CONSISTENZA E LIVELLO DI MINACCIA DI SPECIE ANIMALI

Autori: 
Stefania Ercole
Immagine abstract
Abstract: 
La fauna italiana è stimata in oltre 58.000 specie e il numero totale arriva a circa 60.000 taxa se si considerano anche le sottospecie. Numerose sono le specie endemiche italiane. Tra i vertebrati diversi gruppi annoverano numerose specie endemiche, con tassi significativi di endemismo ad esempio negli anfibi (31,8%) e nei pesci ossei di acqua dolce (18,3%). Questa ricchezza appare però minacciata poiché le valutazioni del rischio di estinzione per la nostra fauna (Liste Rosse Italiane IUCN) e le tendenze demografiche delle popolazioni, mettono in luce livelli di minaccia piuttosto preoccupanti. Delle 672 specie di vertebrati italiani (576 terrestri e 96 marine), 6 sono estinte in Italia (2 storioni, 3 uccelli e un pipistrello), mentre 161 specie sono minacciate di estinzione (pari al 28% delle specie valutate). Tra i gruppi di vertebrati le più alte percentuali di rischio si rilevano negli uccelli nidificanti (29%), negli anfibi (36%) e nei pesci ossei di acqua dolce (48%). Tra gli invertebrati, invece, si sono estinte 1 specie di libellula, 2 coleotteri saproxilici, 1 specie di farfalla e sono probabilmente estinti 5 apoidei selvatici. Inoltre risultano minacciati di estinzione 10 specie di coralli, 10 libellule, 418 specie di coleotteri saproxilici, 18 specie delle farfalle e 16 di api. Le popolazioni di vertebrati terrestri e marini sono complessivamente in declino (rispettivamente per il 27% e 22%), con tendenze demografiche che mostrano in generale che sia sulla terraferma, che in ambito marino, le specie in declino sono circa il doppio di quelle in aumento. Anche per gli invertebrati si rilevano trend preoccupanti, ad esempio la percentuale di popolazioni di libellule in declino è pari al 16% del totale, 5 volte maggiore di quelle in aumento.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce un quadro sintetico dell'attuale stato delle conoscenze sulla composizione tassonomica e ricchezza della fauna italiana. Descrive inoltre il grado di minaccia per la biodiversità animale sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle specie di vertebrati e di 5 gruppi di invertebrati, per i quali vengono mostrate le ripartizioni nelle diverse categorie di rischio di estinzione secondo i criteri IUCN. L'indicatore mostra anche le tendenze demografiche delle popolazioni e l'incidenza dei diversi fattori di pressione che agiscono su questi gruppi.
Scopo: 
Fornire un quadro della consistenza e composizione della fauna presente in Italia e del livello di minaccia IUCN dei diversi gruppi tassonomici. Mostrare le tendenze demografiche delle popolazioni e l'incidenza dei fattori di pressione che agiscono sulla fauna italiana.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Un’ “adeguata” copertura spaziale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
La tutela della fauna selvatica si basa a livello internazionale sulla Convenzione di Berna (1979) e sulle direttive Natura:
- Direttiva Uccelli 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, recepita in Italia con la L. 157/92 e s.m.i., abrogata e sostituita integralmente dalla versione codificata della Direttiva 2009/147/CE che ne mantiene gli obiettivi fondamentali. La direttiva invita gli Stati membri ad adottare un regime generale di protezione delle specie, che includa una serie di divieti relativi a specifiche attività di minaccia diretta o disturbo;
- Direttiva Habitat 92/43/CEE, il cui regolamento di attuazione è stato approvato con DPR n.357 dell’8/09/97 e s.m.i., che stabilisce misure volte ad assicurare il mantenimento o il ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie di interesse Comunitario elencati nei suoi allegati.
A livello nazionale i riferimenti sono la Legge 157/92 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e le leggi regionali di protezione della fauna selvatica.
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Kottelat M., Freyhof J., 2007. Handbook of European freshwater fishes. Publications Kottelat, Cornol, Switzerland).
Pagliano G., 1994. Catalogo degli Imenotteri Italiani. IV. (Apoidea: Colletidae, Andrenidae, Megachilidae, Anthophoridae, Apidae) Memorie della Società Entomologica Italiana 72 331-467.
