ACQUE DI TRANSIZIONE – ELEMENTO DI QUALITA’ BIOLOGICA MACROFITE MaQI-TW

Autori: 
Andrea Bonometto, Rossella Boscolo Brusà, Federica Cacciatore, Federica Oselladore, Emanuele Ponis
Immagine abstract
Abstract: 
L’indice MaQI (Macrophyte Quality Index) (Sfriso et al.,2014) formalmente adottato dall’Italia per la classificazione dello stato ecologico degli ambienti di transizione nell’ambito della Direttiva 2000/60/CE, integra i due elementi di qualità biologica macroalghe e fanerogame acquatiche.
Il MaQI risponde alle pressioni di origine antropica che interessano le aree di transizione e descrive lo stato di qualità ecologica in 5 classi: elevato, buono, sufficiente, scarso e cattivo.
Descrizione: 
Il Macrophyte Quality Index è un indice multimetrico, basato su: numero e percentuale delle specie macrolagali sensibili; abbondanza relativa di Rhodophyta e Chlorophyta; copertura percentuale di macroalghe; copertura percentuale delle diverse specie di fanerogame acquatiche (ISPRA, 2011). Tale indice viene utilizzato per fornire una classificazione ecologica sintetica dell'ecosistema attraverso l'utilizzo dei parametri strutturali (copertura, composizione e abbondanza) della comunità macrofitica di fondo mobile. Il MaQI, consolidato da un robusto supporto bibliografico, è in grado di riassumere la complessità delle comunità vegetale di fondo mobile, permettendo una lettura ecologica dell'ecosistema in esame .
L’indice è applicabile a tutti i corpi idrici italiani con salinità media annua superiore a 5, ed è stato intercalibrato con gli altri Stati membri, per garantire la comparabilità dei risultati a livello mediterraneo.
Il valore del MaQI varia tra 0 e 1, e corrisponde al Rapporto di Qualità Ecologica (RQE) richiesto dalla Direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE. I limiti di classe sono definiti e riportati nella normativa di riferimento DM 260/2010.
Scopo: 
Classificare lo stato di qualità ecologica dei corpi idrici di transizione utilizzando gli elementi di qualità biologica "macroalghe" e "fanerogame acquatiche".
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Una "buona" copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 2000/60/CE
D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.
Decisione 2018/229/UE
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2000/60/CE (recepita con D.Lgs. 152/06) istituisce un quadro normativo di riferimento per tutti gli Stati membri, per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee che mira al miglioramento e ripristino di tutti i corpi idrici superficiali, per i corpi idrici artificiali e quelli fortemente modificati, al fine di raggiungere un buono stato delle acque superficiali entro 15 anni dall'entrata in vigore della Direttiva. Gli elementi qualitativi che concorrono alla definizione dello stato ecologico e di qualità delle diverse tipologie di corpi idrici sono così strutturati: 1) Elementi biologici composti in generale da flora acquatica, macroinvertebrati, fauna ittica, fitoplancton e altra flora acquatica di cui, per ognuno, la composizione e l'abbondanza ed eventuali taxa sensibili costruiscono livelli informativi indispensabili per definire lo stato ecologico; 2) Elementi idromorfologici a sostegno degli elementi biologici che considerano: a) il regime idrologico; b) condizioni morfologiche; 3) Elementi chimici e fisico-chimici a sostegno degli elementi biologici che considerano: a) elementi generali; b) inquinanti specifici.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Sfriso, A., Facca, C., Ghetti, P.F. (2007). Rapid Quality Index, based mainly on Macrophyte Associations (R-MAQI), to assess the ecological status of the transitional environments. Chemistry and Ecology, 23 (6): 1-11.
Sfriso, A., Facca, C., Ghetti, P.F. (2009). Validation of the Macrophyte Quality Index (MaQI) set up to assess the ecological status of Italian marine transitional environments. Hydrobiologia, 617, 117-141.
Sfriso, A., Facca, C., Bonometto, A., Boscolo, R. (2014). Compliance of the Macrophyte Quality Index (MaQI) with the WFD (2000/60/EC) and ecological status assessment in transitional areas: The Venice lagoon as study case. Ecological Indicators 46, 536–547.
ISPRA, 2009. Implementazione della Direttiva 2000/60/CE - Classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici delle acque marino costiere e di transizione.
ISPRA, 2010. Implementazione della Direttiva 2000/60/CE - Linea guida per l’applicazione dell’indice MaQI.
ISPRA, 2011. Protocolli per il campionamento e la determinazione degli elementi di qualità biologica e fisico-chimica nell’ambito dei programmi di monitoraggio ex 2000/60/CE delle acque di transizione.
ISPRA-UNIVE, 2012. Variazioni del Macrophyte Quality Index (MaQI) a seguito dei risultati dell’intercalibrazione nell’Ecoregione Mediterranea (Med-GIG).
Limitazioni: 
nessuna
Ulteriori azioni: 
Aggiornamento costante della lista specie utilizzata.
Frequenza rilevazione dati: 
Frequenza variabile: il monitoraggio di sorveglianza è effettuato per almeno 1 anno ogni sei anni, salvo l’eccezione della rete nucleo che è controllata ogni tre anni. Il monitoraggio operativo è effettuato con cicli non superiori ai tre anni.
Accessibilità dei dati di base: 
SINTAI
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
SINTAI
Unità di misura: 
Classi di qualità
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Per l’applicazione del MaQI è necessario determinare i seguenti parametri:
- Riconoscimento sistematico dei taxa macroalgali a livello di specie e determinazione del numero e percentuale di taxa sensibili presenti (ISPRA, 2010);
- Copertura totale e abbondanza relativa delle macroalghe dominanti. È sufficiente discriminare tra la copertura > o < del 5% e l’abbondanza relativa di Chlorophyta e Rhodophyta;
- Riconoscimento e copertura percentuale relativa delle singole specie di fanerogame.
Le metriche sono combinate tra loro tramite una matrice a due entrare, per macroalghe e fanerogame rispettivamente, che restituisce direttamente il valore del RQE e lo stato dell’EQB (ISPRA, 2012). Il valore del MaQI varia tra 0 e 1. I limiti di classe sono riportati nella normativa di riferimento (DM 260/2010), che definisce 5 classi (elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo).
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Triennale
Copertura spaziale: 
Regionale (6/9)
Copertura temporale: 
2014-2016
L'indicatore è rilevante, perché previsto dalla normativa nazionale per la classificazione dello stato ecologico degli ambienti di transizione mediante l'utilizzo delle macrofite. La fonte del dato (ARPA, SINTAI) garantisce accuratezza e affidabilità della valutazione.
La sua applicazione è completa in termini spaziali per la maggior parte delle acque di transizione nazionali a partire dal triennio 2014-2016. Il prosieguo dei monitoraggi ai sensi della Direttiva 2000/60/CE in tutti gli ambienti di transizione permetterà quindi in futuro la valutazione di trend.
La comparabilità dei dati nel tempo e nello spazio è garantita dall'uso su scala nazionale della stessa metodologia di campionamento, analisi e classificazione. La comparabilità a livello internazionale è garantita dall’intercalibrazione condotta a livello mediterraneo (2018/229/UE). L'adempienza alla direttiva prevede altresì che sia assicurata l'affidabilità delle fonti dei dati e la loro validazione.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
L’analisi dell’indice MaQI mostra che dei 65 corpi idrici il 10,8% si trova in stato “elevato”, il 32,3% nello stato “buono”, il 18,5% nello stato “sufficiente”, il 33,8% nello stato ecologico “scarso”, e il restante 4,6% nello stato “cattivo” (Tabella 1). La copertura dell’indicatore non permette, al momento, di individuare un trend.
Commenti: 
Non sono state considerate nel conteggio e nell’elaborazione le acque di transizione ricadenti nella tipologia “foci fluviali”, alle quali l’indicatore non è al momento applicabile.
L'applicazione dell'indice MaQI nelle acque di transizione nazionali fornisce una valutazione generale della componente macrofitica per le regioni di cui sono disponibili i dati (6 su 9), che comprendono in totale 65 corpi idrici (Figura 1a - 1b).
I dati sono relativi al triennio 2014-2016, fatta eccezione per la Sicilia in cui è stato utilizzato un intervallo più ampio (2012-2017) per garantire una maggiore copertura spaziale dell’indicatore, essendo stato condotto un monitoraggio stratificato dei diversi corpi idrici.
A livello nazionale il 43% dei corpi idrici di transizione ha raggiunto l'obiettivo di qualità
("buono" o "elevato").
A livello di singole regioni (Tabella 1), l’81,8% dei corpi idrici della Puglia raggiunge l'obiettivo di qualità, il 66,7% per la Sicilia e il 50% per la Sardegna; valori sono inferiori si rilevano in Friuli-Venezia Giulia (38,5%) e Veneto (16,7%), mentre in Emilia-Romagna nessun corpo idrico presenta uno stato di qualità “elevato o buono”.
Se si raggruppano i corpi idrici secondo la categoria “tidale/non tidale” (Figure 2 e 3), si osserva che raggiungono lo stato "buono" o "elevato" il 24,2% dei “tidali” (8 CI su 33) e il 56,3% dei “non tidali” (18 CI su 32).
  • Titolo Figura 1a: Applicazione dell'indice MaQI ai corpi idrici di transizione italiani (vista su scala nazionale)
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere

