MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA – RIFIUTI MARINI SPIAGGIATI

Autori: 
Tomaso Fortibuoni, Francesca Ronchi, Cecilia Silvestri
Immagine abstract
Abstract: 
Con il Decreto Legislativo n. 190/2010 di recepimento della Direttiva Quadro sulla Strategia per l'Ambiente Marino, l’Italia dispone del contesto giuridico per affrontare organicamente una protezione dei suoi mari basata sulla conoscenza effettiva dello stato dell’ambiente su scala nazionale. Dal programma di monitoraggio effettuato per l’attuazione della Strategia Marina, oggi è possibile avere una prima base di riferimento sulla quantità dei rifiuti marini nei suoi diversi comparti. La composizione, la quantità e la distribuzione territoriale dei rifiuti sul litorale che non provochi danni all'ambiente costiero e marino sono tra i requisiti per raggiungere il buono stato ambientale delle acque marine. La quantità di rifiuti ritrovati sui litorali è ingente, con valori mediani che superano i 400 oggetti ogni 100 m lineari di spiaggia. Naturalmente la plastica (bottiglie e sacchetti di plastica, contenitori per alimenti, cassette per il pesce in polistirolo, lenze da pesca in nylon, ecc.) si conferma come il materiale più trovato e soprattutto le plastiche monouso rappresentano il rifiuto più ritrovato con valori mediani che superano i 130 oggetti/100 m di spiaggia.
Descrizione: 
Con il Decreto Legislativo n. 190/2010 di recepimento della Direttiva Quadro sulla Strategia per l'Ambiente Marino, l’Italia dispone del contesto giuridico per affrontare organicamente una protezione dei suoi mari basata sulla conoscenza effettiva dello stato dell’ambiente su scala nazionale. Come è noto, la problematica relativa alla presenza di rifiuti solidi in ambiente marino è emersa soprattutto nell’ultimo decennio. Le attività di ricerca condotte negli ultimi anni stanno mettendo sempre più in evidenza come, oltre agli aspetti negativi legati a un deturpamento estetico del paesaggio marino, dalla presenza e accumulo di rifiuti marini possano emergere conseguenze negative sia per gli ecosistemi marini sia per la salute umana.
Il Ministero dell’ambiente ha consentito, attraverso il coordinamento del finanziamento pubblico previsto dal decreto sulla strategia marina, di monitorare lo stato della qualità dei mari che circondano l’Italia. Oggi, quindi, per la prima volta si ha una base di riferimento sulla quantità dei rifiuti marini nei suoi diversi comparti che permette di indirizzare le corrette politiche ambientali. Attraverso l’indicatore, che rappresenta la quantità di rifiuti per categoria in numero di pezzi ogni 100 metri di litorale, sarà possibile nel corso dei prossimi anni verificare l’efficacia delle azioni di gestione individuate per l’adempimento della Direttiva. Al fine di ricavare informazioni da utilizzate per mettere a punto misure di riduzione degli input e testarne l'efficacia, la distribuzione spaziale delle aree di campionamento per ciascuna regione deve essere rappresentativa dell’estensione costiera. Inoltre, deve essere identificata almeno una spiaggia per ciascuna tipologia:
• aree urbanizzate;
• foci fluviali;
• aree portuali o comunque indicative di inquinamento proveniente dal trasporto marittimo e dalla pesca;
• aree remote non direttamente accessibili a mezzi di trasporto via terra o individuate in aree protette.
Scopo: 
Misurare il livello di pressione dei rifiuti sui litorali. La riduzione nel tempo della quantità dei rifiuti nelle spiagge mostra il miglioramento dello stato ambientale marino a seguito di specifici programmi di misura.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 2008/56/CE
D.Lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Obiettivo della Direttiva 2008/56/CE (recepito con D.Lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010) per il raggiungimento del buono stato ambientale.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
Direttiva 2008/56/CE.
DECISIONE (UE) 2017/848.
D.Lgs. 190/2010.
MSFD-TSGML 2013. Guidance on monitoring of marine litter in European Seas. A guidance document within the common implementation strategy for the marine strategy framework directive. EUR-26113 EN. JRC Scientific and Policy Reports JRC83985. http://mcc.jrc.ec.europa.eu/documents/201702074014.pdf.
Hanke.G., Walvoort D., van Loon W., Addamo A. M., Brosich A., Montero M. del Mar C, Jack M. M. E., Vinci M., Giorgetti A.,2019. EU Marine Beach Litter Baselines. JRC Technical Report.2019. https://ec.europa.eu/jrc
UNEP-MAP 2016.Integrated Monitoring and Assessment Programme of the Mediterranean Sea and Coast and Related Assessment Criteria UNEP/MAP Athens, Greece (2016).