Ruffo S., Stoch F. (eds), 2005. Checklist e distribuzione della fauna italiana; 10.000 specie terrestri e delle acque interne. Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, 2. serie, Sez. Scienze della Vita, 16: 307 + CD ROM
Stoch F., 2008. La Fauna italiana dalla conoscenza alla conservazione. The Italian fauna from knowledge to conservation. Min. Ambiente Tutela Territorio e del Mare, Dir. Protezione Natura, 37 pp. + 1 carta
Collana di monografie "Fauna d'Italia", relative ai diversi gruppi zoologici presenti sul territorio italiano. Repertorio generale delle specie animali esistenti in Italia pubblicato sotto gli auspici dell'Accademia Nazionale di Entomologia e dell'Unione Zoologica Italiana con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente (http://www.comitato.faunaitalia.it/Volpubb.html)
http://www.biogeografia.uniroma2.it/;
http://www.comitato.faunaitalia.it/;
http://www.faunaeur.org/;
http://www.faunaitalia.it/checklist/;
http://www.socentomit.it/;
http://www.uzionlus.it/
Limitazioni: 
L’indicatore risente della difficoltà di reperimento di dati omogenei aggiornati per tutte le specie animali presenti sul territorio nazionale, poiché nonostante siano stati fatti negli ultimi anni studi che hanno implementato le singole checklist, non è possibile ancora un aggiornamento organico della consistenza numerica di tutto il patrimonio faunistico, e le conoscenze di base su alcuni gruppi tassonomici risultano ancora insufficienti.
Ulteriori azioni: 
Aumentare i livelli di conoscenza relativi ai gruppi tassonomici meno noti, con particolare riferimento agli invertebrati e al loro stato di conservazione, anche rafforzando i programmi di monitoraggio a livello nazionale.
Frequenza rilevazione dati: 
Non definibile
Accessibilità dei dati di base: 
Consultazione di fonti bibliografiche; elaborazione dei dati da esse ricavabili.
Fonte dei dati di base: 
Audisio, P., Baviera, C., Carpaneto, G.M., Biscaccianti, A.B., Battistoni, A., Teofili, C., Rondinini, C. (compilatori) 2014. Lista Rossa IUCN dei Coleotteri saproxilici Italiani. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma [minacce]
Balletto, E., Bonelli, S., Barbero, F., Casacci, L.P., Sbordoni, V., Dapporto, L., Scalercio, S., Zilli, A., Battistoni, A., Teofili, C., Rondinini, C. (compilatori) 2015. Lista rossa IUCN delle Farfalle Italiane - Ropaloceri. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma [minacce]
Blasi C., Boitani L., La Posta S., Manes F. e Marchetti M. (eds.), 2005. Stato della Biodiversità in Italia. Palombi Editore [consistenza delle specie faunistiche - Checklist]
Ministero dell'ambiente della tutela del territorio, Direzione per la protezione della natura, Politecnico di Milano, 2005, GIS NATURA Il GIS delle conoscenze naturalistiche in Italia [consistenza delle specie faunistiche - Checklist]
Quaranta M., Cornalba M., Biella P., Comba M., Battistoni A., Rondinini C., Teofili C. (compilatori), 2018. Lista Rossa IUCN delle api italiane minacciate. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma.
Relini, G., Tunesi, L., Vacchi, M., Andaloro, F., D'Onghia, G., Fiorentino, F., Garibaldi, F., Orsi Relini, L., Serena, F., Silvestri, R., Battistoni, A., Teofili, C., Rondinini, C. (compilatori). 2017. Lista Rossa IUCN dei Pesci ossei marini Italiani. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma [minacce]
Riservato E., Fabbri R., Festi A., Grieco C., Hardersen S., Landi F., Utzeri C., Rondinini C., Battistoni A., Teofili C. (compilatori) 2014. Lista Rossa IUCN delle libellule Italiane. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma [minacce]
Rondinini, C., Battistoni, A., Peronace, V., Teofili, C. (compilatori), 2013. Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma [minacce]
Salvati, E., Bo, M., Rondinini, C., Battistoni, A., Teofili, C. (compilatori) 2014. Lista Rossa IUCN dei coralli Italiani. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma [minacce]
SIBM (2009). Checklist della Flora e della Fauna dei mari italiani (Parte I) a cura di G. Relini. Biol. Mar. Mediterr., 15 (suppl. 1) 436pp [consistenza delle specie faunistiche - Checklist]”
SIBM (2010) - Checklist della Flora e della Fauna dei mari italiani (Parte II) a cura di G. Relini. Biol. Mar. Mediterr., 17 (suppl. 1): 387-828 + indici [consistenza delle specie faunistiche - Checklist]
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è costituito da diversi sub-indicatori elaborati a partire dalle fonti suddette. Il quadro complessivo evidenzia i principali gruppi tassonomici della fauna italiana e le valutazioni IUCN italiane del rischio di estinzione delle classi di vertebrati e di alcuni gruppi di invertebrati. La valutazione del rischio è basata sulle Categorie e Criteri della Red List IUCN versione 3.1, le Linee Guida per l'Uso delle Categorie e Criteri della Red List IUCN versione 10 e le Linee Guida per l'Applicazione delle Categorie e Criteri IUCN a Livello Regionale versione 3.0.