  • Titolo Figura 1b: Applicazione dell'indice MaQI ai corpi idrici di transizione italiani (zoom sui corpi idrici delle 6 regioni)
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere

  • Titolo Tabella 1: EQB Macrofite MaQI, stato di qualità ecologica delle macrofite nelle acque di transizione italiane a livello regionale
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere
    Note n. CI = numero Corpi Idrici

    Friuli-Venezia Giulia
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 7,7% 30,8% 23,1% 38,5% 0,0%
    n. CI 1 4 3 5 0
    Veneto
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 0,0% 16,7% 16,7% 66,7% 0,0%
    n. CI 0 3 3 12 0
    Emilia-Romagna
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 0,0% 0,0% 20,0% 60,0% 20,0%
    n. CI 0 0 1 3 1
    Puglia
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 9,1% 72,7% 18,2% 0,0% 0,0%
    n. CI 1 8 2 0 0
    Sicilia
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 16,7% 50,0% 16,7% 0,0% 16,7%
    n. CI 2 6 2 0 2
    Sardegna
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 50,0% 0,0% 16,7% 33,3% 0,0%
    n. CI 3 0 1 2 0
    TOTALE
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 10,8% 32,3% 18,5% 33,8% 4,6%
    n. CI 7 21 12 22 3
  • Titolo Figura 2: EQB Macrofite MaQI, stato di qualità ecologica delle macrofite delle acque di transizione tidali a livello nazionale
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere
    Legenda n. CI = numero Corpi idrici
  • Titolo Figura 3: EQB Macrofite MaQI, stato qualità ecologica delle macrofite delle acque di transizione non tidali a livello nazionale
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere
    Legenda n. CI = numero Corpi idrici