Limitazioni: 
Assenza di valori di riferimento/criteri di valutazione.
Mancanza allo stato attuale di una serie storica robusta.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Semestrale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it/app/#/
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il rilevamento dei rifiuti sulla spiaggia è eseguito procedendo in maniera sistematica ortogonalmente alla linea di costa lungo un transetto, all’interno della porzione di spiaggia da campionare di 100 m * l’ampiezza della spiaggia. Gli elementi visibili sull’arenile di dimensioni superiori a 2,5 cm (lato più lungo), fatta eccezione per i mozziconi di sigaretta che devono essere comunque considerati anche se di dimensioni inferiori, sono conteggiati, escludendo quelli rinvenuti scavando. La lunghezza lineare della porzione di spiaggia da campionare è il parametro secondo il quale deve essere standardizzata la misura della quantità di rifiuti rilevati, che verranno quindi espressi come numero di oggetti /100 m.
I rifiuti sulle spiagge sono riportati come mediana del numero di oggetti ogni 100 m di spiaggia. Gli oggetti sono stati raggruppati secondo le 4 macro categorie proposte da Hanke et al., 2019. A queste è stata aggiunta una quinta categoria di rifiuti legati al fumo (SMOKE) che include le categorie accendini, pacchetti di sigarette o parti e mozziconi di sigaretta e filtri.
Le macro categorie sono così definite:
SUP: plastica monouso. Questo gruppo contiene tutti gli articoli che sono stati identificati come materie plastiche monouso (eccezione di mozziconi di sigaretta).
FISH: i rifiuti che riguardano la pesca e comprendono tutti i rifiuti che provengono probabilmente dalla pesca e dall'acquacoltura.
TA: abbondanza totale. Questo gruppo comprende tutti i rifiuti che sono stati identificati esclusi i mozziconi di sigaretta. Comprende quindi le categorie SUP e FISH.
BAG: sacchetti di plastica.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2015-2017
Il punteggio relativo alla qualità dell’informazione dell’indicatore scaturisce dal fatto che l’indicatore è semplice da applicare e interpretare, i dati sono robusti e comparabili dal momento che la metodologia di campionamento e analisi è standardizzata. Inoltre, la copertura spaziale è tale da garantire l’informazione a scala nazionale. La criticità attuale è la scala temporale, l’indicatore è di nuova applicazione e non si ha ancora una serie storica utile a definire un trend.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Il monitoraggio dei rifiuti in mare in tutte le sue componenti è un’attività che nasce a seguito del primo ciclo della Strategia Marina nel 2012, dove non era stato possibile riportare valutazioni per il gap conoscitivo riscontrato. Oggi è disponibile una prima base di riferimento sulla quantità dei rifiuti marini spiaggiati, tuttavia i dati non presentano ancora una serie temporale significativa che permetta di verificare se ci sia una diminuzione percentuale dell’accumulo dei rifiuti nelle spiagge. A livello comunitario e di Mediterraneo sono in fase di definizione le soglie, ovvero il numero minimo di rifiuti spiaggiati su 100 m di litorale che non creino danno all’ambiente marino costiero, per poter definire il buono stato ambientale. A causa della mancanza di una soglia che identifichi il buono stato ambientale non è ancora possibile fare una valutazione di stato. Ad ogni modo i dati attuali testimoniano un livello di criticità.