Le categorie di rischio IUCN vanno da: Minor Preoccupazione (LC, Least Concern), adottata per le specie che non rischiano l'estinzione nel breve o medio termine, fino alle categorie Estinto (EX, Extinct), applicata alle specie per le quali si ha la certezza che anche l'ultimo individuo sia deceduto, ed Estinto in Ambiente Selvatico (EW, Extinct in the Wild), assegnata alle specie per le quali non esistono più popolazioni naturali, ma solo individui in cattività. Tra le categorie LC ed EX o EW si trovano le categorie IUCN che identificano specie a rischio, ovvero che corrono un crescente rischio di estinzione nel breve o medio termine: Vulnerabile (VU, Vulnerable), In Pericolo (EN, Endangered) e In Pericolo Critico (CR, Critically Endangered), e talvolta viene utilizzata anche la categoria In Pericolo Critico-Possibilmente Estinta CR(PE). Le specie incluse in queste 4 categorie rappresentano delle priorità di conservazione, perché senza interventi specifici mirati a neutralizzare le minacce nei loro confronti e in alcuni casi a incrementare le loro popolazioni, sono destinate all’estinzione.
Oltre alle categorie citate, a seguito della valutazione IUCN, le specie possono essere classificate Quasi Minacciate (NT, Near Threatened) se sono molto prossime a rientrare in una delle categorie di minaccia, o Carenti di Dati (DD, Data Deficient) se non si hanno sufficienti informazioni per valutarne lo stato. Le specie appartenenti a questa categoria sono una priorità per la ricerca e le indagini di campo finalizzate alla raccolta di nuovi dati. Per le sole valutazioni non effettuate a livello globale (incluse quelle effettuate nelle Liste Rosse Italiane, quindi) si aggiungono due categorie: Estinto nella Regione (RE, Regionally Extinct), che si usa per le specie estinte nell'area di valutazione (ovvero il territorio italiano), ma ancora presenti in natura altrove, e Non Applicabile (NA, Not Applicable), che si usa quando la specie in oggetto non può essere inclusa tra quelle da valutare (per esempio se è introdotta o se la sua presenza nell'area di valutazione è marginale). L'ultima categoria è quella Non Valutata (NE, Not Evaluated), cui appartengono, ad esempio, le specie di uccelli presenti, ma non nidificanti in Italia (svernanti, migratori) e le specie domestiche.
Ad oggi sono state pubblicate le valutazioni IUCN per i vertebrati italiani e per 5 gruppi di invertebrati. Per i vertebrati sono state valutate tutte le specie di pesci d’acqua dolce, anfibi, rettili, uccelli nidificanti, mammiferi e pesci cartilaginei, native o possibilmente native in Italia, nonché quelle naturalizzate in Italia in tempi preistorici, per un totale di 672 specie di vertebrati italiani, di cui 576 terrestri e 96 marine (Rondinini et al., 2013). Non sono state valutate le specie di uccelli presenti ma non nidificanti in Italia (svernanti, migratori) segnalate come NE (Non Valutata); le specie domestiche, occasionali, di recente colonizzazione e quelle di certa introduzione in tempi storici sono state classificate NA (Non Applicabile). Sono state inoltre valutate le 407 specie di pesci ossei marini, nativi o possibilmente nativi in Italia; le rimanenti 51 specie di osteitti occasionali, marginali, o non native dei nostri mari sono state classificate NA (Relini et al., 2017).
Core set: 
Green growth OECD
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Periodicità di aggiornamento: 
Non compilato  
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2005; 2009; 2012; 2013; 2014; 2015; 2017; 2018 (date delle fonti di riferimento)
L'informazione utilizzata per il popolamento dell'indicatore costituisce un dato importante ai fini della rappresentazione della consistenza della fauna italiana e del grado di minaccia a carico dei vertebrati e di alcuni gruppi di invertebrati, presentando una buona affidabilità complessiva.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Lo stato di conservazione della fauna italiana deve considerarsi negativo considerando gli elevati livelli di minaccia cui sono soggette nel loro complesso le specie animali in Italia. Delle 672 specie di vertebrati italiani, 6 sono estinte in Italia e 161 sono minacciate di estinzione (pari al 28% delle specie valutate). Tra i gruppi di vertebrati le più alte percentuali di rischio si rilevano negli uccelli nidificanti (29%), negli anfibi (36%) e nei pesci ossei di acqua dolce (48%). Tra gli invertebrati, invece, si sono estinte 1 specie di libellula, 2 coleotteri saproxilici, 1 specie di farfalla e sono probabilmente estinti 5 apoidei selvatici. Inoltre risultano minacciati di estinzione il 9% dei coralli (pari a 10 specie), l’11% di delle libellule (10 specie), il 21% dei coleotteri saproxilici (418 specie), il 6% delle farfalle (18 specie) e l’11% degli apoidei valutati (16 specie).
