdotte in Italia a partire dal 1900 (Figura 3) si conferma l’andamento esponenziale già evidenziato in precedenza. In 120 anni le specie aliene introdotte sono aumentate di oltre il 500% e il 2010 risulta quello con il numero massimo di introduzioni di nuove specie (n. = 21). Tale rapido incremento non evidenzia ancora alcun effetto di saturazione, comprovando il dato emerso anche a livello globale (Seebens et al., 2017).
A giugno 2019 è stata consegnata la prima rendicontazione prevista ai sensi dell’art. 24 del Regolamento UE 1143/14 sulle specie esotiche invasive inserite nell’elenco di rilevanza unionale. L’elenco, successivamente aggiornato, si compone di 48 specie, 30 delle quali già presenti in Italia, in ambiente naturale, la cui distribuzione, rappresentata mediante celle 10x10 km2, è mostrata in Figura 4.
Si evidenzia una concentrazione di specie nel Nord del paese, in particolare nell’area della Pianura padana. A questa si aggiungono due piccoli hot spots in Italia centrale corrispondenti alla Pianura pontina (provincia di Latina) del Lazio e all’area di Firenze in Toscana.
  • Titolo Figura 1: Numero di specie alloctone italiane, attualmente presenti in Italia, appartenenti ai principali gruppi tassonomici e percentuale di alloctone sul totale complessivo di specie, calcolata per ciascun gruppo (2019)
    Fonte ISPRA (2019). Banca Dati Nazionale Specie Alloctone. Agg. dicembre 2019; Minelli, Ruffo, La Posta (eds.), 1993-1995. Checklist delle specie della fauna italiana. Fascicoli 1-110. Ed. Calderini, Bologna; Aleffi, Tacchi, Cortini Pedrotti, 2008 - Check-list of the Hornworts, Liverworts and Mosses of Italy. Bocconea 22; Bartolucci et al., 2018. An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems 152(2); Galasso et al, 2018. An updated checklist of the vascular flora alien to Italy. Plant Biosystems, 152(3)

    Note Aggiornamento: dicembre 2019. Sono esclusi Funghi e Alghe.
  • Titolo Figura 2: Numero di specie introdotte in Italia a partire dal 1900 e tasso medio annuo di nuove introduzioni (2019)
    Fonte ISPRA (2019). Banca Dati Nazionale Specie Alloctone. Aggiornamento: dicembre 2019

    Note Aggiornamento: dicembre 2019. Calcoli effettuati su 677 specie di data introduttiva certa
  • Titolo Figura 3: Numero cumulato di specie alloctone introdotte in Italia (2019)
    Fonte ISPRA (2019). Banca Dati Nazionale Specie Alloctone. Agg. dicembre 2019

    Note Aggiornamento: dicembre 2019 Calcolato a partire dal 1900, su 677 specie per le quali è conosciuta la data di introduzione.
  • Titolo Figura 4: Distribuzione delle 30 specie esotiche invasive di rilevanza unionale presenti in Italia (giugno 2019)
    Fonte Alonzi A., Aragno P., Carnevali L., Grignetti A., P. Genovesi (2020). Prima rendicontazione nazionale ai sensi dell’art.24 del Reg. (UE) n. 1143/2014 sulle specie esotiche invasive (2016-2018). Rapporto tecnico