Commenti: 
I dati riguardanti i rifiuti marini spiaggiati sono il risultato di campagne di monitoraggio condotte negli anni 2015-2017 nel Mediterraneo occidentale, Mar Ionio e Mediterraneo centrale e Mar Adriatico. Sono state campionate 64 spiagge, per un totale di 302 rilevamenti. Dall’analisi dei dati (Figura 1) si evince che il litorale adriatico risulta il più compromesso, con una mediana pari a 559 oggetti/100 m. Anche il Mediterraneo occidentale presenta ingenti quantitativi di rifiuti pari a 421 oggetti/100 m. I litorali del Mar Ionio e Mediterraneo centrale registrano invece un minor numero di rifiuti, 271 oggetti/100 m. Se si analizzano in dettaglio le diverse categorie di rifiuti, si può notare che la categoria di rifiuto più ritrovata nei litorali è la plastica monouso (SUP) (Figura 3). Anche in questo caso, il Mar Adriatico è la sottoregione con il maggior numero di oggetti ritrovati ogni 100 m di spiaggia monitorata (170 oggetti/100 m), seguita dal Mediterraneo occidentale (133 oggetti/100 m). Lo Ionio e il Mediterraneo centrale risultano invece i meno impattati (91 oggetti/100 m). Per quanto riguarda i rifiuti legati alle attività di pesca e acquacoltura (Figura 2), sia il Mar Adriatico sia lo Ionio e il Mediterraneo centrale mostrano quantità molto simili con mediane, rispettivamente, di 46 rifiuti/100 m e 30 rifiuti/100 m. Nel Mediterraneo occidentale le quantità sono minori (14 oggetti/100 m). I valori sono diversi se invece si analizzano i rifiuti legati al fumo, dove i valori più alti si riscontrano nei litorali della sottoregione del Mediterraneo occidentale (20 oggetti/100 m) e quelli più bassi nello Ionio e Mediterraneo centrale (2 oggetti/ 100 m). Per quanto riguarda i ritrovamenti di buste di plastica, le densità risultano paragonabili tra le tre sottoregioni (Mediterraneo occidentale: 12 oggetti/100 m; Adriatico:15 oggetti/100 m; Ionio e Mediterraneo centrale: 14 oggetti/100 m) (Tabella 1). A livello di Mediterraneo, l’UNEP/MAP (2016) ha approvato un documento dove riporta i valori di base per i rifiuti spiaggiati totali (TA), pari a un range di 450-1.400 oggetti/100 m. I dati italiani rientrano all’interno del range di linea di base, dichiarato dall’UNEP-MAP. Tale risultato dimostra come la problematica dei rifiuti marini sia un problema transfrontaliero, il mare non ha confini e i rifiuti marini si spostano con le correnti anche a notevoli distanze. Per tale ragione la cooperazione regionale è fondamentale nell’affrontare il problema.
  • Titolo Figura 1: Mediana della densità dei rifiuti totali ogni 100 m di spiaggia per ciascuna sottoregione della Strategia Marina
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati delle ARPA costiere
    Legenda TA: Abbondanza totale. Numero di rifiuti totali su 100 m di spiaggia.
    Note Le barre rappresentano il range interquartile
  • Titolo Figura 2: Mediana della densità dei rifiuti che riguardano la pesca e l'acquacoltura, ogni 100 m di spiaggia, per ciascuna sottoregione della Strategia Marina
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati delle ARPA costiere
    Legenda FISH: numero di rifiuti che riguardano la pesca e l'acquacoltura su 100 m di spiaggia.
    Note Le barre rappresentano il range interquartile
  • Titolo Figura 3: Mediana della densità della plastica monouso ogni 100 m di spiaggia per ciascuna sottoregione della Strategia Marina
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati delle ARPA costiere
    Legenda SUP: numero di rifiuti che riguardano la plastica monouso su 100 m di spiaggia.
    Note Le barre rappresentano il range interquartile
  • Titolo Figura 4: Mediana della densità dei rifiuti legati al fumo, ogni 100 m di spiaggia, per ciascuna sottoregione della Strategia Marina
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati delle ARPA costiere
    Legenda SMOKE:rifiuti legati al fumo (accendini, pacchetti di sigarette o parti e mozziconi di sigaretta e filtri).
    Note Le barre rappresentano il range interquartile
  • Titolo Figura 5: Mediana della densità delle buste di plastica, ogni 100 m di spiaggia, per ciascuna sottoregione della Strategia Marina
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati delle ARPA costiere
    Legenda BAG: numero di buste di plastica
    Note Le barre rappresentano il range interquartile
  • Titolo Tabella 1: Mediane e interquartili del numero dei rifiuti marini spiaggiati ogni 100 metri di litorale, nelle tre sottoregioni
    Fonte Fonte Dati ARPA costiere
    Legenda TA Rifiuti totali
    FISH Rifiuti che riguardano la pesca e l'acquacoltura
    SUP Plastica monouso
    BAG Buste di plastica
    SMOKE Rifiuti legati al fumo

    Sottoregione Indice statistico TA FISH SUP BAG SMOKE
    Mediterraneo Occidentale mediana 421 14 133 12 20
    1°quartile 238 4 51 5 4
    3° quartile 857 35 321 41 67
    Adriatico mediana 559 47 170 15 10
    1°quartile 318 22 88 6 4
    3° quartile 1,127 154 359 46 42
    Ionio e Mediterraneo centrale mediana 271 30 91 14 2
    1°quartile 189 3 57 6 0
    3° quartile 474 66 162 24 17
  • Titolo Figura per abstract rifiuti spiaggiati