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Le valutazioni delle tendenze demografiche delle popolazioni derivanti dalle Liste rosse, mostrano troppo spesso tendenze di declino, o al più stabili per alcuni gruppi, che unitamente alle numerose forme di pressione che agiscono sulla fauna italiana, indicano un trend negativo. Le popolazioni di vertebrati terrestri e marini sono complessivamente in declino (rispettivamente per il 27% e 22%), con tendenze demografiche che mostrano in generale che sia sulla terraferma, che in ambito marino, le specie in declino sono circa il doppio di quelle in aumento. Anche per gli invertebrati si rilevano trend preoccupanti, ad esempio la percentuale di popolazioni di libellule in declino è pari al 16% del totale, 5 volte maggiore di quelle in aumento.
Commenti: 
L’Italia ha una grande ricchezza in termini di specie animali, con un'elevata incidenza di specie endemiche: la fauna italiana è stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 di invertebrati e 1.812 di protozoi (tabella 1), che insieme rappresentano circa il 98% della ricchezza di specie totale, nonché 1.258 specie di vertebrati, che rappresentano il 2%. Se si considerano anche le sottospecie, il numero totale arriva a circa 60.000 taxa. Il phylum più ricco è quello degli artropodi, con oltre 46.000 specie, in buona parte appartenenti alla classe degli insetti (tabella 1). Va sottolineata anche la ricchezza di specie della componente marina della fauna, che annovera 10.313 entità (tabella 2). Tra i vertebrati, a parte pesci cartilaginei e uccelli, gruppi di specie molto mobili la cui distribuzione travalica i confini nazionali, diverse classi annoverano specie endemiche italiane; in particolare, tassi significativi di endemismo si trovano negli anfibi (31,8%) e nei pesci ossei di acqua dolce (18,3%) (tabella 3).
Ad oggi sono state pubblicate le Liste Rosse italiane IUCN per tutti i vertebrati italiani e per 5 gruppi di invertebrati (figure 1 e 2).
Delle 672 specie di vertebrati italiani (576 terrestri e 96 marine), 6 sono estinte in Italia (2 storioni, 3 uccelli e un pipistrello) mentre 161 specie sono minacciate di estinzione (di cui 138 specie terrestri e 23 specie marine), pari al 28% delle specie valutate. Il 50% circa dei vertebrati italiani non è a rischio imminente, mentre per il 12% i dati non sono sufficienti a fornire una valutazione. I diversi gruppi tassonomici di vertebrati mostrano percentuali di rischio di estinzione (categorie CR+EN+VU) variabile dal 2% nei pesci ossei marini, 19% nei rettili, 21% nei pesci cartilaginei, 23% nei mammiferi, 29% negli uccelli nidificanti, 36% negli anfibi, fino al 48% nei pesci ossei di acqua dolce (figura 1).
Per quanto riguarda invece il livello di minaccia degli invertebrati la figura 2 sintetizza i risultati nei diversi gruppi ad oggi valutati nelle Liste Rosse Italiane, ovvero antozoi (comunemente noti come coralli), odonati (libellule), coleotteri saproxilici, lepidotteri ropaloceri (farfalle) e “api minacciate” . Tra gli invertebrati sono estinte 1 specie di libellula, 2 coleotteri saproxilici, 1 specie di farfalla e sono probabilmente estinti 5 apoidei selvatici. Inoltre risultano minacciati di estinzione (categorie IUCN CR+EN+VU) il 9% dei coralli (pari a 10 specie), l’11% di delle libellule (10 specie), il 21% dei coleotteri saproxilici (418 specie), il 6% delle farfalle (18 specie) e l’11% degli apoidei valutati (16 specie). La percentuale di specie per le quali non si dispone di informazioni è molto elevata nei coralli (60%, pari a 67 specie DD) e negli apoidei selvatici, poiché su 151 specie indiziate di declino, 117 sono risultate carenti di dati o non minacciate (indicate in figura 2 come DD/LC). Si precisa che la Lista Rossa si riferisce alle “Api minacciate” poiché non considera tutte le specie, ma solo quelle con indizi di declino.
Le tendenze demografiche valutate dalle Liste Rosse italiane per alcuni gruppi faunistici sono visibili nella figura 3, dalla quale si rileva che le popolazioni di vertebrati terrestri e marini sono complessivamente in declino (27% e 22%), fanno eccezione i pesci ossei marini che mostrano tendenze diverse. Sia sulla terraferma, che in ambito marino, le specie in declino sono circa il doppio di quelle in aumento, mentre la percentuale di specie con popolazioni stabili è molto più alta sulla terraferma (43% contro appena il 4% in mare).
I dati sulla tendenza delle popolazioni dei coralli sono scarsi (assenti per il 68% delle specie), delle rimanenti specie l’11% è in declino, il 20% è stabile e quasi nessuna in crescita. La percentuale di popolazioni di libellule in declino è pari al 16% del totale, 5 volte maggiore di quelle in aumento (3%). Per le farfalle le tendenze demografiche, stimate sulla base del numero di siti dai quali le specie sono scomparse in periodi più o meno recenti, indicano che le popolazioni italiane sarebbero per la maggior parte stabili, che 9% delle specie mostra sensibili diminuzioni nel numero dei siti occupati in precedenza, mentre l’1% è attualmente in aumento (figura 3).
Una sintesi delle principali tipologie di pressione che agiscono sui diversi gruppi faunistici trattati nell’indicatore è visibile in figura 4. Per leggere correttamente tali dati si ricorda che il numero di specie valutate per ciascun gruppo è molto variabile (vedi nota in figura).
La lettura complessiva del grafico permette di evidenziare che la forma di pressione comune a più gruppi tassonomici e più frequente è l’aumento delle zone urbane e commerciali e la perdita e frammentazione di habitat, seguita dall’inquinamento.
Nel seguito si prenderanno in esame più nel dettaglio le pressioni che agiscono sui diversi gruppi.
Le principali pressioni per i vertebrati terrestri (esclusi gli uccelli, che non entrano nella valutazione) sono perdita e degradazione di habitat (che interessa circa 120 specie) e l’inquinamento (poco meno di 80 specie). È interessante notare il ridotto numero di specie minacciate dal prelievo (poco più di 20 specie) e dalla persecuzione diretta (meno di 10) e che quasi 60 specie di vertebrati terrestri non sono minacciate da alcuna pressione (figura 4).
Per i vertebrati marini (esclusi i pesci ossei) la minaccia più rilevante è la mortalità accidentale (segnalata per 65 specie), questo dipende dal fatto che il set di dati non comprende gli osteitti e che la maggior parte delle specie valutate (squali, razze e chimere) hanno scarso interesse commerciale (Rondinini et al, 2013); segue il prelievo, pressione rilevante per 16 specie di vertebrati marini.
Per i pesci ossei marini la principale forma di pressione è, invece, il prelievo eccessivo, sia diretto per le specie che costituiscono oggetto di pesca, sia indiretto per le specie che sono catturate in modo accessorio o accidentale dagli attrezzi usati per la pesca di altre specie ittiche (bycatch). Seguono per importanza, lo sviluppo urbano delle aree costiere e l'inquinamento delle acque che comporta. La maggior parte dei pesci ossei marini comunque non è soggetta ad alcuna minaccia di particolare rilievo (Relini et al., 2017), ma la categoria Nessuna pressione non è stata utilizzata nella Lista Rossa degli osteitti e quindi non è rilevabile in figura.
La minaccia principale per i coralli italiani è la mortalità accidentale dovuta all'utilizzo di attrezzi da pesca che possono danneggiare meccanicamente le colonie o degradare l’ambiente in cui vivono. Per molte specie questa minaccia interagisce con le caratteristiche biologiche delle specie (fattori intrinseci), che le rendono intrinsecamente vulnerabili, quali la scarsa capacità di dispersione o l'adattamento alla vita su fondali rocciosi eterogenei la cui disponibilità diminuisce al crescere della profondità e dell’estensione dei fondali fangosi (Salvati et al., 2014). Solo una specie, il corallo rosso, è attualmente a rischio di estinzione a causa del prelievo diretto.
Le libellule sono minacciate dalla perdita di habitat (rilevante per 10 specie) e dall’inquinamento (9 specie); oltre che da fattori intrinseci, come la scarsa tolleranza al disturbo antropico (Riservato et al., 2014). Le principali minacce ai coleotteri saproxilici italiani sono la perdita e frammentazione di habitat idonei, l’inquinamento luminoso, la predazione da parte di corvidi invasivi e la possibile competizione esercitata da specie xilofaghe e saproxilofaghe importate. Più della metà delle specie non sembra manifestare minacce di particolare rilievo (Audisio et al., 2014), ma la categoria “Nessuna pressione” non è stata utilizzata nella Lista Rossa e quindi non è rilevabile in figura 4.
Le farfalle sono minacciate dai cambiamenti dei sistemi naturali, dalla perdita di habitat dovuta a cambiamenti dell'uso del suolo (es. cattiva gestione dei prati pascolo o abbandono dei pascoli con conseguente riforestazione), dalle pratiche agronomiche e dai cambiamenti climatici, che agiscono in modi diversi sulle popolazioni di farfalle. Per 10 specie anche il collezionismo è una minaccia, poiché l’Italia è ancora sede di prelievi non leciti da parte di collezionisti e raccoglitori commerciali, per lo più stranieri.
Per le api le principali pressioni sono legate all’espansione e intensificazione dell’agricoltura, all’urbanizzazione, ai cambiamenti di uso del suolo e per alcune specie, alla riforestazione naturale dovuta all’abbandono delle aree rurali. Inoltre alcune specie (11) potrebbero essere sensibili al cambiamento climatico (figura 4). Si ricorda per completezza di informazione su questo gruppo il declino diffuso e generalizzato dell'ape domestica (Apis mellifera) dovuto sia all'acaro parassita Varroa destructor, che all’uso di agrofarmaci, alla modifica di indirizzi colturali, all’urbanizzazione, inquinamento, cambiamenti climatici e diffusione di malattie e nemici naturali veicolati dall’introduzione di nuove specie (Quaranta et al., 2018).
  • Titolo Tabella 1. Composizione tassonomica della fauna italiana
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati presenti in: Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, Direzione per la protezione della natura, Politecnico di Milano, 2005. GIS NATURA Il GIS delle conoscenze naturalistiche in Italia; Blasi C., Boitani L., La Posta S., Manes F. e Marchetti M. (eds.), 2005. Stato della Biodiversità in Italia. Palombi Editore.
    Note Anno di aggiornamento dei dati 2005
    Legenda

    Gruppi tassonomici Specie segnalate in Italia Sottospecie segnalate in Italia Taxa totali
    n. n. n.
    Protozoi 1,812 5 1,817
    Invertebrati 54,952 3,680 58,632
    Dicyemida 13 0 13
    Orthonectida 2 0 2
    Porifera 477 6 483
    Cnidaria 461 0 461
    Ctenophora 32 0 32
    Platyhelminthes 1,317 11 1,328
    Gnathostomulida 6 0 6
    Nemertea 96 1 97
    Gastrotricha 228 0 228
    Rotifera 246 1 247
    Nematoda 1,357 8 1,365
    Nematomorpha 23 0 23
    Acanthocephala 27 0 27
    Kinorhyncha 22 0 22
    Loricifera 4 0 4
    Priapulida 3 0 3
    Kamptozoa 16 2 18
    Mollusca 2,158 181 2,339
    Annelida 1,163 25 1,188
    Pogonophora 1 0 1
    Echiura 5 0 5
    Sipuncula 18 1 19
    Arthropoda 46,403 3,404 49,807
    Tardigrada 244 6 250
    Phoronidea 3 0 3
    Bryozoa 305 25 330
    Brachiopoda 12 0 12
    Chaetognatha 18 1 19
    Echinodermata 118 2 120
    Hemichordata 5 0 5
    Chordata (esclusi i Vertebrata) 169 6 175
    Vertebrati 1,258 93 1,351
    Chondrichthyes 74 0 74
    Osteichthyes 494 37 531
    Amphibia 38 10 48
    Reptilia 52 25 77
    Aves 473 3 476
    Mammalia 127 18 145
  • Titolo Tabella 2: Composizione tassonomica della fauna marina italiana
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati: SIBM (2009) - Checklist della Flora e della Fauna dei mari italiani (Parte I) a cura di G. Relini. Biol. Mar. Mediterr., 15 (suppl. 1) 436pp.; SIBM (2010) - Checklist della Flora e della Fauna dei mari italiani (Parte II) a cura di G. Relini. Biol. Mar. Mediterr., 17 (suppl. 1): 387-828 + indici
    Note Anni di aggiornamento dei dati 2009 e 2010 (vedi Fonte). I valori percentuali inferiori a 0,1% sono riportati come 0,0%.
    Legenda

    Gruppi tassonomici Specie presenti nei mari italiani Specie presenti nei mari italiani
    n. %
    Protozoa 1,073 10.4
    Porifera 495 4.8
    Cnidaria 495 4.8
    Ctenophora 33 0.3
    Platyhelminthes 741 7.2
    Gnathostomulida 9 0.1
    Orthonectida 2 0.0
    Dicyemida o Rhombozoa 14 0.1
    Nemertea 231 2.2
    Gastrotricha 153 1.5
    Rotifera 40 0.4
    Nematoda 595 5.8
    Nematomorpha 1 0.0
    Kinorhyncha 47 0.5
    Loricifera 5 0.0
    Priapulida 3 0.0
    Kamptozoa o Entoprocta 17 0.2
    Mollusca 1,613 15.6
    Annelida Polychaeta 866 8.4
    Annelida Clitellata 44 0.4
    Pogonophora 1 0.0
    Echiura 5 0.0
    Sipuncula 25 0.2
    Acarina 62 0.6
    Pycnogonida 44 0.4
    Crustacea 2,384 23.1
    Tardigrada 77 0.7
    Phoronida e Brachiopoda 19 0.2
    Briozoa 339 3.3
    Chaetognatha 20 0.2
    Echinodermata 121 1.2
    Tunicata 193 1.9
    Hemichordata 6 0.1
    Cephalochordata 1 0.0
    Agnatha 3 0.0
    Chondrichtyes 78 0.8
    Osteichtyes 436 4.2
    Reptilia 5 0.0
    Mammalia 17 0.2
    TOTALE 10,313 100
  • Titolo Tabella 3: Numero di specie di Vertebrati presenti in Italia (esclusi i pesci ossei marini e gli uccelli non nidificanti)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati presenti in: Rondinini, C., Battistoni, A., Peronace, V., Teofili, C. (compilatori), 2013. Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma
    Note Anno di aggiornamneto dei dati 2013
    Legenda *Solo pesci ossei di acqua dolce; **Solo uccelli nidificanti

    Classe Ordine Specie presenti in Italia Specie endemiche italiane Percentuale di specie endemiche
    n. n. n. n. %
    Chondrichthyes (squali, razze e chimere) 76
    Hexanchiformes 3
    Lamniformes 8
    Carcharhiniformes 20
    Squaliformes 9
    Squatiniformes 3
    Rajiformes 32
    Chimaeriformes 1
    Agnatha (lamprede) 4
    Petromyzontiformes 4
    Osteichthyes (pesci ossei)* 93 17 18.3
    Acipenseriformes 1 1
    Anguilliformes 1
    Clupeiformes 2
    Cypriniformes 48 10
    Siluriformes 3
    Esociformes 2 1
    Salmoniformes 12 2
    Gadiformes 1
    Atheriniformes 2
    Cyprinodontiformes 4
    Gasterosteiformes 2
    Scorpaeniformes 2
    Perciformes 13 3
    Amphibia (anfibi) 44 14 31.8
    Caudata 19 11
    Anura 25 3
    Reptilia (rettili) 56 5 8.9
    Testudines 11 1
    Squamata 45 4
    Aves (uccelli)** 267
    Anseriformes 17
    Galliformes 10
    Procellariiformes 6
    Ciconiiformes 13
    Phoenicopteriformes 1
    Podicipediformes 3
    Falconiformes 23
    Gruiformes 9
    Charadriiformes 29
    Columbiformes 6
    Cuculiformes 2
    Strigiformes 9
    Caprimulgiformes 1
    Apodiformes 3
    Coraciiformes 4
    Piciformes 9
    Passeriformes 122
    Mammalia (mammiferi) 126 6 4.8
    Rodentia 31 1
    Lagomorpha 6
    Erinaceomorpha 2
    Soricomorpha 14 3
    Chiroptera 34 2
    Carnivora 17
    Cetartiodactyla 22
    TOTALE 666 666 42 42 6.3
  • Titolo Figura 1: Ripartizione percentuale nelle categorie di rischio IUCN dei gruppi tassonomici di Vertebrati italiani
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati tratti da: Relini G., Tunesi L., Vacchi M., Andaloro F., D'Onghia G., Fiorentino F., Garibaldi F., Orsi Relini L., Serena F., Silvestri R., Battistoni A., Teofili C., Rondinini C. (compilatori), 2017. Lista Rossa IUCN dei Pesci ossei marini Italiani. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma. Rondinini C., Battistoni A., Peronace V., Teofili C. (compilatori), 2013. Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma.
    Legenda RE: Regionally Extinct, Estinta nella Regione; CR: Critically Endangered, In Pericolo Critico; EN: Endangered, In Pericolo; VU: Vulnerable, Vulnerabile; NT: Near Threatened, Quasi Minacciata; LC: Least Concern, Minor Preoccupazione; DD: Data Deficient, Carente di Dati
    Note L'anno di aggiornamento dei dati riportati per ciascun gruppo è quello in cui è stata pubblicata la relativa Lista Rossa (vedi Fonti). Numero di specie valutate per ciascun gruppo: 76 specie di Pesci cartilaginei; 97 specie di Pesci ossei di acqua dolce (93+4 lamprede) ; 407 specie di Pesci ossei manini; 44 specie di Anfibi; 56 specie di Rettili; 267 specie di Uccelli nidificanti; 126 specie di Mammiferi. Dalle valutazioni sono escluse le specie appartenenti alle categorie Non Applicabile (NA - Not Applicable) e Non Valutata (NE - Not Evaluated).
  • Titolo Figura 2. Ripartizione percentuale di cinque gruppi di Invertebrati italiani per categoria di rischio IUCN
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati tratti da: Audisio et al., 2014. Lista Rossa IUCN dei Coleotteri Saproxilici Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM. Balletto et al., 2015. Lista rossa IUCN delle Farfalle Italiane - Ropaloceri. Comit. ital. IUCN e MATTM. Quaranta et al., 2018. Lista Rossa IUCN delle api italiane minacciate. Comit. ital. IUCN e MATTM. Riservato et al., 2014. Lista Rossa IUCN delle libellule Italiane. Comit. ital. IUCN e MATTM. Salvati et al., 2014. Lista Rossa IUCN dei coralli Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM.
    Legenda  RE: Regionally Extinct, Estinta nella Regione; CR (PE): Critically Endangered (Possibly Extinct), in Pericolo Critico (Possibilmente Estinta); CR: Critically Endangered, In Pericolo Critico; EN: Endangered, In Pericolo; VU: Vulnerable, Vulnerabile; NT: Near Threatened, Quasi Minacciata; LC: Least Concern, Minor Preoccupazione; DD: Data Deficient, Carente di Dati; DD/LC (fusione di 2 categorie IUCN) = DD+LC
    Note L'anno di aggiornamento dei dati riportati per ciascun gruppo è quello in cui è stata pubblicata la relativa Lista Rossa (vedi Fonti). Numero di specie valutate per ciascun gruppo: 112 specie di Coralli, 93 specie di Libellule; 1986 specie di Coleotteri saproxilici; 289 specie di Farfalle; 151 specie di Api minacciate. Sono escluse dalle valutazioni le specie appartenenti alle categorie Non Applicabile (NA, Not Applicable).
  • Titolo Figura 3: Tendenze demografiche dei Vertebrati italiani e di 3 gruppi di Invertebrati.
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati tratti da: Balletto et al., 2015. Lista rossa IUCN delle Farfalle Italiane - Ropaloceri. Comit. ital. IUCN e MATTM. Relini et al., 2017. Lista Rossa IUCN dei Pesci ossei marini Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM. Riservato et al., 2014. Lista Rossa IUCN delle libellule Italiane. Comit. ital. IUCN e MATTM. Rondinini et al., 2013. Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM. Salvati et al., 2014. Lista Rossa IUCN dei coralli Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM.

    Note L'anno di aggiornamento dei dati riportati per ciascun gruppo è quello in cui è stata pubblicata la relativa Lista Rossa (vedi Fonti).
  • Titolo Figura 4: Principali tipologie di pressione a cui sono soggetti i gruppi faunistici valutati dalle Liste Rosse Italiane
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati tratti da: Audisio et al., 2014. Lista Rossa IUCN dei Coleotteri Saproxilici Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM. Balletto et al., 2015. Lista rossa IUCN delle Farfalle Italiane - Ropaloceri. Comit. ital. IUCN e MATTM. Quaranta et al., 2018. Lista Rossa IUCN delle api italiane minacciate. Comit. ital. IUCN e MATTM. Relini et al., 2017. Lista Rossa IUCN dei Pesci ossei marini Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM. Riservato et al., 2014. Lista Rossa IUCN delle libellule Italiane. Comit. ital. IUCN e MATTM. Rondinini et al., 2013. Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM. Salvati et al., 2014. Lista Rossa IUCN dei coralli Italiani. Comit. ital. IUCN e MATTM.

    Note L'anno di aggiornamento dei dati riportati per ciascun gruppo è quello in cui è stata pubblicata la relativa Lista Rossa (vedi Fonti). Numero di specie valutate per ciascun gruppo: 576 specie di Vertebrati terrestri (dalla valutazione delle pressioni sono esclusi gli uccelli); 96 specie di Vertebrati marini (esclusi gli osteitti); 407 specie di Pesci ossei marini; 112 specie di Coralli; 93 specie di Libellule; 1986 specie di Coleotteri saproxilici; 289 specie di Farfalle; 34 specie di Api minacciate. Si sottolinea che per non tutti i gruppi nelle Liste Rosse è stata utilizzata la categoria "Nessuna" pressione.